Community
 
Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico
------------------
Crea
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
   
 
 

 

Notai e archivi notarili.

 

In una accezione molto semplice si potrebbe sostenere che se nei secoli scorsi c'era un uomo che assemblava in sé diverse funzioni di pubblico ufficiale questi era il notaio. Egli era quello che, prima di tutto, sapeva scrivere. In una popolazione soprattutto illetterata, il documento scritto doveva al medesimo tempo incutere timore, poiché incomprensibile e riassicurare, poiché strumento dei "potenti" , fungendo dunque da garanzia ai più sforniti.

Il notaio deve redigere, autenticare e conservare atti. Testamenti, acquisti e affitti di terreni sono più numerosi degli atti trovati assieme a compromesso di dote ("scrittura nuziale"), "liberazione" o ricevuta, in seguito al pagamento della somma dovuta, resoconto delle assemblee di "vicini" della parrocchia, procure, inventari…

Notai di Rota

Il più anziano trovato finora è Giovanni di Bertramio de Rota, citato in un atto del 1388.

Una "dinastia" stabilita a Cabrignoli: Moscheni di Zanucchini, per lo meno 12 notai registrati, di considerevoli archivi del 1461 fina 1747.

Quarenghi (Schiantarelli) 7 notai conosciuti, tra altri Carlo (zio del padre di Giacomo) e Giacomo Antonio (il padre di Giacomo, l'architetto) a Capiatone.

Lì Rota, 8 conosciuti, fra cui la famiglia "della Torre". Discendente di questi: Giovanni Battista Rota-Vitali che si è illustrato con le sue opinioni "pro- francese" nel 1796.

Giovanni Maria Bugada di Calchera ha lasciato 25 anni d'archivi.

 

Notai di Rota (od originari di Rota):

(?) Giacomo di Giovanni Alborghetti 1452

(?) Giovanni Plancha 1476

(?) Tonolo di Giovanni Russis 1492

(?) Antonio Alborghetti XV secolo (o di Fuipiano?)

(?) Giovanni di Stefano Planca 1594/1601

Carlo Antonio di Carlo Antonio Locarini, a Chignolo "creato" notaio il 10.04.1688

Giovanni Maria di Gio.Pietro Bugada, a Calchera creato notaio il 29.08.1755

Francesco di Francesco Daina, alla Torre creato notaio il 27.03.1786

 

Moscheni di Cabrignoli:

Antonio di Alberto Moscheni (1461/1497)

Giovanni di Zanichino Moscheni 1504

Giovanni e Antonio Moscheni-Zanuchini 1541

Giovanni Giacomo di Giovanni Moscheni (la sua matricola registrata il 9 marzo 1534 -Archivi: 1532/1599)

Rosato Moscheni 1556

Giovanni di Giovanni Giacomo Moscheni-Zanuchini (1561/1624)

Benedetto di Giovanni Moscheni-Zanuchini (1599/1630)

Giovanni Giacomo di Benedetto Moscheni-Zanuchini "creato" notaio il 26.02.1600

Benedetto di Giovanni Giacomo Moscheni-Zanuchini "creato" notaio il 17.02.1654

Franco di Marc Antonio Moscheni "creato" notaio il 4.11.1684

Gio.Battista di Gian Maria Moscheni "creato" notaio nel 1689

Gio.Pietro di Benedetto Moscheni-Zanuchini 1747

Quarenghi:

Jo. Andreas di Marsili Quarenghi creato notaio il 15.02.1607

Francesco di Giovanni Quarenghi (Schiantarelli di ...) creato notaio il 15.07.1604

Carlo di Gio.Antonio Quarenghi, a Capiatone creato notaio il 18.12.1701

Francesco di Gio.Antonio Quarenghi (1713/1755)

Giacomo Antonio di Franco Quarenghi, a Capiatone (padre di Giacomo) creato notaio il 14.08.1731

Stefano di Stefano Schiantarelli di Quarenghi (1789/1804) (da vedere le sue difficoltà con il collegio notarile)

Rota:

Giovanni di Bertramio Rota 1388

Antonio di Pietro Rota 1457/1499

Antonio Rota 1674

Antonio ("il vecchio") di Antonio Rota (1678/1718)

Francesco di Gio.Battista Rota 1759

Gio.Battista di Giuseppe Rota Vitali, nato alla Torre, inizia a Rota e si trasferisce a Bergamo creato notaio il 30.06.1778

Achille di Antonio Rota 1860, nato a Almenno, lavora a Rota Fuori.

