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 Charles Bukowski - Biografia
Articolo a cura di Denise

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Charles Bukowski nasce ad Andernach, Germania, il 16 Agosto 1920, ma già a due anni emigra col famiglia a Los Angeles, città in cui trascorrerà la maggior parte della sua vita, a parte un lungo periodo di vagabondaggio intorno ai venti anni. La sua biografia è tipicamente americana: pochi studi mai completati e una sequenza infinita di lavori saltuari che vanno dal lavapiatti al posteggiatore; viene anche assunto alle poste, dalle quali però si licenzia a cinquanta anni per "sopravvivere esecitando il mestiere di scrittore".
Cominciò a farsi notare negli anni '60, fedele da allora alla generazione di intellettuali in continuo conflitto con l'ambiente letterario e la società perbenista. In Italia Bukoswki conosce il successo nel 1978, sulla scia dei trionfi letterari tedeschi e francesi, mentre in America è praticamente sconosciuto. Infatti, pur avendo pubblicato decine di libri di poesia e prosa, anche se con piccole case editrici, continua ad essere ignorato dai critici e dai lettori del suo paese. Negli Stati Uniti gode di maggior fortuna come poeta che come narratore, al contrario che in Europa, e spesso è chiamato a leggere i suoi versi nelle università di tutto il paese.


Bukowski ha uno stile autobiografico quasi ossessivo, costantemente impegnato a magnificare con autoironia e comicità, non sempre voluta, la sua figura di bevitore incallito, frequentatore di mondi squallidi, non solo legati al suo mestiere, ma anche al mondo sportivo, come le corse di cavalli e il baseball. Affronta sempre gli stessi temi, ai quali comunque apporta continue variazioni, particolare che in qualche modo lo lega agli scrittori della sua generazione ed ai pittori dell'iperrealismo. I racconti di Bukowski, spesso presentati come romanzi, sono ambientati in realtà squallide, e riflettono la mostruosità di certi ambienti e di certe città americane: in particolare, la sua opera antitradizionale, mette in evidenza gli aspetti più negativi dei sobborghi di Los Angeles, la "nuova capitale" morale o immorale degli Stati Uniti. Consapevole del costante mutamento della realtà americana, sente l'urgenza di comunicare col lettore, e questo rende il suo stile un pò ripetitivo. E' questa la stessa urgenza che lo porta a collaborare con altre riviste underground, scrivendo con uno stile più adatto a questi lettori, e voltando le spalle, a detta sua, all'attento lavoro necessario per scrivere qualcosa per riviste più blasonate come l'Atlantic Monhty.


In definitiva, pur con le dovute differenze ed in assenza di spinta misticheggiante, è un modo di riprendere la "prosa spontanea" e il flusso di coscienza lanciato da Kerouac. Bukowski recide definitivamente i legami con la scrittura letteraria classica, affidandosi ai valori fonetici e ritmici della lingua. E' nei racconti comunque che offre il meglio di sé: ad esempio, per quelli pubblicati in Italia, in "Pulp", "Storie di ordinaria follia", "Compagno di sbronze".


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