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Sassofonista tenore, baritono, soprano e contralto, Ippolito Lamedica è nato a Fano (PS), il 13 settembre 1963.

Ha iniziato a suonare il sax nel 1974 con un contralto sotto la guida di un buon maestro di impostazione classica, ma, un po’ perché amava solo la musica jazz, un po’ perché per la giovane età non aveva forza abbastanza per soffiare nel suo strumento (tanto che un giorno svenne mentre suonava) smetteva molto presto. Ricominciò  di nuovo nel 1977 da autodidatta ascoltando le incisioni che amava di più: Gerry Mulligan, Paul Desmond, Johnny Hodges, Lee Konitz e così via. In quegli anni in Italia (specialmente nelle piccole città come Fano) il jazz non era una musica conosciuta nè apprezzata dal grande pubblico e c’erano poche occasioni per ascoltare musicisti ed anche per trovare amici con cui suonare, tantomeno occasioni in cui esibirsi. Così studiava e si esercitava in solitudine sopra i suoi dischi preferiti.

Tempo dopo, nel 1982, poté seguire i corsi di Umbria Jazz Clinics (organizzati dalla famosa  Berkeley) sotto la direzione di Paul Jeffrey e John Richmond; nel 1986 ha partecipato a Venice ad un seminario col tenorsassofonista americano Sal Nistico; nel 1998 ha seguito uno stage con il pianista Barry Harris: finalmente i tempi erano cambiati!

Nel 1993 è stato selzionato da Adriano Mazzoletti per partecipare al festival “Fano Jazz by the Sea”, come giovane talento del jazz italiano e ha suonato in diversi concerti trasmessi in diretta radiofonica alla stazione “RAI RADIOUNO” (Radiouno Jazz 1993).

Negli ultimi anni ha partecipato a numerose  “open sessions” suonando con musicisti come Charles Davis, Tardo Hammer, Lee Hudson, Jimmy Wormworth, Kirk Lightsey, Harold Mabern, Javon Jackson, Michael Brecker (che suonava la batteria), Steve Turre, Ruth Brown e la sua orchestra, Mulgrew Miller, Bobby Watson, Maurizio Giammarco, Flavio Boltro, Gianni Basso, Giorgio Rosciglione, Massimo Manzi, Amedeo Ariano, Dario Deidda, e tanti altri.

Ha suonato con il pianista Umberto Cesari (in casa sua), con Mike Turk e numerosi altri.

Ha conosciuto personalmente molti famosi musicisti e fra di essi si possono annoverare: Gerry Mulligan, Stan Getz, alcuni musicisti della Count Basie Orchestra (con il pianista Nat Pierce al posto di Basie), Buddy Tate, Harry “Sweets” Edison (in diverse occasioni), Benny Golsom, Lionel Hampton, Lew Tabackin, Al Grey, Tony Scott, Dee Dee Bridgewatwer (il suo gruppo, in una speciale occasione, è stao il suo gruppo supporter), Benny Carter, Louie Bellson, Greg Osby, McCoy Tyner, George Coleman, Gary Bartz, James Carter, David Sanchez, Joshua Redman, David Murray, Roy Hargrove, Amhad Jamal, Marcus Miller, Gary Burton, Jimmy McGriff, Jim Hall, Lee Konitz, Martial Solal, e tanti altri.

Mentre il suo suono al tenore è robusto e caldo, legato all’aantica tradizione (da Coleman Hawkins, a Ben Webster, e così via), al baritono (a cui si dedica  in via quasi esclusiva negli ultimi anni) il suono è più chiaro e morbido, cosa che accade anche al contralto, mentre il fraseggio, perdendo l’irruenza sanguigna e la morbida sensualità, acquista maggiore espressività ed agilità suonando in maniera più pacata e riflessiva.

Oggi suona in diversi gruppi: il suo omonimo quintetto, in cui, dopo anni di sax tenore, suona esclusivamente il baritono, grande gruppo The Five Groovers All Star espressione del Fano Jazz in’n Club with a ispirato al sound della tradizione hard bop.