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Elezione del parroco di Rota Fuori nel 1741

 

(Rota come un centinaio di parrocchie bergamasche era "mercenaria", i parrocchiani avevano il diritto di scegliere ed eleggere il loro parroco. Questa elezione viene in seguito al decesso di don Giovanni Quarenghi sopravvenuto il 5 aprile 1741)

L'interesse di questo documento, in primis, risulta essere l'importanza attribuita a quest'elezione dalla popolazione, visto il numero notevole di capi famiglia riuniti: non succede spesso di vedere 56 vicini nelle assemblee della fabbriceria: Inoltre, la presenza di undici candidati significa una rilevante attrattiva per quella che sembrerebbe una piccola parrocchia come Rota Fuori.

Le votazioni dopo l' "imbossalatura" di cinque candidati si sono interrotte alla domanda dei parenti degli altri candidati, per evitare, penso io, una sconfitta dolorosa, poiché don Domenico Pelaratti aveva ottenuto 49 voti favorevoli, 6 contrari,e dunque i "giochi erano fatti".

Il notaio che registra quest'elezione è Antonio Quarenghi (il padre del futuro Giacomo, l'architetto) dopo il decesso del parroco, suo zio Giovanni, un altro zio: Gio.Giacomo Quarenghi parroco di Locatello era candidato, quindi per la nobile famiglia di Capiatone doveva essere meglio passare oltre una vessazione del genere.

Per finire: risultano molto interessanti i "capitoli" dove sono spiegate le esigenze dei sindaci della parrocchia, con la minuziosa descrizione dei compiti del futuro parroco.

………………………………..

In Christ Nomine Amen. In Domenica 9 aprile 1741, nella cucina delle case Parrocchiali del Comune di Rota Fuori Valle Imagna, Distretto di Bergamo.

Convocati all' avviso del Console in pubblico generale Consiglio all'uso solito gli infrascritti Capi di famiglia, vicini del comune presente per l'elezione del nuovo Parroco, stante la morte del Reverendo Gio.Querenghi fu curato, e sono:

(segue l'elenco dei 56 capi famiglia)

Quelli uomini e vicini capi di famiglia sono tutti d'età perfetta e delle tre parti pui dell due, anzi il numero quasi intiero di quelli che di presente si ritrovano in patria e che hanno voto nel presente comune, volendo devenire all'elezione del loro parroco con li capitoli che saranno annesi all'accordio doverà farsi da sindici al parroco, che sarà eletto, quindi da me prima letti e publicati ad alta ed intelligibile voce di cadauno ed a voce commune approvati. Perciò furono proposti gli infrascritti SSr. Reverendi, perchè quelli separatamente balottati a voti e busole segrette recti eletto quello che avrà piu voti favorevoli.

Li nominati furono:

Il Rev. Domenico Pelaratti

Il Rev. Gio.Daina

Il Rev. Gio.Giacomo Querenghi curato di Locatello

Il Rev. Martino Belli curato di S.Gottardo

Il Rev. Simone Daina

Il Rev. Giuseppe Moscheni parroco di Viadanica

Il Rev. Cristoforo Daina curato della Kosta

Il Rev. Paolo Manzoni curato di Bianzano

Il Rev. Paolo Bugada Premicerio di Scano e parroco d'Ossanega

Il Rev. Pietro Bugada

Il Rev. Simone Pelaratti

 

Furono imbussolati:

1°Il Rev. Domenico Pelaratti, ed ebbe voti favorevoli n°49, contrari n°6, non avendo balottato il S.Francesco Pelaratti di lui padre.

2°Il Rev. Gio.Daina ed ebbe voto favorevoli nel n°19, contrari n°37.

3°Il Rev. Simone Daina ed ebbe voto favorevoli nel n°8, contrari n°48.

4°Il Rev. Paolo Manzoni, curato di Bianzano ed ebbe voto favorevoli nel n°8, contrari n°48.

5°Il Rev. Simone Pelaratti ed ebbe voto favorevoli nel n°11, contrari n°44, non avendo balottato S.Domenico Pelaratti di lui fratello.

Gli altri nominati non furono imbussolati, cosi intando i rispettivi loro parenti e dipendenti e cosi unanimamente annuendo i sudetti vicini.

