| Un gioco controcorrente Negli ultimi anni raramente abbiamo
assistito alla nascita di qualche buon videogioco che non fosse un clone, più o meno
graficamente evoluto, di Doom, infatti, sono prodotte interminabili ripetizioni dello
stesso "concept" (in gergo: idea che sta alla base di un gioco) con veste
grafica e suono sempre più appariscenti.
Il concetto, appunto, che sta alla base di Doom e della sua discendenza, una volta
sfrondato dallattraente grafica, consiste nel trovare varie chiavi necessarie per
procedere ai livelli successivi ed altri oggetti utili nelleconomia del gioco,
allinterno di un labirinto popolato da mostruose forme di vita che devono essere
distrutte senza pietà.
Dal momento che quasi tutti i giochi presenti sul mercato si basano, con modestissime
variazioni, sempre su questo tema si può ragionevolmente affermare che, ultimamente, non
sia stata applicata molta inventiva nel settore dei videogiochi, mentre, è stata
applicata, più che altro, in strategie di mercato tese a vendere schede grafiche sempre
più potenti per supportare le crescenti esigenze hardware dei nuovi videogiochi.
Sentinel Returns non è proprio novità (come si evince dal titolo) si tratta,
tuttavia, del graditissimo ritorno di un vecchio videogioco basato su un originalissimo ed
inimitabile "concept".

Sentinel Returns
Nel 1980 il progettista di videogiochi Geoff Crammond realizzò un avanguardistico ed
originale videogioco chiamato The Sentinel, destinato al celebre "home computer"
Commodore 64, che fu definito lequivalente degli scacchi nel mondo dei videogiochi.
Divenne subito un classico e, quando la Commodore produsse il rivoluzionario computer
Amiga, ne fu realizzata una versione che si avvalse delle migliorie consentite dalla nuova
architettura hardware.

Fu il primo videogioco basato sullidea di realtà virtuale ed affascinò i
giocatori, oltre che per la grafica tridimensionale e la visuale in prima persona, anche e
soprattutto, per il fatto di stimolare la ricostruzione mentale degli ambienti di gioco al
fine di gestire la strategia necessaria, incrementando così il coinvolgimento.
Da allora non né abbiamo più sentito parlare finché La Psygnosis, attualmente, ha
pubblicato Sentinel Returns, (realizzato dalla No Name Games), sfruttando le risorse
hardware delle nuove piattaforme (PC e Sony Playstation) ma cercando di restare fedele
alle caratteristiche principali del gioco originale.
Il giocatore si trova in un ospite (denominato Robot) creato con la sua stessa energia
vitale ed è collocato in un paesaggio montuoso, surreale, disseminato di terrazzi, sui
quali deve spostarsi per cercare di raggiungere la Sentinella che si trova nel luogo più
alto.
Per spostarsi è necessario utilizzare la propria energia materializzando un nuovo
ospite nella posizione desiderata, trasferirsi nellospite stesso e riassorbire
lenergia del precedente.
Lenergia si ottiene assorbendo uno qualunque degli esseri che popolano questo
strano mondo, basta trovarsi ad unaltezza sufficiente per vederne almeno la sua
base, contemporaneamente, è necessario fare attenzione a non restare troppo a lungo nella
visuale dei guardiani per non essere assorbiti.
Nel paesaggio sono sparsi degli strani alberi (stilizzati a forma di sottile obelisco)
che possono essere assorbiti per guadagnare energia, e, guardiani (sentinelle secondarie)
che tenteranno di assorbire lenergia del giocatore per ostacolarlo nel suo
avvicinamento alla Sentinella principale.
Naturalmente lentità più pericolosa è proprio la Sentinella che è dotata di
grande energia, può assorbire rapidamente il giocatore, e, quando non ci riesce, può
trasportarlo, in un luogo più favorevole per terminare il banchetto energetico.
Lo scopo del gioco è raggiungere il livello della Sentinella, assorbirla e proiettarsi
ai livelli superiori tramite una specie di esoterico tunnel spaziale.

Linquietante colonna sonora è di John Carpenter autore, tra le altre, delle
musiche per i film Halloween ed il recente Vampires.
E prevista anche la possibilità di giocare in rete tra più giocatori, in questo
caso il gioco diventa una gara a chi arriva prima ad assorbire la sentinella.
L'ambientazione un po' cupa, la musica di John Carpenter e, soprattutto, la propria
fantasia creano un'avvincente atmosfera da thriller, il tutto senza spargimenti di sangue.
Il gioco supporta unacceleratore grafico 3DFX, ma gira bene anche senza, in
quanto, lazione per sua natura non è velocissima e non ci sono mostri o zombie che
corrono da tutte le parti.
I possessori di computer Amiga (e di Commodore 64) che riusciranno a trovare una copia
del gioco potranno verificare (o ricordare) la bontà della versione originale ed
usufruire di ben 10.000 livelli di gioco contro i poco più di 650 presenti nella nuova
versione.
Requisiti di sistema:
- Pentium 120
- 16 Mb RAM
- Windows 9x
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