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Dismessi i panni di Harry Klein, Fritz Wepper ha potuto godere - a 58 anni - di una specie di rinascita come attore. Dopo trent'anni di vita nei commissariati televisivi di Monaco, è stato infatti riscoperto da numerosi registi che lo hanno voluto nelle loro produzioni.

Dal 1994 fino al 2001 è stato protagonista sul set di «Zwei Brüder» e proprio nell'anno in cui anche questa serie ha chiuso i battenti, Wepper ha partecipato ad un remake tedesco di «Delitto sull'Orient Express», diretto da Carl Schenkel. In quel TV Movie era Wolfgang Bouc, direttore del celebre treno e vecchio amico di Hercule Poirot.

Ma per lui ci sono state anche partecipazioni a serie di grande successo cui, fino a quel momento, non aveva potuto prendere parte. Nel 2002 è stata la volta di "Mord mit Applaus" della serie «Der Bulle von Tölz» e ancora, nel 2004, di "Abseits", un episodio del ciclo «Tatort» in cui ha recitato accanto a Peter Sodann e Bernd Michael Lade sotto la direzione di Hajo Gies.

In serie dal taglio più leggero, Fritz Wepper ha preso parte a «Unter weißen Segeln» come a «Das Traumschiff» (una versione made in Germany di «Love Boat») ed ancora a «Zwei Ärzte sind einer zu viel», nel 2008.

Il ruolo di protagonista lo ha ottenuto con «Um Himmels Willen», prima accanto a Jutta Speidel e, dal 2006, al fianco di Janina Hartwig (Sorella Hanna Jakobi). Proprio con questo telefilm ha vinto il Deutsche Fernsehpreis nel 2003 e nel 2006 come miglior attore protagonista per la sua interpretazione del perfido sindaco di Kaltenthal, Wolfgang Wöller.

Il ruolo di Harry Klein, tuttavia, è riapparso come un cameo in una serie norvegese ideata dall'autore e regista Geir Sindre Breivik dal titolo «Rikets røst». Contrariamente a quanto si possa immaginare, però, in quella serie il ruolo di Harry non era più legato a un vero poliziesco, ma era stato inserito in un contesto umoristico.

Ma cosa avrebbe fatto Fritz Wepper se non avesse scelto la carriera di attore? «Forse il pediatra - racconta - ma il mio percorso di attore è stato tracciato molto presto perchè a undici anni già calcavo le tavole dei palcoscenici. La mia "folgorazione" l'ho avuta a nove anni al Prinzregententheater di Monaco quando vidi l'opera di Albert Lortzing "Zar und Zimmermann". Rimasi affascinato da questo mondo. Iniziai con un teatrino di marionette che improvvisammo con mio fratello Elmar».

Vedi il saluto di Fritz Wepper a Saverio Moriones per "Voci a Sanremo 2008"

 

Fritz Wepper con Sophie in «Mord in bester Gesellschaft». (Foto ARD)
La voce di sempre.

Ad eccezione dei primi episodi di «Derrick», in cui la voce di Fritz Wepper fu doppiata da quella italiana di Gianni Giuliano, tutte le produzioni televisive che abbiamo visto approdare sui teleschermi italiani hanno mantenuto con grande coerenza una sola voce per l'attore tedesco.

A fare parlare italiano prima Harry Klein e poi il sindaco Wöller, ci ha pensato Saverio Moriones, all'anagrafe Francisco Javier Moriones. Per lui gli inizi di carriera sono legati all'attività teatrale presso il Teatro Stabile di L'Aquila e Trieste.

«Il mio impatto con l'Harry di Derrick è stato subito di simpatia e quindi di estrema facilità per quanto riguarda l'adesione vocale e interpretativa. Quindi senza accorgercene siamo invecchiati insieme e la familiarità è divenuta tale che potrei ormai doppiarlo ad occhi chiusi».

Saverio Moriones è la voce italiana, oltre che di Fritz Wepper, di Richard Chamberlain, Joe Pesci, Burt Raynolds, Alec Baldwin, Charles Bronson e Stacy Keach. Saverio ha ottenuto nel 2008 il riconoscimento dell'«Anello d'Oro» nel corso della dodicesima edizione del Premio di Doppiaggio "Voci a Sanremo" quale miglior voce maschile della stagione cinematografica per il suo doppiaggio di Tommy Lee Jones in «Non è un Paese per vecchi».

Saverio Moriones è la voce di Fritz Wepper.


Il sito di Saverio Moriones.