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Rosati, (di Quarenghi)
Famiglia di Rota Dentro. Felicita nasce nel 1587 a "Robertoi". Mentre una famiglia si trova nel 1691 a "Caquarengo" di Rota Dentro.
Nel 1556 è citato un pronotaio: Rosati di Moscheni. Tra 1563 è 1571 sono registrati qualche battesimi con il cognome "Rossa".
Rota
Ci sarebbe da scrivere un libro solo per tentare di spiegare (e per potere capire…) le origini dei "Rota"! Attualmente, le notizie più antiche riguardano i conflitti tra Guelfi e Ghibellini, i Rota sono tra le famiglie più vivaci nella fazione guelfa.
Ignazio Cantù nella sua Storia di Bergamo e Provincia parlando dei Rota della Valle S.Martino afferma <<[…]prima del 1400 i Rota (di Carenno) si trasferirono anche in Val Imagna […]>>
Mi dispiace contraddire il noto autore, alla metà dell'300 al contrario, i Rota hanno seguito il camino inverso!
Numerosi sono gli elementi e indizi per giustificare l'origine della seguente famiglia come oriunda di Rota Fuori, possiamo iniziare con:
Danisio detto "Merlo", figlio di Giovanni (Pietro?) Guarinonum, sempre citato come "de Rotha de Valdimania". Avrà vissuto circa tra 1320 e 1395, capo guelfo, Bortolo Belotti (nella sua "Storia di Bergamo", voll.3) lo cita nell'anno 1368: <<la Valle Imagna formicolava di ribelli, guidati da Merlo Rota>>. Merlo guidava dietro di lui tutti quelli che rifiutavano di pagare le gabelle sul sale.
Con le pressioni dei Visconti, Danisio-Merlo lascia la Valle Imagna per stabilirsi in Valle San Martino. (Il prof. Antonio Previtali cita l'anno 1361 discendo che in questi anni la Valle Imagna faceva parte della comunità di Val.S.Martino. E di nuovo, dopo diverse vicissitudine, anche nel 1390. "Gli statuti del vicariato…")
Il figlio di Danisio: Cristoforo, detto "Tuzzano" (circa 1350/1440) abitando a Carenno e Mapello, prenderà fama nella lotta contro le forze ghibelline. Un tempo alleato del capitano di ventura Giovanni Acuto (John Hawkwood), nell'agosto 1392, con le sue truppe guelfe, attacca Brembate di Sopra. Nella pace dell'agosto 1398 imposta da Gian Galeazzo Visconti è detto <<Tuzanus de Rotha, sindicus Vallis Imanie, partis guelfae>>
Famiglia che beneficerà di grandi privilegi, i discendenti di Tuzzano, nobili, saranno all'origine di molte famiglie lungo tutta l'Italia. In Valle S.Martino, i Rota faranno fortuna nei trasporti, come testimonia il loro stemma: una ruota (ovviamente!) con un significato molto realista.
Il primo elemento che permette di affermare l'origine di Rota da questa famiglia è:
1/ I cognomi, come descritto nelle prime pagine di questo quaderno, sono pochi in uso nell'300, in pratica, i"Rota di Valdimania": innanzitutto vuole ricordare che provengono da Rota, nativi di Rota. È una forma utilizzata per descrivere un uomo "uscito" del proprio paese. Possiamo prendere l'esempio di due noti artisti che hanno lasciato il loro paesini: Michelangelo (Merisi) Caravaggio e Leonardo da Vinci, il loro luogo di nascita è diventato il loro cognome. <<Consuetudine dell'uomo è di attribuire al forestiero, che lo avvicina per la prima volta, non il vero nome, ma quello della patria di origine>> Cosi definito da Alberto Trauzzi nella sua ricerca. ("Attraverso l'onomastica del medioevo in Italia")
2/ Il sopraccitato Danisio di Rota di Valdimania è figlio di Giovanni detto "Guarinonum", per il momento niente può confermare la stessa origine, ma una coincidenza: a Rota abbiamo la contrada Caguarinone, in più, un atto notarile del 1333 cita:
<<Jo.f.q. Monterray Guarinomum de Rota e Briniolus f.q. Vitali Brinioli de Rota>>; altra coincidenza, abbiamo la contrada Cabrignoli, vicino Caguarinone, queste due contrade in prossimità della Torre sede della nostra anticha famiglia Rota…(per altre informazioni, vedere capitolo "La Torre")
Geograficamente queste tre contrade limitrofe potevano essere il possedimento d'una importante famiglia, fratelli, cugini, proprietari terrieri. Qua sotto vedremo come i nostri Rota della Torre per eredità e successione avevano dei beni in Valle San Martino.
