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Intorno al 1630, diverse famiglie (di Valsecca) si stabilirono a Rota: Daina, Bugada, Gritti, Mazzoleni, per avere maggiore sicurezza sul monte? A causa della peste?
Daina,
La forma la più antica di questo cognome appare in un atto notarile del 5 marzo 1386 rogato a Corna che parla d'un Giovanni di Teutaldo detto "Dayna". (Bib.C.Mai, "Registi" atto n°1372).
Troviamo diverse notizie nell'Enciclopedia Storico Nobiliare Italiana del 1935 (V.Spreti). Grazie alla domanda di nobiltà è stata ricostruita la genealogia della famiglia, il capostipite di questa famiglia in Valle Imagna, sarebbe un Bertramo De' Valsecchi, cittadino di Bergamo nell'anno 1430, figlio di Zanni "habitator vicinae S.Andrea", da loro discesero Vanone detto Daina citato nel 1451 e tutti i Daina di Valsecca e dopo di Rota.
Sempre citata nell'Enciclopedia Storico Nobiliare:
La famiglia Daina (de' Valsecchi) <<In conformità a relazioni dei Deputati di Bergamo ottenne il diploma della cittadinanza originaria il 14 agosto 1756 (Archivio vecchio del Comune, Relazioni, 14 aprile 1756; Atti, 14 agosto 1757).
Concernendo Rota, lo scenario della storia dei Daina potrebbe cominciare con:
Cristoforo che vive a Valsecca nato circa 1570, proprietario di terreni a Rota, inscritto nel l'"Estimo" del 1610.
Suo figlio, altro Cristoforo, intorno gli anni 1630 compra un altro terreno in "contrada Rota detta alla Torre" da Andrea Rota con atto del notaio Zanucchini di Cabrignoli.
Sarà nello stesso periodo che si stabilisce a Rota, l'ultimogenito: Carlantonio. Nato alla Torre nel 1646, è il primo Daina registrato negli atti di battesimo di Rota. (Il primo decesso registrato è del 1647, il primo matrimonio del 1653)
Negli archivi parrocchiali di Rota, (circa anni 1650) il cognome è scritto "Dagna"
Si tratta di una famiglia che avrà una grande parte nella storia di Rota, intimamente legata alla famiglia "Rota della Torre". Si possono enumerare sette matrimoni tra Daina e Rota nel corso dell'600.
Nel nostro scenario, i personaggi sono i seguenti:
Cristoforo, figlio del altro, nato nel 1632, notaio, con casa alla Torre. Il suo "tabellione" riprodotto sopra la porta "C.D. 1690", lo stesso che nel 1696 si deve presentare alla Cancelleria di Bergamo per spiegare la compravendita del terreno sopraccitato, perché da diversi anni le tasse non erano state pagate. (vedere capitolo "la Torre")
Suo fratello Giovanni Battista conobbe una trista fine, fu ucciso a Rota Fuori nel 1661 "sulla porta della Chiesa".
Altro fratello:
Giovanni Maria (1625/1682), fu nonno di:
- Gio.Battista (1710/1788)
- Giacomo (1719/1748) medico, partecipò all'"ornamento della Parrocchia".
- Francesco (1716/1783) medico, parecchie volte praticò la sua arte anche negli altri paesini. L'ho trovato su numerosi atti di battesimi a Locatello. In caso di pericolo il battesimo era urgente, chi meglio del medico, sul posto, per essere padrino? Nell'inventario dei beni d'Alessandro Paglia del 1762, nei debiti si può leggere: "deve a Fr.Daina 80 lire per le medicini".
