Giglio bianco corse nella sua stanza, prendendo la sua katana, e se la attaccò alla vita, bloccandola con la cintura del suo judogi contro il fianco. Uscì dalla stanza e incominciò a cercare i giovani. Ora capiva perché Yendo Ikkyu l'avesse fatta andare dal signore: così poteva strappare tranquillamente i fiori delle sue piccole amiche e ora lo detestava per ciò che aveva fatto. Spalancò la porta e Yendo Ikkyu l'accolse calorosamente, ma la ragazza estrasse la katana, puntandola contro il maestro. - Che fine hanno fatto i giovani che erano con lei?- - Chi? Kagome, Sango, Shippo, Miroku e Kirara?- - Sto parlando degli amici di Inuyasha, non so quali siano tutti i loro nomi.- - Ah, allora sono loro, si trovano nella sala degli ospiti.- "COSA? PROPRIO COME DICEVA DRIADE BIANCA!"- Tornerò da te.- disse, invece, mettendo la katana nel suo fodero e andandosene. "Sala degli ospiti... uomini che sono entrati prima... le mie amiche al corso rosso... il ragionamento fila... COME VORREI SBAGLIARMI QUALCHE VOLTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!" pensò la ragazza. Inuyasha la raggiunse nel giardino. - Dove sono?- le chiese. - Nella sala degli ospiti.- - Dannazione.- La ragazza guidò l'hanyou nella sala e spalancò la porta. Lì, gli amici di Inuyasha dormivano beatamente. La ragazza annusò l'aria. - Ma... questo è... PRESTO! DOBBIAMO PORTARLI FUORI!- esclamò la ragazza, gettandosi dentro e incominciando a portare fuori le persone. Inuyasha l'aiutò, non capendo il motivo della sua preoccupazione. In breve tempo portarono fuori tutti e la casupola prese fuoco. Giglio bianco tastò il polso di Kagome. - Sì, è viva, siamo arrivati in tempo, non moriranno.- - Perché?- - C'era il fumo di un fiore che porta alla morte, in una settimana guariranno.- - GIGLIO BIANCO!- urlarono quattro voci femminili. Entrambi si voltarono e videro le quattro compagne di Giglio bianco legate accanto a Yendo Ikkyu che aveva in mano il giglio della ragazza. - Lasciale andare!- ordinò la ragazza, scattando in piedi.- Sono solo delle bambine!- - Non sono mica scemo, mia cara Giglio bianco.- rispose l'uomo, girando il giglio tra le dita.- So che se le lascerei andare, come minimo, mi troverei addosso gli uomini del villaggio e tu, senza questo fiore, non andresti molto lontano.- - Maledetto.- sibilò la ragazza, portando una mano alla katana. - NO! NON FARLO, GIGLIO BIANCO!- urlarono le sue quattro amiche. "Su questo fiore sento il suo odio verso di me e il suo affetto verso le sue compagne di corso." pensò Yendo Ikkyu. "Devo stare molto attento a quella katana, anche se non sa come usarla."- Colpiscimi, se ci riesci!- rise. "Non ce la farà mai!" La ragazza estrasse la katana dal fodero, puntandola verso l'uomo. "Amiche mie, vi salverò." A quel punto avvenne il miracolo. Dalla base della lama partì una fiamma bianca-dorata fino alla punta, la lama s'ispessì, ingrandendosi, mentre l'impugnatura rimaneva identica. La ragazza si stupì sia per quello che era successo alla sua katana sia perché, sebbene fosse grande, non pesava molto. "Ce l'ha fatta." "Ma... cos'è successo?" - Ce l'hai fatta, Giglio bianco!- - Eh?- - Ora uccidimi.- - Ti farò solo desiderare di non essere morto.- La ragazza maneggiò la spada, girandola tra le mani, e, improvvisamente, Yendo Ikkyu si trovò le braccia ferite. "Sono stata io?" si chiese la ragazza, guardando con aria interrogativa l'hanyou che non aveva toccato la katana che aveva al fianco. Lui le fece cenno di sì, era stata lei a colpirlo involontariamente. - Sei brava anche se non sai usarla, Giglio bianco.- - Lascia andare le mie amiche.- - Sicura?- disse, con una mano su un petalo del giglio.