Community
 
Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico
------------------
Crea
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
   
 
 

KATA

I Kata sono dimostrazioni formali che fanno parte integrante dell'allenamento di Judo.

Mentre il "Randori" è esercizio libero dove i due praticanti si attaccano e si difendono reciprocamente, secondo la propria abilità e preferenze tecniche, il "Kata" è una forma preordinata dove le parti - Tori e Uke - sono stabilite prima, come pure gli attacchi e le difese sono noti a entrambi gli esecutori.

L'abilità nel "Randori" è quella di creare situazioni ottimali per poi poter lanciare l'attacco e proiettare Uke; l'abilità nel "Kata" consiste nel "recitare" nel miglior modo possibile, cioè credibile e coerente, le parti prestabilite.

Il prof. Jigoro Kano, per usare una similitudine linguistica, paragonava i Kata alla grammatica e il Randori al libero componimento.

I Kata sono patrimonio comune alle vecchie scuole di Ju Jitsu, tant'è vero che Jigoro Kano li introdusse dalle due principali scuole (Ryu) che frequentò, la Tenjinshin'yo Ryu e la Kito Ryu.

 

I Kata del Kodokan si possono riassumere come segue:

Libero esercizio:        Nage no kata (forme dei lanci)

                                    Katame no kata (forme dei controlli).
Combattimento:         Kime no kata (forme della decisione)
                                    Goshin Jutsu no kata (forme dell'arte-della difesa)
                                    Goshin-ho no kata (forme della difesa per donne)

 

Educazione fisica:      Ju No kata (forme della flessibilità)

                                    Seiryoku Zen'yo Kokumin Taiiku no kata
                                    (forme nazionali di educazione fisica)

 Teoria:                       Itsutsu no kata (forme dei cinque principi)

                                    Koshiki no kata (forme antiche della scuola di Kito)

 

RANDORI NO KATA

Nel 1908 Jigoro Kano indisse a Kyoto un grande incontro fra i maestri più importanti della Dai Nippon Butokukai (un'associazione di spirito militarista, che aveva abbandonato i vecchi stili di Ju Jitsu per il Judo del Kodokan) per sottoporre il Nage-no-kata e il Katame-no-kata.Il Nage-no-kata venne accettato integralmente come presentato da Jigoro Kano mentre qualche modifica venne apportata al Katame-nokata.

Questi due kata furono chiamati i kata del randori, ovvero il Randori-no-kata.
Nel 1960, sotto la presidenza di Risei Kano, figlio di Jigoro Kano, fu tenuto al Kodokan di Tokyo un altro incontro fra i maggiori esperti per fare il punto sui kata e rendere "standard" la loro esecuzione e inoltre per acquisire un nuovo kata, preparato nel 1956: il Goshin-jutsu-nokata.

 

NAGE NO KATA

Il Nage-no-kata comprende 15 proiezioni fondamentali raggruppate in cinque serie di 3 colpi che illustrano le tecniche fondamentali dei lanci o GOKYO. Ogni proiezione viene eseguita da Tori prima a destra e poi a sinistra.

Gli spostamenti. - Tutti i movimenti avvengono in genere lungo l'asse U-T parallelo ai lati A-C e B-D. La distanza iniziale fra Tori ed Uke deve essere di 5 passi (4 metri) che corrispondono ai cinque tempi successivi di ciascuna proiezione di questo Kata. (Fanno eccezione le proiezioni Uki-goshi, Uchi-mata, Yokoguruma, e Tsurikomi-goshi).
Si cammina con passo sciolto e senza sollevare troppo i piedi da terra. Distinguere la marcia normale per l'avvicinamento di Tori ad Uke precedente al primo tempo di ogni proiezione, da quella di esecuzione della proiezione. Per questa ultima, in nessun caso durante la successione dei passi, il piede mosso per primo deve essere superato da quello che segue. Durante gli spostamenti la posizione dei corpi deve essere quella naturale.

Importante: Tori ed Uke non devono mai volgere le spalle al pubblico, né camminare all'indietro; in particolare Uke non deve mai passare fra Tori e il pubblico.
Tendere sempre alla sincerità del movimento: Tori dovrè veramente squilibrare Uke; e questi non dovrà lanciarsi per eseguire la caduta, ma seguire e subire, resistendo leggermente, l'azione di Tori.


