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 Pietro Verri - Biografia
Articolo a cura di Christian

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Pietro Verri è stato un importante intellettuale italiano, noto per i suoi studi di filosofia, economia e storia.

Nacque nel 1728, a Milano.

Il padre, il conte Gabriele, fu un politico conservatore, e la madre, Barbara Dati della Somaglia, una nobildonna milanese.
In giovinezza si orientò agli studi di economia, studiando a Vienna. Interessato alla carriera militare, partecipò anche per un breve periodo alla Guerra dei Sette Anni (1756-1763).


Conobbe Giuseppe Parini durante i suoi studi, e fu amico di Cesare Beccaria, con il quale fondò l'Accademia dei Pugni, nel 1761 a Milano, insieme ad altri amici. I membri di questa associazione costituivano la redazione del quotidiano riformista Il Caffè, attivo dal 1764 al 1766, per il quale Pietro Verri scrisse diversi importanti articoli.

Il primo libro pubblicato da Verri risale al 1763, e si intitola "Considerazioni sul commercio nello Stato di Milano". Grazie ad esso otterrà un impiego governativo. Sempre nello stesso anno pubblica anche "Meditazioni sulla felicità".


Nei due decenni che vanno dal 1760 al 1780 Pietro Verri e gli altri intellettuali illuministi a lui vicini tentano di introdurre importanti riforme sociali: per conseguire questo risultato, Pietro Verri intraprenderà in prima persona la via della politica. Ma con l'arrivo al potere di Giuseppe II sul trono austriaco le speranze degli intellettuali riformisti si assottigliano.

In questi due decenni pubblica importanti opere: in primis il saggio "Osservazioni sulla tortura", nel 1768, nel quale si schiera nettamente contro l'uso della tortura: sarà un opuscolo importante che, insieme al fondamentale (e antecedente) "Dei delitti e delle pene" dell'amico Cesare Beccaria, costituisce la base per un riformismo giuridico meno vessatorio nei confronti degli imputati. Quest'opera inspirerà e costituirà la base per Alessandro Manzoni nella scrittura della "Storia della colonna infame".

Nel 1771 pubblica "Meditazioni sull'economia politica", mentre nel 1773 andrà alle stampe il "Discorso sull'indole del piacere e del dolore", che tratta argomenti poi rielaborati e inclusi in una nuova concezione poetica da Giacomo Leopardi. Al 1777 risale la pubblicazione di "Ricordi a mia figlia".

Nel 1797, in seguito all'arrivo in Italia di Napoleone, partecipa alla fondazione della "Repubblica Cisalpina", ispiratrice dei movimenti risorgimentali italiani.

È morto nel 1797, durante una seduta notturna del consiglio municipale di Milano.


Principali Opere
  • Considerazioni sul commercio nello Stato di Milano (1763)
  • Meditazioni sulla felicità (1763)
  • Osservazioni sulla tortura (1768)
  • Elementi del Commercio (1769)
  • Meditazioni sull'economia politica (1771)
  • Discorso sull'indole del piacere e del dolore (1773)
  • Ricordi a mia figlia (1777)
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