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Recensione
a cura di Christian
Italo
Calvino ci
parla in questo romanzo di
un nobile molto
particolare. Un bambino aristocratico, insofferente della
rigida intransigenza familiare, decide di abbandonare i suoi
genitori... per fuggire sugli alberi. Sì, perché
egli vede negli alberi l'unico modo di affrancarsi dal condizionamento
famigliare. Una vita tutta nuova si schiude per il
ragazzo: conoscerà l'amore, approfondirà la
conoscenza dell'uomo e dei suoi crucci esistenziali;
imparerà a cacciare, a costruirsi una casa,
incrementerà la sua cultura leggendo e studiando; insomma,
riuscirà a svolgere tutte le normali funzioni di un
cittadino, anche se dalla sua posizione "privilegiata".
A prima vista, si potrebbe pensare che la distanza che separa il
protagonista dall'umanità generale si presti molto
bene a descrivere le piccolezze e la stupidità
dell'uomo; ma questo libro non si abbandona a facili
moralismi: al contrario, la diversità non è mezzo
di denuncia, ma un metodo di accrescimento, un modo per vivere la vita
e le sue passioni, le sue idee, le sue mete culturali in un'ottica
diversa, certo, ma sempre, rigorosamente, umana in tutte le
sue accezioni.
La dimensione della crescita individuale, unita
all'intensità di un'esistenza che è sì
anomala, ma comunque
squisitamente comune dal punto di vista esperenziale,
perché "è" vita: queste sono le
qualità
più spiccate della presente opera, e sono
altresì quelle che rendono questo romanzo
non solo una
rivisitazione in chiave parabolica dell'umanità, ma
esprimono l'umanità stessa, intesa come coacervo di
uomini, gruppo accomunato dalle diversità e diviso
dalle somiglianze.
Consigliato
a:
Consiglio questo
volume a tutte le persone appassionate di
buona letteratura, perché "Il barone rampante" non
è solo una storia gradevole e mirabilmente scritta,
ma è anche un libro profondo, dove la
profondità non è sinonimo di periodi complessi o
concetti inintelligibili.
Se vi è piaciuto questo volume, vi consiglio di leggere le
altre
opere di Italo Calvino,
in particolare ho apprezzato molto "Palomar",
ma altri grandi capolavori sono per esempio "Le città
invisibili" e "Il cavaliere inesistente".
Se volete leggere altri celebri autori italiani, vi consiglio in
particolare
Luigi
Pirandello, in romanzi
ammirevoli come "Uno, nessuno
e centomila" e "Il fu Mattia Pascal", oppure nelle
sue "Novelle
per un anno". Se vi interessa anche la dimensione
della famiglia nell'esistenza umana, vi consiglio lo splendido "Lessico famigliare"
di Natalia
Ginzburg.
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 8.5 |
8 |
8 |
8.5 |
|
Fronte
|
Retro
|
 |
 |
|
Clicca
sulle immagini per ingrandire
|
|
Titolo |
| Il
barone rampante |
Tit.
originale |
| Il
barone rampante |
Autore |
| Italo
Calvino |
Editore |
| Mondadori |
Anno |
| 1957 |
Pagine |
| 263 |
Genere |
| Romanzo |
Argomento |
|
|