Cosi verto presa la parte a favore del S.Domenico Pelaratti come piu numeroso de voti favorevoli rectando esso eletto Parroco di detto Comune e Chiesa di S.Siro per quel tempo e con i capitoli come sopra letti e come meglio sarà espresso nell'accordio gli sarà da Sindici fatto.

Actum et publicatum presenti per testimoni li D.D.Carlo di Santo Cassinelli, Gio.Battista di Santo Baratta, Simone di Carlo Belloli ed Ant. di Andrea Tondini tutti del Comune presente noti idonei.

Segue il tenor de capitoli come sopra publicati.

Capitoli che doveranno esseguirsi in avenire tra il presente Comune di Rota Fuori e il Rev. Sig.Curato, che sarà eletto per la V.Chiesa Parrocchiale di S.Siro.

Primo. Il Comune assegnerà a d.S.Curato per sua abitazione la casa parrocchiale appresso il campanile con l'orto........., campetti e boschetto ini appresso donati al Comune dal q.S.Genovario Quarenghi, con che però non puossa d.S.Curato tagliare dal piede arbori di alcuna sorte e con riserva al Comune di puoter occorendo per occasione di fabrica ò verturazione di chiesa ò campanile ò case parrocchiali, tagliare arbori, cavare sassi, pietre ed altri materiali.

In oltre il Comune gli assegnerà tutti quei mobili che di presente s'attrovano e per le rimanenti al suo bisogno sia tenuto esso S.Curato provedersi del proprio.

2°Sia obligato il Comune mantenere un Capellano che confessi ed assista.

3°Detto S.Curato sia tenuto prestare la presenza della Messa Parrocchiale in da.Chiesa tutte le feste di precetto, far dottrina ........ed altre solite funzioni ecclesiastiche.

4°Sia obligato d.S.Curato solennizare la festa di S.Siro nro. tutellare ogn'anno li 9 dicembre, con l'applicazione di quattro sagrifici per li vicini di questo Comune e giunta il praticato sin ora.

5°Sia obligato trattare del vitto tre R.R.sacerdoti che doverà inuiti a confessare e predicare alle quarant'ore soliti..., oltre il S.Capellano del presente Comune e volendo predicare lui.....

6°Sia tenuto recitare il Passio avanti la messa Parrocchiale tutte le feste di Precetto dalli 3 maggio sin il 14 settembre inclusine con cantare lui ò fare cantare da un altro Rev. in fine del Passio le Littanie de Santi, con due candele accesse all'altare maggiore.

7°Sia tenuto fare mantenere accesa la lampada avanti l'altare maggiore con l'obligo della chiesa, come pure sia tenuto far suonare l'Ave Maria, mattina, mezzo giorno e sera e le sue messe al tempio solamente, al doppio poi sia obligato la communità.

8°Sia tenuto andare accompagnare i morti infanti ed anche i poveri miserabili alla sepultura senza l'imosina, quando pero intervenira lui solo de sacerdoti.

9°Sia tenuto prestare ò fare prestare la presenza della messa il giorno di S.Francesco 4 ottobre nell'Oratorio di Cabrignoli e succedendo tal festa nella prima Domenica d'ottobre, se anderà ivi d.S.Curato, li Padroni dell'Oratorio doveranno mandare altro Sacerdote a cantare messa nella Parrocchiale.

10°Detto S.Curato oltre le sud. quattro messe da applicare per i vicini il giorno di S.Siro, sia obligato celebrare altre due ogni e cadauna settimana in detta chiesa, cioe mese dodeci all'anno per il q.Giuseppe Tondini, messe sei all'anno da cantare all'Altare di S.Gio.Battista, Bernardo Abbate, Catterina Vergine e martire, Genovario Vescovo, Carlo Boromeo e Fermo martire e ciò per obligo della chiesa contratto col q.Genovario Quarenghi per instromento 7 febbraio 1689 in atti del q.Francesco Moscheni Nod., altre messe cinquanta due annue, cioè una alla settimana in detta chiesa per obligo della medessima verso d.S.Genovario, come instromento 24 giugno 1691 in atti di d.S.Moscheni, e le altre messe 34 al supplemento di due alla settimana come sopra, doveranno essere applicate per li vicini oltre le predette quattro nel giorno di S.Siro.

