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TEMI VIOLENZA

About of TEMI VIOLENZA









Salò o le centoventi giornate di Sodoma
Dal sito ufficiale del regista, recensioni e commenti sul film.

  • Dopo Il fiore delle Mille e una notte , Pasolini aveva in mente la realizzazione di alcuni altri progetti cinematografici, tra cui un film su San Paolo, che avrebbe dovuto intitolarsi Bestemmia : 'Ho sempre fatto film col sole […] adesso farò un film tutto di pioggia […] Evidentemente, questa mia violenza contro la Chiesa è profondamente religiosa, in quanto accuso san Paolo di aver fondato una Chiesa anziché una religione

  • Pasolini fa proprio il progetto (Sergio Citti, con Pupi Avati, saranno poi collaboratori alla sceneggiatura), sviluppa l'idea che sorregge il romanzo di De Sade del “piacere” della violenza, delle sevizie, della perversione sessuale, e traspone l'originaria ambientazione settecentesca nella repubblica di Salò del 1944; questa una sua dichiarazione: 'L'idea mi è venuta da Le centoventi giornate di Sodoma , questa specie di sacra rappresentazione mostruosa, al limite della legalità

  • Nel suo codice e nella sua prassi, infatti, altro non si fa che sancire e rendere attualizzabile la più primordiale e cieca violenza dei forti contro i deboli: cioè, diciamolo ancora una volta, degli sfruttatori contro gli sfruttati



    Sos Diritti Umani
    Presenta l'organizzazione del movimento umanista che sviluppa adozioni a distanza
    e attività di volontariato sui diritti umani.

  • Rifiutiamo la discriminazione e la violenza: la nostra metodologia di azione è la non violenza attiva

  • Con la non-violenza come metodologia di azione, quale atteggiamento interno ed esterno a favore della vita

  • Solo così si potrà trasformare l'attuale tendenza alla violenza fisica, economica, razziale e religiosa, in un nuovo orientamento, che apra il futuro, rendendo possibile lo sviluppo dell'essere umano

  • L'impiego della violenza come metodo per la soluzione dei conflitti

  • Il Partito considera la sofferenza del popolo come un prodotto della violenza economica; di conseguenza proclama la necessità di rafforzare ogni organizzazione sociale in grado di contrastare tale situazione

  • Valori come l'universalità dell'essere umano, il rispetto per le differenze, il ripudio della violenza e il rifiuto della guerra devono essere i temi di interscambio, discussione e lavoro di tutti gli individui che aspirano ad una società pluralista e multiforme



    Museo virtuale delle intolleranze e degli stermini
    Documenta con sette ricerche i genocidi perpetrati nel '900 contro diverse etnie
    e gruppi sociali; a cura dellomonima associazione.

  • Crimini che non rappresentano residui lontani, ma pericoli costanti: persistono infatti nel presente fattori di violenza, conflitti etnici, terrorismi, violazioni e negazioni dei diritti umani che provocano insicurezza e impongono una lettura critica del Novecento

  • I percorsi “Intolleranze quotidiane”, infine, riportano l’indagine sugli scenari contemporanei, sui modi di produzione ‘spontanei’ di stereotipi, pregiudizi, discriminazioni che spesso, nell’indifferenza generale, partoriscono fenomeni di esclusione e persecuzione fino alle forme più devastanti di violenza



    Gli Spietati: A History of Violence
    Scheda tecnica e analisi critica del film, a cura di Niccolò Rangoni Machiavelli
    e Matteo Catoni.

  • - 2005 - Thriller DURATA: 96' INTERPRETI: Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt, Ashton Holmes, Heidi Hayes, Peter MacNeill, SCENEGGIATURA: John Olson (dai fumetti di John Wagner e Vince Locke ) FOTOGRAFIA: Peter Suschitzky SCENOGRAFIA: Carol Spier MONTAGGIO: Ronald Sanders COSTUMI: Denise Cronenberg MUSICHE: Howard Shore Trama Tom Stall è un buon padre di famiglia: la sua vita e quella dei cari entra in una spirale di violenza, quando uccide due assassini e attira l’attenzione di un gruppo di malviventi che gli attribuisce un’altra identità

  • Recensioni Il nuovo corso di Cronenberg La sceneggiatura di John Olson doveva pedissequamente trasporre l’albo illustrato di John-DREDD-Wagner e Vince Locke (un LA PISTOLA SEPOLTA in noir/gangster-movie con vendetta): subentrato Cronenberg, il progetto viene stravolto (purtroppo non del tutto) da banale Racconto di Violenza a Storia della Violenza