I quattro figli di Francesco:
- Gio.Battista (1741/1815) "medico fisico" a Cabertaglio, marito di Fiora M.Felice Quarenghi (sorella di Giacomo, l'architetto), sarà consigliere "anziano" all'assemblea del 17/07/1799 a Brancilione (Spett.Valle Imagna, 1799)
- Gio.Giacomo (1761/1846) "chirurgico" alla Torre, da notare la sua impressionante famiglia di 14 figli. Si può vedere la sua casa accanto la Torre con le sue iniziali sopra la porta: "G.G.D. - 1830"
- Carlantonio (1763/1793) giovane di 30 anni che: "fu ucciso"
- Francesco (1766/1852) alla Torre, nel censimento del 1803 descritto come "notaio-causilico, vive d'industria" da lui fu offerto alla Chiesa di Rota F. un ostensorio d'argento con la scritta "Daina Francesco 1805", marito di Giovanna Invernizzi di Morterone, di lui nasceranno quelli che svilupperanno l'industria della filanda a Rota. "Creato" notaio il 17 marzo 1786, praticherà poco la sua arte di notaio solo per 13 anni, rassegna i suoi archivi nel 1808 al collegio notarile di Bergamo.
Un loro cugino (figlio di Gio.Battista 1710/1788, sopraccitato) sarà l'artista della famiglia alla Torre:
- Giacomo Battista (°1747), pittore, una sua tela si trova nella Chiesa di Rota Fuori, datata 1789 con i santi: Antonio, Sebastiano e Rocco.
Dal ramo stabilito a Cabertaglio, i figli del dottor Giuseppe Francesco (°1775) e di Catterina Scola:
Francesco Giacomo Daina, nato a Rota Fuori, contrada Cabertaglio il 9 maggio 1828.
Insieme con suo fratello Giovanni Battista (nato nel 1823, medico) partecipò alla lotta risorgimentale. Presente sui colli Vicentini, ferito a Monte Sorio, riparò in Venezia, ove, dal forte di Malghera, sostenne l'assedio, guadagnandosi il brevetto di ufficiale d'artiglieria.
Laureatosi in ingegneria presso l'università di Padova, ebbe il suo ufficio a Bergamo, partecipò ai lavori di costruzione delle Ferrovie Lombarde e del viadotto di Palazzolo sull'Oglio, fu direttore della ferrovia Torino-Savona. Nel 1859 il ministro del commercio concesse all'ingegnere F.Daina <<il privilegio esclusivo con segreto per due anni, per un nuovo metodo da lui ideato di condensare il vapore nella caldaia>>.
Farà nel 1870 una <<Proposta del biglietto ipotecario>> allo scopo di procurare allo Stato un introito annuo di 50 milioni. Risulta citato nel 1888 nelle principali aziende meccaniche della provincia nei lavori per setificio. Nel 1889 inventò un <<innovativo modello di attacabava automatico>>.
Morì a Bergamo nel 1901, lasciando un patrimonio "utile"di lire 370917.
Fonte: Arch.S.Berg."Camera di Commercio" b.234, 236 - B.C.M."Dario della città e provincia di Bergamo, 1902" e stampa:"Proposta del biglietto ipotecario" Berg.Bolis 1870 - "Storia Economica e Sociale di Bergamo".
Sua sorella:
Felicita, si sposa nel 1837 con il dottor Giuseppe Barbieri.
(127 persone censite a RF prima del 1878, non completo)
Giovanni Daina "De' Valsecchi" (1873/1938), nato a Savona, figlio di Francesco Giacomo (1828/1901, sopracitato).
Avvocato, Cavaliere, nel 1923 sarà lui a fare la domanda per ottenere la nobiltà e per aggiungere al cognome Daina quello di "de Valsecchi", sposato il 16 luglio 1904 con Enrichetta dei Conti Lupi. Ottenne il titolo di Nobile nel 1927, la famiglia risulta iscritta nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana nel 1933. Vive a Villa di Celinate, sindaco di Scanzorosciate dal 1914 al 1924.
Nell' Accademia Carrara a Bergamo si trova un ritratto di Bertrama Daina de' Valsecchi dipinto da Ghislandi Vittore Giuseppe, detto Fra' Galgario, datato tra 1730/1735, legato nel 1977 da Franco Daina de' Valsecchi (Nato a Bergamo, il 28 febbraio 1906, dottor, figlio di Giovanni sopracitato)
Dal 1600 fino al 1900 non ho mai letto il cognome "De' Valsecchi" circa la famiglia Daina di Rota, negli archivi parrocchiali, e neanche in altri archivi.
Cognomi: A.B.C. - E.F.G. - I - L - M - P - Q - R - S.T.V.Z - Diverse