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 PREFAZIONE

 

In questi ultimi tempi ho riflettuto molto sul mio passato e sulla mia gioventù ed ho avuto occasione di condividere qualche esperienza con alcune persone, le quali mi hanno incoraggiato a scrivere la mia biografia.

 

La mia storia

 

Nacqui a Biella il 23/11/1918 dove i miei genitori, Ambrogio ed Elisabetta, erano sfollati da Monastier di Treviso. Ritornarono a riprendere la vita d’agricoltori dopo pochi mesi. Di 18 figli, io fui il 17º.

 

Trascorsi la mia infanzia felice e serena, coccolato de tutti e anche un po’ viziato. La mamma, ogni sera, prima di rimboccarmi le coperte, diceva una, preghiera a Gesù, a Giuseppe e Maria, quindi mi baciava. Era analfabeta, ma viveva nel timore di Dio ed era molto sensibile alle sofferenze altrui.

 

Da adolescente, ero attirato dalle conversazioni degli adulti che cercavo di ascoltare a loro insaputa, diventando in tal modo sempre più malizioso.

 

Di natura ero impulsivo sempre pronto a far valere le mie ragioni. Alla domenica pomeriggio, venivano a trovarci degli amici ed io, essendo il più giovane, ero diventato lo zimbello della compagnia. Con qualche stratagemma mi coinvolgevano nei loro scherzi per farmi arrabbiare, ma alla fine, ero quasi sempre ricompensato con qualche soldino. A me la cosa andava anche bene e cercavo di stare al loro gioco.

 

Avevo preso la brutta abitudine di prendere in giro i miei coetanei con qualche difetto fisico ma, dopo uno schiaffo ben meritato, imparai la lezione.

 

Nei giorni afosi d’estate, era consuetudine da parte dei miei genitori, fare il riposino pomeridiano e naturalmente pretendevano che io li seguissi. Ma a me la cosa non piaceva, attendevo che prendessero sonno e poi giù in cucina. Ma ahimè, qui c’era un grosso ostacolo da sormontare, quello di convincere le sorelle che sbrigavano le faccende di cucina a lasciarmi uscire. Un giorno, non trovando altra via d’uscita, mi affacciai dalla finestra che dava verso l’orto, il terreno era abbastanza soffice e, dopo una breve riflessione, saltai giù. Constatando che non c’era nulla di rotto, raggiunsi i miei amici tutto contento.

 

Vita Sociale

 

Nell’adolescenza, si manifestarono con maggior evidenza le mie tendenze, le mie passioni e il mio carattere. Cominciavo ad aiutare i miei fratelli nei lavori agricoli e con il fratello Gino, sempre pronto ad aiutarmi nei momenti difficili ed a proteggermi, si instaurò un rapporto di profonda amicizia.

 

Ero molto ambizioso e orgoglioso, volevo emergere, diventare qualcuno e ritenevo il lavoro dei campi troppo umile per me. Nel 1935 partècipai a un concorso nazionale per entrare all’Accademia Littoria di Monte Mario a Roma (pre Farnesina) per diventare Professore di ginnastica. Fui ritenuto idoneo con altri 299 giovani.

Ma dopo due anni di studi e di esercizi ginnico-sportivi, dovetti dare le dimissioni a causa di forti dolori allo stomaco   (ulcera?).  

Ero molto disciplinato e volenteroso al punto che il Comandante si rifiutò di concedermi le dimissioni per ben due volte; alla terza si convinse. Ritornato a casa, mi sottoposi a delle cure mediche ma il dolore non cessava. In seguito partecipai ad un concorso dell’Aeronautica, specialità autista.

Venni assunto il 9/11/1938 ed inviato alla “Caserma Lamarmora” di Torino.

La mia aspirazione era quella di diventare Ufficiale e raggiungere il massimo grado di Capitano.

 


Luglio 1937 davanti al Duomo di Milano proveniente da Berlino dove le due Accademie, Littoria e Farnesina, fuse insieme, hanno svolto una imponente manifestazione/dimostrazione ginnico-sportiva-militare.

 

 

Vita Mondana                                                                                       

 

Mi piacevano i divertimenti, ma il ballo divenne la mia passione principale; partecipavo a dei festini privati danzando anche tutta la notte, ma i genitori non erano contenti ed i rimproveri erano severi.

 

La mamma sempre preoccupata, mi attendeva vegliando fino a quando arrivavo ed andavo a darle il bacio della buona notte. Una sera d’inverno arrivai con in testa un cappello. Tutta allarmata mi chiese la provenienza. Le dissi che la guardarobiera si era sbagliata: invece del mio berretto, mi aveva dato quel cappello. Lo presi dicendo fra me: “Tanto, la colpa è sua...” Allora, tutta arrabbiata, la mamma mi obbligò a riportarlo indietro subito. Alle ore 23 rifeci la strada inversa (25 Km) tutto mortificato e vergognandomi per quello che avevo fatto. Questa è stata una lezione di onestà che non dimenticai mai più.

 

Cercavo di realizzare la pace e la gioia nei divertimenti, ma essi mi procuravano solo stordimento. Quella poca soddisfazione che mi procuravano in quel determinato momento, svaniva subito e mi sentivo più prostrato di prima. Quando mi coricavo, il mio cuore era sempre amareggiato e deluso.

 

Vita Religiosa e la mia conversione a Dio

 

Sono stato battezzato a Biella. Ho frequentato il corso di catechismo, fatto la prima comunione e la cresima alle Fornaci (ora Monastier). Facevo parte del coro della Chiesa; ero assiduo frequentatore delle cerimonie e dei riti religiosi, che trovavo freddi e formali: ero soddisfatto solo quando venivano dei missionari.

Costatai che i preti che conoscevo esercitavano il loro ministero con freddezza e distacco come fosse un mestiere qualsiasi, ad eccezione di qualche cappellano novizio. Alcuni di loro erano corrotti, esperti di occultismo.

 

A Roma visitai le maggiori cattedrali con devozione, salii in ginocchio la “scala santa”, baciai il pollice del piede della statua di San Pietro, andai nella cupola della basilica omonima dove scrissi il mio nome, visitai i tesori del Vaticano e le catacombe.

 

La mia fede. consisteva nel credere in Dio creatore del cielo e della terra, in Gesù Cristo Salvatore del mondo, nello Spirito Santo e nella Chiesa Cattolica Romana, ma in modo generico e formale. Dio lo vedevo lontano da me, che agiva in modo distaccato. Recitavo le preghiere e il rosario che mi avevano insegnato, ma il mio cuore era spiritualmente vuoto.

 

Il mio orgoglio di raggiungere il successo in ogni attività era abbattuto. Ero veramente stanco della vita. Questo era il mio stato d’animo quando iniziai il corso per autisti a Torino.

 

A scuola, fra una lezione e l’altra, vi erano dieci minuti di ricreazione durante i quali l’istruttore di meccanica pratica, di nome Cesare ci parlava di Gesù, di Dio, del Vangelo e della Sacra Bibbia. Diceva che sulla terra non c’era nessun uomo giusto: di fronte alla Santità di Dio, tutti erano dei perduti peccatori.

 

Io l’ascoltavo con indifferenza. Un giorno ci disse: “Qui non c‘è molto tempo a disposizione, perciò chi desidera approfondire gli argomenti, può venirmi a trovare a casa” e ci diede il suo indirizzo che io annotai in un foglietto.

 

Una domenica, avevo un appuntamento con una ragazza in una sala da ballo, ma uscii due ore in anticipo per poter visitare la città ed i suoi giardini. Ad un certo punto mi ricordai dell’invito fatto dall’istruttore ed ebbi questo pensiero: “Se andassi a trovarlo e mostrassi interesse per gli argomenti religiosi, potrei acquistare la sua simpatia ed avere dei vantaggi a scuola”. Così tirai fuori l’indirizzo, chiesi ad un passante se sapeva dove era quella via e lui me la indicò con un dito; si trovava a meno di 100 metri. (E’ stato il caso... oppure Dio mi ha guidato?).

 

Quando entrai in casa egli mi accolse affabilmente, mi presentò la moglie, la quale fu molto cordiale e i suoi quattro figli, due dei quali erano molto giovani.

 

Ci sedemmo intorno ad un tavolo sopra il quale vi era una Bibbia aperta. Era la prima volta che ne vedevo una, mi venne spontaneo domandare: "Che cos’è la Bibbia?" Allora me ne diede una copia, l’apri all’indice e mi fece notare che era composta da 66 Libri e si divideva in Antico e Nuovo Testamento. Mi disse che era la rivelazione di Dio fatta all’uomo, che è stata scritta da circa quaranta persone di diversa posizione sociale e culturale, nel corso di circa quindici secoli, ma tutte divinamente ispirate per mezzo dello Spirito Santo [1].    

                                                              

Poi disse che è la verità di Dio[2]; che Gesù ordinò di leggerla perché rende testimonianza di Lui; che contiene i Comandamenti di Dio[3]; che è efficace come il fuoco, il martello, la spada, poiché é la potenza di Dio in salvezza dì chiunque crede[4]; che è utile  leggerla[5]; ma soprattutto, che abbiamo il dovere di metterla in pratica.

 

Infatti Gesù disse: “Non chiunque dice Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.” (Matteo 7:21 cfr. Epistola di Giacomo 1:21-25[6]) 

 

Mi fece leggere questi passaggi per dimostrarmi che tutto quello che diceva, corrispondeva agli insegnamenti della Bibbia. Mi disse che Dio è Amore ma anche Santo e Giusto e che tutti gli uomini, dopo la morte, dovranno comparire davanti a Lui per essere giudicati, poiché Egli è il Giudice Supremo. Ma come potremo presentarci? Con le nostre opere? Con la nostra giustizia? Allora mi fece un’ampia panoramica dalla Genesi all’Apocalisse, indicandomi i passaggi più significativi riguardo il piano di salvezza che Dio dispose per l’uomo. Con la disubbidienza di Adamo ed Eva, il peccato è entrato nel mondo e come conseguenza è entrata anche la morte. Prima quella spirituale, cioè l’assenza della comunione con Dio quando furono cacciati dal Giardino dell’Eden, e poi quella fisica: Adamo visse 930 anni[7].

Dio però, non abbandonò i nostri progenitori a loro stessi, ma promise subito che avrebbe provveduto per la loro salvezza, mandando la progenie della donna che avrebbe schiacciato la testa del serpente. Quel Figlio è Gesù Cristo, che sarebbe venuto nel mondo quale Agnello di Dio, per togliere il peccato morendo sulla croce.

Là Egli subì la maledizione di Dio, perché morì con il nostro peccato sopra di Sé[8]. Io ero convinto che si dovessero fare delle buone opere per essere salvati e glielo dissi. Allora il Sig. Cesare mi fece leggere i seguenti passaggi: 

 

Giovanni 1:11-13 “(Gesù) È venuto in casa sua e i suoi non l'hanno ricevuto; ma a tutti quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio.” 

 

Giovanni 3:16 “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.”

 

Giovanni 3:36 “Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui».”

 

Giovanni 14:6 “Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.”

 

Efesini 2:8-9 “Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti”

 

Ero perplesso, frastornato, dicevo dentro di me: “Ma allora, la maggior parte degli insegnamenti ricevuti fin’ora, non corrispondono alla verità di Dio”. La conversazione proseguì fino al mio rientro in caserma.

 

Il mio cuore fu messo davanti allo specchio della Parola di Dio e mi convinsi che ero veramente un perduto peccatore. Compresi che Dio non era lontano da me e  mi amava così tanto, da donare il Suo unico Figlio a subire inaudite sofferenze per poi morire sulla croce per espiare il mio peccato, dandomi la possibilità di salvarmi mediante la fede in Lui.

 

Durante la notte e nei giorni successivi, feci una panoramica del mio passato e vidi chiaramente che tutte le mie delusioni, i miei fallimenti, i miei travagli ed ansietà per l’avvenire, erano state disposte da Dio per condurmi alla Sua personale conoscenza. Mi pentii sinceramente di tutti i miei peccati; Gli chiesi perdono nel nome di Gesù Cristo, ricevendoLo nel cuore come mio personale Salvatore e Signore della mia vita, convertendomi a Lui. Realizzai così la nuova nascita come Gesù disse a Nicodemo[9].  

 

Grande pace e gioia riempirono il mio cuore. Iniziai una nuova vita, un nuovo modo di pensare e di vedere le cose. Non sentii più il bisogno di andare a ballare, non perché il ballo in sé sia un peccato, ma perché il contatto fisico fra due persone di sesso diverso, può provocare desideri impuri. 

 

Gli incontri in casa di Cesare si svolgevano ogni qualvolta ero libero da impegni scolastici,  ero desideroso di conoscere sempre più Dio e Gesù divenne la mia passione. Una sera Cesare (ormai ci davamo del tu) invitò il caro fratello in fede Pietro, il quale fra l’altro, ci raccontò come Dio gli aveva dato forza e  costanza per liberarsi dal vizio del fumo. Era un accanito fumatore e lottò molto contro sé stesso per smettere. Andava perfino nel fienile a dormire perché, quando sentiva il desiderio di fumare, masticava del fieno.

 

Quella sera stessa pregai intensamente il Signore affinché desse anche a me la forza di smettere, perché mi convinsi che oltre ad essere nocivo alla salute fisica e al portafoglio..., mi rendeva schiavo. Egli mi esaudì: dopo qualche giorno di sofferenza per l’astinenza, fui liberato anche da questo vizio. Gloria a Dio! La Sua pace invase sempre di più il mio cuore: ero veramente felice perché ero stato riempito dallo Spirito Santo.

 

Questa meravigliosa esperienza la raccontai ai miei commilitoni. Tre di loro mi seguirono per partecipare agli studi biblici che Cesare teneva in casa sua alla sera. E ogni domenica pomeriggio ci accompagnava a visitare le varie Chiese di Torino per ascoltare l’Evangelo. Nel frattempo mi ero comperato una Bibbia con 8 lire, traduzione Diodati.