G.G.E.Mozzi nella sua "Antichità Bergamasche", segnala diversi atti notarili datati 1284, 1288 nei quali si fa menzione dei "Rota di Valdimania" abitanti a Bergamo nel borgo S.Stefano, notizie riprese dallo storico Angelo Mazzi.
Nel 1280 troviamo: Petri detto Morettus f.q.Danisi Rota de Valdimania
Nel 1286: Alberti f.Maffei de Rothe
Nel 1303: Petri detto Novellos f.q.Danis de Rota de Valdimania
Citato anche un Guilelmo Rota nel 1107…
E' d'obbligo ricordare l'irriducibile combattente guelfo: Andrea Rota, ferito ad Almenno, morto decapitato il 3 luglio 1404, con la sua testa verrà fatta sul ponte della Regina una macabra partita di calcio.
Un atto dell'8 dicembre 1477 fa riferimento a Battista medico, figlio d'Alberto di Rota: "Elezione da parte del dottore in medicina Battista d'Alberto de Rotta, ab. "de loco de Aziate", ducato di Milano, di alcuni suoi procuratori, nelle persone di alcuni di Rota e alcuni di Bergamo.
Michele Angelo Rota (1589-1662), medico di grande fama, nacque a Venezia da padre proveniente da Rota Fuori.
Difficile differenziare (negli archivi) i "primi" abitanti di Rota, che sono senza cognome, per cui notaio o prete scrivono "de Rota" nel senso di "luogo". Questi successivamente avranno un altro cognome. Ci sono però anche quelli che sono i "veri Rota" e che usano questo patronimico da diverse generazioni.
Il principale ramo delle famiglie Rota proviene della contrada Torre, anche qua, numerose informazioni lasciano pensare che sono apparentati ai capi guelfi della Valle San Martino sopraccitati. Abbiamo diverse notizie d'Antonio figlio di Luca, nato circa nel 1535 che figura nell'estimo con la "Magnifica città di Bergamo" dell' 11 febbraio 1581, per un pezzo di terra di otto pertiche e un fienile "murato e plodato per tenire dentro le bestie" alla Torre.
Una dichiarazione presentata da suo fratello Andrea, il primogenito della famiglia, con un'altra polizza datata del stesso giorno, è cosi compilata:
<<Andrea e fratelli, eredi di Giacomo della Ratalina detto de Andriolo de Rota (1), per un pezzo di terra "arativa e in parte vidata" di sei pertiche nel comune di Fopenigo (Foppenico, frazione di Calolziocorte) in Valle San Martino dove è detto "in Zemole", un'altra dove se dice "al prato Tarero".>>
Andrea dichiarerà di avere "solo" tre pertiche, d'un terreno prativo nel comune di Rota de Valdimania dove si dice alla Torre, acquistata agli eredi de Zani Lombardo.
Nell'estimo del 1610 compaiono due Andrea Rota, nel 1640 un Andrea è proprietario alla Torre e anche di altre sei pertiche di terra nel comune di Sala (altra frazione di Calolziocorte).
La prima nascita registrata in parrocchia di Rota è quella d'Angelina, nata nel 1563 alla Torre, figlia del nostro suddetto Antonio (figlio di Luca) e di M.Pace.
