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| Madame
de Staël - Biografia |
Articolo a cura
di Christian
Madame de Staël (il cui nome originale era Anne-Louise Germaine
Necker, baronessa di Staël-Holstein) fu una scrittrice francese, di
origini svizzere.
Nacque nel 1766.
Figlia di Jacques Necker, ministro delle finanze francese,
e di Suzanne Curchod, figlia di un pastore protestante svizzero, fin da
giovanissima perfezionò la sua istruzione frequentando il circolo
culturale organizzato da sua madre.
In seguito si sposò con il
barone de Staël-Holstein e creò un proprio salotto culturale, al tempo
molto famoso e frequentato dalla crema della società francese.
Importante per Madame de Staël fu il rapporto intellettuale con il
filosofo Benjamin Constant, che le costò l'esilio da Parigi quando
Napoleone Bonaparte interdisse lei e il filosofo dalla città in seguito
alle accuse di opposizione al regime. Si stabilì presso il lago di
Ginevra e iniziò a viaggiare per l'Europa.
Scrisse "Corinne ou
l'Italie" (1807) dopo un soggiorno in Italia, e successivamente, dopo
aver visitato la Germania, "De l'Allemagne" (1810), sulla validità
della cultura tedesca, che le costò la perpetua inimicizia del governo
francese e il sequestro delle copie del libro.
Incontrò Johann Wolfgang von Goethe
e Friedrich Schiller, ma i giudizi di questi due grandi scrittori su di
lei furono negativi: la accusarono infatti di eccessivo conformismo
borghese.
Importanti furono le sue idee sulla distinzione tra
classicità e romanticismo, che hanno influenzato gli intellettuali
successivi.
Morì nel 1817, dopo essere tornata a Parigi in seguito alla caduta di
Napoleone.
Ecco una descrizione di Madame de Staël data da Friedrich Von Schiller
in una lettera indirizzata a Johann Wolfgang von Goethe,
tratta dagli "Annali" di quest'ultimo:
«M.me
de Staël Le apparirà in tutto, quale Ella se la sarà già costruita a
priori; è tutta di un pezzo solo e nessun tratto estraneo, falso,
patologico in lei. Ciò fa sì che malgrado l'immensa distanza delle
nature e dei modi di pensare, ci si trova perfettamente bene con lei e
si ha voglia di udire tutto da lei, di dirle tutto. Rappresenta
puramente e in una luce estremamente interessante la cultura dello
spirito francese. In tutto quello che noi chiamiamo filosofia, quindi
in tutte le ultime e supreme istanze, si è in lotta con lei, e ci si
rimane, malgrado tutti i discorsi. Ma la sua indole, il suo sentimento
è migliore della sua metafisica e la sua bella intelligenza si eleva ad
una potenza geniale. Vuole spiegare tutto, comprendere, misurare, non
ammette nulla di oscuro, di inaccessibile, e dove non riesce ad
illuminare con la sua fiaccola, là non esiste nulla per lei. Perciò ha
un'orribile paura della filosofia idealistica, che, a suo parere,
conduce al misticismo e alla superstizione, e questa è l'aria mefitica,
dove ella muore. Per quello che noi chiamiamo poesia non vi è alcun
senso in lei; delle opere poetiche non sa appropriarsi che ciò che vi è
di passionale, di rettorico, di astratto, ma non apprezzerà mai niente
di falso; solo non sempre riconoscerà il giusto. Vede da queste quattro
parole che la chiarezza, la decisione, la geniale vivacità della sua
natura non possono avere che un'efficacia benefica; l'unica cosa
molesta è la straordinaria scioltezza della sua lingua, bisogna
trasformarsi completamente in un organo dell'udito, per poterla
seguire. Io, con la mia poca disinvoltura nel parlare francese, me la
cavo assai penosamente, Ella invece, con la sua pratica maggiore, avrà
con lei una comunicazione facilissima.»
Principali opere
- Sophie ou les sentiments secrets (1786)
- Lettres sur le caractère et les écrits de
Jean-Jacques Rousseau (1788)
- Jeanne Grey (1790)
- Réflexions sur le procès de la reine (1793)
- L'influenza delle passioni sulla
felicità (De l’influence des passions sur le
bonheur des individus et des nations, 1796)
- De la littérature considérée dans ses rapports avec
les institutions sociales (1800)
- Delphine (1802)
- Du caractère de M. Necker et de sa vie privée (1804)
- Corinne ou l'Italie (1807)
- De la littérature (1800)
- De l'Allemagne (1810)
- Réflexions sur le suicide (1812)
- Considérations sur les principaux événements de la
Révolution française (1817)
- Dix années d'exile (1821)
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