 

 

 FOTO Con la famiglia di Cesare - Primavera 1939

 

 

Dio mi aveva trasformato la mente e il cuore. Più leggevo il Vangelo, e più mi identificavo con Gesù. Ascoltavo la sua voce, imparavo da Lui ad amare Dio con tutto il mio cuore e ad amare il prossimo come Lui mi amò dando la sua vita per me. Non avevo più la presunzione e l’orgoglio di essere superiore agli altri, imparavo ad essere mansueto e umile di cuore, camminando come Lui camminò.

Non avevo più preoccupazione del domani: mi accontentavo e godevo di quello che avevo in quel momento. Non aspiravo più di diventare qualcuno..., poiché in Cristo Gesù, Dio mi aveva dato tutto pienamente.  Non prendevo più in giro nessuno: quando vedevo una persona menomata fisicamente, pregavo Dio che la soccorresse.

 

Scrissi ai miei familiari facendoli partecipi di questa nuova vita in Cristo Gesù, chiedendo a tutti perdono per ogni disubbidienza e offesa che avevo  recato fino ad allora.

 

Non appena andai in licenza, l’incontro con loro fu commovente. Raccontai la scoperta della verità, la mia conversione a Dio e l’accettazione di Gesù nel cuore come il mio personale Salvatore, rinnovando a voce la mia richiesta di perdono a tutti; alcuni avevano le lacrime agli occhi.

 

Mi recai a trovare tutte le ragazze con le quali relazionavo, chiedendo anche a loro perdono e restituendo gli oggetti che mi avevano dato, le lettere e le cartoline che mi avevano inviato prima della conversione. Andai a trovare anche il Monsignore del paese per salutarlo e per avere un consiglio ed un insegnamento sulla Bibbia che stavo leggendo. Aprì la prima pagina e non vedendo “L’imprimatur”, la gettò con forza nel divano dicendo: Questa Bibbia è falsa. Gli risposi: Se è falsa, allora me ne dia Lei una vera, perché la voglio leggere tutta”. Indicandomi uno scaffale disse: Guarda, ne ho in latino, in francese!” “Ma io conosco solo l’italiano. Me ne dia una che possa leggere.  Sbuffando disse: Questa, me la tengo io”. Gli risposi: Se vuole, se la tenga pure, ma appena tornerò a Torino me ne comprerò un’altra”.

Allora me la ridiede pur essendo irritato.

 

Ho chiesto perdono dei peccati a tutti, perché avevo letto nel Vangelo di Matteo capitolo 5 versetti 21 e 22[10] che Gesù disse che chi si adira contro suo fratello (o sorella),  commette un omicidio. E poi nei versetti 23 e 24 sta scritto: “Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all’altare, e va’ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta!”. Lessi anche in Proverbi 28:13: “Chi copre le sue colpe  non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia”.Lessi nella lettera di Giacomo 5:16: ”Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri…”.

 

Perciò, da quel momento, tutte le volte che peccai contro Dio, chiesi  perdono direttamente a Lui nel nome di Gesù Cristo, perché é il solo mediatore fra Dio e gli uomini, il quale diede se stesso come prezzo di riscatto per tutti[11].

 

L'Apostolo Giovanni scrisse:"Ma se camminiamo nella luce, com'egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” 1Giovanni 1:7-9.

 

Inoltre:"Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. Egli è il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati, e non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.” (1Giovanni 2:1-2) 

 

Così se pecco contro qualche persona, prima vado a chiederle perdono, poi lo chiedo a Dio, perché questo è l'insegnamento della Parola di Dio. Vedi :Salmo 32; Salmo 51:1-4; Luca 15:11-24[12].

 

Contemporaneamente, ho perdonato tutti coloro che mi hanno recato delle offese senza attendere che venissero prima loro a chiedermi perdono, perché Gesù disse:

 

“Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro, che è nei cieli vi perdoni le vostre colpe. [Ma se voi non perdonate, neppure il Padre vostro che è nei cieli perdonerà le vostre colpe.]»” (Marco 11:25-26). E nel Padre nostro … “rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori” (Matteo 6:12).

 

Nonostante non facessi più alcuna cura medica e il cibo non fosse affatto appropriato..., i dolori allo stomaco diminuirono e alla fine del corso, scomparvero completamente. Dio mi guarì anche nel corpo fisico.

 

Ora posso affermare che il periodo della conversione (60 anni fa), è stato il migliore della mia vita, perché ho realizzato intensa comunione con il Padre celeste, con il mio Salvatore e Signore Gesù Cristo e con lo Spirito Santo.

 

Ma... Satana era in agguato pronto per colpirmi.

 

Il corso terminò il 4-7-1939 e fui trasferito all'Aeroporto di Padova con altri due commilitoni. Dovevamo fare il viaggio in treno di notte. Spiritualmente e moralmente, mi sembrava di aver raggiunto ormai la maturità. Mi sembrava di toccare il cielo con un dito... Ero felice, euforico, sicuro di me stesso. Gli altri fumavano. Allora pensai:"Per vincere il sonno e la solitudine, potrei comperare alcune sigarette! Finite quelle, non ne fumerò più: tanto ho perso il vizio!” Quale presunzione! Non avevo ancora capito che in me vi era sempre la vecchia natura! Che Satana era .sempre pronto ad approfittare di ogni mia più piccola debolezza per indurmi al peccato! Quanto mi costò quella leggerezza!

 

Arrivati all'Aeroporto, ci sistemarono nella medesima cameretta. Alla sera, mentre parlavamo, mi offrirono una sigaretta. Pensai: "Fumerò solo questa per fargli compagnia.." Invece quella scena si ripeté nelle sere successive. Così ripresi a fumare anche se il danno era limitato: tre o quattro sigarette al giorno. Ero mortificato e molto amareggiato con me stesso. Avevo perso una battaglia nel combattimento della fede, non avendo rivestito tutta l'armatura di Dio e non avendo vegliato in preghiera. Non misi in pratica i consigli che Gesù rivolse ai Discepoli nel giardino di Getsemani: "Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole.” (Matteo 26:41). Ne quello che l'Apostolo Paolo scrisse ai credenti di Corinto: "Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere.” (1Corinzi 10:12)[13].

 

A Padova c'era una Chiesa Metodista. Partecipavo alle riunioni pubbliche e a quelle private, ma la vita spirituale era diventata tiepida. La mia fede e il mio zelo per il Signore cominciavano a raffreddarsi. Sentivo molto la mancanza dell'entusiasmo, del fervore, della perseveranza nello studio della Bibbia e l'esercizio dell’amore fraterno in Cristo che ero abituato a vedere e a sentire nelle Chiese di Torino.

 

 

La famiglia.

 

Negli ultimi mesi del corso, ogni Domenica pomeriggio, partecipavo in compagnia di alcuni commilitoni, alla riunione di evangelizzazione che si teneva nella Chiesa di Via Virle , quì conobbi tre ragazze: Lucia, Vilma e sua zia Odilla con le quali instaurammo un buon rapporto di amicizia.

  

Quando fui trasferito a Padova, mi accorsi ben presto di essermi innamorato di Vilma e dopo poco tempo, ci fidanzammo.

 

Nell’aprile del 1940, mi comunicò che il 9 giugno diversi credenti avrebbero reso testimonianza pubblica della loro fede con il battesimo per immersione in Via Virle, ubbidendo così al comandamento che Gesù diede ai suoi discepoli dopo la sua risurrezione dicendo: “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato.” (Marco 16:15-16). Aggiunse che anche lei, avendo creduto, desiderava essere battezzata in quell’occasione. Questa notizia mi riempì di gioia perché anch’io avevo realizzato la stessa cosa. Così quella domenica, con l’aiuto del Signore, li raggiunsi e fui battezzato con altre 17 persone.

 

Dopo alcune ore dal mio rientro all'Aeroporto il giorno 10 giugno, l’Italia dichiarò guerra a fianco della Germania.

 

Quando il Vangelo viene predicato, la persona  adulta, cioè capace di udire e di capire il piano di salvezza che Dio ha disposto nell’aver mandato il suo unico Figlio a morire sulla croce, deve credere in quest'opera di redenzione perfetta, unica e sufficiente per non perire ma avere vita eterna. Deve essere cioè in condizione di volere tale salvezza. Io,  come tutti i bambini, dopo pochi giorni dalla nascita, quando venni battezzato, non mi trovavo in queste condizioni.

 

A conferma, riporto quello che l'Apostolo Paolo scrisse ai credenti che vivevano in quel tempo a Roma e che è valevole anche oggi:

 

“Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo.” (Romani 10:17), “perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati.” (Romani 10:9-10),

 

La parola "battesimo" deriva dal termine greco "baptizo", che significa tuffare, immergere, sommergere. Battezzare significa dunque, immergere completamente una persona nell'acqua.

 

E' ciò che è avvenuto nel giorno della pentecoste a Gerusalemme dopo la predicazione dell'Apostolo Pietro "E Pietro a loro: «Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.” (Atti 2:38)

 

“Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati…” (Atti 2:41)

 

In Samaria: “Ma quando ebbero creduto a Filippo che portava loro il lieto messaggio del regno di Dio e il nome di Gesù Cristo, furono battezzati, uomini e donne” (Atti 8:12)

 

E' quello che ha fatto l'Eunuco etiope:." Strada facendo, giunsero a un luogo dove c'era dell'acqua. E l'eunuco disse: «Ecco dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?»” (Atti 8:36) “Fece fermare il carro, e discesero tutti e due nell'acqua, Filippo e l'eunuco; e Filippo lo battezzò.” (Atti 8:38) Notiamo che Filippo e l'eunuco erano entrambi nell'acqua ed è una chiara dimostrazione che l'eunuco è stato immerso totalmente nell'acqua.

 

Così è avvenuto in casa del centurione Cornelio:" Allora Pietro disse: «C'è forse qualcuno che possa negare l'acqua e impedire che siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?» E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Allora essi lo pregarono di rimanere alcuni giorni con loro.” (Atti 10:47-48)

 

A Corinto: "Ma Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a tutta la sua famiglia. Molti Corinzi, udendo, credevano e venivano battezzati.” (Atti 18:8)

 

Il battesimo, oltre a essere un atto di ubbidienza a Gesù, e' anche la testimonianza della trasformazione interiore operata da Dio nell'uomo che si converte e la sua conseguente posizione di fronte a Lui.

 

L'Apostolo Paolo scrisse ai credenti di Corinto: "E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio.” (1Corinzi 6:11) “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove.” (2Corinzi 5:17).

 

E in Efesini: “… Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei, per santificarla dopo averla purificata lavandola con l'acqua della parola,” (Efesini 5:25-26)

 

E’ una partecipazione alla morte ed alla risurrezione di Gesù Cristo. In Romani 6:3-4 leggiamo: “O ignorate forse che tutti noi, che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita.”

 

E in Colossesi 2:12: “Siete stati con lui sepolti nel battesimo, nel quale siete anche stati risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti.”

 

L'acqua battesimale non ha alcun potere di togliere il nostro peccato, ma rappresenta l'impegno di una buona coscienza verso Dio e verso la Chiesa[14].

 

E’ il credente in Cristo Gesù, cioè il cristiano battezzato dallo Spirito Santo che fa il battesimo, ma non è il battesimo nell'acqua che fa "cristiano". Riguardo la dottrina del battesimo dello Spirito Santo l'Apostolo Paolo scrisse: "Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi, e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito.” (1Corinzi 12:13).

 

Nel Libro degli Atti, troviamo registrata la storia della Chiesa primitiva in un periodo in cui l'Evangelo venne predicato prima ai Giudei, poi ai Samaritani, quindi ai Gentili e ai Discepoli di Giovanni Battista[15].

 

 In tutte quattro le occasioni il ricevimento dello Spirito Santo avvenne in modo diverso. Qualcuno potrebbe domandarsi: "Come avviene oggi il battesimo dello Spirito Santo, poiché viviamo non più sotto la Legge ma sotto la Grazia?"

 

Studiando il Nuovo Testamento, ho capito che la Dottrina della Chiesa si trova nelle Epistole scritte dagli Apostoli Pietro, Giovanni, Giacomo, Giuda e soprattutto in quelle dell'Apostolo Paolo, al quale Dio rivelò il mistero di Cristo riguardo la dispensazione della grazia di Dio verso i Gentili, come leggiamo nel capitolo 3 dell'Epistola agli Efesini[16].

 

Perciò, tutti gli avvenimenti che sono registrati negli Evangeli e negli Atti, periodo di transizione fra il Giudaesimo e il Cristianesimo, per applicarli alla Chiesa, dobbiamo trovarne conferma nelle Epistole.

 

Riguardo la dottrina del battesimo dello Spirito Santo, credo che dovremmo prendere come modello ciò che è avvenuto in casa del Centurione Cornelio[17].

 

Mentre Pietro evangelizzava presentando Cristo Gesù risorto e dicendo alla fine: “A lui rendono testimonianza tutti i profeti, che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome.” leggiamo ai versetti 44 e 45 “Mentre Pietro stava ancora dicendo queste cose, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la parola. E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, rimasero meravigliati che il dono dello Spirito Santo fosse stato sparso anche sui gentili.” Poi Pietro comandò che fossero battezzati nell’acqua.

 

Questa prassi la troviamo confermata in Efesini 1:13-14:"In lui (Cristo) voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in Lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria.”

 

Prima hanno udito il Vangelo, poi hanno creduto in Cristo Gesù e quindi lo Spirito Santo li suggellò.

Il suggello impresso in una cosa, era  un segno di appartenenza a qualcuno.

 

Per i credenti di Efeso, lo Spirito Santo li ha uniti alla Chiesa, il cui capo è Cristo Gesù[18]. Così è anche per noi oggi.

