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Invernizzi, origine

 

 

Una pergamena della biblioteca Civica A.Mai di Bergamo datata 1391 parla di Zano Invernizis nato a Lecco abitante a Brumano, alla stato attuale delle mie conoscenze risulta essere il più vecchio Invernizzi citato finora. Le varie ricerche dimostrano l'origine del cognome Invernizzi nell'attuale provincia di Lecco, numerose famiglie Invernizzi vivono nelle città di Ballabio, Barzio, Cremeno, Lecco, Pasturo.... la Valssassina dall'altra parte del passo del Palio, la valle di Lecco dietro il Perthus stanno molto vicino alla Valle Imagna. Fra le diverse definizioni che spiegano il cognome Invernizzi, una suggerisce i Piani d'Erna (dell'altra parte del monte Resegone) come origine di questo patronimico.

Il passo del Palio a 1200 metri d'altitudine collega il minuscolo comune di Morterone (Valssassina, prov.di Lecco) a Brumano(Valle Imagna, prov. di Bergamo), una bella mulattiera, oggi non mantenuta, utilizzata soltanto dagli escursionisti, bordata d'un muretto di pietre, alcune "tribuline" (santelle) che segnano il percorso, lascia immaginare l'importanza del collegamento tra le due valli, questo, per capire bene che nei secoli scorsi le migrazioni stagionali, gli spostamenti commerciali, le transumanze, hanno costituito motivo e occasione per passare d'una valle all'altra, senza difficoltà. E' soltanto all'inizio del XV secolo che Brumano fu separato dei diversi villaggi della Valle Imagna, valle che nella sua totalità apparteneva alla repubblica di Venezia mentre Brumano (attacato a Lecco) ha fatto parte del ducato di Milano, questo durante quasi 400 anni, questa frontiera avrà probabilmente limitato gli spostamenti, senza tuttavia impedirli. Morterone ha detenuto il record come il più piccolo villaggio d'Italia, nel 2002: 35 abitanti, 17 focolari Invernizzi! Tre ore di marcia fino al villaggio di Brumano, l'impianto di Invernizzi "lecchese" in Valle Imagna per me è più di una semplice probabilità.

 Arrivo dunque a parlare del "ramo" Invernizzi di Corna/Locatello, non sono capace di affermare che un Invernizzi, uno solo (venendo o no da un'altra valle...), fu all'origine di tutti Invernizzi battezzati a Locatello, ma la possibilità rimane molto forte, i villaggi di Corna, Rota, Locatello erano popolati da 50 a 100 abitanti nel XIV secolo, 15 famiglie vivevano a Corna (80 abitanti nel 1538;19 famiglie nel 1596), visti il numero di Locatelli, Berizzi, Carminati, Moreschi, Arrigoni... e diversi patronimici delle famiglie residenti in questi comuni, i numeri di famiglie Invernizzi era dunque fortemente limitato. In venti anni dal 1641 al 1661, solo 5 battesimi d'Invernizzi sono stati rilevati in Locatello, di 3 padri differenti probabilmente fratelli tra loro o cugini.

Gli archivi parrocchiali di Locatello, "memoria" dei miei antenati, fonte delle mie ricerche, registrano il battesimo di Polonia Invernicci nata nel 1641 figlia di Giovanni Antonio, è la data più vecchia, che cita un Invernizzi. Nello stesso registro, Santa figlia di Giovanni Vernicci e Ca.Elisabetta, nata il 4 luglio 1657, sorella del mio avo.

È interessante osservare le variazioni del cognome scritto sui registri parrocchiali (tra parentesi il cognome del sacerdote).

Invernicci 1641 (Nicolo Defendenti ),Vernicci 1657 (Francesco Aloisi ), Vernice 1663 (Francesco Aloisi), Verniccie 1666 (Francesco Aloisi), Invernice 1668 (Gio Bapt. de Berlendis), Invernitzi 1681 (Gio Bapt. de Berlendis), Invernitis 1711 (Jacobo Quarengo), Invernizzi 1724 (Jacobo Quarengo), Invernitis 1748 (Jacobo Quarengo), Invernizi 1783 ( Jacobo Pascali Mazzucotelli).

Occorre passare in seguito negli archivi notarili. Angelo Invernizzi, cita nelle sue ricerche, un atto notarile da 1538, che parla di Giovanni Antonio detto "Bardella", figlio di Corone Invernicis. Questo Corone nato intorno al 1470, precisa un po' di più le mie origini, in particolare suo figlio "detto Bardella", è il primo che appare con questo soprannome: durante 5 secoli permetterà di riconoscere il mio ramo o la parentela dei miei avi.

A Regordà si sono sviluppati due rami d'Invernizzi Bardelli, a partire da Carlo (nato ca.1680) e da Gennaro, quest´ultimo nato nel 1677, forse due fratelli, all'origine di una numerosa discendenza.

Un altro elemento, determinante, permette di precisare ancora maggiormente la mia stirpe: è il luogo, questa piccola frazione di Corna: "contrada" Regordà di Là. Nel 1560 un altro rogito del notaio Moscheni precisa che il nostro Gio. Antonio detto Bardella, summenzionato, vi viveva. Una decina di generazioni si succederanno e vivranno a Regordà, dove nel 1782 nasce un altro Giovanni Antonio, quello che farà radice a Rota.

 

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