
L’uomo che con una Fender tra le mani
riesce a fare anche il caffè. Qualche volta, solo il caffè. Proveniente
da una lunga tradizione musicale familiare, è riuscito in una sola generazione
a disperderla del tutto. Suona indifferentemente chitarre di marche diverse, e
nessuno si accorge della differenza. Dotato di un orecchio musicale sopraffino,
ha ancora qualche difficoltà a distinguere un bemolle da un diesis (“…
perché, c’è qualche differenza?” ). Risente delle influenze culturali del
blues afroamericano, oltre che dell’influenza asiatica e del mal di schiena. Il
suo motto è: “con queste dita, sarei capace di fare di tutto, tranne che
suonare la chitarra”. Si ispira a: Eric Clapton, Carlos Santana, Miguel
Bosè, Jones.