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| Marguerite
Yourcenar - Biografia |
Articolo a cura
di Franca
Marguerite Yourcenar
(Bruxelles 1903 - Bar
Harbor-Maine 1987), scrittrice e saggista, fra le più
significative voci della letteratura francese del secolo scorso.
Nacque a Bruxelles l'8 giugno 1903, da una famiglia di
antica
nobiltà. Il padre, Michel René de Cleenewerck de
Crayencour, ricco proprietario terriero, era di origine francese; la
madre, Fernande de Cartier de Marchienne, era di origine belga, e
morì pochi giorni dopo averle dato la luce: fu la sua unica
figlia.
Marguerite Yourcenar (pseudonimo di Marguerite
Antoniette Jeanne Marie Ghislaine de Crayencour, ricavato anagrammando
il cognome, con la complicità del padre) visse i primi anni
della sua vita a Mont Noir, nell'estremo nord della Francia, nella
vasta tenuta immersa nella bellezza della campagna francese, governata
dalla nonna paterna. Il padre che volle occuparsi in modo molto
accurato della sua istruzione, la portava sovente con se nei continui
spostamenti fra Bruxelles, Lilla, Mont Noir, l'Olanda, Parigi e il Midi
francese. Questi continui contatti con ambienti geografici diversi,
oltre ad imprimerle il desiderio instancabile di viaggiare,
svilupparono nella piccola Marguerite un'ampia e profonda
curiosità culturale e la capacità di assaporare
il piacere per l'avventura e per la libertà.
Dopo
la morte della nonna paterna, avvenuta nel 1909, che ebbe come
conseguenza la vendita del Castello di Mont Noir, padre e figlia nel
1912 si stabilirono a Parigi.
Il padre, uomo di
sensibilità e cultura straordinarie, al fianco di diversi
precettori privati, continuò ad essere per la giovane figlia
una guida con cui confrontarsi, influenzando notevolmente i suoi studi
letterari.
Marguerite, sin da piccola, immersa con passione
nel classicismo greco e latino, affrontò senza alcuna
difficoltà lo studio di queste due lingue, poi ancora delle
lingue tedesca, spagnola, italiana.
Lo scoppio della prima
guerra mondiale costrinse entrambi a trasferirsi a Putney in
Inghilterra, dove Marguerite imparò anche la lingua inglese.
In quel periodo ebbero inizio i suoi viaggi in Italia, Svizzera,
Germania e Grecia.
Nel 1918, rientrati in Francia,
Marguerite, senza aver mai messo piede in un'aula scolastica, si
diplomò in filosofia all'Università di
Aix-en-Provence.
Dopo due ulteriori anni di studio ottenne,
"Maxima cum Laude", una licenza speciale in greco, concludendo
così l'intero arco della sua grande preparazione culturale.
A 17 anni ebbe inizio la sua carriera letteraria. Nel 1922
pubblicò le liriche a consacrazione di Icaro "Il giardino
delle chimere", dedicate al padre. Nel 1924 pubblicò "Gli
dei non sono morti"; un tributo all'antichità mitologica,
dedicato all'amica Christine Havelt. In queste due opere d'esordio le
spese di stampa vennero sostenute dal padre.
La passione per
la storia dell'antica Roma imperiale la portò a visitare i
siti archeologici italiani più importanti. Nel 1924 a Tivoli
visitò per la prima volta Villa Adriana, da cui trasse
spunto per le sue prime ricerche sulla vita dell'imperatore romano, e
iniziò a prendere i primi appunti per le "Mémoires
d'Hadrien".
Anche la Grecia fu meta
frequente dei suoi viaggi, alla ricerca dei luoghi cantati nei poemi
omerici.
Nel 1928 il padre, che
due anni prima aveva sposato
Christine Havelt, morì lasciandole una cospicua
eredità, che le consentì di non avere problemi
economici fino al 1940.
La sua attività di
scrittrice proseguì con un'opera di narrativa, "Alexis o il
trattato della lotta vana" (1929), che tratta con straordinaria
delicatezza il tema dell'omosessualità. A questo impegnativo
lavoro fecero seguito altri due titoli, frutto della sua passione per
gli argomenti classici: "La nuova Euridice"(1931) , e "Pindaro"
(romanzo e saggio 1932).
Fra il 1933 e il 1935, mentre si
trovava a Roma, portò a termine il romanzo ambientato
nell'Italia fascista, "Moneta del sogno"(1935). A questo lavoro fece
seguito una raccolta di poesie dal titolo "Fuochi" (1936), ispirate da
un amore non corrisposto per André Fraigneau, e scritto nel
corso di un suo soggiorno in Grecia.
