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 Mary Shelley - Biografia
Articolo a cura di Franca

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Mary Shelley, scrittrice inglese del periodo romantico, ( 1797-1851).

Nacque a Londra da William Godwin, filosofo e romanziere, e da Mary Wollstonecraft, saggista e scrittrice.
Nel 1813 lasciò la famiglia (aveva appena sedici anni), per unirsi al poeta e scrittore Percy Bysshe Shelley, nonostante la disapprovazione dei genitori, essendo lui già sposato.
Insieme si trasferirono in Svizzera, per lasciare alle spalle la desolazione delle rispettive rotture famigliari.
Fu durante una permanenza sul lago di Ginevra, nell'estate del 1816, che Mary, P.B.Shelley e il medico Polidori, vennero coinvolti da G. G. Byron, già famoso poeta, in un particolare gioco competitivo. Tutti e quattro dovevano cimentarsi nell'invenzione di un racconto dell'orrore che fosse il più terrificante possibile.
Mery, che da tempo stava sperimentando la sua creatività letteraria senza successo, accolse questa sfida con molto entusiasmo, incoraggiata anche da Shelley.


Finita l'estate, Percy, Mary e il figlioletto primogenito William, di pochi mesi, rientrarono in Inghilterra. Mary era sempre più immersa nella trama del suo romanzo, che continua a scrivere con impegno e fervore.
Il 29 dicembre 1816 Mary e Shelley si sposarono, a distanza di pochi mesi dal suicidio di Harriet Wesbrook, la giovane moglie che Shelley aveva abbandonato. Il matrimonio ottenne l'approvazione del padre di Mary, che riabbracciò la figlia dopo un lungo periodo di contrasti.
Nel maggio del 1817 il romanzo che aveva inziato è concluso, ed ha il titolo di "Frankenstein ossia il Moderno Prometeo"; Mary lo affida ad un editore londinese, che lo pubblicherà anonimo nel marzo 1818, con la sola prefazione di Shelley.
Il romanzo ebbe un successo immediato, e di lì a qualche anno verrà anche tradotto in rappresentazioni teatrali.
Durante un soggiorno in Italia, nel 1822 Shelley morì annegato nel golfo di La Spezia, di ritorno da una gita in barca: per Mary è un momento tragico. Ha solamente venticinque anni, ma la sua vita pare abbia compiuto tutto il suo corso negli otto anni vissuti con Shelley. Da lui ebbe tre figli, di cui due erano già morti.
Mary, con il figlio rimastole, tornò in Inghilterra, giacché la sua permanenza in Italia non aveva più ragioni per continuare. Si stabilì a Londra, dove riprese a scrivere, occupandosi anche di far pubblicare le opere del marito, ancora non del tutto conosciuto.
Fra i suoi numerosi scritti, dopo il grande successo del suo primo romanzo, si distinse anche "L'Ultimo uomo", pubblicato nel 1826, un libro che racconta la fine di un'umanità sterminata da una pestilenza che lascia in vita un solo essere umano.
Nel 1831, Mary, che nel frattempo ha provveduto ad una serie di lievi correzioni alla prima stesura del suo "Frankenstein", ripubblica il romanzo nella forma definitiva poi più volte ristampata, con una sua prefazione ed il proprio nome.
Mary Shelley morì a Londra, nel 1851, all'età di 59 anni.

La scrittrice, nel concepire il romanzo "Frankenstein", che le diede notevole fama, attinse al mito antichissimo dell'uomo illuso di avere fra le proprie mani il potere e i mezzi (in quel caso la chimica e il galvanismo) per poter creare una replica di se stesso.
"Frankenstein" è un romanzo che ancora oggi continua ad avere successo in quanto offre al lettore vari spunti etici: l'ambiguità e la presunzione della scienza che finisce per creare mostri, l'originaria condizione di generosità e bontà dell'animo umano che si modifica negativamente dopo aver subito l'indifferenza e la corruzione della società, il bisogno esasperato di rivendicare i propri diritti, anche attraverso la violenza, come atto di estrema difesa, contro le ingiustizie e i soprusi subiti.


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