11°Che d.S.Curato sia obligato fare la solennità solita farsi delle Relique di S.Croce ed altre S.S. Relique nella domenica infra l'ot.... del Corpus Domini come al sindicato 12 aprile 1733 in atti del S.Francesco Querenghi Nod. con dare il pranzo a quei R.R.Sacerdoti saranno invitati dalli Sindici d'esse S.S. Relique, che doveranno assistere, confessare ed applicare tanto esso S.Curato, quanto detti S.S.R.R. il Santo Sagrifizio per i benefattori, con ricevere esso S.Curato per suo onorario di questa funzione un scudo da lire sette dalli detti sindici del dinaro d'entrato ed elemosine che averanno rascosse e con il dinaro pure d'entrate ed elemosine doveranno pagare a d.S.Curato soldi cinquanta sei per il Rev.Sacerdote che canterà la messa e soldi cinquanta per cadauno delli altri Sacerdoti che saranno invitati e celebreranno messa come sopra per i Benefattori a quali tutti reverendi invitati doverà d.S.Curato dare il pranzo come sopra.

12°Sia tenuto finalmente d.S.Curato essercitare il suo officio di Parroco legalmente e diligentemente col zelo di buon Pastore con la somministrazione dei S.S.Sagramenti in Chiesa e fuori.

Per le quali tutte cose ed oblighi doverà essere pagato a d.S.Curato per suo onorario scudi seisantacinque da lire sette che fanno all'anno L.455, oltre il scudo ed altro da essergli pagato da Reggenti delle S.S.Relique, come nel capitolo undecimo, ed oltre gli incerti ed emolumenti quali L.455 doveranno essergli pagate in questo modo, cioè L.119.10 da sindici della V.Chiesa Parrocchiale e L.335.10 dal tesoriere che a quest'effetto sarà eletto dal Comune.

Concordant hec omnia cum originali in acti mei de quo rogati fu et pro fide. Ego Jacobi Ant.figlio D.Franc.Querenghi.

(Archivio della Curia Vescovile, Bergamo, fasiculo Rota Fuori.)

Prossima pagina - Indice: antiche famiglie di Rota

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Elezione del parroco di Rota Fuori nel 1741

(Rota come un centinaio di parrocchie bergamasche era "mercenaria",

i parrocchiani avevano il diritto di scegliere ed eleggere il loro parroco. Questa elezione viene in seguito al decesso di don Giovanni Quarenghi sopravvenuto il 5 aprile 1741)

 

L'interesse di questo documento, in primis, risulta essere l'importanza attribuita a quest'elezione dalla popolazione, visto il numero notevole di capi famiglia riuniti: non succede spesso di vedere 56 vicini nelle assemblee della fabbriceria: Inoltre, la presenza di undici candidati significa una rilevante attrattiva per quella che sembrerebbe una piccola parrocchia come Rota Fuori.

Le votazioni dopo l' "imbossalatura" di cinque candidati si sono interrotte alla domanda dei parenti degli altri candidati, per evitare, penso io, una sconfitta dolorosa, poiché don Domenico Pelaratti aveva ottenuto 49 voti favorevoli, 6 contrari,e dunque i "giochi erano fatti".

Il notaio che registra quest'elezione è Antonio Quarenghi (il padre del futuro Giacomo, l'architetto) dopo il decesso del parroco, suo zio Giovanni, un altro zio: Gio.Giacomo Quarenghi parroco di Locatello era candidato, quindi per la nobile famiglia di Capiatone doveva essere meglio passare oltre una vessazione del genere.

Per finire: risultano molto interessanti i "capitoli" dove sono spiegate le esigenze dei sindaci della parrocchia, con la minuziosa descrizione dei compiti del futuro parroco.

………………………………..

 

In Christ Nomine Amen. In Domenica 9 aprile 1741, nella cucina delle case Parrocchiali del Comune di Rota Fuori Valle Imagna, Distretto di Bergamo.

