UN PO' DI STORIA DI IW1AU...
Il sottofondo musicale
(per chi se lo ricorda, sigla d'inizio trasmissione televisiva della RAI,
anni '60), non vuole certo ingigantire queste poche parole e pagine, ma indicare
che al crescendo iniziale giovanile, vi è una corposa evoluzione da
portare avanti...
Questo è il mio auguro
a tutti voi che state leggendo o che leggerete queste pagine.
Tutto cominciò
con alcuni eventi che fecero breccia in me durante la mia adolescenza:
| Un regalo "casuale"
di una scatola di montaggio "Elettro BRAL", l'equivalente elettrico
del più noto "Meccano";
La conoscenza "casuale"
di uno studente frequentante perito elettrotecnico (Daniele
Defendenti di Milano);
L'incontro "casuale" con Paolo (ora I1HJP), che mi fece scoprire
la radio!
La frequentazione del
Sig. Cornelio Pace (sk Luglio 2002), un valido e paziente radiotecnico
con voglia d'insegnare;
Questo mix fece da detonatore...
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Nel 1980 conseguii la
patente speciale di radioamatore con nominativo ministeriale IW1AU
(la licenza giunse nel 1982!!!) e fin da subito mi applicai all'autocostruzione
di antenne direttive per le bande VHF e UHF, preamplificatori a basso rumore
per quelle bande e alcune modifiche di apparati commerciali, nell'intento
di migliorarne le caratteristiche o rimediarne alcuni difetti. Le realizzazioni
più significative sono alla pagina dedicata ai miei
articoli.
Il mio apice radioamatoriale
lo raggiunsi quando approdai al traffico via satellite; in questa attività
tutte le conoscenze tecnico/scientifiche dovevano essere messe a frutto, perché:
- le antenne devono avere lobi particolari,
per evitare di catturare rumore radioelettrico;
- le antenne devono avere due gradi
di libertà di movimento (rotazione ed elevazione) con tutte le complicazioni
meccaniche che ne conseguono;
- preamplificatori e cavi di discesa
devono essere ottimizzati per la minor cifra di rumore;
- bisogna avere conoscenze non banali
di meccanica celeste (terminologie, calcoli di orbite, ecc.);
- una buona pratica operativa, soprattutto
a riconoscere frasi sensate in lingua straniera, distorte da vari fenomeni
propagativi (non ultimo la rotazione di Faraday!).
Nella mia "vita"
radioamatoriale, ho privilegiato di più la parte "tecnica" che quella
"sociale", sebbene quest'ultima non fosse disdegnata. Infatti sono stato
membro attivo della Sez. ARI di Nizza Monf. (AT), dando un contributo
per le capacitá di cui ero allora dotato. Ora vivo a Torino.
Come in tutte le cose umane, è inutile negarlo, arriva la fase calante
e la cosa che più mi rammarica è di non aver ancora trovato il
tempo per trasferire le esperienze maturate ad altri OM che potessero,
continuando, portarle ad un più maturo compimento.
Mi rimangono due sogni
nel cassetto:
- trovare un sistema facile e poco
costoso per fare misure sui diagrammi d'irradiazione di antenne, senza
far uso di camere schermate, ma respirando aria buona in campagna! (ci
sono stati già dei tentativi anche ben riusciti, ma a mio parere ancora
fuori della portata dei più, che, come me, hanno pochi soldi da dedicare);
- scrivere un libro che spiega
che cos'è il rumore radioelettrico e come lo si misura (anche qui ci sono
già diversi bei articoli, ma un po' scorrelati uno dall'altro).
RIFLESSIONI!
Ormai il tempo è tiranno
per tutti; per non soccombere e divenire dei semplici pigia-bottoni, forse
la soluzione è creare dei gruppi di lavoro, dove ognuno con le proprie capacità,
apporta un contributo.
Questa nuovo approccio trova ancora difficoltà ad entrare nelle coscienze,
essendo, per tradizione, un vero radioamatore colui che si fa le cose
da sè; tuttavia la forza degli eventi che stanno percorrendo
i settori tecnologici, deve far riflettere che "il singolo contributo
perde di efficacia" mentre acquista grande rilievo, se facente parte
di un progetto più grande.
La strada da battere dunque per me è questa, anche se vincere le proprie
manie di grandezza, non è cosa da meno!