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bandiera italiana

MEMORIA

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Antonio Ingroia: la lotta alla mafia oggi.

"La questione mafia è andata in coda all'agenda delle priorità nazionali. Oggi noi sappiamo su Cosa Nostra meno di quanto non sapessimo cinque o sei anni fa"

Su ] Delitti della Mafia ] Libero Grassi e Tano Grasso ] Cosa Nostra: le regole della mafia siciliana ] Falcone: vi spiego cos'è la mafia ] Boss mafiosi ] Il boss Totò Riina ] La Magistratura e la mafia ] [ Ingroia: la lotta alla mafia oggi ] Gladio in Sicilia ] De Gennaro: un grande poliziotto ]

Il sostituto procuratore di Palermo Antonio Ingroia è considerato uno degli allievi di Paolo Borsellino. E' anche autore, con Giancarlo Caselli, di un libro in cui si lamenta e si spiega la caduta di tensione nella lotta alla mafia.
Intervistato da Lamberto Sposini è tornato sull'argomento. Qui potrete leggere la trascrizione di parte di questa sua recente intervista trasmessa il 24 marzo 2001 da "Terra" settimanale di approfondimento del tg5.

Il sostituto procuratore di Palermo Antonio Ingroia

Oggi secondo il magistrato Ingroia c'è un abbassamento di tensione nella lotta alla mafia?

Beh, non....non da oggi, ma da qualche anno, purtroppo.

L'allontanarsi del....dal momento emozionale del dopo stragi, l'allentamento della strategia d'attacco di Cosa Nostra ha fatto illudere probabilmente che il problema mafia fosse stato risolto con la cattura di Riina, Bagarella, Santapaola, insomma tutti i più famosi boss. Ce n'è ancora qualcuno non meno famoso e non meno pericoloso ancora in giro.

Ecco, in quel momento la questione mafia è diventata sempre....ritenuta sempre meno importante a livello nazionale, è andata in coda all'agenda delle priorità nazionali, mentre prima era in testa. La legislazione antimafia è diventata meno efficace, gli strumenti a disposizione dei magistrati e delle forze dell'ordine sono oggi meno efficienti. Nonostante ciò e forse direi che questo ancora a maggior merito delle forze dell'ordine, nonostante ciò si sono realizzati  risultati importantissimi fino a qualche mese fa soprattutto sul fronte della cattura dei latitanti.

Ma oggi noi sappiamo su Cosa Nostra meno di quanto non sapessimo cinque o sei anni fa, e questo certo non è un bilancio positivo sotto questo profilo.

Sempre secondo il magistrato Ingroia, come si caratterizza oggi il rapporto mafia-politica?

Ecco, è un corollario di quanto le ho detto prima, noi sappiamo un po' meno di quello che Cosa Nostra fa e quindi sappiamo meno anche su questo fronte.

Sappiamo però, andiamo un po' per approssimazione, in primo luogo che Cosa Nostra non può fare a meno di un rapporto con la società esterna e quindi anche con il mondo della politica.

In secondo luogo che Cosa Nostra ha adottato negli ultimi anni una strategia più morbida diciamo, rinunciando appunto alle stragi, agli attacchi diretti allo Stato, e in questa strategia più morbida, questa strategia più morbida significa anche meno contrapposizione più ricerca di contrattazione per una tregua, la mafia da una parte lo stato dall'altra, e in questa tregua possono passare anche patti inconfessabili.

Ma questa fase diciamo così più morbida, è ricorrente però nella storia della mafia.

Sì, non è niente di nuovo, la mafia è un fenomeno come sappiamo con una storia secolare alle spalle, che adotta sempre, ahimè spesso pagante, una strategia  ad ondate e quindi momenti di attacco quando vuole magari ricontrattare i rapporti di forza, momenti poi di tregua.

Niente di nuovo da parte della mafia, è grave che anche però da parte dello Stato da parte della politica  invece che mantenere continuità nell'azione contro la mafia, ci si adegui ai cicli della mafia. Quindi massima reazione quando la mafia mette le bombe, ma una sorta direi di ritirata, di tregua quando la mafia decide di adottare la tregua.

Grazie.

Grazie a lei.