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| Charles
Dickens - Biografia |
Articolo a cura
di Franca
Charles
John Huffman Dickens, (Landport, Portsmouth 1812 –
Gad’s Hill, Kent 1870), romanziere inglese tra i
più popolari
della storia della letteratura.
Charles Dickens nacque il 7 febbraio 1812 a Landport, una piccola
cittadina nei pressi di Portsmouth, dove, secondo di otto fratelli,
visse un’infanzia povera e infelice a causa dei dissesti
finanziari del
padre, John Dickens, un piccolo funzionario della marina, continuamente
sommerso dai debiti. La madre, Elizabeth Barrow, era figlia di un
funzionario statale fuggito all’estero per evitare
l’arresto, in quanto
accusato di appropriazione indebita.
Nel 1821 Charles incominciò a frequentare la scuola
mostrando
ben presto la sua passione per la lettura, che preferiva ai giochi con
i suoi compagni. Purtroppo nel febbraio 1824, quando il padre venne
imprigionato per debiti, il dodicenne Charles fu mandato a lavorare in
una fabbrica di lucido da scarpe. Trascorse quattro mesi ad incollare
etichette sugli astucci di lucido in una baracca infestata dai topi,
insieme ad altri sfortunati ragazzi dei bassifondi. Solamente a sera
inoltrata poteva ricongiungersi alla famiglia che aveva
seguito
il padre in carcere.
Fu un periodo durissimo, ma cessò allorché il
padre,
entrato in possesso di una eredità, riuscì a
saldare i
debiti ed ottenne così di uscire dal carcere.
Nel maggio 1824 Charles Dickens riprese gli studi presso la Wellington
House Academy.
Nel 1827 venne assunto in uno studio legale, ma la sua vera passione
era il giornalismo. Imparò così a stenografare ed
iniziò a svolgere l’attività di
cronista e stenografo
parlamentare.
I suoi lavori vennero pubblicati sul “Mirror of
Parliament” e sul “True
Sun”.
Nel 1833, dopo la pubblicazione sul
“Monthly
Magazine” di un suo primo
racconto, Dickens decise di intraprendere la carriera letteraria. Un
discreto successo lo raggiunse l’anno seguente, quando il
“Morning
Chronicle”, presso cui lavorava come cronista,
pubblicò una
serie di divertenti racconti di vita quotidiana della metropoli
londinese, firmati con lo pseudonimo di “Boz”,
successivamente
raccolti in un unico volume dal titolo “Schizzi di
Boz”(1836),
illustrato con gustose vignette.
Nell’aprile del 1836 Dickens sposò Catherine
Hogarth. Non fu un
matrimonio felice nonostante la nascita di dieci figli: da lei infatti
lo scrittore divorzierà nel 1858. Nello stesso mese di
aprile,
Dickens iniziò la pubblicazione a dispense mensili del
romanzo “Circolo Pickwick”.
L’opera, uno
dei capolavori dell’umorismo inglese, ebbe un tale successo
che nel
novembre 1837 la tiratura, dalle iniziali 400 copie, era passata a
40.000 copie, consacrando l’autore fra le
celebrità letterarie
del momento.
Dopo aver accettato di dirigere il nuovo periodico
“Bentley’s
Miscellany” iniziò a pubblicare sullo stesso un
romanzo a
dispense, dal titolo “Oliver Twist”
(1836-1837). E’ la
storia di un piccolo orfano allevato in un ospizio di mendicanti e poi
sfruttato come malvivente nelle strade di Londra.
Sempre stampato a episodi fra il 1838-1839, Dickens pubblicò
successivamente “Nicholas Nickleby”.
Nel 1840, Dickens, volle fondare un proprio settimanale, il
“Master
Humphrey’s Clock” che ebbe vita fino al
gennaio 1842. Sulle sue
pagine pubblicò “La bottega
dell’antiquario” (1840-1841), che
conquistò il favorevole consenso anche dei lettori americani.
Il suo primo romanzo
storico, “Barnaba Rudge”
(1841), venne invece
tiepidamente accolto dal pubblico. Tale insuccesso però non
offuscò minimamente la sua fama, ormai consolidata anche
negli
Stati Uniti, dove nel 1842 venne invitato e accolto con grande
entusiasmo. Di questo viaggio Dickens raccolse le sue impressioni e le
sue osservazioni nel libro “Americans notes”
(1842). Nelle sue pagine
aspramente polemiche Dickens espresse le sue critiche nei confronti
della giovane democrazia, denunciandone la piaga dello schiavismo e la
sua brutalità.
Tornato a Londra, dopo sei mesi di permanenza negli U.S.A., Dickens
pubblicò il romanzo
“Martin Chuzzlewit”
(1843-1844). Anche in
questo libro sono presenti capitoli di pungente satira
antiamericana, che gli inimicarono il pubblico d’oltreoceano.
Nel dicembre 1843 uscì “Canto di Natale”
(che abbiamo disponibile in audiolibro), il primo dei
racconti dedicato a questa festività, a cui faranno seguito
con
cadenza annuale: il secondo “Le campane” (1844), il
terzo “Il grillo
del focolare” (1845), il quarto “La lotta per la
vita” (1846), il
quinto e ultimo “Lo stregato” (1848). Questo ciclo
di racconti, che
alternano elementi realistici e fantastici ambientati nel periodo
natalizio, venne raccolto in un unico volume col titolo “I
libri di
Natale” nel 1852.
Nel 1844 con la famiglia
Dickens fece un viaggio in
Italia.
