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Recensione a cura di Christian
Una delle caratteristiche più pregevoli di questo
romanzo è
la sua ricchezza simbolica, in una trama piena di
allegorie, metafore, allusioni vicendevoli.
"Altezza reale"
narra la storia di un principe nato con una mano atrofizzata: fin dalla
nascita il difetto fisico si mescola ad un felice presagio, che
racconta della felicità a venire per il regno dominato dal
re con questo difetto. Ma solo più avanti nella sua vita il
secondogenito sarà destinato alla rappresentanza del potere,
dopo l'abbandono delle funzioni pubbliche da parte del primogenito, di
salute cagionevole. Inizia così una nuova vita mondana per
il principe, e l'irreprensibile accuratezza con cui svolge il suo
incarico lo rendono beneamato dal popolo. L'evento più
importante della vita del principe sarà, nel suo piccolo
regno, il domiciliarsi di un ricchissimo americano, un anziano signore
opulento, malato e stanco, che ha nella sua figlia intellettuale il suo
unico affetto. Tra il principe e la giovane universitaria
nascerà l'amore, favorito anche dai potenti di corte, che
vedono nel matrimonio tra i due l'unica possibilità di
risanare i bilanci in rosso del regno.
A prima vista l'opera
sembrerebbe quasi una romantica storia d'amore, ma il romanzo si
spinge
molto oltre, con richiami ad un ordine morale superiore, ad una
concezione della realtà che supera le manchevolezze e i
problemi per giungere al nucleo dell'esistenza. Qui, più che
in altre opere, traspare la formazione culturale alto-borghese
dell'autore,
che costruisce, stilisticamente e dal punto di vista dei
contenuti, un romanzo
solidamente sontuoso, ricercato,
intellettualmente evoluto. La vicinanza con le tematiche ottocentesche
e la nuova concenzione artistica del Novecento si amalgamano
perfettamente in questo volume, dotato di personaggi molto ben
caratterizzati (soprattutto, a mio avviso, la figlia del ricco
americano).
Consigliato
a:
Chi vuole conoscere l'arte di Thomas Mann
senza affrontare i
suoi più corposi volumi, può iniziare leggendo
"Altezza reale", sicuro di trovarvi molti aspetti della teoria estetica
dell'autore.
Se volete approndire la conoscenza di questo premio Nobel
per la letteratura, dovreste assolutamente leggere almeno "I
Buddenbrook - Decadenza di una famiglia" (il suo
romanzo
d'esordio), "La
morte a Venezia"
e "La
montagna incantata".
Se volete leggere
altri autori tedeschi di quel periodo storico, vi consiglio, per una
visione dell'arte meno intellettualizzata, Hermann Hesse,
in volumi
celebri come "Siddharta",
"Il
lupo della steppa", "Il
giuoco delle perle di vetro", e, su un parallelo
piano cultura, quasi antagonistico a quello di Mann, il
grande Robert
Musil, ne "I turbamenti del giovane Torless" e "L'uomo senza
qualità".
| Scorrevolezza |
Valore
artistico |
Contenuti |
Globale |
| 8 |
7.5 |
8 |
7.5 |
|
Fronte
|
Retro
|
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|
Clicca sulle immagini per
ingrandire
|
|
Titolo |
| Altezza reale |
Tit.
originale |
| Königliche Hoheit |
Autore |
| Thomas
Mann |
Editore |
| Mursia |
Anno |
| 1909 |
Pagine |
| 280 |
Genere |
| Romanzo |
Argomento |
|
|