Un modo nuovo,
economico e semplice,
per costruire antenne
per VHF e UHF
IK2DUR, Alvise Coerezza
adattamento Web di IW1AU, Gian Maria Canaparo, agg. Gennaio 2011Questo articolo é tratto da Radio Rivista 5/1992, ma su concessione dell'autore, é stato rielaborato con gli aggiornamenti del caso.
Con vero piacere ospito questo scritto che ha dato una svolta a chi, come me, autocostruisce antenne Yagi.Scriveva Alvise...
Da diversi anni mi dedico alla costruzione di antenne cercando sempre di semplificarne l'assemblaggio in modo da ottenere un prodotto valido sotto il profilo tecnico, ma anche esteticamente gradevole e, cosa molto importante, di rapida realizzazione.
Penso che chiunque si dedica a questo tipo di autocostruzione capisca cosa significhi poter riuscire a trovare il classico "uovo di Colombo" che ti dia la possibilità di assemblare e provare in pochissimo tempo una nuova antenna con costi estremamente contenuti e con la certezza, nel caso non rispondesse alle aspettative, di poterla disassemblare recuperando il materiale utilizzato.
La parte più standardizzabile in fase di costruzione di un'antenna è senz'altro quella concernente l'allineamento dei singoli elementi con il boom: partendo appunto da questo presupposto, ho pensato di "inventare" un blocchetto rigido che permettesse di unire l'elemento al boom in modo molto solidale, ma che fosse anche posizionabile provvisoriamente sullo stesso (utilizzando magari dei semplici elastici per il fissaggio) ed ottenere così la migliore taratura dei singoli elementi. Per agevolare inoltre l'allineamento degli elementi, ho constatato che la cosa risulta di più facile esecuzione qualora si decida di optare per un boom a sezione quadrata, in quanto l'uso di un tubo a sezione circolare crea sempre problemi di allineamento tra gli elementi.
Inoltre, dovendo, per ovvi motivi di economicità, creare un blocchetto che potesse essere utilizzato sia per antenne VHF che UHF, e sapendo che il diametro del boom di una antenna per le VHF è maggiore di quello per una adibita alle UHF, l'unica soluzione era quella di far sì che uno dei lati della sezione del boom fosse sempre uguale.
Infatti, in commercio, sono facilmente reperibili tubi che hanno un lato della sezione lungo 20 mm e l'altro può essere sia di 20 che di 30 che di 50 mm. In tal modo è possibile utilizzare la sezione 20x20 per costruire una antenna per le UHF, quella 20x30 per le VHF e la 20x50 per i 50 MHz. Esaminate poi le soluzioni costruttive solitamente utilizzate dalle varie aziende commerciali, ho pensato inoltre di far sì che ogni elemento stesse a 30 mm di distanza dal boom, in modo da non interferire con quest'ultimo (caratteristica peraltro difficilmente realizzata nelle antenne del mercato). Terminata questa fase puramente ideativa, occorreva che passassi alla realizzazione pratica del blocchetto.
La fortuna ha voluto che IK2OSP, Flavio, fosse nella vita lavorativa un abilissimo costruttore di stampi per la fabbricazione di manufatti in materia plastica: non mi è stato difficile coinvolgerlo nell'impresa poiché anch'egli è uno di quei radioamatori che si dedicano all'autocostruzione delle antenne.
Con la sua preziosissima e valida consulenza si è poi passati alla parte realizzativa di questo progetto, con l'amico Flavio occupato per circa due mesi per diverse ore al giorno.
L'esecuzione dello stampo è stata talmente impeccabile che i blocchetti ottenuti risultano essere così precisi che, esercitando una lieve pressione, la slitta presente nella parte inferiore di essi si incastra alla perfezione sul boom.
Grazie poi ad alcuni accorgimenti ideati dall'amico Flavio, in fase di stampaggio i blocchetti possono essere ottenuti con il foro di passaggio dell'elemento di diverso diametro (6 - 8 - 10 mm) a seconda del tipo di antenna che si desidera costruire.
Nella parte inferiore del blocchetto è stato poi predisposto un foro filettato da Ø 5 MA che permette, tramite un grano inox, di bloccare l'elemento sul supporto. Quest'ultimo, con il suo elemento, potrà poi essere successivamente affrancato al boom praticando, a ciascuna delle due estremità della slitta, un foro da 3 mm attraverso il quale verrà fatto passare un rivetto o una vite passante.
Il "grano" può essere sostituito con una semplice vite Ø 5 MA lunga 10/15 mm.Per quanto concerne il materiale plastico impiegato, si tratta di policarbonato rinforzato al 30% di fibra di vetro corta, trattato anti UV, che risulta essere un ottimo materiale per particolari meccanici, con una resistenza paragonabile all'anticorodal e di notevole durata anche se esposto agli agenti atmosferici ed a temperature fino a 130 °C. Il tutto con il solo peso di 5 grammi per blocchetto, cosa non trascurabile nella realizzazione di antenne anche dal peso contenuto....
(Omissis, l'articolo completo è scaricabile da QUI
)
'); //-->L'articolo proseguiva con ottimi consigli per il montaggio e la taratura di antenne, nonché di software per la simulazione; io riassumerei i vantaggi dell'uso di questo supportino evidenziando principalmente l'annullamento dell'effetto del boom (vedi anche una breve nota di YU7EF) sul lobo d'irradiazione dell'antenna. Per i nostri usi, non professionali, una distanza di 30 mm. è più che sufficiente; distanze maggiori «simulate» su programmi tipo Yagi Optimizer 6.0, fatte anche da IK2DUR stesso, hanno dato miglioramenti dell'ordine di qualche centesimo di dB! Per contro un'altezza superiore aumenta di non poco la «presa sul vento», creando notevoli sollecitazioni al boom.
L'allineamento perfetto di tutti gli elementi (tutti alla stessa altezza e perfettamente paralleli) e i tempi brevi d'assemblaggio, sono gli altri punti di forza!
Il supportino seppur realizzato in materiale plastico, è comunque destinato a durare nel tempo (vi sono supportini «ai quattro venti!» già da diversi anni, es. IW1DAL, Paolo) ed è facilmente rilavorabile.Mi è giunta voce che i supportini al momento non sono disponibili! Sto investigando come ovviare a questa perdita di disponibilità, verificando anche se vi sia uno "stampatore", in grado di riprendere la produzione a prezzi contenuti. Chi fosse a conoscenza di qualche opportunità, mi faccia sapere contatandomi al più presto. Grazie!
Come avere i supportini:
IK2DUR Alvise Coerezza, 0331 7930333 (casa) oppure 0331 792232 (lavoro).
Il costo di un supportino si aggira intorno ad 1 Euro caduno con un ordine minimo di 50 pezzi (più rimborso spese di spedizione).
Questo articolo puó essere pubblicato su altri siti "non commerciali",
purché rimanga intatto e completo del nome degli autori.
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