Nel 1937, durante un suo
viaggio a Londra, incontrò Virginia
Woolf e
conobbe Grace Frick, un'intellettuale americana con la quale
iniziò un sodalizio affettivo che si protrasse senza
interruzioni per quarant'anni, fino alla morte di lei. Un viaggio nel
settembre di quello stesso anno inaugurò i contatti di
Marguerite Yourcenar con il Nuovo Continente.
Al suo rientro
in Europa venne pubblicato "Il colpo di grazia" (1938), una delle sue
opere più raffinate: è la storia della lotta
antibolscevica nei paesi baltici. Nello stesso anno pubblicò
due raccolte di racconti: "Novelle orientali" e "I sogni e i destini".
Nel 1939, durante un suo soggiorno ad Atene, si impegnò
nella traduzione di Kavafis, in un saggio dal titolo "Presentazione
critica di Kavafis" pubblicato nel 1958.
All'inizio della
seconda guerra mondiale Marguerite Yourcenar lasciò l'Europa
e si trasferì negli Stati Uniti. Doveva essere un soggiorno
di pochi anni, invece si estese per oltre dieci, durante i quali,
abbandonato il suo lavoro di scrittrice, partecipò a
numerose conferenze e si dedicò all'insegnamento del
francese all'Università di New York: furono
attività che le permisero di superare anni di gravi
difficoltà.
Il suo temperamento indipendente e
libero la spinse ad impegnarsi nella battaglia degli intellettuali
americani contro il Ku-Klus-Klan, a partecipare a lotte ambientaliste,
in particolare contro l'uccisione delle balene, a sostenere la causa
del femminismo, pur non approvandone le manifestazioni più
estreme.
Nel 1942 fece visita per la prima volta a Mount
Desert Island (Costa del Maine). Nel 1948, quasi casualmente, le venne
recapitato un baule contenente oggetti personali depositati anni
addietro a Losanna: fra questi riemersero gli appunti delle "Mémoires",
che risvegliarono in lei la passione per la storia del grande
imperatore. Alla scrittura di questa importante opera, concepita da
Marguerite appena ventenne, dedicò ben due anni di lavoro
intenso. Il romanzo, splendida biografia immaginaria dell'imperatore
romano, venne pubblicato nel 1951 col titolo di "Memorie di
Adriano". Fu un successo mondiale immediato di
critica e di pubblico, che destò anche l'ammirazione
incondizionata di Thomas Mann.
Nel 1952 per questo lavoro le venne conferito il Premio
Fémina-Vacaresco.
Altri frequenti viaggi in quel
periodo la portarono in Francia e in Belgio, dove non
tralasciò mai di visitare i luoghi dell'infanzia; poi ancora
visitò l'Inghilterra, la Scandinavia e vari paesi
dell'Europa centrale.
Scelse definitivamente di vivere
insieme all'amica Grace a Mount Desert Island, un'isola dell'Atlantico
di fronte alle coste del Maine, in una casetta tutta di legno
verniciato di bianco, che aveva ribattezzato "La Petite Plaisance",
già divenuta dimora stabile dal novembre del 1950.
Nel corso dei suoi primi anni americani ebbe anche inizio la sua
produzione dei testi teatrali più importanti: "Elettra e la
caduta delle maschere" (1954), "Il mistero di Alceste" (1963) e "Chi
non ha il suo Minotauro?" (1963).
Nel 1955 negli U.S.A.
ricevette il Premio Newspaper Guild. In occasione di un suo soggiorno
in Belgio venne pubblicata una raccolta di poesie, "I doni di Alcippe"
(1956). Nel 1961 le fu conferita la laurea Honoris causa
all'Università di Northampton-Inghilterra. Nel 1962
pubblicò una raccolta di saggi, "Con beneficio
d'inventario", per la quale ricevette il Premio Combat.
Continuarono nel frattempo i suoi viaggi verso mete europee: Islanda,
Inghilterra, Svezia, Danimarca, Portogallo, Spagna, Grecia e Russia, e
verso altri nuovi paesi: Egitto, India e Giappone, che la videro sempre
più intensamente partecipe delle vicende mondiali con
l'adesione a movimenti d'opinione, ad associazioni per il sostegno dei
diritti civili e per la difesa dell'equilibrio ecologico del pianeta.
Altro periodo storico che appassionò Marguerite
Yourcenar fu
il Rinascimento Europeo, in cui collocò la biografia di
Zenone, intellettuale del '500 e personaggio di fantasia, ma ispirato a
due grandi figure di quel tempo: il filosofo italiano Tommaso
Campanella e Paracelso, esponente della corrente magico-teosofica del
rinascimento tedesco. Fu un romanzo impegnativo, da molti considerato
il suo capolavoro, e venne pubblicato nel 1968 con il titolo "L'Opera
al nero". Fu ancora un successo strepitoso a cui, nel 1970, fece
seguito il suo ingresso all'Académie Royale Belge -
Bruxelles.