 

In Russia

 

Per studiare con più facilità la Bibbia, in autunno del 1940 frequentai un corso serale della Scuola di Avviamento Professionale di tipo Commerciale (tre anni in uno) a Padova con esito positivo. Desideravo proseguire gli studi per ottenere il diploma di ragioniere, ma invece nell'estate del 1941, fui mandato a Torino per frequentare un corso di specializzazione sul “cingolato dovunque” e sul “trattore T”.

 

In quel periodo ho avuto la possibilità di avere una maggior conoscenza di Vilma e di  respirare  un po' di ossigeno spirituale..., rinfrancando così il mio spirito.

 

In seguito, per aver professato pubblicamente  la mia fede, per punizione fui mandato al deposito di Modena poi fui trasferito a Bologna dove rimasi circa 10 giorni, quindi a Verona dove mi diedero in consegna 4 trattori “T”, 3 avieri (io ero I° aviere) e la scorta di viveri (composta di 1 scatoletta di carne e 2 gallette giornaliere a testa per 20 giorni) e ci fecero partire in treno per il fronte russo, era il 30 di Ottobre.

 

Attraversammo le alpi di notte seduti sui sedili dei trattori le cui portiere, invece dei vetri avevano il nylon. Arrivammo a Villach (Austria) intirizziti. Chiedemmo aiuto al Capo Stazione, il quale gentilmente ci mise a disposizione un vagone passeggeri con uno scompartimento di due sedili lunghi con una stufa di ghisa in mezzo. Io e un altro aviere dormivamo nei due portabagagli e  trascorremmo così la vita in comune per oltre 4 mesi rimanemmo bloccati prima a Bucarest e poi a Cernauti a causa di una controffensiva russa.

Quel vagone e' stato la nostra camera da letto, cucina e deposito di legna e carbone: il termometro scendeva fino a –30°. Nel frattempo cercai di evangelizzare i miei compagni di viaggio i quali però dimostravano totale indifferenza. 

 

Scrivevo ai miei familiari, a Vilma ed ai fratelli in fede, ma le risposte le trovai all’arrivo a Stalino alla fine di Marzo del 1942.

 

Quando arrivammo, consegnati i trattori all'Autoparco, dovetti farmi curare l'orticaria (per mancanza di vitamine) e la scabbia. Un Sottufficiale mi chiese se gradivo andare all'Intendenza - Ufficio Autoveicoli, per sostituire un I° Aviere che doveva rimpatriare. Accettai.

Il mio compito era di controllare i rapporti delle attività di tutti i mezzi meccanici che operavano, con i relativi consumi, e inviarli al Ministero dell'Aeronautica a Roma, alla dipendenza di un Maggiore.

Il fronte avanzò fino al Don e noi ci trasferimmo a Voroscillograd. Rimpatriai alcuni mesi prima dell'offensiva russa sul Don, prendendo l’ aereo fino a Bucarest, proseguendo in treno fino a Udine, dove arrivai il 30-10-1942.

 

Durante quel periodo ho sofferto molto fisicamente, moralmente e soprattutto spiritualmente per mancanza di insegnamento biblico e della comunione fraterna. Il fratello  Antonio mi inviava delle cartoline postali con citazioni di passaggi biblici, ma non era sufficiente. Leggevo poco la Bibbia e lo Spirito Santo era contristato. Ero demoralizzato, depresso! L’idea  che non sarei più tornato a casa vivo mi martellava nella mente, avevo perso il primo amore, come la Chiesa di Efeso[19].

 

Ma, nonostante questo mio rilassamento spirituale, le mie disubbidienze, le mie infedeltà e ingratitudini verso Dio, Egli non mi ha mai abbandonato. E' sempre stato fedele alle Sue promesse, pietoso, misericordioso, pieno di amore e di compassione verso me, soccorrendomi al momento opportuno.

 

 

In Italia

 

Dopo un mese di quarantena a Udine e 20 giorni di licenza trascorsi con i miei familiari, su mia richiesta fui trasferito a Torino. Speravo di rimanervi  fino alla fine della guerra come sarebbe stato  mio diritto.

 

Invece, dopo un mese giunse una richiesta dal Ministero per un autobus Fiat 35 con autista da inviare all'Idroscalo di Vigna di Valle sul lago di Bracciano, che dovevano rimanere a disposizione del Ministero stesso. Il Comandante scelse me. Raggiunsi quella destinazione il 25-1-1943, dove rimasi fino all'armistizio dell'8 Settembre.

 

Prima di partire, i responsabili della Chiesa mi diedero gli indirizzi dei fratelli Gianni e  Luigi. Non appena mi fu possibile andai a trovare Gianni a Torpignatara. Durante la settimana le riunioni serali si svolgevano in casa sua, mentre alla Domenica pomeriggio  il Culto di Adorazione si svolgeva in una sala di proprietà della Chiesa Metodista a Roma.

 

Gianni aveva il dono di predicatore ed io l'ascoltavo sempre con attenzione, limitandomi a rivolgere a Dio solo qualche breve preghiera. Una domenica, finito il Culto, Gianni mi disse: “Zamuner, non fare il parrocchiano...!” Quell’amorevole ma deciso rimprovero mi fece riflettere.

La Domenica successiva, tutto tremante, diedi la prima testimonianza pubblica di come Dio mi salvò e di come cambiò la mia vita.

 

Il 5-6-1943, io e Vilma ci sposammo. I dettagli sono descritti nel capitolo: “Il soccorso di Dio.”

 

Quando mi recavo in licenza a Monastier, dimostrai subito questo mio cambiamento, lavorando con entusiasmo e con gioia assieme ai fratelli, con grande soddisfazione di tutti ma specialmente di papà, il quale diceva che l’agricoltore era l’ultimo a morire di fame... Così proseguii dopo il matrimonio e l'armistizio. La vita era monotona ma serena, tranquilla e il pane bianco fatto in casa… non mancò mai. Solo qualche volta fui costretto a nascondermi fuori casa a causa dei rastrellamenti operati dai soldati repubblichini; e alla ritirata dei tedeschi, alle due di notte, quando aprii la porta ad un tedesco che chiedeva informazioni per recarsi a Treviso, mi vidi puntare la canna di un mitra.

 

I miei familiari erano molto attaccati alle tradizioni religiose, ma avevano un cuore generoso e ospitale verso tutti coloro che chiedevano aiuto. Erano onesti, semplici e laboriosi, ma molto orgogliosi.

Mancava loro solo la fede personale nel Salvatore Gesù, e la conoscenza della Parola di Dio.

 

Io cercavo di rendere una buona testimonianza, citando qualche versetto al momento opportuno. La mamma mi invitava sovente a leggere qualche episodio della vita di Gesù. Ascoltava attentamente e versava qualche lacrima...

Il papà ascoltava in silenzio e sembrava interessato. Divenni il suo uomo di fiducia anche negli affari... In seguito regalai a tutti il Nuovo Testamento o la Bibbia.

 

 

Ecco la testimonianza di alcuni familiari

 

Mi recai a far loro visita almeno una volta all’anno con la famiglia o da solo, invitandoli sempre a confidare in Dio e a leggere ogni giorno una parte della Sua Parola.

 

Trascrivo la testimonianza di alcuni di loro.

 

 

La mamma

 

Da quando mi sono convertito al Signore, ogni volta che andavo a Monastier e ci trovavamo soli, mentre rammendava, mi invitava a leggere una parte della Parola di Dio.

 

Otto giorni prima che morisse, approfittando di una gita aziendale FIAT a Venezia andai a visitarla. Il nostro ultimo colloquio fu il seguente:

“Mamma, moralmente parlando sei stata sempre una donna esemplare, avendo avuto sempre il timore di Dio; ma davanti a Lui tre volte santo, non credi di essere anche tu una perduta peccatrice?”

Si ”, rispose.

“Credi che Gesù Cristo è morto in croce anche per la remissione dei tuoi peccati?”

Si, caro fiol .

“E allora lo ricevi come tuo personale Salvatore?”

Si, con tutto il cuor ” rispose.

Terminata la conversazione, ci siamo addormentati felici ed in pace con Dio.

 

Non ci siamo più riabbracciati, ma sono convinto che nel Cielo un giorno non lontano la raggiungerò per non separarci più.

 

 

Foto mamma

 

 

 

Il papà

 

All’inizio della mia conversione a Dio, influenzato forse da un monsignore…, mi disse che ero lo scandalo della famiglia. Ma dopo alcuni anni, ero diventato il suo confidente  manifestando la massima fiducia in me.

 

L’ultima volta che fui chiamato al suo capezzale, era molto grave. Dopo averlo baciato, gli citai nell’orecchio lentamente e chiaramente le seguenti parole di Gesù: “Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” e  “Chi crede in me ha vita eterna.”  (Giovanni 3:16 e 6:47). Appena terminai, tutto il suo corpo ebbe un sussulto e poi si mise a piangere, versando copiose lacrime. Dopo un po’ si calmò ed il suo volto divenne straordinariamente sereno.

 

Che cosa sarà accaduto nel suo cuore? Io credo fermamente che mentre gli citavo quelle parole, lo Spirito Santo lo convinse che davanti alla santità di Dio anche lui era un perduto peccatore, ricordandogli contemporaneamente quello che Gesù disse ancora: “«Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6). Dall’espressione del suo volto, sono convinto che egli credette, si pentì dei suoi peccati, li confessò sinceramente a Dio, chiedendoGli perdono nel nome di Gesù; allora lo Spirito Santo lo battezzò come avvenne in casa di Cornelio, mentre l’Apostolo Pietro parlava di Gesù[20].

Quindi entrò in coma. Lo vegliai tutta la notte. Ad un certo momento aprì gli occhi. Gli chiesi se mi riconosceva. Fece un cenno affermativo col capo. Allora gli dissi: “ricordati che Dio ti ama sempre”. Dopo si riaddormentò. Al mattino, un’ora dopo la mia partenza per Torino spirò.

Quando il Signore mi chiamerà a Sé, sono convinto di trovarlo nel Cielo nell’eternità di gloria.

 

 

Il fratello Luigi

 

Era considerato molto attaccato al denaro; non era religioso ed era indifferente all’Evangelo. Nonostante questo suo atteggiamento ostile, non rifiutò il Nuovo Testamento che gli regalai.

 

Negli ultimi anni della sua vita, lo trovai molto cambiato in bene. Un giorno mi disse: “Sai Adriano che ho sentito la tua voce ascoltando Radio Tangeri e Radio Montecarlo!” (In quel tempo davo brevi messaggi di evangelizzazione che venivano trasmessi dalle suddette radio).

In seguito, mi disse che ogni giorno leggeva una pagina del Vangelo che gli avevo dato.

Avrà creduto alla promessa che troviamo in Atti 16:31? “«Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia»”. Sapendo che  aveva sentito parlare dell’Agnello che toglie il peccato del mondo[21], che Dio è pietoso e misericordioso e vuole che tutti siano salvati[22], sono convinto che abbia ricevuto nel cuore Gesù come personale Salvatore, facendo magari l’esperienza del ladrone sulla croce al quale Gesù disse: “Oggi stesso tu sarai con me in paradiso”[23].

 

 

Il cognato Marco marito di Olga, Guardia scelta di Finanza e poi sorvegliante Fiat

 

Fu un esempio di fede cattolica; molto religioso e integro nella vita morale. Quando prestava servizio militare a Venezia, mentre mi accompagnava alla stazione, mi proibì di parlargli della Bibbia.

Venne ad abitare a Torino, ed un giorno mi disse tutto felice: “ Adriano, sai che anch’io leggo la Bibbia?”

La lesse tutta, dalla Genesi all’Apocalisse, ed aveva iniziato a rileggersela per la 2ª volta. Quando la sfogliai, constatai con piacere che aveva sottolineato molti versetti che lo avevano interessato maggiormente.

 

Ebbene, miei cari lettori, vi supplico con tutto il cuore di imitare Marco. Dio si può conoscere per mezzo della natura, dell’universo, perché né è il Sovrano[24], ma soprattutto Egli si rivela all’uomo mediante le Sacre Scritture. Infatti, Gesù disse: “Voi investigate le Scritture, perché pensate d'aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse son quelle che rendono testimonianza di me;” (Giovanni 5:39).

 

L’Apostolo Paolo scrisse in 2Timoteo 3:16-17 “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.”

 

L’Apostolo Pietro aggiunge: “infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell'uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo.” (2Pietro 1:21)

 

E’ solo per mezzo dell’Evangelo che possiamo conoscere quello che Gesù Cristo è, ha detto e ha fatto per noi.

Egli disse:  [25] “Chi conosce me, conosce il Padre; chi ha visto me, ha visto il Padre; perché io e il Padre siamo una stessa cosa…”

 

 

Alla ricerca di un lavoro

 

Appena terminata la guerra mi trovavo a Monastier e, Angiolina,  una sorella in fede che conoscevo da tempo, mi comunicò che pochi giorni prima della fine delle ostilità, suo padre Antonio e suo marito Salvatore, furono barbaramente trucidati dai fascisti. Questa notizia mi recò  grande dolore.

Essi lavoravano alla Fiat - Grandi Motori e il Direttore per la loro sostituzione, desiderò  assumere un evangelico.

Angiolina mi chiese se ero disponibile ad accettare tale opportunità di lavoro. Dopo un breve periodo di riflessione accettai e lei preparò i documenti necessari.

 

Quando ebbi la conferma dell’effettiva assunzione, decisi di portare a Ferrara dai suoceri, mia moglie Vilma e nostra figlia Lidia, che nel frattempo era nata, e così partimmo su un piccolo autocarro.

 

A Ferrara c’era il cognato Ideo, anche lui desideroso di trovare lavoro, il quale decise di venire con me a Torino. Il viaggio durò 3 giorni.