Il ritmo. - Ogni proiezione è suddivisa in cinque tempi. I primi tre sono gli spostamenti che conducono al lancio, il quarto tempo è quello della caduta ed il quinto quello in cui Uke e Tori si dispongono in posizione per effettuare la proiezione successiva. Ciononostante non vi è soluzione di continuità fra un tempo e l'altro; in particolare fra il 2° ed il 3°e fra il 3° ed il 4° che sono quelli del lancio vero e proprio. La caduta si fa sempre più rapida dal 1° al 5° tempo.
Fra una proiezione e l'altra, Tori e Uke battono un secondo di arresto, in posizione shizentai, prima di effettuare la successiva: tale pausa è necessaria per separare le diverse proiezioni.
Durante la esecuzione di ogni serie Uke e Tori non devono mai tornare ai posti di partenza, allo scopo di non prolungare il 5" tempo e spezzare il ritmo della serie che rappresenta una delle cinque tecniche fondamentali del Nage-waza (Gokyo): Proiezioni di mano (o di braccia), proiezioni d'anca, proiezioni di gamba (o piede), sutemi sul dorso e sutemi laterali.
AI posto di partenza Tori ed Uke devono invece tornare al termine di ogni serie di tre proiezioni, allo scopo di separare nettamente le diverse tecniche.
Durante queste pause Tori ed Uke, volgendosi le spalle, rassetteranno il loro judogi prima di dare inizio alla serie seguente e prima del saluto finale.
Il ritmo della quarta e quinta serie deve essere più rapido delle prime tre.

Si passa ora allo studio dettagliato del NAGE-NO-KATA.


Il saluto. - Tori ed Uke entrano nell'area del Kata dal rispettivi lati e si fermano in shizentai uno di fronte all'altro:
(gambe unite, piedi uniti e dita leggermente divaricate): poi, volgendosi contemporaneamente con un quarto di giro verso il joseki (Iato d'onore), eseguono il saluto In piedi (Ritsurei). Ripresa, con movimenti inversi, la precedente posizione, Tori ed Uke si rendono il saluto (gambe e piedi c.s.). Fanno quindi un passo avanti portando le gambe divaricate; sostano un secondo, indi, avanzano l'un verso l'altro per fermarsi alla distanza utile per effettuare la presa fondamentale (kumi-kata) In posizione di shizentai.

(Se precedentemente concordato, sia in apertura che in chiusura di Kata può essere eseguito il saluto cerimoniale da seduto (Zarei).

Da questa posizione ha inizio il Nage-no-Kata.

 

composto da cinque gruppi di tre tecniche eseguite a destra e sinistra.

 

Te Waza:

  • Uki otoshi
  • Seoi Nage
  • Kata guruma

Koshi Waza:

  • Uki goshi
  • Harai goshi
  • Tsuri Komi goshi

Ashi Waza:

  • Okuri ashi barai
  • Sasae Tsuri komi ashi
  • Uchi mata

Ma Sutemi Waza:

  • Tomoe nage
  • Ura nage
  • Sumi gaeshi

Yoko Sutemi Waza:

  • Yoko gake
  • Yoko guruma
  • Uki waza

 

KATAME NO KATA

 

Norme preliminari per l'esecuzione del

KA T AM E-NO-KA T A

Il Katame-no-kata è diviso in tre serie:

  • OSAE-KOMI-WAZA (o OSAE-WAZA) , l'arte di immobilizzare al suolo;
  • SHIME-WAZA, l'arte delle compressioni alla gola per provocare strangolamenti o soffocamenti;
  • KANSETZU-WAZA, l'arte della rottura o slogatura delle giunture.

Ogni serie è rappresentata da cinque tecniche-modello.

Gli spostamentì - I movimenti avvengono nell'area del Kata tenendo, come punto di riferimento, l'asse Uke-Tori e Il centro dell'area. Per gli spostamenti intorno ad Uke, Tori cammina con Ayumi-ashi (spostamento normale), con passo sciolto e senza sollevare troppo i piedi da terra. Per gli altri spostamenti, partendo dalla posizione chiamata Ko-kyoshi (atteggiamento alto in ginocchio), Tori porterà avanti prima la gamba destra e poi la sinistra (da qui in avanti: d = destra,' e s = sinistra), con ginocchio che scivola sul tatami per gli avanzamenti, e inversamente per indietreggiare.
Inoltre a seconda della distanza avremo la <<posizione lontana (Toma)>>, con Tori a 1 metro circa da Uke, e la «posizione vicina (Chikama) », con Tori a circa 30 cm. da Uke.

