In queste pagine trovate la storia della mia motina, la Ducati Pantah. Lo so, è
strano vedere uno guidare una moto più vecchia di lui però non crediate che
sia uno di quelli retrogradi che crede che il massimo dello sviluppo si sia
ottenuto nel 1978.
Anch'io sbavo davanti a una Fireblade o a una 1098R, però vedo il fascino di
una Moto Morini 3½ o di una CB500 Four.
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La Ducati Pantah viene presentata nel 1977 al Salone di Milano per essere utilizzata nelle gare per le derivate di serie e
per il campionato Junior. A questo modello si chiedeva di sostituire le bicilindriche parallele 350 – 500 introdotte nel
1975 e rivelatesi poi fallimentari dal punto di vista tecnico tanto che il modello si merita
l'appellativo di “Demonio”.
Il progetto viene affidato all'Ingegner Fabio Taglioni che decide di progettare un motore bicilindrico a V di 90°
longitudinale.
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È, infatti, una soluzione che gli è molto cara, adottata per le 750 e per la GP 500 dei primi 70.
Taglioni definisce le linee guida del progetto, due cilindri a L, 2 valvola per cilindro, corsa per alesaggio
(74x57,8 mm, uguali alla 250 Mach 1) e la distribuzione desmodromica.
Il disegno vero e proprio del motore viene realizzato da Gianluigi Mengoli e Renzo Neri.
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La Pantah deve inoltre rispettare le direttive del consiglio di amministrazione che impone un cambio tradizionale e non a
presa diretta, avviamento elettrico, ridotta capienza di olio nel motore, albero a gomito monolitico supportato da bronzine,
trasmissione primaria a catena Morse per la silenziosità e distribuzione comandata da cinghie dentate.
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Questa è una novità per Taglioni, costretto a rinunciare alle coppie coniche.
Nel 76 il motore viene finalmente costruito e testato ma fin dall'inizio si hanno dei problemi di gioventù.
Il peggiore di tutti l'eccessiva rumorosità della trasmissione primaria dovuta a eccessi giochi di accoppiamento.
Si decide cosi di riprogettare il basamanento passando dalla catena agli ingranaggi. Nel '77 viene cosi portato al salone
di Milano un manichino del nuovo modello che suscitò scalpore poiché dichiarava 70 CV a 11.000 giri/min. Nello stesso anno
il motore viene rimontato con le nuove soluzione e al banco viene rilevata una potenza di 48
CV.
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Possono sembrare pochi al giorno d'oggi ma in quegli anni erano valori elevati per un bicilindrico. Basti pensare che sono più di quelli che erogava
il motore della Honda CB 500 Four.
Il telaio viene realizzato da Farné che crea una ciclistica leggera e maneggevole. Il design e il nome vengono invece affidati a Marco
Cuppini, un giocatore di basket con la passione per le moto. Il nome Pantah viene scelto come abbreviazione di pantera.
Nel 1978 nasce il primo esemplare marciante e l'anno dopo la Pantah arriva dai concessionari. La data di omologazione è il 13 ottobre 1979.
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