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Recensione
a cura di Christian
Charles
Dickens
ci presenta in quest'opera un mirabile
affresco della società inglese dell'Ottocento, con una verve
umoristica e una capacità di ironia uniche.
La storia narra le peripezie di un gruppo di persone, capitanate da
signor Pickwick, alle prese con le situazioni più
improbabili e
assurde. Pickwick, insieme a tre suoi amici, e al suo fidato servitore,
si troverà ad affrontare matrimoni difficili e controversi,
rapimenti di belle signore, viaggi senza possibilità di
raggiungere la meta, causa i più complessi pericoli, e
picnic
all'insegna della comicità e delle situazioni
macchiettistiche.
La visione corale di questo lungo romanzo è
definita sulla
base
dell'ironico comportamento di Pickwick, che vuol essere a tratti
pretenzioso, a tratti faceto, a tratti oltremodo intransigente, e la
sua controparte è rappresentata da un servo spigliato e
malizioso, votato alla concretezza (mentre il padrone è per
carattere avulso dalla realtà), e che, con ironia,
capacità di proporre battute e freddure, senso pratico,
riesce a
ridimensionare con affetto la perigliosa astrattezza del suo padrone.
Attraverso questo impiantito fatto di rapporti interpersonali tra
devoti amici, non si snodano solo le vicende e i luoghi più
disparati: l'autore
riesce altresì a proporci un quadro che,
anche se volutamente malizioso e comico, riesce a darci un'idea molto
approfondita e precisa, dal punto di vista sociale e storico,
dell'Inghilterra del passato, abbracciando le più diverse
classi
sociali e i più svariati caratteri psicologici: avvocati
compromessi da un vile e totalizzante desiderio di fare soldi; medici
improbabili e dalle capacità quantomeno discutibili;
ereditiere
affascinate dalle giovani bellezze; servi di tutti i tipi, da quelli
sottomessi a quelli intrepidi, dalle servette amorevoli e timide a
quelle audaci e smaliziate; opportunisti che mirano ad appropriarsi
dell'altrui patrimonio a discapito dei legittimi proprietari; padri di
famiglia burleschi e scanzonati; detenuti comicamente indaffarati;
seriose vittime della vita e della società - insomma,
Dickens
tratteggia un mondo complesso ma veritiero, umoristico ma arguto
nell'indicare errori e costumi poco consoni di una società
in
continua evoluzione come quella londinese. E questo grande gioco dei
ruoli e delle situazioni è la maggior garanzia di grandezza
dell'opera, e la miglior ragione per farla entrare nella storia della
grande letteratura.
Consigliato
a:
Consiglio questo
volume a tutte le persone che vogliono
divertirsi leggendo un libro certamente lungo, ma anche scorrevole e
veloce. Se volete invece conoscere questo autore,
ma non volete
affrontare un libro così corposo, allora posso consigliarvi
di
leggere un racconto bello e ben confezionato come "Cantico di Natale".
Se vorreste conoscere meglio il mondo di Londra in diversi periodi
storici, vi posso consigliare "Moll
Flanders" di Daniel Defoe, le opere di sir Arthur
Conan Doyle
sull'eroe integerrimo Sherlock Holmes, e William Somerset Maugham in
"Liza di Lambeth".
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 8.5 |
8 |
8 |
8 |
|
Fronte
|
Retro
|
|
|
|
Clicca
sulle immagini per ingrandire
|
|
Titolo |
| Il
circolo Pickwick |
Tit.
originale |
The Posthumous
Papers of the Pickwick Club
|
Autore |
| Charles
Dickens |
Editore |
| www.bibliomania.it |
Anno |
| 1836 |
Pagine |
| 482 |
Genere |
| Romanzo |
Argomento |
|
|