  • Tutto sembra scorrere liscio fino al momento in cui, per vie traverse, la violenza non fa capolino alla loro porta, facendo riaffiorare il passato con tutto il suo terribile bagaglio di ricordi e di morte

  • Le passate gesta del “buon” padre di famiglia Tom, sconvolgeranno in maniera irreversibile la sua vita e quella delle persone che gli sono care; la violenza, vista come pulsione primaria che s’impossessa delle persone risvegliando ancestrali azioni, diventa l’unico mezzo per proteggere il presente, per preservare l’habitat naturale che si è costruito con tanta fatica, per distruggere per sempre la vita passata che si vuole dimenticare ad ogni costo

  • info: TEMI VIOLENZA


    Photo by www.libroco.it


    Gli Spietati: Old Boy
    Recensione del film del regista coreano Park Chan-wook, a cura di Manuel Billi.

  • Un punto di vista che nella violenza, spesso gratuita, ammicca al pulp di Tarantino (non è un caso il Gran Premio della Giuria allo scorso Festival di Cannes, in cui Tarantino era presidente di Giuria) ma si distingue dalle fotocopie d'oriente che invadono con sempre maggior frequenza gli schermi occidentali, tra l'autorialità di geometrie divenute maniera e le troppe piroette marziali in patina ormai sbiadita

  • Non mancano dosi massicce di violenza, senza mai scadere nel granguignolesco; e soprattutto di ironia che da una parte depotenzia l’impatto molto crudo di certe scene di brutalità, e dall’altra rivela la vena più ispirata e originale del film rispetto al resto del panorama cinematografico di questi anni

  • E’ un’opera a sé, un giallo inclassificabile, più vicino al pulp postmoderno di Tarantino e Rodriguez piuttosto che ad ogni altro genere, sia per le dosi massicce di humour nero, sia per una certa estetica della violenza che riesce a trasmettere (oltre che per l’iconografia modaiola), e sia infine per l’eclettismo dello stile

  • Matteo Catoni Spazio lettori Preconfezione coreana da asporto Se esiste un patetismo dei sentimenti, per Old Boy di Chan-Wook Park si può invece parlare di un patetismo della violenza altrettanto dolciastro e nauseante


    Centraldocinema: Mysterious Skin
    Recensione del film di Gregg Araki presentato a Venezia 2004.

  • Morse allo stomaco e violenza si affiancano ai fotogrammi subitanei, all'oasi di intoccabilità che sfiora e abbandona

  • Tutto il resto è violenza, violenza che il binario parallelo amplifica

  • Colpisce la grazia che trapela con forza dalla violenza, l'insistenza sul vuoto e sulle sensazioni tattili, sulla faccia cancellata e occhialuta di Brian


    Centraldocinema: Old Boy
    La cartella stampa del film diretto da Park Chan-wook.

  • Staremo a vedere se il pubblico occidentale sarà “pronto” a simili prodotti, infatti la pellicola contiene massicce dosi di violenza, quanto se non più del Kim Ki-duk prima maniera, quello per intenderci di Real Fiction e L’isola (mai distribuiti in Italia); e se l’approdo sui nostri schermi degli ultimi due film del (già) maestro coreano – al quale lo Spazio Oberdan ha recentemente dedicato una personale – fa ben sperare, si tratta comunque di opere meno estreme delle precedenti, seppur bellissime

  • Alla ricerca della verità il protagonista affronterà una vera e propria via crucis di sangue e di violenza, s’innamorerà di una donna molto più giovane di lui e, ritornando con la memoria al passato, riuscirà a svelare l’enigma

  • Qualcuno probabilmente obietterà che alcune scene di violenza sono un po’ gratuite, ma non dimentichiamoci che il film intende mostrarci l’individuo moderno, svuotato di ideali, trasformato in un automa, mosso unicamente dall’istinto

  • Film sull’impossibilità di non fare i conti col proprio passato, di non subire fino in fondo le conseguenze dei propri errori, sulla violenza come unico elemento di comunicazione della società contemporanea, sempre più spietata e disumanizzante (“sorridi e il mondo sorriderà con te, piangi e piangerai da solo”) la pellicola lascia aperto ogni spazio per l’interpretazione


    Filosofico: Benjamin
    Pagine a cura di Diego Fusaro sulla vita e il pensiero dell'autore.

  • Benefits


    Photo by www.psychiatryonline.it


    GIORGIO AGAMBEN
    Pagina biografica dedicata al filosofo italiano, a cura di Simone Tunesi.

