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Avvicinarsi ad un hobby partendo da zero non è sempre la cosa più semplice del mondo, vuoi perché mancano i riferimenti, vuoi perché le sensazioni non sono ancora ben definite, fatto sta che tutto inizia in modo molto confuso. Questo almeno è stato il mio inizio, in realtà piuttosto tardivo.
Le predisposizioni e i talenti, a mio avviso, si manifestano in età giovanile. Proprio in quegli anni si scoprono, infatti, inclinazioni e attitudini che magari con il passare del tempo si assopiscono, ma che una semplice scintilla può far emergere all'improvviso quando uno meno se lo aspetta. Da fanciullo ho giocato molto con i soldatini, ma la passione diminuì quando quelli di cartapesta, bellissimi per realismo ed esecuzione, almeno per un bambino di circa quarantacinque di anni fa, vennero sostituiti da quelli in plastica che inizialmente, ricordo, veramente brutti, molto approssimativi nella scultura, con colori che sbavavo e volti solo abbozzati.
Sin da molto piccolo dimostravo predisposizione per il disegno e la pittura e in questo sono stato assecondato in quanto potei frequentare l'Istituto d'Arte; e m'impegnavo, non sempre con lo stesso profitto in tutte le materie, in quella che è in generale la manualità che questo tipo di studio richiede, disegno, pittura, grafica, arti plastiche ecc.
Purtroppo, come spesso succede da adulti, non soddisfatti di ciò che si ha, si desidera sperimentare nuove strade e senza neppure accorgersi ci si ritrova a fare quello che non si sarebbe mai pensato di fare, poi, improvvisamente ecco, come dicevo sopra, l'ispirazione
Per me tutto è cominciato con l'acquisto in edicola di un fascicolo periodico che proponeva, oltre all'inserto, dei soldatini in 54 mm. del periodo Napoleonico. Inizialmente mi divertiva il fatto di collezionare, poi, lentamente, è maturata in me la coscienza di provare a cimentarmi con la pittura. La competizione mi ha sempre coinvolto, ed il fatto di impegnarmi a dipingere un personaggio così minuto e con tanti particolari era ormai una sfida con me stesso.
Il problema era dove reperire un soldatino di piombo. Provai a prendere contatto con qualche negozio in loco ma senza risultati. Tentai allora con Internet; un mondo incredibile si spalancò come per incanto, il materiale era talmente tanto e l'ansia di cominciare era tale che decisi che la prima cosa da fare era contattare le ditte che vendevano per corrispondenza. L'avventura era iniziata!
Istintivamente mi piacevano i figurini in 54 mm e da sempre la mia preferenza è andata ai colori ad acqua, l'olio "non è mai stato nelle mie corde" (come dice simpaticamente una pubblicità).
Su consiglio della ditta che per prima contattai, per iniziare mi cimentai con soldatini di plastica del periodo Napoleonico, da sempre innamorato dei cavalli, azzardando, richiesi ovviamente dei cavalieri. Per dipingere mi accontentai di ciò che già avevo in casa, qualche pennello usato, qualche colore acrilico e la smania di provarci.
Il risultato finale mi vide, incoscientemente, abbastanza soddisfatto dell'impegno.
Pur essendo questo hobby, a mio avviso, tipico delle persone poco espansive, la necessità di avere uno scambio d'opinioni con qualcuno che se ne intendesse era diventata un'esigenza primaria; sopperivo a questo bisogno cercando consensi tra i vicini che con molta probabilità, appena fuori della porta, con un sorriso salace e il dito indice sulle tempie avranno sicuramente dubitato della mia salute mentale, "a quell'età si perde ancora con i soldatini". Stufo di passare per un tranquillo misantropo squilibrato, decido che qualche cosa devo pur fare, ci sarà pur qualcuno che come me ha la passione per i figurini.
Un'incursione su Internet (preso com'ero mi ero dimenticato di questo formidabile mezzo di comunicazione) mi rivela che effettivamente esistono anche riviste dedicate all'argomento e ciò mi è di sollievo, non sono più solo.
Finalmente entro in possesso di "Soldatini" (la nota rivista) e a momenti rischio il secondo infarto; potevo immaginare d'avere ancora molte cose da imparare, ma non avrei mai supposto che ci fossero dei veri maestri capaci di far diventare questo hobby un'arte. Un solo attimo di smarrimento. Evidentemente dovevo rivedere alcune cose e decisi quindi che era il caso di impegnarmi seriamente.
Sempre per corrispondenza feci arrivare dei figurini di piombo, dei pennelli idonei e dei colori adeguati e ci riprovai. Questa volta il risultato fu decisamente migliore anche se ancora molto lontano da quelle immagini che continuavo ad ammirare sulle riviste di settore. La macchina però era partita e allora "avanti tutta".
Attendevo con ansia l'uscita di ogni rivista che potesse mostrarmi figurini da cui apprendere come l'artista risolveva quei particolari che nell'affrontarli mi avevano creato problemi.
Sentivo di potercela fare ma ora avevo realmente bisogno di un supporto tecnico, di qualcuno con cui dialogare per capire ciò che stavo facendo; era veramente il caso di continuare o era semplicemente una mia fissazione senza futuro? Mi rendevo conto che se il semplice fatto di dipingere figurini mi dava soddisfazione era giusto continuare, ma non mi bastava.
Il caso volle che, sempre sulle riviste di settore, leggessi della nascita a Udine, la mia città di residenza, di un nuovo Club, il GAMS (Gruppo Appassionati Modellismo Statico) che, guarda alle volte il caso, si prestava ad organizzare un'esposizione.
Immaginate l'emozione, visito la mostra e prendo contatto con i componenti del Club presenti. Per natura riflessivo sorprendo me stesso e i miei interlocutori per la velocità con cui decido di associarmi.
Purtroppo i figurinisti iscritti sono pochi ma quei pochi sono per me una vera miniera di informazioni. È talmente impellente il bisogno di sapere che sicuramente qualche scatola l'ho proprio rotta. Ho incalzato gli altri soci con le mie domande e i miei perché e, quasi inaspettata (ho avuto altre esperienze associative non proprio edificanti), trovo in tutti una grande disponibilità, tanta pazienza e ...........forse la cosa più importante, comprensione e amicizia.
Le frequentazioni si fanno più assidue e ciò permette di approfondire la conoscenza con le persone, di consolidare i rapporti e al mio hobby di crescere.
Dopo poco più di un anno di cimento quello che vedete è ciò che sono riuscito a realizzare; forse non ce la farò mai a eseguire ciò che vorrei essere capace di fare, ma da questa passione traggo grande appagamento e questo è l'importante.