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Recensione a cura di Christian
Tom Maddox,
all'esordio con il suo primo romanzo,
ci
immerge
in un mondo cyberpunk dalle tematiche filosofiche. L'autore
infatti
cerca di sondare gli oscuri meandri dell'esistenza, alla ricerca del
significato della vita, soprattutto di cosa è la vita, se
essa sia una serie di fattori ed eventi biologici coordinati da un
appararato neurale, oppure se il concetto stesso di vita si possa
estendere a tutto quanto riguarda le istanze del pensiero e
dell'autocoscienza.
In questo libro il vero protagonista
è Aleph, sorta di potentissima Intelligenza Artificiale che
nell'arco della sua vita ha fatto il salto che l'ha portata, da
meccanismo ripetitore e privo di iniziativa, a essere pensante e
cosciente di sé. Ma è proprio questo
sé che provoca il maggiore problema nella vita, sembra
suggerirci lo scrittore,
perché smarriamo il senso di
collettività della specie, perdendoci in ataviche fobie e
paure mai sopite.
Il cammino verso la riconciliazione con il
proprio io e la propria essenza sembra essere arduo e imprescindibile
dall'esperienza del dolore e della perdizione. Ma è un
cammino che anche una macchina è disposta a percorrere,
perché, nonostante la paura, il senso di imminente
annichilimento e l'onnipresente caducità, la potenza
dell'Ego sommuove gli animi e spinge la vita.
Un quadro
quindi nettamente occidentale come pensiero, in completo contrasto con
il collettivismo e la dispersione dell'io tipica della
mentalità orientale. Questo libro, nato a quasi un secolo di
distanza dalle prime avvisaglie della psicoanalisi, mostra che ancora
l'interiorità del singolo è messa in discussione,
e che il cammino per l'accettazione del sé, e dell'altro,
è percorribile solo rinunciando innanzitutto all'Io.
Consigliato
a:
Consiglio questo romanzo a
tutti gli appassionati del
cyberpunk: non è un libro banale ed è senz'altro
meritorio nel quadro che ci propone. Se vi è piaciuto,
potreste leggere altri libri del genere, come "Software - I nuovi Robot"
di
Rudy Rucker
o "Guerrieri dell'interfaccia"
di Walter Jon Williams.
Ancora, date uno sguardo al padre del genere, quel Philip
K. Dick
che in "Blade
Runner" e "Ubik"
ci proponeva un mondo inquientante e distopico. Per approfondire il
tema della coscienza e dell'autocoscienza, vi rimando alla psicoanalisi
e in particolare a Freud
("Introduzione al narcisismo" e "Psicoanalisi dell'arte e della
letteratura", editi dalla Newton).
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 7 |
6 |
8 |
7 |
|
Fronte
|
Retro
|
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