Importante - Tendere sempre alla sincerità delle azioni:
Tori dovrà realmente immobilizzare Uke, e questi dovrà, seppure non eccessivamente, cercare di liberarsi da Tori.

Il ritmo - Pur se meno palese anche il secondo Kata ha un ritmo, che appunto per ciò è più difficile da seguire. Tra una immobilizzazione e l'altra Tori marca un tempo di arresto di circa un secondo (oppure un ritmo respiratorio) rimanendo con Uke nelle posizioni richieste. Solo alla fine di ogni serie essi tornano ai loro posti-base per rassettarsi il judogi e separare così una serie dall'altra.


Il saluto - Tori ed Uke entrano nell'area del kata dai rispettivi lati e si fermano in shizen-hontai, uno di fronte all'altro (gambe unite, piedi uniti e dita leggermente divaricate), a circa 6 metri di distanza. Poi volgendosi contemporaneamente con un quarto di giro verso il Joseki (Iato d'onore), eseguono il saluto in piedi (Ritsurei). Tori ed Uke, con movimenti inversi, tornano di fronte e si portano in posizione per salutarsi l'un l'altro con la forma cerimoniale (Zarei). Quindi si rialzano in piedi, e con il loro piede sinistro fanno un passo lungo in avanti assumendo la posizione shizen-hontai (tenendo questa volta le gambe leggermente divaricate) a circa 4 m. di distanza l'uno dall'altro. Successivamente, si inginocchiano con la gamba s. sul tatami e aprendo il loro ginocchio d. obliquamente verso d. vi posano sopra la loro mano d. (Ko kyoshi).

composto da tre gruppi di cinque tecniche eseguite solo a destra.

 

Osae Waza:

  • Kesa gatame,
  • Kata gatame,
  • Kami shiho gatame,
  • Yoko shiho gatame,
  • Kuzure kami shiho gatame

Shime Waza:

  • Kata juji jime,
  • Hadaka jime,
  • Okuri eri jime,
  • Kata ha jime,
  • Gyaku juji jime

Kansetsu Waza:

  • Ude garami,
  • Ude hisigi juji gatame,
  • Ude gatame,
  • Hiza gatame,
  • Ashi garami

JU-NO-KATA

È il Kata della "cedevolezza"; sono cioè forme di attacco e di difesa dove Tori, colui che viene attaccato, riesce ad aver ragione del suo aggressore applicando il principio "Ju"; non contrastando la forza con la forza bensì cedendo e controllandola.

 L'idea tradizionale è quella del salice che si piega sotto la furia del vento a differenza della rigida quercia che si oppone, ma si troverà con i rami spaccati rischiando magari di essere sradicata.
 Non solo dunque "cedere" ma impiegare la propria forza per mantenere la giusta posizione, in altre parole, il "miglior uso dell'energia"'.
Creato da Jigoro Kano, non necessita di abbigliamento particolare e può essere praticato ad ogni età.
 Lo stesso Jigoro Kano lo raccomandava come il "Kata da affrontare per primo perché, innanzi tutto, è molto adatto a far comprendere l'idea del JU che è un aspetto fondamentale del mio metodo, poi i movimenti sono lenti, non esistono proiezioni e di conseguenza molto facile da apprendere per i principianti".

 Il Ju-no-kata ha valenza come Educazione Fisica, infatti molti movimenti possono essere considerati veri e propri esercizi di stretching, particolarmente adatti per rendere flessibile la colonna vertebrale, per sciogliere e rilassare le spalle, per irrobustire la muscolatura; come Educazione al Judo, in quanto lo studente impara a usare la giusta quantità di forza da impiegare nella esatta direzione, a considerare il corpo come un tutto unico e a migliorare la posizione di equilibrio; come Educazione psicologica, in quanto allena ad evitare la forza dell'attacco e a sviluppare l'istinto di autodifesa, migliorando la calma di fronte all'attacco e, dato che i movimenti sono lenti e stilizzati, molto utile per le donne che possono affrontare il tema attacco-difesa senza timore.