 

Il primo giorno di lavoro in FIAT- in via Cuneo 20, mi ricevette un Ingegnere il quale mi propose due alternative: essere assunto come autista nell'autorimessa della Fabbrica, oppure come impiegato alle Ferriere. Scelsi la prima proposta perché mi piaceva viaggiare in auto. Timbrai la cartolina per la prima volta, il 18-09-1945.

 

Poiché non era possibile trovare un alloggio in affitto, fu data la possibilità sia a me che al cognato Ideo, di sistemarci nel retro della sala di riunioni di Via Scarlatti. Dopo diversi mesi giunsero a Torino anche i suoceri con Vilma e Lidia. Ideo andò con i genitori e quel retro divenne l’alloggio della mia famiglia per circa 5 anni. Il 5-08-1948 nacque anche Silvano e nel 1960 traslocammo in Via Martiniana - Borgo San Paolo.

 

Questa sistemazione fu una grazia del Signore. Nonostante il disagio materiale godevo immensamente la vita spirituale. Mi sembrava di rinascere. Ritornai a leggere e a meditare la Bibbia con zelo e perseveranza. Ero circondato dall'amore dei fratelli e delle sorelle in Cristo. Frequentavo assiduamente le riunioni della Chiesa.

 

I responsabili dell'Assemblea in quel periodo, erano i fratelli Gaspare, Siro e Pierino.  La Chiesa era composta da credenti semplici con modesta istruzione, ma tutti entusiasti e zelanti, i quali cercavano di rendere una buona e fedele testimonianza della fede in Cristo sia in casa che nel lavoro. Lo Spirito Santo l'aveva rivestita di doni che venivano esercitati con amore e passione, anche se in modo imperfetto.

 

Nelle riunioni sia domenicali che settimanali erano presenti molti credenti e quasi tutti i fratelli partecipavano con fervide preghiere. Nelle riunioni di evangelizzazione, c'erano quasi sempre delle persone invitate dai credenti, che in seguito si convertivano a Dio, ricevendo Gesù come loro personale Salvatore.

 

Così la Chiesa cresceva in qualità e in quantità, e le attività esterne aumentavano sempre più. Erano frequenti le visite a domicilio a persone impossibilitate di raggiungere il locale di riunione, come era sentito l’impegno di curare spiritualmente piccoli gruppi che si riunivano in paesi come Settimo Torinese, Caselle, Bra e Robassonero. 

Quando ero libero dal lavoro, cercavo di essere presente a tutte le riunioni possibili, trascurando anche i doveri familiari per il troppo zelo.

 

 

 

Lavoro professionale

 

Il lavoro professionale si faceva sempre più impegnativo.

Nei primi giorni che fui assunto all'autorimessa, mi misero a lavare con il gasolio i particolari di un motore che due meccanici stavano revisionando. Poi mi consegnarono un motocarro non cabinato con il quale dovevo restituire alle ditte costruttrici dislocate in vari punti della città i particolari che al collaudo risultavano difettosi.  Trascorsi un inverno molto duro a causa del freddo, ma imparai a conoscere perfettamente tutte le vie e i corsi di Torino, indispensabili per il futuro lavoro.

 

In seguito, feci dei viaggi in autocarro con rimorchio fuori città come 2° autista. Facevo la spola tra la Filiale di Corso Dante, Mirafiori e Uffici della Motorizzazione per consegna, ritiro e collaudo auto.

 

Periodicamente accompagnavo in viaggio le famiglie di qualche Direttore. Insegnai a guidare a diversi familiari di Dirigenti, che dovevano prendere la patente.

Imparai a manovrare tutti i mezzi speciali in dotazione dello Stabilimento.

 

Svolgevo servizi per la Direzione che mi metteva anche a disposizione di Commissioni italiane ed estere, effettuando viaggi in Italia, Germania, Francia e Spagna della durata anche di 10 giorni, cogliendo ogni occasione per testimoniare della mia fede in Cristo Gesù.

 

Quando fui assunto fra gli autisti ero il più giovane e il più inesperto. Ero abilitato alla guida di tutti i mezzi a benzina e a gasolio con tanta teoria e poca pratica. Ma per la grazia di Dio e con passione, in breve tempo  raggiunsi un buon grado di abilità. Quando salivo in un'auto per la prima volta, controllavo ogni parte  per poterla guidare in sicurezza.

 

Inoltre, studiavo il carattere delle persone che trasportavo, per adeguarmi alle loro esigenze anche riguardo la velocità da tenere: adagio, normale o veloce, ma sempre nella sicurezza e osservando scrupolosamente i regolamenti del codice stradale.  Ecco alcuni risultati:

Una signora che soffriva il “mal di mare” alla quale un Direttore (di cui ero autista) aveva dato un passaggio da Alassio, arrivati a Torino mi disse: “E' la prima volta che non ho sofferto nelle curve.” E mi diede una mancia.

Alcuni Dirigenti dicevano: “Con Zamuner è come viaggiare in treno.”, “Il veloce Zamuner.”

Nel contegno spirituale e morale, cercavo di essere sempre irreprensibile nel parlare e nell'operare con tutti.

Una volta bisognava accompagnare a Trieste la moglie di un Ingegnere jugoslavo, la quale era di bell’aspetto. Il capo rimessa chiese al Direttore responsabile: “Che autista mando?” Egli rispose subito: “Ah! mandiamo Zamuner, con lui siamo sicuri.”

 

Con questo bagaglio di esperienze, nel 1963 venni assunto come autista personale dal Direttore della Divisione Mare con la qualifica di “Intermedio” stipendiato a mese, e fui trasferito in Corso Marconi 20. In quel tempo, era il massimo grado che un autista potesse raggiungere alla Fiat. E' stato lui a firmare la mia assunzione, la prima dopo la guerra.

Dopo la morte di Antonio, ha voluto la sua Bibbia personale che teneva sempre nel suo comodino.

Durante i viaggi che facevamo in città, a Milano e a Venezia, Gesù Cristo era l'argomento principale delle nostre conversazioni.

 

Una grande prova

 

Ero soddisfatto della posizione in cui mi trovavo, e forse mi adagiavo troppo sugli... allori. Dopo circa un anno, il Signore mi fermò. Il 16 Luglio del 1964, un trombo cerebrale medio destro mi costrinse ad essere ricoverato in ospedale: il lato sinistro del corpo era paralizzato, avevo perso la memoria e la parola. Ero cosciente della gravità del male, ma ero sereno e tranquillo. Pregai mentalmente Dio dicendoGli: “Se mi vuoi chiamare a Te, ti supplico di sostenere Vilma, Lidia e Silvano, provvedendo a tutte le loro necessità spirituali, morali, fisiche e materiali, perché Tu sei il Padre degli orfani e il Marito delle vedove.”

 

Poiché mi trovavo all'infermeria di Corso Marconi, avvisarono Lidia che era impiegata in un ufficio. Con lei mi accompagnarono prima a casa per non allarmare troppo Vilma e poi all'Ospedale Don Bosco. Ma al “pronto soccorso” il medico sbagliò la diagnosi. Alla prima iniezione persi i sensi rantolando. Mi trasferirono subito alle Molinette, nel reparto di   neurologia dove capirono l'errore e cambiarono subito la cura.

Per tre giorni non mangiai, non bevvi e non dormii, ma godetti una intensa e profonda comunione con Dio. Alla Domenica presto vennero a trovarmi Lidia e Paolo, il fidanzato. Quando partirono dissi a Paolo che portasse i miei fraterni saluti a tutta la Chiesa che si riuniva per celebrare il Culto di Adorazione, proponendo di cantare anche l’inno 24:

 

“O Signore, a Te dinanzi, Quanta gioia abbiam nel cuore!

Quanta pace, o Salvatore, per Tua grazia abbiamo in Te.

Questa gioia che c'inonda E' tuo dono, tua bellezza;

Di tua pace la dolcezza, O Signor, sentiam per fe!

Dimorare in Te che sei Nostra vita e nostra speme,

Dimorar col Verbo insieme  Avvicina il cielo al cuor!

Oh, qual grazia Tu. Ci ai data! Per Te siam di Dio figlioli;

Tu conservi, Tu consoli La Tua Chiesa, o Redentor!”

 

 

Nonostante fossi così debilitato, alle ore 10 ero anch'io presente in spirito con i credenti che adoravano Dio, ricordando la morte e la risurrezione di Gesù Cristo prendendo il pane, figura del Suo corpo e bevendo il vino, figura del Suo sangue.

 

La Direzione Fiat di Corso Marconi mi trattò con riguardo, mi fece mettere in una cameretta da solo e provvide una infermiera di notte a proprie spese; di giorno ero assistito da Vilma e da mia sorella Olga.

Poiché dovevo evitare ogni emozione in bene o in male, le visite erano riservate ai soli familiari.

 

Una visita inaspettata, fu quella del Pastore Battista di S. Antonino di Susa, che conobbi poco tempo prima a Buttigliera Alta in occasione della inaugurazione della Casa di Riposo.

Fra noi due si instaurò un amore fraterno in Cristo Gesù così intenso, che durò fino a quando il Signore lo chiamò al riposo celeste.

 

Dopo 15 giorni di ricovero, mi trasferirono nel convalescienziario di “Villa Roddolo” di Moncalieri era il mese di Agosto.

 

Per riprendere a camminare, mi aiutavo con un bastone. Una mattina mi sedetti in una panchina in giardino e, pensando alle mie precarie condizioni fisiche, mi venne una grande tristezza, perché immaginavo di non poter più predicare il Vangelo.

Mi si affiancò un uomo distinto e cominciammo a parlare. Prendendo spunto da una sua espressione, con molta fatica e a monosillabi gli parlai di Gesù. Egli ascoltava con molto interesse, alla fine disse: “non ho mai sentito nessuno parlare così bene del Signore!” Quella affermazione riempì il mio cuore di gioia ed allora mi convinsi che il Signore si sarebbe servito ugualmente di me per testimoniare della sua Grazia a singole persone. Così ripresi la fisioterapia con maggiore entusiasmo. In seguito, seppi che quell’uomo era il Direttore della Farmacia dei Dirigenti Fiat di via Po a Torino.

 

Una Domenica pomeriggio, fui molto rallegrato nel riabbracciare tutti i fratelli e le sorelle in fede di Via Scarlatti che vennero a visitarmi: riempirono la sala adibita alle visite. E' stata anche una buona testimonianza di amore fraterno.

 

Rimasi in convalescenza otto mesi e mezzo poi, con mia grande sorpresa, il Direttore dell'Ufficio Personale, mi chiese se volevo assumere la responsabilità dell’Autorimessa della Grandi Motori, poiché avevano licenziato improvvisamente quello che era in servizio. Accettai nonostante fossi ancora molto debole: per un po' di tempo, un sorvegliante mi veniva a prendere al mattino in auto e mi riaccompagnava a casa alla sera.

 

Nonostante le cure intensive, nel mio cervello rimase una lesione irreversibile. Il lavoro era molto faticoso, dovevo fare i rendiconti mensili, ma questo mi aiutò ad esercitare la mente e riacquistare sempre di più la memoria.

 

Sempre con l'aiuto del Signore, svolgevo da solo tutte le pratiche relative al lavoro dell'autorimessa con circa dieci persone tra autisti, meccanici e due addetti al lavaggio vetture.

 

Negli ultimi quindici giorni, della mia attività lavorativa, dopo aver dato le consegne, mi recai negli Uffici e nei Reparti e donai un Nuovo Testamento ai Dirigenti e a tutti i responsabili delle maestranze.

 

Il mio stato di salute ebbe un lento ma progressivo miglioramento, ogni giorno leggevo la Bibbia, cominciai con cinque o dieci minuti al giorno fino a raggiungere le due ore.

Solo dopo qualche anno, ripresi a dare con molta fatica qualche breve messaggio.

 

Nel 1992 fui oggetto di un'altra prova. Dopo aver accusato forti dolori allo stomaco, mi sottoposero ad una gastroscopia. La diagnosi fu: linfoma gastrico. Fui sottoposto a diversi esami per accertare che non si fosse diramato in altri organi; e quindi mi fecero la chemioterapia e la radioterapia tra i mesi di Agosto e Ottobre, in seguito rinnovai i capelli, la pelle e le unghie.

 

Anche in questa dura prova, il Signore è stato con me disponendo ogni cosa, affinché la superassi positivamente. Gloria al suo santo e benedetto Nome!

 

 

 

Luci e Ombre

 

 

Un giorno, una sorella (Rina) mi disse: “Adriano, mi sono convertita al Signore una Domenica pomeriggio mentre tu predicavi.” Questa notizia portò al mio cuore una grande gioia e un maggior incoraggiamento ad evangelizzare.

 

Una sorella di Robassonero, sposata e madre di alcuni bambini, era stata dimessa dall'ospedale a causa di un tumore incurabile. Andai a visitarla, m’inginocchiai a fianco del suo letto e pregai: “Padre celeste, Tu conosci ogni cosa. Soccorri questa Tua figliola. Se Tu vuoi, puoi guarirla. Te lo chiediamo nel nome di Gesù. Amen” In quel momento, sentii come una scossa elettrica che partì dalla nuca e scese lungo la schiena. Mi alzai e ci salutammo con un sorriso. Lei era tranquilla e serena.

 

Il giorno seguente fu sottoposta ad ulteriori visite ed il medico stupito le chiese: “Signora  quale santo o madonna hai invocato? Il tumore non c’è più.” Un fratello in fede ha pregato Dio nel nome di Gesù.” Ella rispose.

 

Alla fine del primo Campo di Poggio Ubertini nel 1948, il Direttore della Scuola Biblica di Emmaus in Svizzera, venne a salutarmi e mi chiese se ero disposto a iscrivermi al corso biblico che durava due anni. Gli risposi che avevo due bambini piccoli. Mi disse che quello non era un ostacolo  perché, con l’aiuto di Dio, si sarebbe fatto carico dei bisogni della famiglia, ma non ebbi sufficiente fede per accettare tale proposta.