  • Da ciò si evince la violenza connaturata del diritto: la nuda vita è portatrice del bando sovrano, ovvero del nesso tra violenza e diritto perché è in quanto tale colpevole

  • Si tratta della “nuda vita”, secondo l’enigmatica espressione adottata da Walter Benjamin in Per la critica della violenza

  • La sovranità costituisce una soglia indecidibile tra diritto e violenza, come aveva intuito Pindaro nel celebre frammento 169 (Nómos, re di tutte le cose, conduce con mano più forte giustificando il più violento)

  • La legge giustifica il più violento; il diritto quindi ha a che fare con la violenza fin dalla sua origine

  • È alla possibilità di spezzare questo nesso, o meglio di recidere questo nodo che alludono le riflessioni del giovane Benjamin Per la critica della violenza


    TamLes
    Rassegna stampa aggiornata a tematica lesbica, indirizzi e link utili.


    Platano, Antonella - AmazingComics.it
    La disegnatrice bonelliana parla del suo lavoro su "Legs Weaver" e "Nathan Never".

  • Come mai prima di Legs era così difficile trovare delle donne alle matite? AAAARGH…COLPA DI UNA BALENGA (epiteto piemontese che sta per idiota) DIFFIDENZA!!! Che per fortuna Antonio Serra non ha mai provato, anzi…è grazie al suo fiuto per il potenziale femminile in questo campo se adesso in Bonelli ci sono diverse bravissime disegnatrici…è stato proprio lui che per " Legs Weaver " ha voluto delle donne ai disegni…secondo lui, giustamente, per rendere meno volgari possibile eventuali scene di nudi femminili ci volevano le delicate manine di noialtre … E anche se resiste sempre un pò l'idea che le donne non vanno bene a realizzare storie azione-violenza-avventura il panorama si è evoluto decisamente rispetto a qualche anno fa…speriamo l'opera di SPM (smantellamento preconcetti maschilisti) continui… Per la collana regolare dedicata alla scanzonata Agente Alfa hai realizzato solo due avventure (entrambe incentrate sul pianeta Waldur)

  • Lo sceneggiatore (Antonio Serra) sembrò non dare assolutamente peso alla gravità della violenza subita dall'eroina, anzi la fece reagire con ironia e senza approfondire l'aspetto psicologico del personaggio


    Liberliber: Verga, Giovanni
    Propone una biografia, approfondimenti sull'autore e alcune opere scaricabili
    gratuitamente.

  • titolo: Rose caduche e-text del: 25 giugno 2002 leggi subito: download: note: titolo: Storia di una capinera e-text del: 24 maggio 2002 leggi subito: download: note: Tra i racconti di violenza della Sicilia post- unitaria, quello di Maria è indice di una società arretrata, povera e tradizionalista

  • La giovane novizia ama la sua famiglia, fino a quando non realizza la violenza che questa sta esercitando su di lei, ovvero non poter godere della sua vita a proprio piacimento e in ogni suo aspetto

  • TEMI VIOLENZA ?



    Crisalide AzioneTrans
    [Genova] Associazione culturale dedicata alle questioni transgender, transessuale
    ed intersessuata. Lo statuto, le attività, i servizi, le convenzioni, ...

  • Esso è quindi da intendersi vietato ai minori di anni 16 Astenersi chi cerca rapporti mercenari oppure avventure di sesso in quanto verranno immediatamente allontanati CHAT ROOM IL BOX DELL' ULTIMA ORA VIOLENZA TRANSFOBICA 02/08/ 2006 La storia vera raccontata in prima persona di una ragazza brasiliana picchiata, stuprata, sadicamente ferita nel Nord Italia per bene (Si ringrazia l'Unità di Strada di ALA Milano per la raccolta della testimonianza) VIOLENZA TRANSFOBICA 02/08/ 2006 Assasinata una transessuale venezuelana a Trento SPORT 03/08/ 2006 La Mountain Biker transgender Michelle Dumaresq vittima di scherno da parte di un'altra atleta


    Italia by night
    Dedicato alla cronaca di Vampiri: The Masquerade, comprende forum, chat, news,
    calendario delle date, immagini e personaggi.

  • La violenza è gratuita e frequente, la ribellione spesso estrema

  • Gli esseri umani sono apatici, spaventati e anch'essi permeati da quest'aura di decadenza e violenza

  • Le somiglianze col nostro mondo sono molte, ma l'atmosfera di base è estremizzata: le differenze sono sottili, ma ci sono, e sempre riconducono ai due temi della decadenza corrotta e della violenza incontrollata: Gothic-Punk, appunto

  • Brujah (alias i Ribelli) I membri di questo Clan sono, in un modo o nell'altro, dei ribelli, che lottano senza lesinare violenza e fanatismo, contro società, storia, morale, religione o legge, a seconda di quale sia la loro causa

  • Discipline di Clan : Ascendente, Potenza, Velocità Svantaggi di Clan : I Brujah hanno la violenza nel sangue ed è difficile per loro mantenere nelle situazioni difficili il loro sangue freddo


    Unimondo
    Diritti umani, sviluppo sostenibile, pace, democrazia e protezione dell'ambiente
    online.