PRIMA SERIE

  • Tsuri-dashi (Trafiggere con la mano)
  • Kata-oshi (Spingere le spalle)
  • Ryote Dori (Presa delle due mani)
  • Kata Mawashi (Rotazione delle braccia)
  • Ago-oshi (Presa di una mano)

SECONDA SERIE

  • Kiri-Oroshi (Colpire la testa con un arma)
  • Ryo-Kata-oshi (Appoggiarsi sulle due spalle)
  • Naname-uchi (colpire obliquamente)
  • Katate-dori (presa di una mano)
  • Katate-age (alzare la mano per colpire)

TERZA SERIE

  • Obi-dori (Presa d'anca)
  • Mune-oshi (Respingere di petto)
  • Tsuki-age (Colpire con un pugno dal basso in alto)
  • Uchi-oroshi (Colpire di pugno dall'alto in basso)
  • Ryogan-tsuki (Pungere gli occhi)

 

KODOKAN-GOSHINJUTSU

Nota introduttiva al

KODOKAN GOSHINJUTSU

L'arte della difesa personale, o dell'autodifesa, cost come è stata ordinatà e codificata dal Kodokan di Tokio, è Il più moderno dei sistemi di protezione formulata secondo i principi fondamentali del Judo.
Si può dire che <<l' autodifesa-Judo>> altro non sia che Judo stesso, in quella parte utile alla protezione.
Nonostante la somiglianza, la doppia denominazione bisogna conservarla, dovendo Intendere l'<< autodifesa>> cosa assolutamente a sé stante anche nello spirito.
Il Kodokan ha ritenuto utile codificare le regole dell'<< autodifesa>> interpretando lo spirito dei tempi moderni, con la creazione del KODOKAN-GOSHINJUTSU, ammodernando, senza peraltro sminuirlo, l'antico e pur sempre validissimo <<Kime-no-kata >>.
Il nuovo Metodo è basato su una concezione aderente alla realtà collettiva del tempo moderno, con molti obiettivi, il primo del quali insegna il rispetto della vita opponendosi all'offesa del corpo umano. (<Dal punto di vista legale ogni <<difesa>> portata al corpo dell'avversario con l'ausilio di tecniche di sports da combattimento, sia pure in caso di legittima difesa, da persona che per praticare il detto sport deve essere ritenuta in grado di sapersi difendere senza offendere, viene considerata illegale in tutti i Paesi d'Europa). Ciò nonostante può pur essere necessario doversi difendere dall'altrui violenza.
L'ideale dell' <<autodifesa-Judo>> è, alla fine, quello di impedire la violenza ingiustificata, prima ancora che questa si verifichi; o, anche di prevenire ogni possibile violenza.
Fondamentalmente, inoltre: impedire o annullare la violenza e l'aggressione di un avversario, senza peraltro attentare alla sua vita.
In definitiva, l' <<Arte>> dell'autodifesa, è, in senso lato, una educazione ed un perfezionamento dell'istinto di conservazione che ciascun uomo possiede.

Le tecniche basilari dell' <<autodifesa-Judo>> sono le proiezioni, il controllo e l'Atemi-waza. Il controllo riguarda i modi di evitare offese come lussazioni, immobilizzazione, ecc. Non si deve, in generale, tendere a imparare una o due sole tecniche ma acquisire quella scioltezza di corpo e di spirito che permetta di fronteggiare qualsiasi minaccia. Non c'è niente di meglio che usare una «proiezione>> o un'immobilizzazione senza attendere che l'avversario colpisca. Inoltre niente di meglio che ricorrere a proiezioni e immobilizzazioni, che permettono di rendere innocuo l'aggressore; senza provocare soffocamento, fratture e lussazioni, strangolamento, l'incoscienza o la morte, o la disarticolazione di una delle sue membra, cosa che' invece molti provocherebbero se non usassero anzitutto queste due tecniche.
Quelle cioè, della proiezione e del controllo. L'Atemi-waza viene generalmente usato come «kasumi» per distogliere momentaneamente l'attenzione dell'aggressore dal suo attacco. Può essere usato anche per ottenere una squilibrio od una reazione utile.