 

Svolgevo un’intensa attività in Via Scarlatti. Qualche Domenica davo perfino quattro messaggi: Culto, Scuola Domenicale, Evangelizzazione e Riunione dei giovani. Organizzavo viaggi in autobus con tutte le Assemblee di Torino per partecipare alle Agapi di Spinetta Marengo e Piverone.

 

A causa dei troppi impegni e della vita frenetica a volte perdevo la pazienza e la dolcezza. Una sera, durante un Consiglio di Chiesa, sentii un piccolo rumore alla porta. Andai ad aprire e vidi un bambino. Senza chiedere il motivo per cui stava lì, gli dissi come un rimprovero: “Stai spiando...?”

Dopo 35 anni circa, l'interessato ricordandomi quel fatto, mi spiegò che in quella occasione,  stanco di aspettare il papà che sì trovava in riunione, cercava di attirarne l’attenzione. 

Trovo superfluo dire che rimasi molto mortificato, e con molto ritardo gli chiesi perdono. Avevo rimproverato un bambino ingiustamente!

 

Attraverso gli episodi citati e molti altri ancora, mi resi conto più tardi che nel mio cuore vi era dell’orgoglio, mi sentivo indispensabile per le esigenze dell’Assemblea, mentre ero un semplice, debole e indegno strumento al servizio di Dio.

 

Il Signore mi fermò con la trombosi forse per il mio orgoglio spirituale e per la mia presunzione. La vita di Chiesa proseguì per molto tempo, anche senza la mia presenza fisica. Imparai che tutti siamo utili, ma nessuno è indispensabile nell’Opera sua, poiché Dio può suscitare dei suoi figlioli anche dalle pietre[26].

 

Infatti, nella malattia durante le tre notti di veglia e nell'assoluta immobilità e nei giorni successivi, lo Spirito Santo mi fece scoprire tutte le ombre del mio passato che offuscavano la comunione con Dio, impedendoGli di esercitare la Sua signoria su di me. E man mano che le ricordavo, mi umiliavo e Gli chiedevo perdono nel nome di Gesù: il Suo sangue mi ha purificato!

.

Compresi che tutti i Suoi figlioli sono chiamati a servirLo con prontezza, con zelo, con fedeltà, con umiltà, con gioia e soprattutto con amore, ma alla fine ciascuno deve dire: “Noi siamo servi inutili.”[27]

 

 

Da Via Scarlatti a Via Spontini

 

Il locale di Via Scarlatti era ormai saturo (eravamo circa 110 credenti più i bambini) e, poiché alcune famiglie abitavano in Borgata Parella, queste espressero il desiderio di aprire una sala pubblica anche in quella zona della città. Così, di comune accordo con tutta la Chiesa, nell'Aprile del 1956 una parte formò la Chiesa che ancora oggi si raduna in Via Viverone.

 

Inoltre, il proprietario del locale di Via Scarlatti disse che appena si sbloccavano gli affitti, ci avrebbe sfrattati. Allora abbiamo istituito un “Fondo pro locale”. In seguito abbiamo cominciato ad auto tassarci (da 500 a 5000 lire al mese), per raggiungere una somma sufficiente per acquistare o costruire un locale e renderci indipendenti.

Vi è stata una commovente partecipazione di tutti i credenti.

 

Il Signore benedisse questa iniziativa e, acquistata una casetta vecchia in Via Spontini 34, con il progetto del fratello Architetto Enrico, il fratello Giovanni  la demolì e costruì il nuovo locale con la partecipazione attiva di tutta la fratellanza.

Martedì 28-02-1967, fu inaugurata.

 

Martedì 1-11-1976 il fratello Beniamino, con l’aiuto del Signore, installò una “radio trasmittente” in casa sua a Fornacino, Leinì, attraverso la quale si trasmettevano messaggi di evangelizzazione.

Sabato 1-1-1977 fu trasferita nel locale di Via Spontini con apparecchiature più potenti e con la denominazione di “Radio Torino Biblica” (la prima in Italia). Si trasmettevano messaggi di evangelizzazione e di edificazione, 24 ore su 24. Malgrado le mie precarie condizioni fisiche, il Signore mi concesse la grazia di trasmettere brevi messaggi, sia pure con molta fatica.

Con un ripetitore al Colle della Maddalena, aveva un raggio di ascolto in tutto il Piemonte, la Lombardia, la Liguria e anche nel Canton Ticino.

In seguito, la parte tecnica fu trasferita in Corso Brin dove si trova tutt'ora.

 

Il soccorso di Dio

 

 

Dio ha fatto cooperare tutte le cose al maggior bene dell’anima mia, proteggendomi da molti pericoli, nonostante le mie imperfezioni e le mie indegnità.

Fin dalla mia gioventù, Dio ha guidato la mia vita, demolendo il mio orgoglio, disgustandomi della vita mondana e facendomi arrivare a Torino dove si rivelò al mio cuore.

Durante il viaggio per la Russia, sensibilizzò il Capo stazione di Villach che mise a disposizione un vagone, senza il quale sarei congelato dal freddo con i miei compagni di viaggio.

Dopo pochi giorni dal mio arrivo a Stalino, mentre una mattina mi recavo al Comando a piedi, un caccia russo mitragliò l’aeroporto. Vidi schizzare pezzettini di terra a un metro di distanza  da me.

 

Mentre ero a Vigna di Valle, Vilma, che era sfollata a Ferrara con la famiglia, mi propose di sposarci. Era un momento difficile. Umanamente parlando, sarebbe stata una pazzia, poiché saremmo stati insieme solo un mese e poi avremmo dovuto separarci nuovamente. Fino a quando? Pregai il Signore che mi facesse conoscere la Sua volontà. Dopo un po’ di tempo di riflessione, acconsentii. Ottenuta la licenza, ci sposammo a Torino il 5 Giugno 1943.

 

Durante la luna di miele... dai miei familiari a Monastier, seppi che c’era la possibilità di ottenere la licenza agricola di un mese per la mietitura del grano. Inviai subito la richiesta e l’ottenni.

 

Quando ritornai all’idroscalo sul lago di Bracciano il 1° Agosto 1943 dopo aver accompagnato Vilma a Ferrara dai suoi familiari, l’autobus che avevo in consegna non c’era più: era partito per la Sicilia con un altro autista. Gli Alleati erano sbarcati. Se non mi fossi sposato, certamente sarei stato ucciso, ferito o fatto prigioniero.

 

E’ Dio che ha scelto Vilma come aiuto convenevole della mia vita ed ha permesso che ci sposassimo in quel periodo, per evitare che in Luglio partissi per la Sicilia.

Inoltre,è stata un Suo strumento per frenare la mia esuberanza e per stimolarmi a confrontare la mia vita quotidiana con quella di Gesù Cristo.

 

Nonostante fossimo molto lontani dalla perfezione e non sempre di comune accordo nelle decisioni familiari, la Grazia di Dio e il suo amore ci ha permesso di sopportarci reciprocamente.

Riguardo la vita spirituale e morale, ogni giorno consulto la Bibbia e prego il Signore affinché mi illumini e possa capire qual è la Sua volontà per poi compierla, vivendo così in sintonia con i Suoi insegnamenti.

 

Ma nelle cose che riguardano la vita materiale, ho imparato ad agire in linea di massima così: quando sono incerto nel fare una determinata cosa, per conoscere qual’è la volontà di Dio, dico: “Padre, ti prego di manifestare la tua volontà attraverso Vilma: che il suo si o il suo no, corrisponda alla Tua approvazione o alla Tua disapprovazione.”

 

Il matrimonio è una istituzione Divina ed è un vincolo indissolubile.

Gesù disse: “Quello che Dio ha unito, l’uomo non lo separi.”

Prego di leggere nel Vangelo secondo Matteo capitolo 19 versetti da 3 a 12[28].

 

Dopo 56 anni, siamo ancora uniti.

 

Il giorno dell’armistizio, avvenuto l’8-9-1943, mentre attendevo con tutto il personale all’entrata del rifugio antiaereo per arrenderci ai tedeschi (si sentiva il rombo dei carri armati della divisione Goering che andavano verso Roma nella strada provinciale) sull’imbrunire fummo mitragliati da tre repubblichini che spuntarono improvvisamente dalla collina.

Delle pallottole imbrattarono di terra la valigia che tenevo al mio fianco.

 

All’indomani fummo lasciati liberi di raggiungere le nostre famiglie. Dopo tante peripezie giunsi a Bologna verso mezzogiorno. Il treno si fermò alla periferia della città. Scesi e camminai in colonna con tutti i passeggeri per raggiungere la stazione centrale. Ad un tratto si avvicinò una donna e mi disse: “Lei è militare?” (indossavo una tuta bianca di tela)

Alla mia risposta affermativa, disse: “Dopo quella curva, a cento metri di distanza, c’è un posto di blocco militare tedesco: fermano tutti i militari italiani di passaggio per mandarli in Germania, perché nella notte un alpino italiano di passaggio, ha gettato una bomba a mano nella stazione. Venga con me.”

Allora mi condusse a casa sua, mi diede da mangiare, e da dormire. Poi mi accompagnò ad una stazione secondaria per raggiungere Vilma a Ferrara. Dio non permise che fossi mandato in un campo di concentramento, ma che raggiungessi Vilma e poi con lei i miei  familiari, a Monastier dove rimasi fino alla fine della guerra. Il giorno 8 aprile 1944 nacque Lidia.

 

Nel 1946, da Torino mi recai in bicicletta a visitare un ex aviere che avevo conosciuto a Padova. Era un sabato pomeriggio. Egli abitava in periferia sulla strada di Druento. Alla sera m’invitò a cena. Nell’accomiatarsi mi disse: “Fai attenzione, perché ogni tanto una banda di ladri deruba i passanti.” Gli risposi: “Il Signore mi proteggerà.” Mi regalò un sacchetto di farina di granoturco, molto preziosa in quel periodo. Con una mano lo tenevo in equilibrio sul tubo della bicicletta. Ad un certo punto sentii un fruscio nel lato destro e dopo circa 5 metri vidi due ombre in mezzo alla strada. Suonai il campanello senza rallentare e queste due ombre si divisero e mi lasciarono passare… Ringraziai il Signore con tutto il cuore che batteva forte…

 

Dopo diverso tempo, raccontando tale episodio a un ex carabiniere che era sorvegliante alla FIAT Grandi Motori, disse che quando prestava servizio a Venaria partecipò all’arresto di quella banda composta da cinque uomini.

 

Un giorno d’estate andai a Linate a prendere un Cliente tedesco. Ci fermammo a pranzare in un ristorante vicino a Novara. Faceva molto caldo.

Quando ripartimmo, dopo circa mezz’ora, mi accorsi appena in tempo che rischiavo di tamponare un autocarro.

Capii che stavo addormentandomi. Ringraziai il Signore per lo scampato pericolo, e alla prima piazzola mi fermai per riprendere le energie, controllai le gomme, feci il giro dell’auto lentamente e poi rinfrancato proseguii  il viaggio.

 

Dio mi protesse molte altre volte: percorrendo centinaia di migliaia di chilometri in Italia e all’estero in strade mai conosciute prima, non permise mai che fossi coinvolto in qualche incidente e consentendomi di arrivare sempre in orario agli appuntamenti.

 

Quando ero responsabile dell’autorimessa, e arrivavano delle Commissioni per stipulare dei contratti tecnico-commerciali, oltre alle auto in servizio, ero costretto a chiedere agli Autonoleggi per uno o più giorni, anche 8 o 9 auto con autista coordinando tutti i servizi.

In quelle occasioni, il telefono squillava in continuazione per diverse ore. Un giorno sbagliai nel trascrivere la data di prenotazione di un’auto per accompagnare un Direttore da casa a Caselle al mattino presto. Questi, non vedendo arrivare l’autista, chiamò un taxi e riuscì ugualmente a prendere l’aereo.

Rimasi molto mortificato e appena ritornò gli chiesi perdono. Invece di punirmi o sgridarmi disse: “Sono cose che possono capitare a tutti.”

 

Il migliore autista, forse approfittando anche di quel mio errore, cercò di mettermi in cattiva luce presso la Direzione per farmi licenziare e prendere il mio posto, ma non vi riuscì.

Io venni a saperlo, non gli portai nessun rancore. Anzi, quando un giorno si ammalò e fu ricoverato all’ospedale, facendomi accompagnare da Silvano perché ero molto debole, andai a visitarlo. Quando mi vide, fu sorpreso perché non si aspettava che andassi a trovarlo, si commosse e pianse forse per la vergogna.

Non riprese più il servizio perché si licenziò.

 

Dopo 60 anni di vita cristiana, costellata da tante belle, ma anche da tante amare esperienze vissute in prima persona, ho costatato che Satana è sempre vivo, non dorme mai e non va mai in vacanza.., anzi è sempre pronto ad approfittare di ogni mia piccola distrazione o assopimento spirituale per colpirmi.

Ogni mattina cerco di rivestire tutta l'armatura di Dio per poter combattere il buon combattimento della fede vegliando in preghiera, per poter resistere alle sue insidie[29].

 

La mia preghiera quotidiana è: “Padre celeste, aiutami a crocifiggere il mio “IO” e la mia carne con tutti i suoi affetti, affinché Gesù Cristo abbia la completa signoria nella mia mente e nel mio cuore, in modo che i miei pensieri risultino essere sempre in sintonia con i Tuoi pensieri e i miei sentimenti con i Tuoi sentimenti”[30].

 

Cerco di ubbidire all'imperativo che troviamo nell'Epistola agli Efesini 5:1-2  “Siate dunque imitatori di Dio, perché siete figli da lui amati; e camminate nell'amore come anche Cristo vi ha amati e ha dato sé stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio quale profumo di odore soave.”