  • L’Unhcr ha più volte avvertito che in Colombia i gruppi indigeni sono sottoposti a un crescente rischio di violenza, quando non di sparizione, a causa del conflitto in corso: quasi la totalità dei più di 80 gruppi indigeni del paese è a rischio


    CineFile: Salvate il soldato Ryan
    Recensione del film, a cura di Alberto Cassani.

  • Qui non ci viene risparmiato nulla della violenza della guerra, dal plotone massacrato appena si aprono le porte dell’anfibio al soldato che cerca di portare in salvo un compagno, non rendendosi conto che ormai ne rimane solo la parte superiore

  • Devo dire che mi ha dato fastidio, quando il film è uscito, il fatto che tutti i critici americani mettessero l’accento sull’eccessiva violenza della prima mezz’ora senza dire praticamente nulla del resto del film (e mi pare che i giornalisti italiani stiano facendo lo stesso)

  • C’è sangue, violenza, c’è battaglia per tutto il film

  • Spielberg si è avvalso della collaborazione di diversi reduci dell’Operazione Overlord (o D-Day che dir si voglia) per essere sicuro di dare una visione realistica della vicenda, senza preoccuparsi delle critiche che avrebbe senz’altro ricevuto da parte dei benpensanti e di chi vuole “proteggere i bambini da tutta la violenza dei film”


    Terenzio
    Vita e opere di Publio Terenzio Afro, con testi originali e approfondimenti critici.

  • Lì, egli scopre la verità: la moglie ha lasciato la casa perché sta per partorire un figlio non di lui, ma che è stato concepito prima del matrimonio, frutto di una violenza notturna subita durante una festa, ad opera di uno sconosciuto

  • era, infatti, una commedia che voleva trasmettere un messaggio morale estraneo alla mentalità romana abituata al teatro plautino, che interpretava i rapporti interpersonali come basati sull’inganno, sulla violenza e sulle prevaricazioni


    Sentieri Selvaggi: L'uomo tigre
    Articolo di Davide Di Giorgio dedicato al cartone animato con protagonista il
    lottatore fuoriuscito dalla Tana delle Tigri.

  • La violenza grafica risulta così perfettamente contestualizzata e mai gratuita, senza contare che il discorso metacritico che la storia pone in essere sullo stesso tema, non rende giustificabile alcuna accusa di diseducatività del testo

  • Kenta in particolare è affascinato dalla forza espressa dal suo eroe, dalla sua spregiudicatezza e dalla violenza dei suoi colpi, ma col tempo, grazie agli insegnamenti di Ruriko e dello stesso Uomo Tigre, che si sforza di essere leale, capisce la differenza fra un’immagine violenta (che può anche affascinare) e la realtà del dolore inferto agli altri, mai bello né tantomeno valoroso


    Cinema Zone: Intervista con David Cronenberg
    Intervista al regista del film, a cura di Adriano Aiello.

  • Se da una parte in A History of Violence , il tema portante è quello della violenza, affrontato su più livelli

  • La violenza che caratterizza A History of Violence è visivamente molto forte ed esplicita, ma allo stesso tempo è contornata dall'ironia

  • Perché questa scelta ? David Cronenberg : Non sono d'accordo che la violenza nel film sia così ironica

  • È vero che fino all'arrivo del personaggio di ci si trovi di fronte a un contesto diverso, ma da lì in poi la violenza diventa molto diretta, ed è rappresentata senza ricorrere allo slow motion , alla computer graphics o a qualsiasi tecnica che ne elimini troppo il realismo

  • Probabilmente in altri film l'uso della slow motion , ad esempio, sarebbe stato più appropriato, ma in questo ho voluto capire da dove nascesse questa violenza, dove i personaggi l'avessero appresa e cosa rappresentasse per loro

  • Era funzionale per arrivare all'obiettivo proposto, cosa che per certi versi è ancora più disturbante di tanta altra violenza

  • Allo stesso tempo, se si accetta questo, allora si possono accettare anche le conseguenze della violenza


    Emanuele Severino
    La vita, l'opera e il pensiero. Contiene recensioni e riferimenti diretti ai
    testi dell'autore. Pagine a cura di Diego Fusaro.


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