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Prologo di un successo.
Nome in codice: Das Revier.
Inverted Novel.
La storia di Derrick.
La scelta del nome.
Il supervisore.
Cronaca di un successo.
Il cartoon.
Il mio nome è Derrick.
Assalto al treno.
Un ispettore in carriera.
Il cardinale.
Un eroe in quattro terzi.
Il segreto di Derrick.
La sindrome di Tappert.
Il secondo uomo.
La carriera di Fritz.
La carriera di Harry.
Orme di piccoli piedi.
Due amanti per Harry.
La seconda vita di Fritz.
L'autore di Derrick.
Bundesfilmpreise.
Il dottor Traut.
Il produttore di Derrick.
Una famiglia in giallo.
Atmosfere musicali.
Sonata di morte.
Il suono dell'orchestra.
Direttori a confronto.
Le tracce di Derrick in Italia.
Illustri fans.
Celebri detrattori.
Italiani veri e finti.
Il testimone oculare.
La voce di Derrick.
Il restauro di Derrick.
L'ufficio di Derrick.
Qui Squadra Omicidi.
Fedeltà nei dettagli.
Dove abita, ispettore?
Le donne di Derrick.
Derrick ha acciuffato una donna!
L'auto di servizio.
Derrick comics.
La biblioteca di Derrick.
La mediateca di Derrick.
Il Catalogo.

 

 

La notizia del passato nell'esercito delle SS ha fatto immediatamente il giro del mondo.
Ai più è sorta la domanda: un ispettore così per bene, un uomo così a modo con il senso della Giustizia, ha nascosto a tutti un passato nazista?

E così la serie è stata cancellata. Non si capisce se più perchè l'ispettore capo Stephan Derrick aveva militato nelle SS o perché il suo interprete Horst Tappert aveva prestato il servizio di leva in quel corpo militare.

La Sindrome di Tappert è di colpo tornata in auge. Proprio l'attore ne era divenuto protagonista quando, al culmine del successo a metà degli anni Ottanta tutti sapevano chi fosse Derrick ma nessuno sapeva chi fosse Horst Tappert. Anche questa volta si è mescolato Derrick con Tappert e Tappert con Derrick.

Ancor più triste è il fatto che la notizia sia rimbalzata quando ormai non vi era più possibilità di contraddittorio con il protagonista di questa vicenda. Che Tappert abbia dovuto prestare sevizio militare di leva questo appare ovvio, tanto più in tempo di guerra. Che poi sia finito nelle SS per scelta o semplicemente per casuale destinazione questo non potrà dircelo mai nessuno. Il fatto che lui stesso avesse cercato di rimuovere dalla sua placca il simbolo delle SS lascia pensare che forse l'arruolamento in quel corpo gli pesasse.

Di certo la dietrologia non ha mai giovato a niente e nessuno. Scagliarsi contro la serie che è sempre stata identificata come l'incarnazione della Giustizia, talora spinta fino a livelli eccessivi per una semplice fiction televisiva, ha solo permesso a quanti ritenevano «Derrick» un prodotto vecchio di metterlo definitivamente in cantina.

Ma a nessuno è venuto in mente che Herbert Reinecker, il suo autore, aveva avuto la possibilità proprio grazie al Ministro della Propaganda Goebbels di lavorare e scrivere in tempo di guerra? Tutti hanno sempre saputo che Reinecker aveva avuto un passato al servizio del regime nazista tanto che lui stesso, per crearsi una nuova vita dopo la fine del conflitto mondiale, dovette iniziare a scrivere utilizzando diversi pseudonimi prima di potersi riapprpropriare del suo vero nome. Quando Reinecker sfornava sceneggiature su sceneggiature per «Der Kommissar» e poi per «Derrick» tutti dissero che era un genio e che aveva saputo così mirabilmente redimersi dal suo passato filonazista. Forse a quel tempo andava bene a tutti perchè alla fine i prodotti che uscivano da casa Reinecker fruttavano centinaia di milioni e questo permetteva alle coscienze di tacere...

Sulla vicenda si sono espresse anche due voci importanti legate alla serie, quella di Claus Legal, storico redattore di ZDF che ne ha seguito l'edizione per piuù di due decenni, e quella di Fritz Wepper.

Ha dichiarato Wepper: «Bisogna sempre inquadrare il passato delle persone nel tempo in cui hanno vissuto. Condannare una serie tv di culto, amata da milioni di persone, perché la biografia del protagonista mostra ombre, è esagerato. Ed è un modo paternalistico di trattare gli spettatori». Ha chiosato Claus Legal: «non si può giudicare Horst in maniera così sprezzante. Nella sua vita ha sempre dimostrato di avere i piedi ben piantati nella Costituzione».

Solo l'Italia e la Norvegia non lo hanno bandito dai palinsesti.

 

 

 

Horst Tappert (Foto ZDF/Michael Marhoffer)
L'ordine delle cose.

Lo scrittore svizzero Thomas Sandoz, profondo conoscitore della serie e autore del prezioso volume «Derrick, l’ordre des choses» commenta così la notizia: «Tra il 1967 e il 1989, ZDF ha programmato 385 produzioni firmate Reinecker».

«L'adolescenza di Reinecker è stata segnata da due amori: la scrittura e il nazionalsocialismo.
Ma Derrick non è semplicemente una sua creazione, è il suo doppio, l'incarnazione del suo pessimismo di fronte ad un mondo in cui, come Sisifo, un poliziotto può che portare un ordine fugace destinato ad essere distrutto immediatamente».


«Le relazioni tra Horst Tappert e lo sceneggiatore non sono mai state semplici. L'attore ha spesso accusato lo scrittore di portare le storie verso una deriva noiosa legata ad un inutile dibattito filosofico».
Negli ultimi anni, «Horst Tappert ha iniziato a condividere sempre meno i valori espressi da Reinecker e se ne sentiva sempre meno il portavoce, deplorando questo suo cambiamento che sembrava portarlo verso la figura di un predicatore».

Ribatteva Reinecker: «La mia visione del mondo rimane sempre la stessa: il bene deve vincere sul male».


Lo scrittore Thomas Sandoz