Cerco di amarLo con tutto il mio cuore e amare il mio prossimo come me stesso. La mia santificazione quotidiana, la vedo come una scala. Ogni giorno, cerco di salire un gradino più in su, fino a quando Gesù verrà a prendermi con tutti coloro che sono stati riscattati dal suo sangue.

Allora, con un corpo trasformato, santo e perfetto mi condurrà davanti al Trono del Padre e Lo vedrò a faccia a faccia, perché sarò simile a Lui nell’eternità di gloria[31].

 

 

L’albero genealogico della famiglia

 

Lidia sposò Paolo  il 16-07-1966.

Da questa unione, il 29-12-1968 nacque Roberto.

Silvano sposò Marilena  il 10-06-1999.

 

 

Alcuni consigli

 

Caro lettore: sei un/a giovane sposo/a credente in Cristo?

Cerca di mettere in pratica le parole che il Signore mi ispirò di leggere in occasione di un matrimonio celebrato in Via Spontini il 19/6/1999.

Il matrimonio è una istituzione divina. Dio  disse: ”L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e saranno una stessa cosa”.

Perché costatiamo nel mondo che molte coppie di sposi si separano dopo pochi giorni, alcuni mesi o pochi anni di matrimonio? Le cause sono molteplici.

 

Ma fra due giovani sposi che si sono convertiti a Dio e hanno ricevuto Gesù nel cuore come loro personale Salvatore, questa separazione non dovrebbe mai avvenire.

Nella vita quotidiana, è uso comune pretendere molto e dare poco.

Ma perché un matrimonio abbia successo e i due sposi vivano nella serenità, nella pace e nella gioia, credo fermamente che riguardo il loro rapporto affettivo quotidiano, una delle due voci debba scomparire.

Ma quale? Se consideriamo il loro naturale egoismo, in cui l’IO vuole avere tutto per sé, credo che ambedue cancellerebbero la voce dare.

Ma quello che tiene uniti due sposi per sempre, è l’amore reciproco.

Quell’amore, agape, che dà senza riserve, senza rinfacciare, senza pretendere nulla in cambio.

 

E’ l’amore che spinse Dio a dare il Suo unico Figlio per togliere il peccato del mondo.

E’ l’amore che spinse Gesù a morire sulla croce affinché, credendo in Lui, potessimo vivere eternamente.

Ed è il medesimo amore che lo Spirito Santo sparge nel cuore di ogni credente in Cristo Gesù, nato di nuovo. (Giov. 1:11-13; 3:3-8,16,36  Romani 5:5).

Ebbene! Se questo amore c’è realmente nel cuore di ambedue gli sposi, non ci sarà più la parola avere, ma il desiderio di donarsi.

Ricordatevi che non siete perfetti, e le vostre imperfezioni le scoprirete molto di più vivendo insieme. Come potrete superare i vostri difetti? Solo amandovi l’un l’altro, come Gesù vi amò.

 

E’ con l’esercizio di questo amore, che potrete vivere in buona armonia, sopportarvi a vicenda, rispettarvi, avere pazienza, cercando di essere di esempio l’uno all’altro in ogni virtù, sottomettendovi reciprocamente nel timore di Cristo Gesù, il Signore. Che questo avvenga sempre per la grazia di Dio.

 

Caro lettore, se sei un sincero credente in Cristo Gesù e sei nato di nuovo, Dio vuole che dirigi la tua vita come se fosse un aratro, con le mani appoggiate sulla verità e sulla carità.

Per un cammino sano ed equilibrato secondo lo Spirito Santo, è indispensabile non dare la priorità né all’una né all’altra, poiché esse debbono viaggiare sempre unite.

E per non deviare a destra o a sinistra, guarda sempre a Gesù, Colui che crea la fede e la rende perfetta[32].

Sii sobrio nel mangiare, nel bere e in qualsiasi attività che svolgi, vegliando in preghiera[33].

 

Non fare compromessi, né con il mondo, né con Satana e non guardare mai ai peccati del tuo passato se non per evitare di commetterli ancora, perché se sono già stati confessati a Dio con sincero pentimento nel nome di Gesù, sono stati cancellati completamente dal suo sangue e Dio non li ricorda più[34].

 

Non trascurare le riunioni della Chiesa, perché sono come tante lezioni di una scuola biblica per crescere nella conoscenza di Dio. Vivi nel Suo timore, perché è il principio della sapienza.

Ubbidisci ai tuoi conduttori. Sii forte e coraggioso nel Signore.

Sii di esempio in ogni virtù; non amare il sistema del mondo[35].

 

Se invece sei lontano da Dio con il cuore indurito dal peccato, ricordati del tuo creatore. Egli ti ama e vuole donarti quella pace e quella serenità che il mondo non potrà mai darti.

 

Gesù è morto per espiare anche il tuo peccato. Prima di esalare l’ultimo respiro disse: “E’ compiuto”. Il suo sacrificio è unico, sufficiente, perfetto ed eterno. Non c’è nulla da aggiungere. Basta allungare la mano della fede e appropriarsi di questo dono ineffabile che Dio ti offre per la Sua Grazia.

Non preoccuparti se ti senti oppresso dai tuoi innumerevoli peccati, confessali con sincero pentimento a Dio e chiediGli perdono nel nome di Gesù, ricevilo nel tuo cuore come personale Salvatore.

Il problema dell’eternità devi risolverlo ora, qui in terra,  perché oggi è il tempo favorevole, il giorno della salvezza.

 

Se invece RIFIUTI DI CREDERE al Figlio, l’ira di Dio rimane sopra di te e dopo la morte dovrai comparire davanti al Gran Trono Bianco senza avere più nessuna possibilità di appellarti a qualsiasi altra cosa e sarai gettato nella fornace ardente, cioè nella separazione totale da Dio per l’eternità.

Gesù iniziò il suo ministero dicendo: “Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino”[36].

 

Sei un ateo? Sappi che Dio ha messo nel tuo cuore il senso dell’eternità. Ti ha dato una coscienza che ti fa distinguere il bene dal male[37].

 

Il cielo, la terra e tutte le cose che sono in essi, non sono venuti da soli. Come un orologio è stato progettato e costruito da un orologiaio, così la creazione ha avuto bisogno di un Creatore, dell’Iddio Onnipotente.

 

Sei un evoluzionista? L’evoluzione è solo una teoria che ha manifestato continui cambiamenti come le altre teorie.

Le scimmie, anche se vengono modificate geneticamente, sono sempre scimmie e rimangono tali: dopo millenni di storia, non si è visto nessun esemplare uscire da una foresta trasformata in un uomo con una mente che ragiona e una bocca che parla…

 

Sei un religioso? Ricordati che nel mondo vi sono più di 90 religioni ufficiali, con differenti riti e regolamenti da osservare ma nessuna ha il potere di salvarti. Nemmeno la Bibbia ti può salvare!

Essa è come un semplice cartello stradale che indica il solo mezzo di salvezza disposto da Dio, Cristo Gesù, il giusto e santo che è morto in croce per il tuo peccato ed è risorto per la tua giustificazione[38].

 

Gesù disse:

 

Giovanni 14:6 “ Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.”

 

Giovanni 6:47 “In verità, in verità vi dico: chi crede in me ha vita eterna.”

 

Giacomo al cap.1 v.27 scrive: “La religione pura e senza macchia davanti a Dio e Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni, e conservarsi puri dal mondo.” Avendo comunione con Dio[39].

 

Sei attaccato alla tradizione dei padri? Gesù condannò gli Scribi e i Farisei per la loro tradizione poiché, osservandola, annullavano la Parola di Dio. Mosè scrisse:

Deuteronomio 4:2Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla, ma osserverete i comandamenti del SIGNORE vostro Dio, che io vi prescrivo.”

Deuteronomio 12:32 “Avrete cura di mettere in pratica tutte le cose che vi comando; non vi aggiungerai nulla e nulla ne toglierai.”

 

 e l’Apostolo Giovanni scrisse:

 

Apocalisse 22:18-19 “Io lo dichiaro a chiunque ode le parole della profezia di questo libro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro; se qualcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dell'albero della vita e della santa città che sono descritti in questo libro.”

Dovremmo lasciarci sempre guidare dallo Spirito Santo e lasciarlo agire in noi nella piena libertà[40].

Non siamo noi che dobbiamo guidare lo Spirito, ma è lo Spirito che deve istruirci e guidarci in ogni cosa, per poter glorificare Dio in ogni aspetto della nostra vita[41].

 

Osservi il culto dei morti? Trascrivo alcune affermazioni del fratello Samuele Negri, tratte alle pag. 10-12 del suo libro: “Cosa insegna la Bibbia sui defunti?” pubblicato da “Movimento Biblico Giovanile – via Buonamici 10 – 47037 Rimini; libro che invito tutti a leggere attentamente.

««I morti sono coscienti, ma non c’è comunicazione con loro…

 

IL CULTO DEI MORTI… cade sotto il giudizio di Dio e così anche l’INVOCAZIONE a qualsiasi defunto che si trova nell’aldilà…

 

E’ scritto ”Non si trovi in mezzo a te… né incantatore, ne chi consulti gli spiriti, né chi dica la buona fortuna, né negromante (cioè evocatore di morti); perché chi fa queste cose è in abominio all’Eterno” - Deuteronomio 18:10-12.

 

Quando la Parola di Dio, facendo riferimento agli eroi della fede del passato, dice che “Siamo circondati da una così grande schiera di testimoni” - Ebrei 12:1, oppure afferma che “La memoria del giusto è una benedizione” - Proverbi 10:7; Salmo 112:6, non lo fa perché ci mettiamo in contatto con loro, ma perché ci ricordiamo dell’esempio che questi uomini di Dio ci hanno lasciato.

In questa maniera il Signore vuole insegnarci ad avere con Lui lo stesso rapporto di fede e di ubbidienza che essi hanno avuto. Infatti è scritto: “Ricordatevi dei vostri conduttori, i quali vi hanno annunziato la Parola di Dio; e considerando quale sia stata la fine della loro vita, imitate la loro fede.” - Ebrei 13:7

 

Se la Parola di Dio è così esplicita nel condannare ogni specie di relazione con i defunti, è per almeno tre motivi che non devono essere sottovalutati.

 

1.      Perché l’opera di Gesù Cristo è pienamente sufficiente per dare salvezza e consolazione. Grazie al suo sacrificio compiuto “una volta per sempre… Egli ci ha acquistato una redenzione eterna” - Ebrei 9:12. Rivolgersi ai defunti significherebbe dubitare di questa realtà.

 

2.      L’unico mediatore fra noi e Dio è Gesù Cristo – I Timoteo 2:5-6, non un qualche defunto con dei meriti speciali. Anzi ci viene detto molto chiaramente che Gesù Cristo vive intercedendo per noi. – Romani 8:31-34; Ebrei 7:24-25. Quindi non c’è assolutamente nessuno che possa comprenderci meglio di Lui e che possa intervenire più efficacemente.

 

3.      Evocare i morti credenti, sarebbe “disturbare il loro riposo” che essi realizzano in comunione con Dio – I Samuele 28:15; Apocalisse 14:13. Per quanto riguarda gli increduli, è detto che per loro rimane “una terribile attesa del giudizio e l’ardore di un fuoco che divora i ribelli” – Ebrei 10:27, quindi non possono darci nessun aiuto.

 

Ignorare tutto questo, significa non soltanto cadere in un’ abominevole forma di idolatria, ma aprire la porta alle seduzioni di Satana! Se oggi nei nostri paesi c’è un grande sviluppo dello spiritismo e vi è uno spaventoso proliferare di “dottrine di demoni” – I Timoteo 4:1, è proprio perché… alcune religioni, con il loro insegnamento sbagliato sui defunti, ha aperto la strada a queste deviazioni, perché “l’invocazione dei defunti”, in realtà, porta allo spiritismo.

In questo contesto ricordiamo anche il fenomeno sviluppatosi recentemente di registrare,  le voci dei defunti provenienti dall’aldilà.

Queste cose, oltre a trovare spazio su settimanali a grande tiratura, hanno anche, la copertura di compiacenti ed autorevoli religiosi  che offrono il loro contributo ed incoraggiamento, anziché avvertire le persone del grave pericolo a cui vanno incontro!

Questo succede quando si abbandona la centralità e la piena sufficienza di Gesù Cristo – Colossesi 2:9-10.

 

Nel parlare dei credenti defunti, possiamo affermare che essi sono coscienti per godere della comunione e della presenza di Dio, ma non per avere comunicazioni speciali con noi. Dobbiamo ascoltare la Parola  - Isaia 8:20; Luca 16:29, ed avere fede in essa.» Leggi, in preghiera e attentamente, la parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro, certamente il Signore ti illuminerà.

 

Conosci la Bibbia a memoria? fai dei miracoli? dei prodigi nel nome di Gesù? Egli disse che: se non fai la volontà del Padre Suo e non dai tutta la gloria a Lui, ti rigetterà, perché non ti ha mai conosciuto[42].

Sei un Anziano o Pastore? Ricordati che hai una grande responsabilità, perché lo Spirito Santo ti ha costituito o eletto per pascere il Gregge del Signore con amore, con umiltà, con zelo, con pazienza, con diligenza. Sempre disponibile essendo di esempio e non per signoreggiare[43].

E per quanto dotto sei in ogni cosa, sai solo in parte[44].

 

Satana moltiplica i suoi sforzi per farci cadere.

 

Il fratello Anziano Gastone disse che noi incorriamo nel pericolo di scivolare ogni giorno, su tre bucce di banana: l’orgoglio, la ricchezza e il sesso. Perciò. Se  vogliamo star ritti, dobbiamo cercare di non cadere[45].

 

Per essere buoni conduttori, dovremmo poter dire in coscienza come l’Apostolo Paolo: “Siate miei imitatori, come anch'io lo sono di Cristo.” (1Corinzi 11:1)

 

Termino con le parole degli Apostoli Pietro e Paolo:

1Pietro 5:10-11 “Or il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà stabilmente.