Nel 1971, a Parigi, ricevette la Legion d'Onore;
nel 1972 ricevette il Premio Letterario di Monaco; nel 1974 ricevette
il Premio Nazionale della Cultura Francese. Nel 1977 le venne
riconosciuto in patria il Gran Premio di Letteratura
dell'Académie Française.
Ottenne un
considerevole numero di premi letterari, che le vennero conferiti
più per la sua altissima capacità di essere
scrittrice che non per una sua singola opera.
Sempre nel 1977
iniziò a studiare la lingua giapponese: la conoscenza di
questa lingua le permise di tradurre l'opera del giapponese Yukio
Mishima "Cinque nõ moderni", e di scrivere il saggio
"Mishima o la visione del vuoto" (1981).
Nel frattempo la
malattia dell'amica Grace le impose la sospensione dei suoi molteplici
viaggi. Fu una pausa che le permise anche di continuare la scrittura
della trilogia autobiografica intitolata "Il labirinto del mondo"
suddivisa in "Care memorie"(1974), "Archivi del Nord"(1977), e "Quoi?
L'Eternité" (pubblicato postumo nel 1988). In queste opere
la scrittrice narra le vicende della propria famiglia, ma solo per
inserirle nella più ampia storia del secolo.
Nel
1979 morì Grace Frick, premurosa compagna e infaticabile
traduttrice dei suoi testi dal francese all'inglese; per Marguerite fu
una perdita dolorosissima.
Il 6 marzo 1980 Marguerite
Yourcenar, all'età di 77 anni, entrò a far parte
dell'Académie Française, prima donna nella storia
a pronunciare un discorso nella prestigiosissima sede parigina, nel
corso della cerimonia che ebbe luogo il 22 gennaio 1981. Crollava una
tradizione che per 345 anni aveva tenuto in disparte le donne
dall'Istituzione fondata dal Cardinale Richelieu.
Ripresero i
suoi viaggi nel Nord Africa e in Europa, accompagnata da Jerry Wilson,
divenuto suo segretario e giovane compagno. Purtroppo egli
morirà prematuramente a 36 anni, nel 1983.
La sua
attività di scrittrice proseguì con la
pubblicazione di un racconto di notevole intensità dal
titolo "Anna, soror…"(1981) in questo libro, con una
scrittura pudica e sfumata, affrontò il tema dell'incesto.
Una prima stesura l'aveva iniziata nel 1925 mentre si trovava a Napoli.
Nel 1982 venne eletta all'Accademia Americana di Arti e Lettere. Sempre
nel 1982 pubblicò un libro di tre racconti, "Come l'acqua
che scorre"; nel 1983 pubblicò un'altra parte di sue
produzioni saggistiche a cui diede il titolo "Il tempo, grande
scultore".
Affrontò nuovamente altri viaggi in
Giappone, Thailandia, India, Kenia e ancora Grecia, Italia e Francia.
Nell'ottobre del 1987 venne pubblicata un'ultima
raccolta di appunti,
scritti in momenti diversi e scelti in prima persona dall'autrice: fu
un libro ricco di citazioni famose a cui diede il titolo "La voce delle
cose".
Nel novembre del 1987 venne designata "migliore
scrittore dell'anno" in occasione del Festival Europeo degli scrittori
di Strasburgo. Ma in ragione degli ottantaquattro anni ormai compiuti,
la forza e l'energia di cui era stata piena la sua vita, erano andate
via via perdendosi.
Marguerite Yourcenar morì il
17 dicembre 1987 in un piccolo ospedale di Bar Harbor (Maine), colpita
da ictus cerebrale. Per sua volontà venne cremata e le sue
ceneri vennero deposte nel piccolo cimitero di Somesville, nell'isola
di Mount Desert Island (Maine), accanto alla tomba dell'amica Grace
Frick. Poco più in là c'è una lapide a
indicare la sepoltura di Jerry Wilson.
Vennero pubblicate
postume altre raccolte di scritti: "Pellegrina e straniera" (1989) e
"Il giro della prigione" (1991).
Marguerite
Yourcenar è stata narratrice di solidissime
capacità e prodigiosamente versatile. Ha scritto romanzi,
saggi, commedie, poesie, memorie, traduzioni. Ha saputo ambientare i
suoi racconti nella Roma del II secolo, nelle Fiandre del XVI,
nell'Italia del XVII, in India, in America, in Cina, muovendosi sempre
con sicurezza e competenza in mezzo a paesaggi, situazioni e personaggi
diversi. La sua straordinaria cultura, l'eccezionale scrupolo nella
documentazione, l'elaborata semplicità dello stile, la
pienezza degli accenti, la densità del pensiero non hanno
mai soffocato le sue invenzioni narrative, bensì hanno
affascinato i lettori di tutto il mondo.
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