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Il nipote del tenente Colombo.
Un commissario molto naif.
Flop.
Il Catalogo.

Berlino è grande, si sa. E lo sa molto bene l'autore Karl Heinz Willschrei che con la nuova sua creazione «Ein Mord für Quandt» ha voluto ancora una volta mettere la capitale tedesca al centro di nuove storie gialle.

Questa volta - cinque anni dopo «Wolffs Revier» - il team della Nostro-Film ha voluto creare qualcosa di diverso, un personaggio che i tedeschi hanno simpaticamente soprannominato "il nipote del tenente Colombo": il giovane commissario Martin Quandt.

Quandt è un personaggio stravagante, decisamente giovane per avere a che fare con complicati casi di omicidio che spesso trovano il loro palcoscenico nelle case di una borghesia medio-alta. Fiuto, logica e un po' di fortuna lo aiutano a risolvere immancabilmente i più intricati delitti.

Il format di 45 minuti ha imposto agli autori - primo fra tutti lo stesso Willschrei, ma anche Werner Kließ, Hartmann Schmige e Peter Hemmer - di costruire molto velocemente le storie. Qui gli sceneggiatori si sono avvalsi della soluzione americana propria del celebre tenente interpretato da Peter Falk: la trama rovesciata. In questo modo l'assassino viene rivelato subito allo spettatore che potrà così seguire il procedimento logico con cui il poliziotto arriverà alla soluzione.

 

Martin Armknecht. (Foto Betafilm)
Un capo misterioso.


Ma Quandt ha in comune con Colombo un altro vezzo: quello di parlare di qualcuno che non compare mai. Se Colombo nei momenti di imbarazzo o per costruire ad arte un ragionamento cita la moglie, Quandt cita il suo capo. "Mein Chef, der meint..." dice spesso; "Il mio capo è dell'idea che...".