Visitò le città di Genova, Firenze, Roma e
Napoli. Il
risultato di questo viaggio si tradusse nel libro
“Impressioni
d’Italia” (1846). Due anni dopo pubblicò
un altro importante
romanzo,
“Dombey e figlio” (1848).
Dal mese di maggio 1849 iniziò la pubblicazione in puntate
mensili del romanzo
“David Copperfield” che
terminò nel novembre
del 1850. L’opera, pubblicata in volume pochi mesi
dopo, in cui si riconoscono significativi periodi
della
vita dello scrittore, ebbe un formidabile successo riscontrabile fra i
lettori ancora oggi.
Nel 1845 Dickens, che per il teatro nutriva una forte passione, volle
cimentarsi anche in ruoli di attore recitando nella compagnia degli
“Amateurs”, alla quale restò legato fino
al 1851. Sempre nel
1845, nel mese di luglio, assunse la direzione del “Daily
News” da lui
fondato. A questo impegno, nel 1847, fece seguito quello di presidente
del “Mechanics’ Institute” di Londra.
Unitamente alle tournée teatrali, Dickens scrisse senza
tregua portando a compimento i romanzi:
“Casa desolata”
(1852-1853), “Storia d’Inghilterra per
l’infanzia” (1853), “Tempi
difficili” (1854), “La piccola Dorrit”
(1857-1858), “Racconti di due
città” (1859), “Grandi
speranze” (1860-1861), “Il nostro comune
amico” (1864-1865).
Nel 1857 Charles Dickens, s’innamorò di una
giovane attrice,
Ellen Ternan. Con lei, dopo il divorzio dalla moglie, visse una
relazione sentimentale che durò per tutto il resto della sua
vita.
Nel 1860, lasciata la casa di Tavistock House, si trasferì
nella
nuova dimora di Gad’s Hill Place nel Kent,
abitazione acquistata
tre anni prima. Nel maggio del 1859 Dickens fondò la rivista
“All the Year Round”, che prese il posto del
“Household Words”,
settimanale da lui fondato nel 1850.
Dickens, trascinato dalla sua passione per il teatro,
volle mettere a
frutto il suo talento per l’interpretazione, iniziando un
lungo ciclo
di pubbliche letture delle sue opere, che ben presto divenne una delle
sue principali occupazioni. Le sue esibizioni ottennero un successo
sensazionale, ma la fatica, insieme a quella accumulata nel tempo dalla
carriera letteraria, gli procurò gravi disturbi cardiaci.
Nonostante i medici gli consigliassero di interrompere le
troppo
stressanti letture pubbliche, Dickens nel 1866 iniziò un
lungo
tour che, l’anno seguente lo portò anche in
America, dove
incontrò il presidente Andrew Johnson, suo estimatore, a
Washington. In questa circostanza lo scrittore ebbe modo di rivedere le
impressioni negative ricavate nel corso del suo primo viaggio.
Rientrato in Inghilterra, durante una serie di letture nelle province
inglesi, nell’aprile 1869, Dickens ebbe un grave collasso a
cui fece
seguito l’ordine perentorio dei medici a non sottoporsi
più a
simili fatiche.
Ma lo scrittore, nonostante il forte indebolimento fisico, senza
sentire ragioni e spinto dal bisogno di sentirsi sempre in contatto con
il suo pubblico, nei primi mesi del 1870 avviò un nuovo
intenso
ciclo di letture a Londra, che si interruppe definitivamente quando
Dickens, colpito da una improvvisa emorragia cerebrale, morì
il
9 giugno 1870 nella sua casa di Gad’s Hill. Le sue
spoglie
vennero sepolte nell’abbazia di Westminster.
Nel mese di settembre dello stesso anno, uscì
l’ultimo capitolo
dell’incompiuto “Edwin
Drood”.
Nelle opere di Dickens ritornano spesso le
avventure e le disavventure
di personaggi indifesi, le sofferenze e le speranze dei più
miseri. Molto attenta e sensibile è l’osservazione
degli
ambienti urbani degradati, e la descrizione dei bassifondi brulicanti
di gente miserabile.
Il tono è spesso picaresco, ma in esso si inserisce
l’osservazione delle caratteristiche umane ed il commento sul
loro
comportamento; e tuttavia il merito dello scrittore è quello
di
aver fuso le due tradizioni della narrativa inglese del ‘700,
quella
picaresca e quella sentimentale per creare una particolare forma di
romanzo
sociale, in cui l’analisi della società
è
condotta non attraverso l’analisi della realtà
economica e
politica, ma attraverso lo studio delle relazioni dei singoli individui
e dell’alterazione dei loro comportamenti sotto
l’influenza
dell’egoismo e dall’ambizione.
I suoi protagonisti, rappresentati attraverso una tipologia morale e
non sociale, sono biechi, malvagi e simboli del male, oppure patetici e
perseguitati eroi del bene che di solito appartengono al
sottoproletariato emarginato o alla borghesia decaduta.
Questa contrapposizione dei personaggi poco approfonditi nel loro
aspetto psicologico, non riuscì ad avere la forza della
denuncia
sociale, ma la descrizione delle sorti dei diseredati e
dell’ipocrisia
dei ceti borghesi contribuì a portare alla luce le gravi
ingiustizie e gli abusi della società ottocentesca,
scuotendone
le coscienze.
La grandezza letteraria di Dickens, frutto del suo istinto, delle sue
esperienze e della sua immaginazione, offrì una notevole
varietà di spunti ad un’ampia parte della
narrativa dell’800
europeo.
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