'); //-->Griglia generica di analisi del testo poetico ASPETTO FORMALE
1. Livello fonico:
- sillabe ricorrenti
- vocali aperte / vocali chiuse
- suoni aspri / suoni dolci
- paronomasia (accostamento di parole che hanno suono simile ma significato diverso usate con l'intento di ottenere particolari effetti fonici; come ad es. amore amaro; traduttore traditore)
- consonanze / assonanze ricorrenti (gruppi a – e / a – o / …)
- allitterazione: ripetizione delle stesse lettere o di gruppi uguali o affini (in liquida determina un ritmo musicale; in dentale un ritmo energico)
- onomatopee
2. Livello lessicale:
- parole poetiche, petrarchismi; parole appartenenti a lessici specialistici e/o tecnici;
- aggettivi frequenti / aggettivi rari (presenza di dittologie: coppia di vocaboli dal significato affine o dalla forma morfologica equivalente, collegati tra loro dalla congiunzione)
- lunghezza / brevità delle parole
- avverbi, congiunzioni, deittici spaziali / temporali
- pronomi personali
3. Livello morfologico e sintattico:
- tempi e modi dei verbi (loro dislocazione all’interno del componimento)
- costrutti preposizionali
- sintassi piana / mossa; nominale; franta
- ipotassi / paratassi
- sequenze sintattiche reiterate (ad es. temporale + principale + causale)
- sequenze sintattiche composte (compl. luogo + proposizione relativa)- la sintassi coincide / non coincide con la metrica:
- fine verso = fine periodo ?
- pausa interna al verso = punto fermo ?
- enjambement ?
4. Livello retorico
- figure retoriche sintattiche (o dell’ordine)
- inversione, iperbato (rottura dell'ordine naturale della frase o del periodo)
- ripetizioni: anadiplosi (ripresa, all'inizio di un verso, di una parola o di un gruppo di parole poste in conclusione del verso precedente); anafora (ripetizione della stessa parola all'inizio di versi o di frasi consecutive), epifora, epanalessi
- chiasmo: consiste nella disposizione incrociata degli elementi costitutivi di una frase, in modo che l'ordine logico delle parole risulta invertito
- ellissi: consiste nell' eliminazione all' interno di un particolare enunciato, di alcuni elementi, per conseguire un particolare effetto di concisione e icasticità
- asindeto: coordinazione tra vari elementi di una frase senza congiunzioni
- zeugma: collegamento di un verbo a due o più termini della frase che invece richiederebbero ognuno singolarmente un verbo specifico
- enumerazione, polisindeto (sequenza molto marcata di congiunzioni fra due o più parole o enunciati)
- climax: consiste nella disposizione di frasi, sostantivi e aggettivi in una progressione “a scala”, secondo cioè una gradazione ascendente, a suggerire un effetto progressivamente più intenso
- ipallage: consiste nell' attribuire a un termine di una frase qualcosa (qualificazione, determinazione o specificazione) che logicamente spetterebbe a un termine vicino
- figure retoriche semantiche (o di significato)
- similitudine: paragone istituito tra immagini, cose, persone e situazioni, attraverso la mediazione di avverbi di paragone o locuzioni avverbiali (come, simile a, a somiglianza di)
- metafora
- metonimia (per contiguità spaziale, temporale, causale)
- sineddoche: utilizzazione in senso figurato di una parola di significato più o meno ampio della parola propria. Fondata essenzialmente su un rapporto di estensione del significato della parola, questa figura esprime la parte per il tutto (vela invece di nave); il tutto per la parte (una borsa di foca, per indicare una borsa fatta di pelle di foca); il singolare per il plurale e viceversa (l'italiano è molto sportivo); il genere per la specie (mortale per l'uomo)
- sinestesia: consiste nell'associare, all'interno di un'unica immagine, sostantivi e aggettivi appartenenti a sfere sensoriali diverse, che in un rapporto di reciproche interferenze danno origine a un'immagine vividamente inedita (es.: colore caldo; musica dolce; urlo nero)
- iperbole
- perifrasi
- litote: attenuazione di un concetto mediante la negazione del contrario
- allegoria
- ossimoro: forma di antitesi di singole parole che vengono accostate con effetti paradossali (es. paradiso infernale, ghiaccio bollente)
5. Livello metrico e ritmico:
- il verso
- individuazione del numero di sillabe
- allungamento: protesi, epentesi, epitesi
- sinalefe: la pronuncia unita e in un'unica sillaba della vocale finale di una parola e di quella iniziale della successiva (es.: Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono, Petrarca)
- dialefe: la pronuncia separata, in due sillabe, della vocale finale di parola e della iniziale successiva (Che fece me | a me | uscir di mente, Dante, Pg VIII, 14)
- sineresi: la pronuncia unita e in un'unica sillaba di due vocali consecutive interne alla parola, che altrove possono essere pronunciate separatamente (es.: ubbi-dien-te e non ubbi-di-én-te)
- dieresi: la pronuncia separata e in due distinte sillabe di di due vocali consecutive interne di parola
- aferesi: la caduta della sillaba iniziale di una parola (es.: `nanzi per innanzi)
- sincope: la caduta di una sillaba nel mezzo di una parola (es.: spirto per spirito).
- apocope: la caduta della sillaba finale di una parola (es.: fe' per fede)
- accenti ritmici (ictus) e loro effetto sul senso
- cesure: coincidono / contraddicono pause semantiche
- la strofe e la rima:
- individuare struttura strofica: classica / libera; libera / ‘camuffata’
- individuazione delle rime: tipo (alternata, baciata, …; ricca, equivoca, …) e ricorrenzaASPETTO CONTENUTISTICO
- è necessario capire tutte le parole
- identificare i nuclei tematici fondamentali della poesia; nel caso di poesie lunghe, si deve prima dividere in sequenze l’intero componimento, poi si individueranno i nuclei tematici
- nelle poesie generalmente (ma non sempre) si possono distinguere i nuclei in descrittivi, dinamici (o narrativi) e ideativo-espressivi (o riflessivi)
- riconoscere se la poesia tratta di un argomento astratto, oppure se è legata ad una specifica situazione, in cui è anche possibile individuare i personaggi, gli ambienti e le azioni
- si deve puntare ad individuare prima possibile le parole-chiave e le aree semantiche presenti nella poesia; se si è fatta un’analisi testuale precisa, sarà molto semplice, perché spesso la metrica. la punteggiatura e la sintassi aiutano il lettore ad individuarle (sono per lo più in ‘posizioni forti’, cioè all’inizio o alla fine del verso o della strofe)
- solamente come ultimo stadio dell’analisi si deve passare alla contestualizzazione del brano. Con l’aiuto del docente o del libro si deve confrontare il brano da analizzare con altre poesie del medesimo autore, per comprendere somiglianze / dissomiglianze a livello di formae di contenuto all’inteno del macrotesto di riferimento. In una seconda fase si potrà anche confrontarle con altre opere di genere diverso, che appartengono allo stesso periodo e allo stesso contesto. Ulteriore operazione sarà confrontarla con altri brani tematicamente legati, ma appartenenti a momenti e luoghi diversi della letteratura mondiale (individuazione di topoi).