A lui sia la potenza, nei secoli dei secoli. Amen.”

 

2Corinzi 13:13 “La grazia del Signore Gesù Cristo e l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.”

  

Casa di Soggiorno  “Vittorio Valetta”  Ospedaletti   25/02/2000.

 

 Ringraziamenti

Durante queste vacanze con Vilma (dal 14 al 28 febbraio 2000), fra gli anziani Fiat, ho riletto questo memoriale. Riconosco che è un nuovo miracolo che Dio ha compiuto verso me, nel farmi ricordare tanti avvenimenti.

Lo ringrazio con tutto il cuore.

Ringrazio sentitamente anche i diletti fratelli in Cristo Stefano Cipriani e Daniele Zolfaroli, perché con tanta pazienza, perizia e sacrificio di tempo l’hanno trascritto su Personal Computer, riportando a pié di pagina anche i versetti biblici che avevo solo citati.

E un sincero e affettuoso grazie anticipato al caro fratello in Cristo Giancarlo Farina, il quale si è offerto con premurosa disponibilità per raccoglierlo in un libretto.

Un ringraziamento anche a tutti coloro che hanno letto questo mio memoriale e faranno tesoro della parola di Dio trascritta.

 

  

Gli ultimi eventi

 

Siamo nella primavera del 2000, questo fascicolo è quasi pronto per andare in stampa, ma si interrompe per un evento triste e doloroso che sta iniziando nella mia famiglia.

Vilma, che da tempo denuncia malesseri, viene sottoposta a molti esami clinici ed il responso è: tumore pleurico, per il quale i medici non danno alcuna speranza e nessuna possibilità di cura.

 

Molto presto la nostra vita familiare subisce dei mutamenti, lei sta peggiorando, è costretta a ricoveri ospedalieri, deve essere sempre di più assistita, anche il mio fisico è prostrato e sofferente, i nostri cari, ci sono di grande aiuto, sostegno e conforto, per questo li ringrazio e altresì ringrazio il Signore.

 

La malattia, lenta ma inesorabile segue il suo corso, ma benedetto sia il nostro Dio per il Suo costante ed amorevole soccorso.

 

Siamo ormai al 7 dicembre del 2002, un ulteriore aggravamento rende indispensabile un altro “l’ultimo” ricovero in ospedale.

Le sofferenze di Vilma sono grandi, tangibili, ma la sua fede non vacilla, confida nell’Eterno aspettando di essere chiamata alla casa del Padre.

Le preghiere di tutti noi, sono per il suo sostegno in questa prova e che se è nella volontà di Dio le sue sofferenze siano alleviate.

Dio misericordioso risponde; alle 12 del 14 dicembre, la chiama a se durante il sonno, senza un sussulto, senza un lamento, sia glorificato il nome del Signore.

La mia amata Vilma ha potuto sperimentare ciò che l’apostolo Paolo afferma nella sua 2° lettera a Timoteo cap. 4 v. 6,7,8.

 

Il tempo della mia partenza è giunto. Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede. Ormai mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione.                

 

 

Hai anche tu questa certezza ???   

 

 

Ora, nel vuoto della mia casa, ma in comunione con il Signore, termino questo lavoro, attendendo anch’io d’andare al Padre.  

 

 

  

                           

             

 

                                                Adriano   Zamuner     

     

 

 

                                                                     

 

 

 NIPOTI  E  PRONIPOTI 

SOMMARIO                                                                                                                                        

Prefazione

La mia storia

Vita Sociale

Vita Mondana

Vita Religiosa e la mia conversione a Dio

La famiglia

In Russia

In Italia

Ecco la testimonianza di alcuni familiari

   La mamma

   Il papà

   Il  fratello Luigi

   Il cognato Marco marito di Olga

Alla ricerca di un lavoro

Lavoro professionale

Una grande prova

Luci e Ombre

Da Via Scarlatti a Via Spuntini

Il soccorso di Dio

L’albero genealogico della famiglia

Alcuni consigli

Ringraziamenti

Gli ultimi eventi

 

 

 

 

                                    __________________________________________________________

 

 

 

                                                                                                         

 

                                                      

       CEI_1974                                                                La Sacra Bibbia            

 

 

                                                                                 

 

 


[1] 2Timoteo 3:16 “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia.

2Pietro 1:19-21 “Abbiamo inoltre la parola profetica più salda: farete bene a prestarle attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, fino a quando spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori. Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un'interpretazione personale; infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell'uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo.”

 

[2] Giovanni 17:17 “Santificali nella verità: la tua parola è verità.”

 

[3] Esodo 20:1-17 “Allora Dio pronunziò tutte queste parole:

 «Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù.

Non avere altri dèi oltre a me.

Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra.

Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano; perché il SIGNORE non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.

Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fa' tutto il tuo lavoro, ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al SIGNORE Dio tuo; non fare in esso nessun lavoro ordinario, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né lo straniero che abita nella tua città; poiché in sei giorni il SIGNORE fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò il SIGNORE ha benedetto il giorno del riposo e lo ha santificato.

Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà.

Non uccidere.

Non commettere adulterio.

Non rubare.

Non attestare il falso contro il tuo prossimo.

Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo».”

 

[4] Geremia 23:29 “«La mia parola non è forse come un fuoco», dice il SIGNORE,«e come un martello che spezza il sasso?…”

Ebrei 4:12 “Infatti la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore.”

Romani 1:16 “Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco”

 

[5] Salmi 19:7-8 “La legge del SIGNORE è perfetta, essa ristora l'anima;

la testimonianza del SIGNORE è veritiera, rende saggio il semplice.

I precetti del SIGNORE sono giusti, rallegrano il cuore;

il comandamento del SIGNORE è limpido, illumina gli occhi.”

Salmi 119:9 “Come potrà il giovane render pura la sua via?

Badando a essa mediante la tua parola.”

Salmi 119:105 “La tua parola è una lampada al mio piede

e una luce sul mio sentiero.”

[6] Giacomo 1:21-25 “Perciò, deposta ogni impurità e residuo di malizia, ricevete con dolcezza la parola che è stata piantata in voi, e che può salvare le anime vostre. Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi. Perché, se uno è ascoltatore della parola e non esecutore, è simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio; e quando si è guardato se ne va, e subito dimentica com'era. Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta, cioè nella legge della libertà, e in essa persevera, non sarà un ascoltatore smemorato ma uno che la mette in pratica; egli sarà felice nel suo operare.”

[7] Genesi 3:1-24 “Il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che Dio il SIGNORE aveva fatti. Esso disse alla donna: «Come! Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?» La donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; ma del frutto dell'albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete"». Il serpente disse alla donna: «No, non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male». La donna osservò che l'albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l'albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi ad entrambi e s'accorsero che erano nudi; unirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture. Poi udirono la voce di Dio il SIGNORE, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l'uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza di Dio il SIGNORE fra gli alberi del giardino. Dio il SIGNORE chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?» Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto». Dio disse: «Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato del frutto dell'albero, che ti avevo comandato di non mangiare?» L'uomo rispose: «La donna che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell'albero, e io ne ho mangiato». Dio il SIGNORE disse alla donna: «Perché hai fatto questo?» La donna rispose: «Il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato». Allora Dio il SIGNORE disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, sarai il maledetto fra tutto il bestiame e fra tutte le bestie selvatiche! Tu camminerai sul tuo ventre e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno». Alla donna disse: «Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figli; i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed egli dominerà su di te». Ad Adamo disse: «Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato del frutto dall'albero circa il quale io ti avevo ordinato di non mangiarne, il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita. Esso ti produrrà spine e rovi, e tu mangerai l'erba dei campi; mangerai il pane con il sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra da cui fosti tratto; perché sei polvere e in polvere ritornerai». L'uomo chiamò sua moglie Eva, perché è stata la madre di tutti i viventi. Dio il SIGNORE fece ad Adamo e a sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì. Poi Dio il SIGNORE disse: «Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi, quanto alla conoscenza del bene e del male. Guardiamo che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell'albero della vita, ne mangi e viva per sempre». Perciò Dio il SIGNORE mandò via l'uomo dal giardino d'Eden, perché lavorasse la terra da cui era stato tratto. Così egli scacciò l'uomo e pose a oriente del giardino d'Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita.”

Genesi 5:5 “tutto il tempo che Adamo visse fu di novecentotrent'anni; poi morì.”

Romani 5:12 “Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato...”

[8] Giovanni 1:29 “Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!”

Matteo 27:46 “E, verso l'ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lamà sabactàni?» cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»”

Romani 6:23 “perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.”

1Corinzi 15:20-22 “Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti. Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati;”

[9] Giovanni 3:1-8 “C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui». Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito. Non ti meravigliare se ti ho detto: "Bisogna che nasciate di nuovo". Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito».”

[10] Matteo 5:21 “«Voi avete udito che fu detto agli antichi: "Non uccidere: chiunque avrà ucciso sarà sottoposto al tribunale"; ma io vi dico: chiunque si adira contro suo fratello sarà sottoposto al tribunale; e chi avrà detto a suo fratello: "Raca" sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: "Pazzo!" sarà condannato alla geenna del fuoco.”

[11] 1Timoteo 2:5-7 “Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, che ha dato sé stesso come prezzo di riscatto per tutti; questa è la testimonianza resa a suo tempo, e della quale io fui costituito predicatore e apostolo (io dico il vero, non mento), per istruire gli stranieri nella fede e nella verità.”

[12] Salmi 32

“Di Davide. Cantico.

Beato l'uomo a cui la trasgressione è perdonata,

e il cui peccato è coperto!

Beato l'uomo a cui il SIGNORE non imputa l'iniquità

e nel cui spirito non c'è inganno!

Finché ho taciuto, le mie ossa si consumavano

tra i lamenti che facevano tutto il giorno.

Poiché giorno e notte la tua mano si appesantiva su di me,

il mio vigore inaridiva come per arsura d'estate. [Pausa]

Davanti a te ho ammesso il mio peccato,

non ho taciuto la mia iniquità.

Ho detto: «Confesserò le mie trasgressioni al SIGNORE»,

e tu hai perdonato l'iniquità del mio peccato. [Pausa]

Perciò ogni uomo pio t'invochi mentre puoi essere trovato;

e qualora straripino le grandi acque,

esse, per certo, non giungeranno fino a lui.

Tu sei il mio rifugio, tu mi proteggerai nelle avversità,

tu mi circonderai di canti di liberazione. [Pausa]

Io ti istruirò e ti insegnerò la via per la quale devi camminare;

io ti consiglierò e avrò gli occhi su di te.

Non siate come il cavallo e come il mulo che non hanno intelletto,

la cui bocca bisogna frenare con morso e con briglia,

altrimenti non ti si avvicinano!

Molti dolori subirà l'empio;

ma chi confida nel SIGNORE sarà circondato dalla sua grazia.

Rallegratevi nel SIGNORE ed esultate, o giusti!

Gioite, voi tutti che siete retti di cuore!”

Salmi 51:1-4 “Al direttore del coro. Salmo di Davide, quando il profeta Natan venne da lui, dopo che Davide era stato da Batseba.

Abbi pietà di me, o Dio, per la tua bontà;

nella tua grande misericordia cancella i miei misfatti.

Lavami da tutte le mie iniquità

e purificami dal mio peccato;

poiché riconosco le mie colpe,

il mio peccato è sempre davanti a me.

Ho peccato contro te, contro te solo,

ho fatto ciò ch'è male agli occhi tuoi.

Perciò sei giusto quando parli,

e irreprensibile quando giudichi.”

Luca 15:11-24 “Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane di loro disse al padre: "Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta". Ed egli divise fra loro i beni. Di lì a poco, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, partì per un paese lontano, e vi sperperò i suoi beni, vivendo dissolutamente. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una gran carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora si mise con uno degli abitanti di quel paese, il quale lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali. Ed egli avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava. Allora, rientrato in sé, disse: "Quanti servi di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Io mi alzerò e andrò da mio padre, e gli dirò: padre, ho peccato contro il cielo e contro di te: non sono più degno di essere chiamato tuo figlio; trattami come uno dei tuoi servi". Egli dunque si alzò e tornò da suo padre; ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione: corse, gli si gettò al collo, lo baciò e ribaciò. E il figlio gli disse: "Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio". Ma il padre disse ai suoi servi: "Presto, portate qui la veste più bella, e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi; portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto, ed è stato ritrovato". E si misero a fare gran festa.”

[13] Efesini 6:10-18 “Del resto, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza.

Efesini 6:11 Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo; il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. Prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio; pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi,”

[14] 1Pietro 3:21 “Quest'acqua era figura del battesimo (che non è eliminazione di sporcizia dal corpo, ma l'impegno di una buona coscienza verso Dio). Esso ora salva anche voi, mediante la risurrezione di Gesù Cristo”

[15] Atti 19:1-7 “Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, dopo aver attraversato le regioni superiori del paese, giunse a Efeso; e vi trovò alcuni discepoli, ai quali disse: «Riceveste lo Spirito Santo quando credeste?» Gli risposero: «Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo». Egli disse loro: «Con quale battesimo siete dunque stati battezzati?» Essi risposero: «Con il battesimo di Giovanni». Paolo disse: «Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo di credere in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù». Udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù; e, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e profetizzavano. Erano in tutto circa dodici uomini.”