Convocati all' avviso del Console in pubblico generale Consiglio all'uso solito gli infrascritti Capi di famiglia, vicini del comune presente per l'elezione del nuovo Parroco, stante la morte del Reverendo Gio.Querenghi fu curato, e sono:

(segue l'elenco dei 56 capi famiglia)

 

Quelli uomini e vicini capi di famiglia sono tutti d'età perfetta e delle tre parti pui dell due, anzi il numero quasi intiero di quelli che di presente si ritrovano in patria e che hanno voto nel presente comune, volendo devenire all'elezione del loro parroco con li capitoli che saranno annesi all'accordio doverà farsi da sindici al parroco, che sarà eletto, quindi da me prima letti e publicati ad alta ed intelligibile voce di cadauno ed a voce commune approvati. Perciò furono proposti gli infrascritti SSr. Reverendi, perchè quelli separatamente balottati a voti e busole segrette recti eletto quello che avrà piu voti favorevoli.

Li nominati furono:

 

Il Rev. Domenico Pelaratti

Il Rev. Gio.Daina

Il Rev. Gio.Giacomo Querenghi curato di Locatello

Il Rev. Martino Belli curato di S.Gottardo

Il Rev. Simone Daina

Il Rev. Giuseppe Moscheni parroco di Viadanica

Il Rev. Cristoforo Daina curato della Kosta

Il Rev. Paolo Manzoni curato di Bianzano

Il Rev. Paolo Bugada Premicerio di Scano e parroco d'Ossanega

Il Rev. Pietro Bugada

Il Rev. Simone Pelaratti

 

Furono imbussolati:

1°Il Rev. Domenico Pelaratti, ed ebbe voti favorevoli n°49, contrari n°6, non avendo balottato il S.Francesco Pelaratti di lui padre.

2°Il Rev. Gio.Daina ed ebbe voto favorevoli nel n°19, contrari n°37.

3°Il Rev. Simone Daina ed ebbe voto favorevoli nel n°8, contrari n°48.

4°Il Rev. Paolo Manzoni, curato di Bianzano ed ebbe voto favorevoli nel n°8, contrari n°48.

5°Il Rev. Simone Pelaratti ed ebbe voto favorevoli nel n°11, contrari n°44, non avendo balottato S.Domenico Pelaratti di lui fratello.

Gli altri nominati non furono imbussolati, cosi intando i rispettivi loro parenti e dipendenti e cosi unanimamente annuendo i sudetti vicini.

Cosi verto presa la parte a favore del S.Domenico Pelaratti come piu numeroso de voti favorevoli rectando esso eletto Parroco di detto Comune e Chiesa di S.Siro per quel tempo e con i capitoli come sopra letti e come meglio sarà espresso nell'accordio gli sarà da Sindici fatto.

Actum et publicatum presenti per testimoni li D.D.Carlo di Santo Cassinelli, Gio.Battista di Santo Baratta, Simone di Carlo Belloli ed Ant. di Andrea Tondini tutti del Comune presente noti idonei.

 

Segue il tenor de capitoli come sopra publicati.

Capitoli che doveranno esseguirsi in avenire tra il presente Comune di Rota Fuori e il Rev. Sig.Curato, che sarà eletto per la V.Chiesa Parrocchiale di S.Siro.

Primo. Il Comune assegnerà a d.S.Curato per sua abitazione la casa parrocchiale appresso il campanile con l'orto........., campetti e boschetto ini appresso donati al Comune dal q.S.Genovario Quarenghi, con che però non puossa d.S.Curato tagliare dal piede arbori di alcuna sorte e con riserva al Comune di puoter occorendo per occasione di fabrica ò verturazione di chiesa ò campanile ò case parrocchiali, tagliare arbori, cavare sassi, pietre ed altri materiali.

In oltre il Comune gli assegnerà tutti quei mobili che di presente s'attrovano e per le rimanenti al suo bisogno sia tenuto esso S.Curato provedersi del proprio.

2°Sia obligato il Comune mantenere un Capellano che confessi ed assista.

3°Detto S.Curato sia tenuto prestare la presenza della Messa Parrocchiale in da.Chiesa tutte le feste di precetto, far dottrina ........ed altre solite funzioni ecclesiastiche.

4°Sia obligato d.S.Curato solennizare la festa di S.Siro nro. tutellare ogn'anno li 9 dicembre, con l'applicazione di quattro sagrifici per li vicini di questo Comune e giunta il praticato sin ora.

5°Sia obligato trattare del vitto tre R.R.sacerdoti che doverà inuiti a confessare e predicare alle quarant'ore soliti..., oltre il S.Capellano del presente Comune e volendo predicare lui.....