Differenza fra Judo e Autodifesa-Judo

Le regole del judo sono così numerose e complicate che riesce difficile spegiarle o anche solo tratteggiarle brevemente.
Il maestro Kano disse che il judo non è solo una immensa raccolta di regole tecniche, ma la sintesi dello spirito di vittoria e di giustizia, e addirittura il «principio>> per ottenere vittoria sia nel campo spirituale che in quello fisico, e ancora «il principio della vittoria>> .
Tutte le tecniche dei molti Kata del judo possono essere validamente impiegate al fine della autodifesa. Ma di esse vengono praticamente usate quelle che più direttamente si rendono utili allo scopo.
L'esperienza ha provato innumerevoli volte che è praticamente impossibile riuscire a difenrlersi efficacemente e a proteggersi da un'aggressione invece di raccogliersi su se stesso e mettere in atto alcuni «controcolpi» capaci di annullare l'aggressione stessa.
Ora, questa mancanza di «realismo» e di riflessi non è possibile quando è allenato a dovere. La diversità di tipo d'aggressione presuppone, una estrema varietà di azioni. Il judo è lo sport in cui tutte le possibili forme di lotta vengono studiate.
Questa è la ragione per cui alla base del metodo di autodifesa Goshinjutsu dev'esserci necessariamente una conoscenza abbastanza vasta delle <<basi. del judo>>. I principi elementari, o fondamentali del judo, sono dunque utilizzati nel metodo di «Autodifesa Judo>> del Kodokan.

Principi e regole fondamentali

  1. Conservare sempre una posizione naturale, e stabile sul proprio centro di gravità;
    Conservare elasticità e non rispondere all'avversario opponendo la stessa direzione di forza per contrastarlo. Non usare mai «forza contro forza»;
    Cercare di far perdere all'avversario quell'equilibrio che in lui non è più stabile dal momento in cui ha attaccato; o almeno alterando la direzione dei suoi obiettivi.
    Sempre restando nell'ambito dei principi generali del judo, diremo ancora che:
    a) E' indispensabile un'esatta «sensazione» delle distanze, cioè la nozione di esse.
    b) E' indispensabile sentirsi i muscoli e i <<nervi sciolti >>, e tuttavia pronti a qualsiasi movimento per repentino che esso sia.
  2. c) E' indispensabile acquisire l'abitudine a concentrare tutta la forza su quei punti delle membra che, all'atto di una azione di difesa o d'offesa debbono agire, quasi portando tutto il resto del corpo ad una consapevole «collaborazione>> con i punti medesimi.

KODOKAN GOSHINJUTSU DIFESE DA PRESE VARIE

  • RYOTE-DORI - Presa ai polsi per avanti.
  • HIDARI-ERI-DORI - Presa al bavero sinistro (spingendo)
  • MIGI-ERI-DORI - Presa al bavero destro (tirando)
  • KATA-UDE-DORI- Presa al braccio da dietro
  • USHIRO-ERI-DORI - Presa di colletto da dietro
  • USHIRO-JIME - Presa di collo con avambraccio da dietro
  • KAKAE-DORI - Presa da dietro

DIFESE DA PUGNI

  • NANAME-UCHI - Pugno obliquo alla tempia sinistra
  • AGO- TSUKI - "Uppercut"
  • GANMEN-TSUKI- Pugno al viso

DIFESE DA CALCI

  • MAE-GERI - Calcio ai testicoli
  • YOKO-GERI - Calcio laterale
  • DIFESE DA COLPI DI PUGNALE
  • TZUKKAKE - Tentativo di estrarre il pugnale
  • CHOKUTSUZI - Pugnalata allo stomaco
  • NANAME-TSUKI- Pugnalata obliqua al collo dall'alto

DIFESE DA COLPI DI BASTONE

  • FURI-AGE - Bastonata dall'alto
  • FURI-OROSHI - Bastonata di punta al plesso
  • MOROTE-TSUKI- Bastonata di punta allo stomaco
  • DIFESE DA COLPI CON LA PISTOLA
  • SHOMEN-TSUKE - Minaccia con pistola da vicino
  • KOSHI-GAMAE - Minaccia con pistola al fianco
  • HAIMEN-TSUKE - Minaccia con pistola alla schiena


KIME-NO-KAT A (La difesa)

Il KIME-NO-KATA (o Kata della difesa personale), pure detto. Shinken-shobu-no-kata. (o Kata del combattimento vero) è suddiviso in due grandi serie: Serie. Idorl. di 8 a:zioni tecniche eseguite dalla posizione seduta (secondo l'usanza giapponese) e la Serie. Tachi-ai. di 12 azioni tecniche eseguite stando in posizione eretta.
Il Kime-no-kata è molto formalistico e stiliz:zato. La sua esecuzione, estremamente utile al fine di apprendere i 'princlpl fondamentali della difesa personale, per Il ritmo con il quale viene eseguito, ha molto del teatrale. Ma non per questo riesce meno interessante agli appassionati del Judo.

