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Ricerca personalizzata
In questo romanzo
scopriamo un George Orwell
poco conosciuto, lontano dai grandi capolavori come "1984". Eppure
compare anche un giovane autore di prestigio, con difetti di stile e
continue ripetizioni, ma anche tematiche profonde, spunti di analisi e
un grande amore per la conoscenza. E' la storia di un poeta, desolato e
afflitto, povero e sconosciuto. Ma è soprattutto la storia
di un'anima in pena, di una persona che, richiudendosi nel proprio
guscio di vano orgoglio, non riesce a inserirsi nella
società, e proprio ciò che lui critica
aspramente, il denaro, diviene la sua ossessione. Sono i quattrini il
motivo dominante dell'opera, in un abbandono forsennato della sicurezza
economica e del vil soldo, pur se quest'ultimo permette, oltre
all'opulenza, anche solo una misera cena con la ragazza amata. In
quest'opera vi sono personaggi delineati con uno stile forte, spesso
stereotipato, ma dotati di una vitalità che era propria del
giovane scrittore di quegli anni. E' anche un'opera quasi fastidiosa,
per l'inesorabilità quasi fatalistica che domina le azioni
del protagonista.
Consiglio la lettura a chi apprezza Orwell,
perché permette di scoprire aspetti di lui poco noti. Ma
è consigliato anche a chi è in cerca di qualcosa
di alternativo alla lettura classica, e che apprezza lo stile a volte
grezzo e schietto di un romanzo
non rifinito dall'esperienza di una
vita.
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