
Recensioni
libri
I
libri imperdibili
Audiolibri
Biografie
autori
Correnti
letterarie
Progetto
Letteratura VR
Progetto
AEDO
Recensioni
film
Recensioni
giochi
Articoli
Fotografie
Racconti
Umorismo
:-)
Staff
Scrivimi!
Links
Vecchie
news
Accesso rapido
alle recensioni
Clicca sulle lettere per
accedere agli
autori
indicizzati
A
| B
| C
D | E
| F
G | H
| I
J | K
| L
M | N
| O
P | Q
| R
S | T
| U
V | W
| X
Y | Z
|
|
Recensione
a cura di Denise Mereu
"In
fondo cosa occorre alla donna, se vogliamo essere sinceri, in un tempo
come questo in cui č cosė difficile esserlo?
Nient'altro
che l'amore, e la capacitā d'amare. Il guaio č
che amare
č una cosa difficile, ed č pių facile
essere
grandi scienziati o grandi scrittrici. Perchč l'amore non
č volontā, non č studio, non
č quello che
si dice genio, č intelligenza, la vera sola misura della
donna,
e anche dell'uomo."
La storia di questo libro č ambientata nella mia
cittā,
Nuoro, quando ancora contava solo 7051 abitanti, e per questo era vista
dai paesi circostanti come "la capitale". In realtā,
inizialmente la vera capitale era considerata Galtellė,
paese in
cui oggi rimane solo qualche palazzo corroso e deserto, in cui
abitavano uomini buoni e miti, mentre i nuoresi erano visti come
persone cupe, dal costume severo, intelligenti ma sempre vigili
all'offesa. La cittā di Nuoro di quei tempi era divisa in
tre
parti : la zona chiamata Seųna, abitata dai contadini, dove
ora
troviamo la vecchia chiesa delle Grazie, poi c'era San Pietro, il cuore
nero di Nuoro, abitata dai pastori. La terza Nuoro comprendeva il
Corso, il tribunale e il municipio. I confini di San Pietro quindi
erano ben conosciuti dai suoi abitanti, nessun pastore infatti si
sognava di varcare la zona di Seųna, in tempi in cui la
proprierā pastorale era ben diversa da quella contadina.
Quella
pastorale era composta da valli e pianure, divise in appezzamenti di
terra, e per attraversarli si doveva chiedere il permesso; l'altra,
quella contadina, era praticamente dappertutto. Il problema di Nuoro
quindi era che ognuno viveva per conto suo, ma doveva anche convivere
con l'altro, non esistevano odio o amore, ma solo la contestazione
dell'altro, che poi diventava contestazione di se stessi, in cui
signore non voleva dire ricco, ma "rustico": l'unica differenza era
data dal costume e dall'abito civile.
In
questa cittā
incredibilmente divisa, i poveri abitanti di Seųna avevano
una
piccola rivalsa sui potenti di San Pietro, perchč quando
moriva
qualcuno il corteo funebre doveva per forza passare lungo il Corso, per
raggiungere il cimitero che non era distante dalla zona chiamata
"Solitudine", e tutti i signori in segno di rispetto si levavano il
cappello. In Sardegna, a differenza del meridione, la moglie era vista
quasi come un oggetto di culto silenzioso, non esisteva la gelosia, non
esistevano delitti d'onore, la donna era solo lo strumento delle
esigenze della famiglia e del marito, esposta alle vicende della vita
di cui perō non faceva parte. Le cittā si
evolvono ma a
Nuoro pareva esseci solo gente che non aveva nulla da fare, il borgo
pastorale continuava la sua vita nella tenebrosa San Pietro, mentre il
borgo contadino restava immobile, e poi c'erano coloro che non
appartenevano nč all'uno nč all'altro, segno che
i
costumi iniziavano a cambiare. La storia č incentrata sulle
vicende della famiglia Sanna - Vuglič, vicende in un certo
senso
"esemplari" visto il tipo di matrimonio, potremmo dire "ibrido", tra il
tradizionale, borghese e nobiliare. Lui č Don Sebastiano,
notaio, padre severo e orgoglioso, che dedica la vita esclusivamente al
lavoro, interessandosi ben poco alla famiglia; lei č Donna
Vincenza, della quale il marito dice sempre che "č al mondo
perchč c'č posto". Un rapporto - non rapporto,
tipicamente sardo, esempio di una distinzione fra condizione maschile e
femminile, una segregazione interiore, imposta: č un dato di
fatto che a Nuoro le donne non esistevano, in questa storia Donna
Vincenza passa venti anni chiusa in casa, nella rassegnazione. Le
vicende dei Sanna servono all'autore
per descrivere la vecchia Nuoro,
dove la gente sembrava "il corpo di guardia di un castello malfamato".
Consigliato
a:
Consiglio questo
libro a chi č incuriosito dalle storie d'altri tempi.
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 6 |
7 |
7.5 |
7 |
|
Fronte
|
Retro
|
 |
 |
|
Clicca
sulle immagini per ingrandire
|
|
Titolo |
| Il giorno del giudizio |
Tit.
originale |
Il
giorno del giudizio
|
Autore |
| Salvatore Satta |
Editore |
| Gli
Adelphi |
Anno |
| 1979 |
Pagine |
| 292 |
Genere |
| Romanzo |
Argomento |
| Storico |
|