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Ricerca personalizzata
Dopo
anni di silenzio, Thomas Harris
ritorna con un libro destinato ad avere
grande successo, in cui continua a narrare le vicende del cannibale
più famoso di tutti i tempi: il dottor Hannibal Lecter. Dopo
la
roccambolesca fuga dal carcere di massima sicurezza lo
ritroviamo
nella nostra patria, più precisamente a Firenze, e in questi
sette lunghi anni non ha mai perso di vista le imprese della giovane
Clarice Starling, con la quale aveva stretto una collaborazione, il
famoso "quid pro quo" che le fece risolvere il caso del serial killer
Jame Gumb dandole, almeno per un pò, una certa
notorietà.
Ora sono in molti ad avere come obiettivo la cattura di Lecter, chi per
i soldi, come l'ispettore italiano Pazzi, chi per vendetta personale
come Mason Veirger, vittima del dottore. Stavolta il libro è
incentrato più sulla figura di Clarice Starling e questi
altri
personaggi che non sui tormenti del suo passato, ma si intuisce da
subito l'attrazione del dottore verso l'agente; Starling nega a se
stessa di ricambiare questa attrazione, ma poi fa di tutto per
evitargli la tortura a cui vuole sottoporlo il suo ex paziente Mason.
Per la prima volta Lecter parla della sua infanzia, attraverso i
ricordi, e forse ciò che lega i due è anche una
sorta di
solidarietà tra orfani: Starling conosce la paura che si
prova
nel ritrovarsi davanti una persona che ti conosce così bene,
che
ti dice sempre la verità, e in questo il Dottor Lecter
è
geniale. da questo punto di vista quindi, il finale è
abbastanza
prevedibile, forse anche per la diversità dell'approccio
narrativo di Harris
rispetto al precedente romanzo.
Si dà
più spazio all'azione, con minuziose descrizioni di
particolari
nelle scene più concitate come i blitz, vicende ambientate
fra
gli Stati Uniti e l'Italia, dove quest'ultima però
è
vista come patria di artisti, o criminali, senza vie di mezzo: Hannibal
rimane in assoluto il re dei serial killer, grazie ad una narrazione
geniale e ipnotica che muta continuamente i confini di una
reltà
che credevamo di conoscere. Naturalmente anche al cinema è
stato
un grande successo per il film interpretato come sempre da un
magistrale Anthony Hopkins, mentre al posto di Jodie Foster nel ruolo
di Clarice Starling troviamo Julianne Moore, da molti ritenuta meno
brava dell'algida Foster. Nonostante la velata delusione del film, il
romanzo
rimane bello e coinvolgente, se è possibile ancora
più macabro nella descrizione dei particolari, ma
è
proprio ciò che caratterizza il genio creativo, e a tratti
morboso di Harris.
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