Ecco l'elenco delle 20 azioni che lo compongono:

PRIMA SERIE

IDORI (Azioni di difesa dalla posizione seduta)

Contro attacchi con mani nude

  • Ryote-dori - Difesa da doppia presa ai polsi con leva al gomito.
  • Tsukkake - Dif. da pugno allo stomaco con leva al braccio Suri-age -
  • Difesa da colpo alla fronte con leva al braccio a terra. Yoko-uchi -
  • Difesa da un colpo alla tempia con immobilizzazione a terra.Ushiro-dori -
  • Difesa da presa alle spalle con braccio In spalla da seduto.

Contro attacchi con pugnale

  • Tsukkomi - Difesa da colpo di daga' allo stomaco con leva al braccio in ginocchio.
  • Kiri-komi - Difesa da colpo di daga dall'alto con leva al braccio in ginocchio.
  • Yoko-tsuki . Difesa da colpo di daga dal fianco con leva al braccio e strangolamento.

SECONDA SERIE

TACHI-AI (Azioni di difesa dalla posizione eretta)

Contro attacchi con la mano

  • Ryote-dori - Difesa da doppia presa ai polsi con leva al gomito.
  • Sode-dori - Difesa dalla presa alla manica con sgambetto indietro.Tsukkake -
  • Difesa da pugno al viso con presa sottoascellare e strangolamento per dietro.
  • Tsuki-age - Difesa da uppercut con leva al braccio.Suri-age -
  • Difesa da colpo alla fronte con colpo di anca.
  • Yoko-uchi - Difesa da colpo alla tempia con presa sottoascellare e gola per dietro.
  • Ke-age - Difesa da calcio ai testicoli.
  • Ushiro-dori - Difesa da presa alle spalle con braccio in spalla in ginocchio.

Contro attacchi con spada e pugnale

  • Tsuri-komi - Difesa da colpo di daga allo stomaco con leva al braccio e strangolamento.
  • Kiri-komi - Difesa da colpo di daga dall'alto con leva ascellare.
  • Nuki-gate - Difesa dalla spada con impedimento di sfoderamento e soffocamento in piedi.
  • Kiri-oroshi - Difesa da colpo di spada dall'alto con leva al braccio e soffocamento.

 

Seìryoku-Zen'yo Kokumin-Taiiku

(Metodo di Educazione Fisica Nazionale, basato sul principio della «Massima Efficienza »)

Le tecniche che compongono tutto il Metodo di educazione fisica nazionale (Seiryoko-zen'yo) pur non potendole ascrivere e considerare alla stregua di altri kata - tecnici. del metodo globale del Judo. si rivelano utilissime per il benessere fisico . servono egregiamente per lo studio delle tecniche della Difesa e dell'Attacco.
E' consigliato algli esperti cinture nere di praticarlo e di tarlo praticare quale ottimo esercizio tecnico per tutti. da abbinare a quello degli ukemi al fine di generare una soddisfacente robustezza fisica. è particolarmente raccomandato per le giovinette e i giovani al disotto dei quindici anni. Esso è suddiviso in una PRIMA Serie di esercizi individuali, da eseguirsi <<a solo>> (Tandoku-renshu) e in una SECONDA Serie da eseguirsi <<a coppie>> (Sotai-renshu) Successivamente questo esercizio viene ancora suddiviso il Kime-shiki (forma di decisione) e Ju-shlki (forma eli gentilezza).

PRIMA SERIE

  • TANDOKU-RENSHU (Esercizi individuali)
  • A - GOHO-ATE (Cinque direzioni di attacco)
  • Hidari-mae-naname-ate (Colpo obliquo
  • Migi-ate (Colpo obliquo destro)
  • Ushiro-ate (Colpo in dietro)
  • Mae-ate (Colpo in avanti)
  • Ue-ate (Colpo In alto)
B - O-GHOO-ATE (Cinque grandi direzioni di attacco)
  • O-hidari-mae-naname.ate (Grande colpo obliquo sinistro)
  • O-migi-ate (Grande colpo obliquo destro)
  • O-ushiro-ate (Grande colpo indietro)
  • O-mae-ate (Grande colpo frontale)
  • O-ue-ate (Grande colpo In alto)