6°Sia tenuto recitare il Passio avanti la messa Parrocchiale tutte le feste di Precetto dalli 3 maggio sin il 14 settembre inclusine con cantare lui ò fare cantare da un altro Rev. in fine del Passio le Littanie de Santi, con due candele accesse all'altare maggiore.

7°Sia tenuto fare mantenere accesa la lampada avanti l'altare maggiore con l'obligo della chiesa, come pure sia tenuto far suonare l'Ave Maria, mattina, mezzo giorno e sera e le sue messe al tempio solamente, al doppio poi sia obligato la communità.

8°Sia tenuto andare accompagnare i morti infanti ed anche i poveri miserabili alla sepultura senza l'imosina, quando pero intervenira lui solo de sacerdoti.

9°Sia tenuto prestare ò fare prestare la presenza della messa il giorno di S.Francesco 4 ottobre nell'Oratorio di Cabrignoli e succedendo tal festa nella prima Domenica d'ottobre, se anderà ivi d.S.Curato, li Padroni dell'Oratorio doveranno mandare altro Sacerdote a cantare messa nella Parrocchiale.

10°Detto S.Curato oltre le sud. quattro messe da applicare per i vicini il giorno di S.Siro, sia obligato celebrare altre due ogni e cadauna settimana in detta chiesa, cioe mese dodeci all'anno per il q.Giuseppe Tondini, messe sei all'anno da cantare all'Altare di S.Gio.Battista, Bernardo Abbate, Catterina Vergine e martire, Genovario Vescovo, Carlo Boromeo e Fermo martire e ciò per obligo della chiesa contratto col q.Genovario Quarenghi per instromento 7 febbraio 1689 in atti del q.Francesco Moscheni Nod., altre messe cinquanta due annue, cioè una alla settimana in detta chiesa per obligo della medessima verso d.S.Genovario, come instromento 24 giugno 1691 in atti di d.S.Moscheni, e le altre messe 34 al supplemento di due alla settimana come sopra, doveranno essere applicate per li vicini oltre le predette quattro nel giorno di S.Siro.

11°Che d.S.Curato sia obligato fare la solennità solita farsi delle Relique di S.Croce ed altre S.S. Relique nella domenica infra l'ot.... del Corpus Domini come al sindicato 12 aprile 1733 in atti del S.Francesco Querenghi Nod. con dare il pranzo a quei R.R.Sacerdoti saranno invitati dalli Sindici d'esse S.S. Relique, che doveranno assistere, confessare ed applicare tanto esso S.Curato, quanto detti S.S.R.R. il Santo Sagrifizio per i benefattori, con ricevere esso S.Curato per suo onorario di questa funzione un scudo da lire sette dalli detti sindici del dinaro d'entrato ed elemosine che averanno rascosse e con il dinaro pure d'entrate ed elemosine doveranno pagare a d.S.Curato soldi cinquanta sei per il Rev.Sacerdote che canterà la messa e soldi cinquanta per cadauno delli altri Sacerdoti che saranno invitati e celebreranno messa come sopra per i Benefattori a quali tutti reverendi invitati doverà d.S.Curato dare il pranzo come sopra.

12°Sia tenuto finalmente d.S.Curato essercitare il suo officio di Parroco legalmente e diligentemente col zelo di buon Pastore con la somministrazione dei S.S.Sagramenti in Chiesa e fuori.

 

Per le quali tutte cose ed oblighi doverà essere pagato a d.S.Curato per suo onorario scudi seisantacinque da lire sette che fanno all'anno L.455, oltre il scudo ed altro da essergli pagato da Reggenti delle S.S.Relique, come nel capitolo undecimo, ed oltre gli incerti ed emolumenti quali L.455 doveranno essergli pagate in questo modo, cioè L.119.10 da sindici della V.Chiesa Parrocchiale e L.335.10 dal tesoriere che a quest'effetto sarà eletto dal Comune.

 

Concordant hec omnia cum originali in acti mei de quo rogati fu et pro fide. Ego Jacobi Ant.figlio D.Franc.Querenghi.

 

(Archivio della Curia Vescovile, Bergamo, fasiculo Rota Fuori.)