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Ricerca personalizzata
"Nella
vita bisognerebbe poter avere due facce... sarebbe bene averne almeno
una di ricambio. Oppure, e questo sarebbe ancora meglio, non avere
nessuna faccia, semplicemente... essere solo delle voci.. un po' come i
ciechi".
Una vita raccontata in un diario, in cui ogni notte Ahmed riversa il suo dolore, trasformatosi negli anni in pura follia. Quaranta giorni dopo la sua morte, il diario viene aperto e letto ad un pubblico che inizia a chiedersi, mentre ascolta la storia, se Ahmed è esistito davvero. Ahmed è l'ottava di sette figlie, e siamo in un paese in cui secondo le regole dell'Islam, chi non ha figli maschi non può dar loro l'eredità, che verrà quindi divisa fra gli altri fratelli del padre. Convinti che la loro famiglia di sole donne sia l'inequivocabile presagio di una maledizione, i genitori decidono che qualunque sia la sua vera natura, Ahmed verrà cresciuta ed educata come un uomo. Ahmed nascerà femmina, ma ormai la decisione è presa, e l'eredità è salva. L'Islam stabilisce che sia una vergogna avere figlie femmine, infatti il padre non si è mai interessato alle figlie. Ora, colmo di gioia, dovrà inventare un mondo artificiale per far credere a parenti e amici che Ahmed sia un maschio. Lei però inizia a crescere e porsi delle domande, a stare male. Osservando la banale e monotona vita delle sorelle, e la perenne sottomissione della madre al padre, inizia a pensare che i vantaggi dell'essere uomo in fondo non sono così negativi. Arriva persino ad abituarsi a quella stretta fasciatura che porta per impedire la normale crescita del seno. Nel periodo adolescenziale capirà cosa sta succedendo a lei e al suo corpo, potrebbe ancora decidere chi vuole essere veramente: seguire il suo istinto di donna o assecondare le volontà del padre, che alla fine saranno anche le sue volontà. Il suo carattere inizia a cambiare, diventa duro, cinico e scontroso. Non ha amici ma decide che per essere un uomo completo deve sposarsi. Ovviamente questa richiesta sconvolge il padre, che però non può negarle il permesso. Il padre sta diventando vecchio, Ahmed ormai è diventata il capo famiglia, temuta dalle sorelle e rispettata dalla madre. La sposa prescelta si chiama Fatima, una sua cugina con qualche problema di salute, cosa che renderà più semplice inscenare un matrimonio da far durare nel tempo. Fatima, nonostante i problemi fisici, dimostrerà di avere una forza d'animo e un carattere più forti di quello di Ahmed, e per questo, arriverà ad odiarla. Ogni tanto questo racconto si interrompe, e chi ascolta fa commenti su Ahmed. Dopo la morte del padre, Ahmed si convince che morirà per la grande tristezza. Rinchiusa in una stanza, evita i contatti umani, accetta solo il rapporto epistolare con un amico, al quale racconta tutto il suo dolore. Una solitudine che pare non debba mai finire, e invece, finalmente, arriva il giorno della conversione. Ahmed vuole cercare di capire chi è la donna che per anni ha tenuta segregata nella mente e nel corpo. Non sarà facile riscoprire la sua sessualità. Chissà se Ahmed è esistita davvero, si chiedono tutti ascoltando il narratore. E'una storia senza tempo, il contrasto assurdo delle leggi che regolano le vite, in modi che non riusciamo neanche a immaginare. E' un romanzo, ma ho sentito spesso parlare di storie realmente accadute, in cui dei genitori, chissà per quale motivo, arrivano a reprimere la vera personalità e identità sessuale dei figli, sconvolgendo per sempre le loro esistenze. Citazioni dal volume Nota di Christian Michelini Per questioni spesso sociali o religiose, alcuni popoli allevano figli o figlie educandoli come persone del sesso opposto alla loro natura. Un esempio è quello dei Mau polinesiani, figli maschi educati fin dall'infanzia a comportarsi come femmine: un istituto sociale differente da altre istanze comportamentali, come l'omosessualità, la transessualità o la decisione autonoma di modificare la propria appartenenza sessuale con chirurgia e ormoni.
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