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Ricerca personalizzata
Giovanni
Verga nacque nel
1840 a Catania, da una
famiglia di nobili natali. Lasciò i suoi studi di legge per
arruolarsi nella Guardia Nazionale. Fin dalla prima giovinezza si
appassiona alla letteratura, e pubblica "I carbonari della montagna",
un romanzo
storico, a soli 22 anni. Il secondo romanzo,
"Sulle lagune",
del 1863, rende ancor più manifesto il patriottismo dello
scrittore. Si trasferisce a Firenze nel 1865 e pubblica "Una
peccatrice" e "Storia
di una capinera" (di cui abbiamo disponibile l'audiolibro),
due romanzi di
forte ispirazione
romantica. Va a Milano dove conosce Arrigo Boito e Federico De Roberto,
altri noti letterati del tempo; viene raggiunto da Luigi Capuana,
scrittore che ha teorizzato il verismo;
pubblica i romanzi
"Eva" (link all'audiolibro),
"Tigre reale", "Eros".
Nel 1878 scrive, in una lettera, i suoi propositi letterari:
abbandonare il romanticismo per una nuova concezione letteraria, che si
ispiri alle acquisizioni scientifiche di Darwin, per proporre romanzi e
novelle di natura spiccatamente realistica. Il suo modello è
il grande autore francese Émile Zola,
massimo esponente del movimento letterario del Naturalismo.
Nacque il Verismo italiano.
Nel
1880 esce la raccolta di novelle "Vita dei campi" (di cui abbiamo
disponibili alcune audio-novelle),
prima opera del
ciclo dei vinti; nel 1881 esce "I Malavoglia",
celeberrimo capolavoro, forse il suo romanzo
più
rappresentativo; nel 1882 esce il romanzo
"Il marito di Elena", nel
1883 "Per le vie" e "Novelle rusticane", due raccolte di novelle.
"Cavalleria rusticana" (link alla versione audiolibro),
novella facente parte di "Vita dei campi",
viene adattata e rappresentata in teatro nel 1884, per poi divenire
opera lirica nel 1890. "Mastro don Gesualdo", secondo romanzo
del ciclo
dei vinti, esce nel 1888. Nel 1894 torna a Catania e pubblica una nuova
raccolta di novelle, "Don Candeloro". Viene eletto senatore nel 1920.
Muore nel 1922.
Verga è uno dei massimi scrittori del Ottocento, pur lavorando verso la fine del secolo. Il Novecento è il periodo dell'indagine psicologica sui pensieri e fobie dei personaggi narrativi, e anche il secolo della relativizzazione delle esperienze. L'Ottocento, al contrario, è, nella narrativa, il secolo della statuarietà, dell'immobilismo, sia umano che sociale. Verga, con i suoi quadri di vita vissuta, con i suoi personaggi ben definiti, con le situazioni veriste ambientate in luoghi di inalterabile fissità, delinea con la massima nitidezza il mondo popolare italiano di fine secolo. Nella sua narrativa la psicologia analitica dei caratteri cede il passo alla fattività operosa delle reali figure contadine. ![]()
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