Recensioni
libri
I
libri imperdibili
Audiolibri
Biografie
autori
Correnti
letterarie
Progetto
Letteratura VR
Progetto
AEDO
Recensioni
film
Recensioni
giochi
Articoli
Fotografie
Racconti
Umorismo
:-)
Staff
Scrivimi!
Links
Vecchie
news
Accesso
rapido
alle recensioni
Clicca sulle lettere per
accedere agli
autori indicizzati
A
| B | C
D | E
| F
G | H
| I
J | K
| L
M | N
| O
P | Q
| R
S | T
| U
V | W
| X
Y | Z
|
|
Recensione a cura di Denise
"Credo
nell'umiltà della mia vita e della mia prossima morte,
ignoro i
vostri pensieri difficili e i vostri gusti complicati, sicura che la
vita e il mondo e gli uomini sono sempre gli stessi dappertutto in
tutti i tempi..."
"La memoria si
affaccia dove
vuole e riemerge all'improvviso con immagini sbiadite che fanno male, o
sorrisi dimenticati di qualcuno che era così importante un
secolo fa, e ora chissà dove brucia le sue ore,
chissà
con chi..."
Questo libro è ambientato in Sardegna, regione che
solitamente
evoca immagini di belle spiagge assolate e mari limpidissimi, luoghi
ideali in cui trascorrere le vacanze. Ma chi conosce e ama veramente la
Sardegna sa che ci sono dei luoghi più affascinanti della
Costa
Smeralda, in cui si trova la natura incontaminata, ma anche paesi
così piccoli e nascosti di cui molti ignorano l'esistenza.
Il
libro è composto da una serie di racconti, le vite di questi
"diavoli" che messe insieme danno forma ad un quadro piuttosto triste e
drammatico della realtà isolana giovanile. Nuraiò
è un paese come tanti, al di fuori di ogni percorso
turistico, i
giovani che ci vivono sono alla continua ricerca di pace interiore,
disposti a seguire strade che molto spesso non portano a nulla.
C'è chi va via in cerca di fortuna, nella speranza di
imparare
un mestiere, gira il mondo senza fermarsi più di una
settimana
nello stesso posto, sognando un'impossibile conquista della
libertà e persino di se stesso. Quando si trova il coraggio
di
andare via, perché non esistono alternative, un'eventuale
ritorno si vive come una beffa, una sconfitta, che a volte porta anche
alla morte. Questo desiderio di abbandono, questo bisogno di lontananza
forse non sarebbe così forte se quest'isola fosse meno
emarginata economicamente e culturalmente, ed è proprio
questo
aspetto a farla sembrare spesso una sorta di "prigione", e a spingere i
giovani ad andare via. Fra le varie storie troviamo i ricordi di un
nonno che da giovane andava con gli amici per le vie di Cagliari,
indossando la camicia nera, divertendosi a fare lo spaccone, per
sentirsi importante, mentre ora non sopporta di vedere i suoi nipoti
che indossano camicie di quel colore "per moda". Vincenzo, l'eterno
bullo della compagnia, finisce i suoi giorni in prigione sognando lo
sguardo di una ragazza che lo faccia sentire ancora vivo. Storie di
giovani, ma anche di anziani che soffrono e condividono la
realtà dei nostri giorni, vite spesso poste ai margini della
società, senza meta o comunque con soli traguardi negativi,
come
quello della droga, della prigione, della morte. L'autore
di questo
libro, Flavio Soriga,
non usa una cadenza dialettale, ma adopera
termini sardi solo quando il contesto lo richiede, quando
cioè
certe espressioni scritte in italiano non risulterebbero abbastanza
incisive, a seconda del personaggio usa un gergo così
caratteristico che dà il giusto ritmo alla storia. Flavio
Soriga
è un autore giovane, con uno stile diretto, una scrittura
amara,
necessaria per dare un'idea il più possibile realistica di
questi "diavoli" e delle loro dolorose vite. Con "Diavoli di
Nuraiò", il suo primo romanzo, Soriga ha
vinto il premio Italo Calvino.
Consigliato
a:
Consigliato a chi apprezza la bravura di autori poco
noti ma
decisamente bravi.
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 6 |
6 |
6.5 |
5 |
|
Fronte
|
Retro
|
 |
 |
|
Clicca sulle immagini per
ingrandire
|
|
Titolo |
| Diavoli di Nuraiò |
Tit.
originale |
| Diavoli di Nuraiò |
Autore |
| Flavio Soriga |
Editore |
| Il Maestrale |
Anno |
| 2000 |
Pagine |
| 158 |
Genere |
| Racconti |
Argomento |
|
|