I discendenti di Antonio e Pace, sono soprannominati: "Tonelli", e, con una certa nobiltà, si faranno anche chiamare: "Rota della Torre", per diverse generazioni di notai.
Della stessa famiglia della Torre: Francesco (1687/1764), creato notaio nel 1713, il 4 maggio del 1748 ottenne dalla Cancelleria di Bergamo il diploma di Cittadinanza di Bergamo (B.C.M., AB380), con questo riconoscimento della sua antica "originarius civitatis" possiamo capire la genealogia della famiglia che risale ad un capostipite nominato Vitalis cittadino di Bergamo citato nell'anno 1342, la copia del documento fu autentificata da Francesco Quarenghi, notaio a Capiatone.
Sei anni dopo, nel 1754, nasce il suo primo nipotino, sarà chiamato Giovanni Battista Vitali, orgoglio e fierezza del nonno e del padre per ricordare la memoria dell'antenato "Vitalis" quattro secoli dopo!
Questo Gio.Battista Vitali, (figlio di Giuseppe Francesco e Catterina Manzoni, nato alla Torre il 5 ottobre 1754) avrà un destino agitato.
Notaio, (I suoi archivi all'A.S.Bergamo, n°12164 a 12176, anni 1778/1823), inizia la sua attività professionale a Rota e si trasferisce a Bergamo in borgo S.Leonardo (ma continuerà sempre a dedicare una parte del suo tempo al rogito di atti in Rota).
Una particolarità da notare, nel suo atto di battesimo è stato chiamato Giovanni Battista Vitali, cognome: Rota, è con il tempo, (ancora per la volontà di ricordare l'avo capostipite?) il nome Vitali è "scivolato" dal nome per diventare parte del cognome, dunque adesso parliamo di Gio.Battista "Rota Vitali".
Nel 1796 manifesta, con altri il suo entusiasmo per la venuta delle truppe francese (di Bonaparte).
"Il conte Ottolino trasmetterà (nell'aprile 96) agli inquisitori una regolare denunzia contro alcuni cittadini per i loro discorsi.
Principale accusato era Carlo Pezzoli, chierico RegolareSomasco, il quale nel caffè Costa, in Borgo S.Leonardo, parlando coll'abate Bonesi, coi fratelli Gerolamo e Giuseppe Riccardi, con Giuseppe Cusatelli, Giuseppe Cavalli, Gio.Battista Barea, Paolo Mazzoleni, Francesco Locatelli, Gio.Battista Rota Vitali e altri, aveva narrato con entusiasmo delle vittorie francese[…]
Per ordine degli inquisitori, G.B.Rota Vitali si trasferisce immediatamente a Venezia (7 maggio) a disposizione del tribunale degli Inquisitori. Il 26 maggio 1796 è condannato alla relegazione per due anni al castello di Sant'Andrea del Lido. (B.Belotti "Storia di Bergamo...")
La moglie, Francesca Vegis, manda una supplica (senza data) indirizzata al podestà e vicecapitanio di Bergamo, la supplica dà notizia di un inizio di detenzione risalente a quattro mesi e mezzo prima. Conservata negli Archivi di Stato a Venezia ("Inquisitori di Stato, Dispacci dei rettori, Bergamo", [b. 228] collocata tra i dispacci dei rettori di Bergamo del 5 e del 15 ottobre 1796 - dott.Vincenzo Franco).
Dopo la sconfita veneziana, Gio.Battista, liberato, riprende il suo mestiere di notaio nel giugno 1797, avrà la carica di sindaco di Rota Fuori all'inizio dell'800 ("La stale e la Cà", pagine 519/520).
Questi eventi del 1796, l'ambiente rivoluzionario di Bergamo, hanno (liberamente!) ispirato il critico Ermanno Comuzio che ne farà un'opera di teatro: "L'Antonia della Fiascona", nella quale appare un personaggio: il conte "Giobatta Rota Vitali"! Il quale però sta per Venezia…
Suo cugino, Francesco G.B.(1758/1817) descritto nel 1803 come:"muratore giornaliero".