c - GOHO-GERI (Calcio in cinque direzioni)
  • Mae-geri [Calcio in avanti)
  • Ushiro-geri (Calcio indietro)
  • Hidari-mae-naname-geri (Calcio obliquo a destra)
  • Migi-mae-naname-geri (Calcio obliquo a sinistra)
  • Taka-geri (Calcio alto in avanti)
  • Kagami-migaki [. Pulizia dello specchia.)
  • Sayu-uchi (Doppio colpo laterale)
  • Zengo-tsuki (Colpo doppio in avanti e Indietro)
  • Ryote-ue-tsuki [Colpo doppio in alto)
  • Ryote-ue-tsuki (Colpo doppio in alto con salto)
  • Sayu-kogo-shita-tsuki (Colpi in basso alternati laterali)
  • Ryote-shita-tsuki (Doppio colpo in basso con flessione)
  • Naname-ue-uchi (Colpo obliquo a taglio dall'alto)
  • Naname-shita-uchi (Colpo obliquo a taglio dal basso)
  • O-naname-ue-uchi [Gran colpo obliquo a taglio dall'alto)
  • Ushiro-sumi tsuki (Colpo diagonale indietro)
  • Ushiro-uchi [Colpo indietro dall'alto)
  • Ushiro-tsuki Maeshita-tsuki (estensione delle braccia e del busto in alto, indietro, in basso)


KIME SHIKI

Nota esplicativa sul KIME-SHIKI

<<Kime-shiki>> ha lo stesso significato di Kime-no-kata, in quanto l'antica parola. shiki - significa <<kata >>; esso appare come uno studio semplificato del Kime-no-kata ad uso delle donne. Fu creato nel 1935 dal prof. Jigoro Kano, ed attualmente (in Giappone) è basilare per l'ottenimento del 1° dan femminile. Il Ju-no-kata e il Goshin-ho sono l'equivalente del Goshinjutsu.
Il Kime-shiki, che può essere eseguito come un kata a se stante, è generalmente preceduto da una serie di esercizi. a <<solo>> rappresentanti azioni figurate di tecniche di attacco e di difesa contro un avversario immaginario (così come si può osservare in alcuni kata del karate). La serie è quella elencata nel Seiryoku-Zen'yo kokumin taiiku.


SECONDA SERIE SOTAI.RENSHU (Esercizi per coppie)

A - KIME.SHIKI (Forme di decisione)

I - Idori (Movimenti dalla posizione in ginocchio)
  • 1 - Ryote-dori (Liberarsi dalla doppia presa ai polsi)
  • 2 - Furi-anashi (Idem)
  • 3 - Gyakute-dori (ldem)
  • 4 - Tsuki.kake (oppure) : Tsukkake (Colpo allo stomaco)
  • 5 - Kiri.kake (Colpo di daga alla fronte)
II - Tachi-ai (Movimenti dalla posizione eretta)
  • 6 - Tsugi-age (Difesa da pugno uppercut)
  • 7 - Yoko-uchi (Colpo alla tempia)
  • 8 - Ushiro-dori (Liberazione da presa per dietro)
  • 9 - Naname-tsukl (Colpo di daga alla carotide)
  • 10 - Klri-oroshl (Colpo alla testa con spada)

B - JUSHIKI (Forme di gentilezza)

  • I - 1 - Tsuri-dashi (Trasporto di braccia)
  • 2 - Kata-oshi (Spinta alle spalle)
  • 3 - Kata-mawashi (Rotazione di spalle)
  • 4 - Kiri-oroshi (Fendente alla testa)
  • 5 - Katate-dori (Presa laterale di una mano)

 

  • II - 1 - Katate-age (Alzata di mano per colpire)
  • 2 - Ohi-tori (Attacco alla, cintura)
  • 3 - Mune-oshl (Spinta al petto)
  • 4 - Tsugi-age (Colpo di pugno in uppercut)
  • 5 - Ryogan-tsuki (Colpire alla testa con le dita)

 

KOSHIKI-NO-KA T A

(Kata antico)