 

[16] Efesini 3:1-21 “Per questa ragione io, Paolo, sono il prigioniero di Cristo Gesù per voi gentili, se pure avete sentito della dispensazione della grazia di Dio, che mi è stata affidata per voi; come per rivelazione egli mi ha fatto conoscere il mistero, di cui prima ne scrissi in breve. Nel leggere questo, voi potete capire quale sia la mia intelligenza del mistero di Cristo, che non fu fatto conoscere nelle altre età ai figli degli uomini, come ora è stato rivelato ai santi apostoli e ai suoi profeti per mezzo dello Spirito, affinché i gentili siano coeredi dello stesso corpo e partecipi della sua promessa in Cristo mediante l'evangelo, di cui sono stato fatto ministro, secondo il dono della grazia di Dio che mi è stata data in virtù della sua potenza. A me, il minimo di tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare fra i gentili le imperscrutabili ricchezze di Cristo, e di manifestare a tutti la partecipazione del mistero che dalle più antiche età è stato nascosto in Dio, il quale ha creato tutte le cose per mezzo di Gesù Cristo; affinché, per mezzo della chiesa, nel tempo presente sia manifestata ai principati e alle potestà, nei luoghi celesti, la multiforme sapienza di Dio, secondo il proponimento eterno che egli attuò in Cristo Gesù, nostro Signore, in cui abbiamo la libertà e l'accesso a Dio nella fiducia mediante la fede in lui. Per la qual cosa vi chiedo che non vi scoraggiate a causa delle mie tribolazioni che soffro per voi, il che è la vostra gloria. Per questa ragione, io piego le mie ginocchia davanti al Padre del Signor nostro Gesù Cristo, dal quale prende nome ogni famiglia nei cieli e sulla terra, perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito nell'uomo interiore, perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, affinché, radicati e fondati nell'amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l'altezza, e conoscere l'amore di Cristo che sopravanza ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio. Or a colui che può, secondo la potenza che opera in noi, fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo, a lui sia la gloria nella chiesa in Cristo Gesù per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli. Amen.

 

[17] Atti 10:34-48 “Allora Pietro, aperta la bocca disse: «In verità io comprendo che Dio non usa alcuna parzialità; ma in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente, gli è gradito. secondo la parola che egli ha dato ai figli d'Israele, annunziando la pace per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti. Voi sapete ciò che è accaduto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo che Giovanni predicò: come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose che egli ha fatto nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; e come essi lo uccisero, appendendolo a un legno. Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e ha fatto sì che si manifestasse, non già a tutto il popolo, ma ai testimoni preordinati da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui, dopo che è risuscitato dai morti. Or egli ci ha comandato di predicare al popolo e di testimoniare che egli è colui che Dio ha costituito giudice dei vivi e dei morti. A lui rendono testimonianza tutti i profeti, che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome». Mentre Pietro stava ancora dicendo queste cose, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la parola. E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, rimasero meravigliati che il dono dello Spirito Santo fosse stato sparso anche sui gentili, perché li udivano parlare in altre lingue e magnificare Dio. Allora Pietro prese a dire: «Può alcuno vietare l'acqua, perché siano battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo proprio come noi?». Così egli comandò che fossero battezzati nel nome del Signore Gesù. Essi poi lo pregarono di rimanere con loro alcuni giorni.”

 

[18]Efesini 1:22-23 “Ogni cosa egli ha posta sotto i suoi piedi e lo ha dato per capo supremo alla chiesa, che è il corpo di lui, il compimento di colui che porta a compimento ogni cosa in tutti.”

Efesini 2:19-23 “Così dunque non siete più né stranieri né ospiti; ma siete concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio. Siete stati edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare, sulla quale l'edificio intero, ben collegato insieme, si va innalzando per essere un tempio santo nel Signore. In lui voi pure entrate a far parte dell'edificio che ha da servire come dimora a Dio per mezzo dello Spirito.”

Efesini 5:23-30 “Il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, lui, che è il Salvatore del corpo. Ora come la chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa. Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei, per santificarla dopo averla purificata lavandola con l'acqua della parola, per farla comparire davanti a sé, gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile. Allo stesso modo anche i mariti devono amare le loro mogli, come la loro propria persona. Chi ama sua moglie ama sé stesso.”

Efesini 5:29 Infatti nessuno odia la propria persona, anzi la nutre e la cura teneramente, come anche Cristo fa per la chiesa, poiché siamo membra del suo corpo.

[19] Apocalisse 2:4 “Ma ho questo contro di te: che hai abbandonato il tuo primo amore.”

[20] Atti 10:42-48 “E ci ha comandato di annunziare al popolo e di testimoniare che egli è colui che è stato da Dio costituito giudice dei vivi e dei morti. Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome». Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola. E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «C'è forse qualcuno che possa negare l'acqua e impedire che siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?» E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Allora essi lo pregarono di rimanere alcuni giorni con loro.”

[21] Giovanni 1:29 “Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!”

[22] 1Timoteo 2:4-5 “il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo”

[23] Luca 23:39-43 “Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!» Ma l'altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male». E diceva: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno!» Gesù gli disse: «Io ti dico in verità che oggi tu sarai con me in paradiso».”

 

[24] Salmi 19:1-14

Al direttore del coro. Salmo di Davide.

I cieli raccontano la gloria di Dio

e il firmamento annunzia l'opera delle sue mani.

Un giorno rivolge parole all'altro,

una notte comunica conoscenza all'altra.

Non hanno favella, né parole;

la loro voce non s'ode,

ma il loro suono si diffonde per tutta la terra,

i loro accenti giungono fino all'estremità del mondo.

Là, Dio ha posto una tenda per il sole,

ed esso è simile a uno sposo ch'esce dalla sua camera nuziale;

gioisce come un prode lieto di percorrere la sua via.

Egli esce da una estremità dei cieli,

e il suo giro arriva fino all'altra estremità;

nulla sfugge al suo calore.

La legge del SIGNORE è perfetta, essa ristora l'anima;

la testimonianza del SIGNORE è veritiera, rende saggio il semplice.

I precetti del SIGNORE sono giusti, rallegrano il cuore;

il comandamento del SIGNORE è limpido, illumina gli occhi.

Il timore del SIGNORE è puro, sussiste per sempre;

i giudizi del SIGNORE sono verità, tutti quanti son giusti,

son più desiderabili dell'oro, anzi, più di molto oro finissimo;

son più dolci del miele, anzi, di quello che stilla dai favi.

Anche il tuo servo è da essi ammaestrato;

v'è gran ricompensa a osservarli.

Chi conosce i suoi errori?

Purificami da quelli che mi sono occulti.

Trattieni inoltre il tuo servo dai peccati volontari,

e fa' che non prendano il sopravvento su di me;

allora sarò integro e puro da grandi trasgressioni.

Siano gradite le parole della mia bocca

e la meditazione del mio cuore in tua presenza,

o SIGNORE, mia Ròcca e mio redentore!

Romani 1:19-20

 “poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili,”

[25] Giovanni 14:7-11 “Se mi aveste conosciuto avreste conosciuto anche mio Padre; e fin da ora lo conoscete, e l'avete visto». Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gesù gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: "Mostraci il Padre"? Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di quelle opere stesse.”

Giovanni 17:20-24 “Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola:

Giovanni 17:21 che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch'essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno come noi siamo uno; io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me. Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo.”

[26] Matteo 3:9 “Non pensate di dire dentro di voi: "Abbiamo per padre Abraamo"; perché io vi dico che da queste pietre Dio può far sorgere dei figli ad Abraamo.”

 

[27] Luca 17:10 “Così, anche voi, quando avrete fatto tutto ciò che vi è comandato, dite: "Noi siamo servi inutili; abbiamo fatto quello che eravamo in obbligo di fare"».”

 

[28] Matteo 19:3-12 “Dei farisei gli si avvicinarono per metterlo alla prova, dicendo: «È lecito mandar via la propria moglie per un motivo qualsiasi?» Ed egli rispose loro: «Non avete letto che il Creatore, da principio, li creò maschio e femmina e che disse: "Perciò l'uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà con sua moglie, e i due saranno una sola carne?" Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l'uomo non lo separi». Essi gli dissero: «Perché dunque Mosè comandò di scriverle un atto di ripudio e di mandarla via?» Gesù disse loro: «Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandar via le vostre mogli; ma da principio non era così. Ma io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per motivo di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio». I discepoli gli dissero: «Se tale è la situazione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene prender moglie». Ma egli rispose loro: «Non tutti sono capaci di mettere in pratica questa parola, ma soltanto quelli ai quali è dato. Poiché vi sono degli eunuchi che sono tali dalla nascita; vi sono degli eunuchi, i quali sono stati fatti tali dagli uomini, e vi sono degli eunuchi, i quali si sono fatti eunuchi da sé a motivo del regno dei cieli. Chi può capire, capisca».”

 

[29] Efesini 6:10-20 “Del resto, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo; il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti. Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia;

mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. Prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio; pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi, e anche per me, affinché mi sia dato di parlare apertamente per far conoscere con franchezza il mistero del vangelo, per il quale sono ambasciatore in catene, perché lo annunzi francamente, come conviene che ne parli.”

[30] Galati 2:20 “Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me.”

 

[31] Marco 12:29 “Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l'unico Signore: Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua". Il secondo è questo: "Ama il tuo prossimo come te stesso". Non c'è nessun altro comandamento maggiore di questi».

Giovanni 13:34 “Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri.”

2Corinzi 7:1 “Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio.”

1Tessalonicesi 4:13-18 “Fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati. Poiché vi diciamo questo fondandoci sulla parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore. Incoraggiatevi dunque gli uni gli altri con queste parole.”

1Giovanni 3:1-3 “Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand'egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com'egli è. E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com'egli è puro.”

 

[32] Efesini 4:15 “ma, seguendo la verità nell'amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.”

Ebrei 12:1-2 “Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l'infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio.”

[33] 1Pietro 5:8-9 “Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, gira come un leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo.”

 

[34] 1Giovanni 1:7 “Ma se camminiamo nella luce, com'egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.”

1Giovanni 2:1 “Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto.”

Ebrei 10:17-18 “«Non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità».

Ora, dove c'è perdono di queste cose, non c'è più bisogno di offerta per il peccato.”

 

[35] Matteo 18:20 “Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».”

Giovanni 17:3 “Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo.”

 Proverbi 1:7 “Il timore del SIGNORE è il principio della scienza;

gli stolti disprezzano la saggezza e l'istruzione.”

Ebrei 13:17 “Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano per la vostra vita come chi deve renderne conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando; perché ciò non vi sarebbe di alcuna utilità.”

 Giosuè 1:5-6 “Nessuno potrà resistere di fronte a te tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò. Sii forte e coraggioso, perché tu metterai questo popolo in possesso del paese che giurai ai loro padri di dar loro.”

1Timoteo 4:12 “Nessuno disprezzi la tua giovane età; ma sii di esempio ai credenti, nel parlare, nel comportamento, nell'amore, nella fede, nella purezza.”

1Giovanni 2:12-17 “Figlioli, vi scrivo perché i vostri peccati sono perdonati in virtù del suo nome. Padri, vi scrivo perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Giovani, vi scrivo perché avete vinto il maligno. Ragazzi, vi ho scritto perché avete conosciuto il Padre. Padri, vi ho scritto perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Giovani, vi ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio rimane in voi, e avete vinto il maligno. Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui. Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno.”

 

[36] Ecclesiaste 12:1-3 “Rallégrati pure, o giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza; cammina pure nelle vie dove ti conduce il cuore e seguendo gli sguardi dei tuoi occhi; ma sappi che, per tutte queste cose, Dio ti chiamerà in giudizio! Bandisci dal tuo cuore la tristezza, e allontana dalla tua carne la sofferenza; poiché la giovinezza e l'aurora sono vanità. Ma ricòrdati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli anni dei quali dirai: «Io non ci ho più alcun piacere»”

Giovanni 3:16 “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.”

Apocalisse 20:11-15 “Poi vidi un grande trono bianco e colui che vi sedeva sopra. La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e il soggiorno dei morti restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. Poi la morte e il soggiorno dei morti furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco.”

Matteo 4:17 “Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino».”

 

[37] Ecclesiaste 3:11 “Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo: egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell'eternità, sebbene l'uomo non possa comprendere dal principio alla fine l'opera che Dio ha fatta.”

Romani 2:15 “essi dimostrano che quanto la legge comanda è scritto nei loro cuori, perché la loro coscienza ne rende testimonianza e i loro pensieri si accusano o anche si scusano a vicenda.”

 

[38] Atti 4:12 “In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati».”

Romani 4:25 “il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.”

[39] 1Giovanni 1:1-4 “Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato della parola della vita la vita è stata manifestata e noi l'abbiamo vista e ne rendiamo testimonianza, e vi annunziamo la vita eterna che era presso il Padre e che ci fu manifestata, quel che abbiamo visto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché voi pure siate in comunione con noi; e la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo perché la nostra gioia sia completa.”

[40] Giovanni 3:8 “Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito».”

 

[41] Giovanni 16:12-15 “Ho ancora molte cose da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà. Tutte le cose che ha il Padre, sono mie; per questo ho detto che prenderà del mio e ve lo annuncerà.”

Romani 8:9 “Voi però non siete nella carne ma nello Spirito, se lo Spirito di Dio abita veramente in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui.”

Romani 8:15 “E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!»”

Romani 8:26-27 “Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede per noi con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio.”

[42] Matteo 7:21-23 “«Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?" Allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!"”

 

[43] Atti 20:28 “Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata con il proprio sangue.”;

1Pietro 5:1-4 “Esorto dunque gli anziani che sono tra di voi, io che sono anziano con loro e testimone delle sofferenze di Cristo e che sarò pure partecipe della gloria che deve essere manifestata: pascete il gregge di Dio che è tra di voi, sorvegliandolo, non per obbligo, ma volenterosamente secondo Dio; non per vile guadagno, ma di buon animo; non come dominatori di quelli che vi sono affidati, ma come esempi del gregge. E quando apparirà il supremo pastore, riceverete la corona della gloria che non appassisce.”

[44] 1Corinzi 13:9 “poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo;”

[45] 1Corinzi 10:12 “Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere.”