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Citazioni varie: Quando tutto mi rapisce, ignoro se a sedurmi è una cosa sola. L’amore somiglia molto a una tortura o a un’operazione chirurgica. Anche se i due amanti sono innamoratissimi e colmi di desideri reciproci, uno dei due sarà sempre più calmo o meno ossessionato dell’altro. Uno dei due è il chirurgo o il carnefice; l’altro il paziente, la vittima. Non concepisco affatto (il mio cervello è forse uno specchio stregato?) un tipo di Bellezza in cui non ci sia infelicità. Gli aspetti seducenti e che fanno la bellezza sono: l’aria sazia, l’aria annoiata, l’aria svanita, l’aria impudente, l’aria fredda, l’aria introspettiva, l’aria di dominio, l’aria volitiva, l’aria cattiva, l’aria malata, l’aria da gatto; puerilità, noncuranza e malizia mescolate insieme. Più l’uomo coltiva le arti, meno va in fregola. Avviene un divorzio sempre più manifesto fra lo spirito e il bruto. Solo il bruto “frega” bene, e il fottere è lirismo del popolo. Fottere, è aspirare a entrare in un altro, e l’artista non esce mai da sé. La donna che non si gode è quella che si ama. Delicatezza estetica, omaggio idolatrino dei raffinati. La dissolutezza con altre donne rende più cara l’amante. Quel che essa perde in godimenti sensuali, lo guadagna in adorazione. La coscienza di aver bisogno di perdono rende più amabile l‘uomo. Mia bellezza, dillo ai vermi voraci, che ti mangeranno di baci, che io ho conservato la forma, la divina essenza, dei miei decomposti amori. Sono un cimitero aborrito dalla luna... Sono un boudoir vecchio pieno di rose appassite... Sono come il re d’un paese piovoso, ricco ma impotente, giovane e annoso... Valanga, vuoi trascinarmi nel tuo rovinoso danno? L’artista non è tale se non a condizione di esser duplice e di non ignorare nessun fenomeno della sua doppia natura. D’autres fois, calme plat, grand miroir de mon désespoir. ["Altre volte, calma piatta, grande specchio della mia disperazione", traduzione di Christian Michelini]. E il vento furibondo della concupiscenza sbatte le vostre carni come vecchie bandiere... ...E l’atroce angoscia, dispotica, pianta sul mio cranio chinato, il suo nero vessillo. (da "I Fiori del Male") Sii benedetto, o Dio che dai la sofferenza come divino farmaco alle nostre impurità, come la più efficace e la più pura essenza per preparare i forti alle sante voluttà! so che sempre riservi uno spazio al Poeta nelle file felici delle sante Legioni, e che Tu lo inviti alla festa eterna delle Virtù, dei Troni e delle Dominazioni. So che il dolore resta l'unica nobiltà a cui non morderanno la terra nè gl'inferni, e che per intrecciare la mia corona mistica pagano il loro scotto le ere e gli universi. ![]()
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