"Secondi" notai di Rota:

Nel 1491 s'impose l'intervento di un secondo notaio durante la stesura di rogiti di valore compreso tra 100 e 1000 lire imperiali e di due secondi notai per cifre superiori. (Juanita Schiavini Trezzi " Dal Collegio dei notai all'archivio notarile")

Troviamo Cristoforo Daina e Giovanni Battista Rota tutti due della Torre che seconda diversi notai di Rota tra 1680 e 1710

Giuseppe di Gio.Pietro Bugada secondo suo fratello Gio.Maria nel 1759.

Giovanni Battista di Santo Baratta 1720

Giovanni di Gio.Antonio Quarenghi 1720

Giuseppe di Gio.Battista Quarenghi 1758.

Gio.Antonio Farina Manzoni 1637/1683 (di Valsecca) lavora molto per la gente di Rota.

Un deposito degli archivi notarili si trovava a Brancilione fino al 1810 circa. (Juanita Schiavini Trezzi " Dal Collegio dei notai all'archivio notarile")

Testamento

Aspetto religioso.

Tra il '500 e il 800', il testatore, nella prima parte del suo testamento deve "provvedere alla salute dell'anima sua", la raccomanda a Dio, alla S. Vergine, ai Santi e tutta la "Corte Celestiale"... pensa alle sue esequie "nella Veneranda Chiesa Parochiale di S Siro del presente Comune" (o S.Gottardo...), in relazione a suo patrimonio domanda tante messe e farà anche un legato di diverse importanza. Un altro legato alla "V. Scuola del S.Rosario eretta nella V.Chiesa suddetta...."

Nel 1691, Genovario Quarenghi di Caguerinone lascia un capitale di lire 2800 ma domanda di fare celebrare una messa alla settimana per 200 anni.

Il testatore mette in tutte le disposizioni per trasmettere la sua eredita ai soli maschi, lasciando la moglie usufruttuaria dei beni fino che rimane nello stato vedovile e nel caso in cui ci siano figlie minorenni o nubili pensa alla dote o lascia una stanza nella casa familiare nel caso che rimanga single....

Il testamento può essere ricco d'informazioni sullo stato della famiglia, l'importanza del patrimonio e lo stato spirituale e religioso dell'uomo di fronte alla morte.

Altro testamento trovato:

Nel 1698 i due fratelli Paglia di Calchera: Francesco (22 anni) e Giuseppe (19 anni) fanno lo stesso giorno, insieme, il loro testamento, prendendo le disposizioni per lasciare i beni alla madre e alle sorelle. Sono ammalati ? Stanno facendo qualche lavoro pericoloso? Il primo morirà due anni dopo, il secondo nel 1702, aveva 23 anni...

Esempio dello spirito religioso riportato in un atto notarile:

Nel 1769, contrada Prapelitone, Antonio Paglia concede gratuitamente a suoi cugini Antonio e Giuseppe fratelli Paglia di fabbricare una casa accanto alla sua.

I due fratelli hanno "sborsate e numerate lire trecento moneta corrente di Bergamo in tante buone valute d'oro ed argento di giusto peso". Antonio (quello che concede "gratuitamente") da questi soldi a suo figlio Giuseppe Andrea, chierico (a S.Siro) per fare celebrare duecento messe nel termine di quattro anni......

Altro esempio:

Ancora i nostri cugini Paglia (insieme), nel 1775, fanno una convenzione per l'uso della fontana nelle vicinanze del Prapelitone, proprietà dei fratelli, figli del fu Francesco "Rota della Torre". Per arbitrare: il Sig.Dnò.Francesco Tondini (Cappellano).

I detti fratelli Rota concede "....il pacifico godimento dell'Acqua della Fontana vecchia, ma non gia mai per uso de Bestiami anzi senza lavatoio......di più col procedere e caminare per il Pedaggio necessario per l'uso della medesima Fontana con tutta gerbatezza per reccare a loro minor danno posibile......"

" Le quatro dette famiglie Paglia per la sudetta pacifica concessione fatta loro dalli sud.Rota.... sborsano lire 15 per ogni famiglia in, ed per una volta tanto in mano del Sig. Francesco Tondini che sumano lire 60 ed queste da essere ispese negli aredi o sia fiori bisognevoli al Altare della Madonina vecchia per decoro della Celebrazione...."

Prossima pagina - Indice: antiche famiglie di Rota