Sempre in contrada Torre, sopra la porta d'una casa lo stemma dei Rota con le iniziali: "F.R.V 1829", (un Francesco ?, figlio di Gio.Battista Rota Vitali ?).
Troviamo alla metà del '500 una famiglia soprannominata Barrachi, che adotta il cognome Rota, alla meta '700 un discendente si chiama Gasparo olim Andrea Rota detto "Baruc".
Pietro Valentino, nato (nel 1690 circa) a Capizzone sarà il capostipite d'un altra importante famiglia d'agricoltori a Cabrignoli. Suo nipotino, Pietro Gasparo (1756/1831) sarà cappellano a Rota Fuori. Un'altra famiglia, di Francesco (+1663) nativo di Rota Dentro, chiamato:"Siletto" (dal latino "sileo"? uomo silencioso?)
Pietro, nativo di RF, parroco di Brembilla 1856/1871, arciprete di Lallio 1871/1896, erudito, scrive diverse opere religiose e storiche.
Luigi Corer, "ucciso" nel 1814 a Praboselli.
(387 persone censite a RF prima del 1835).
(1)- Gli"heredi di Iacomo de Andriolo de Rota" sono citati nella Visita di San Carlo Boromeo nel 1575 a S.Omobono, debitori di fitti alla chiesa.
Rubino,
Gio.Antonio nato nel 1563 è citato nell' Estimo del 1610 (BCM, Estimo Vallium, libro trasporti II 1610, p.930). Nel 1605 vive a "Carussis"(Carosso) Antonio figlio di Sebastiano (Mozzi G.G.E."Antichità Bergamasche" Vol.1)
Per più d'un secolo (1540/1678), questo cognome appare negli archivi di Rota Fuori e scompare. Famiglia localizzata a Praboselli.
L'ultimo nato, Francesco Maria è deceduto nel 1704:"caduto da un castagne".
(46 persone censite a RF prima del 1678).
Russis (Rossi)
Nel 1277 i fratelli Rustico e Madio figli di Domenico Rossi, affittano delle terre in contrada Rota. Troviamo nel 1360 un Bertramo Russis fu Pietro.
Nei beni situati a Rota, del monastero di Fontanella (Pontida), relativamente al 1430 sono citati: <<Bonus dictus Sozzus de Russis, heredes Venturalli de Russis…>>
Questo patronimico non ha fatto radice a Rota e non ci sono nascite registrate negli archivi parrocchiali, però è molto interessante per 2 motivi. In primo luogo, nel momento dei diversi conflitti tra Guelfi e Ghibellini si trova "Tonolus de Russis de Rota f.q.Teutaldi detto Galine" espulso da Rota nel 1438, abitante a Almenno S.S. nel 1446 che intentò un processo ai Locatelli (Ghibellini di Locatello) per riprendersi i suoi beni rubati.
In secondo luogo, probabilmente questo nome sta all'origine della contrada Carosso "Caròs".
Antonio Rossi detto Moretto, di Rota, nel marzo 1433 ottenne benifici e privilegi da Venezia per averne appogiato il governo.
Nel 1498, c'era un notaio: "Tonolo di Giovanni di Russis di Rota".
Rosati, Rubino, Rossi possono avere una medesima origine, una stessa stirpe.
Rossi: <<È un cognome derivato da caratteristica fisica: capelli fulvi, rossi. Dal latino russus, rubius o rubeus è stato un nome presso gli stessi romani prima di diventare un nome proprio e infine un cognome. Prima era Rubius o Rossius, passati senza varianti nel medioevo, diventati poi, per diminutivi e alterazioni varie, Russu, Rossus. Dal Trecento è diventato cognome. >>
Cognomi: A.B.C. - D - E.F.G. - I - L - M - P - Q - S.T.V.Z - Diverse