I KOSHIKI-NO-KATA fu appreso dal Prof. Jigoro Kano duI la sua giovinezza mentre era allievo di Jiu-jutsu presso delle più famose scuole dell'epoca: la Kito-Ryu. Più tardi, .fondato il Kodokan, Kano volle conservare questo Kata fra quelli basilari della sua scuola, perché lo riteneva come il più rappesentativo delle lontane origini del Judo, delle tecniche secolari del «Kumiuchi>> (Il tipo di combattimento usato dal guerrieri indossanti le pesanti armature feudali Voroi). e come il più caratteristico della tradizione e dello spirito marziale del Giappone. Il Koshiki-no-kata comprende numerose tecniche di proiezione con conseguenti sutemi, dato che si deve supporre che la sua esecuzione avvenga con armatura feudale pesante detta Voroi, che rende gli sposta menti rigidi e artificiosi.
Il Koshiki-no-kata è formato di due serie di movimenti comprendenti complessivamente 21 azioni tecniche. La prima serie di 14 movimenti: «Omote>> (per davanti) va eseguita con ritmo molto lento, marcando sensibilmente le pause fra una azione tecnica e l'altra. La seconda di 7 movimenti: «Ura>> (per dietro), va eseguita con ritmo rapido senza soluzione di continuità. E' da notare che i movimenti della prima serie sono raggruppati due a due, dove la seconda tecnica è complementare della prima.

PRIMA SERIE

OMOTE (di fronte - tecniche fondamentali)
  • 1 - Tai - Posizione di inizio.
  • 2 - Vume-no-uchi - Il sogno.
  • 3 - Ryokuki - Appropriato uso della forza.
  • 4 - Mizu-guruma - La ruota del mulino.
  • 5 - Mizu.nagare - Il flusso dell'acqua.
  • 6 - Hiki.otoshi - Tirare e far cadere.
  • 7 - Kodaore - Il tronco d'albero.
  • 8 - Uchi-kudaki - Distruggere.
  • 9 - Tani-otoshi - La caduta nella valle.
  • 10 - Kuruma-daoshi - La ruota lanciata.
  • 11 - Shikoro-dori - Rovesciamento con presa di collo e
  • 12 - Shikoro-gaeshi - Rovesciamento con pressione alle
  • 13 - Vudachi - Pioggia d'estate.
  • 14 - Taki-otoshi - La cascata.

SECONDA SERIE

URA (di spalle. tecniche derivate)
  • 1 - Mi-kudaki - DIstruzione del corpo.
  • 2 - Kuruma-gaeshi - Girare come uno ruota.
  • 3 - Mizu-Iri - Immerso nella corrente.
  • 4 - Ryu-setsu - La neve sul selciato.
  • 5 - Saka-otoshi - Caduta sulla testa.
  • 6 - Vuki-ere - Cedimento sotto il peso della neve.
  • 7 - Iwa-nami - Rottura contro la roccia.

 

ITSUTSU-NO-KA T A

(dei «Cinque Principi »)

Lo ITSUTSU-NO-KATA (o Kata del Cinque Principi) fu Ideato e creato personalmente dal prot. Jigoro Kano al quale stava particolarmente a cuore. Con esso il Maestro ha voluto dare in cinque movimenti-base, oltre alla sintesi di tutte le forme, fondamentali del Tai-sabaki, anche la illustrazione della comunione corrispondente tra le tecniche basilari del Judo con i principi che regolano con stupenda armonia ed equilibrio la vita cosmica dell'universo.
Queste Cinque Tecniche non hanno un nome specifico: Il Maestro Kano pensava di trovarne degli adatti per essi, ma non fece in tempo a decidere. Per cui le tecniche che lo compongono conservano solamente un numero progressivo con una breve descrizione di quello che nella mente del suo Ideatore dovevano dimostrare.
Lo Itsutsu-no-kata è puramente dimostrativo e solo con tale intendimento, con tale spirito deve essere presentato ed eseguito: con movimenti ampi, solenni, senza pause di arresto, continuo: I movimenti lenti di concentrazione, l'accelerazione di essi e l'azione fulminea finale devono essere tutt'uno nella loro continuità.

Ecco cosa vogliono rappresentare i <<Cinque Principii>>:

Primo Principio: Concentrazione d'energia e d'azione - Volontà. (Spinta diretta).

Secondo Principio: Reazione e non resistenza - Cedevolezza. (Schivata)

Terzo Principio: Principio clclico del Cerchio e del Turbine (forza centripeda e centrifuga).

Quarto Principio: Dell'altemamento del pendolo - Opportunità. (Flusso e riflusso).

Quinto Principio: Velocità ed Inerzia - Rapidità di adattamento


 

© Copyright 2000
potete contattare direttamente il responsabile di questo settore: