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Leone Caetani













Leone Caetani nasce a Roma il 12 settembre 1869. E' il primogenito del principe Onorato di Teano, poi Duca di Sermoneta, e di Ada Bootle Wilbraham. Si laurea nel 1892 in Storia all'Università La Sapienza di Roma, con una tesi su "Paolo Alaleone de Branca, maestro delle cerimonie pontificie". Sin da studente nutre una grande passione per il mondo musulmano, tanto da volere imparare le lingue araba, turca e persiana. Studioso di fama internazionale, viaggia molto tra il 1888 e il 1894 per i paesi dell'Africa mediterranea e dell'Asia. E' tra i protagonisti della svolta della storiografia orientalistica, promuovendo studi più attenti ai caratteri originari dell'impero islamico, piuttosto che alla polemica ideologico e religiosa. In tal senso matura il disegno di una grandiosa opera analitica, dedicata alla storia dell'Islam. Nel 1905 esce il primo volume degli Annali dell'Islam, la cui realizzazione è esclusiva opera sua. In seguito egli si avvale delle collaborazioni di altri studiosi, tra cui M. Guidi, G. Levi Della Vida, G. Gabrieli. I successivi nove volumi degli Annali escono a Milano e a Roma tra il 1907 e il 1926, sebbene siano tutti realizzati prima del 1915. Nel 1901 Leone Caetani sposa Vittoria Colonna, ma la loro unione entra presto in crisi per diversità di mentalità e di interessi. Nei primi anni del Novecento il principe si impegna anche politicamente e viene eletto deputato in Parlamento. Le sue posizioni sono radicali e anticlericali e tra il 1911 e il 1912 è con Salvemini all'opposizione, contro la spedizione italiana in Libia e per il progetto di riforma del sistema elettorale in senso proporzionale. Diventa socio corrispondente dei Lincei nel 1911 e nazionale dal 1919. Partecipa come volontario alla prima guerra mondiale. Antifascista, decide di emigrare in Canada nel 1927 con la sua nuova compagna e la loro piccola figlia, Sveva. Prima di espatriare, per preservare al meglio il prezioso patrimonio scientifico e culturale da lui raccolto e collezionato, sin dal 1924 promuove l'istituzione, presso l'Accademia dei Lincei, della "Fondazione Caetani per gli studi musulmani". Nel Vernon, in Canada, acquista un'azienda agricola, dopo aver venduto il suo patrimonio terriero in Italia, per trascorrervi l'ultimo decennio della sua vita in solitaria meditazione, trascorrendo il tempo in attività soprattutto agresti, come ben racconta lui stesso in una celebre lettera al suo amico Giorgio Levi Della Vida. Unico suo grande conforto è la presenza oltre che della compagna, della figlia, da lui legittimata. Il regime fascista, nell'aprile del 1935 gli toglie la cittadinanza italiana e ciò comporta anche la sua decadenza da socio dei Lincei. Nel Natale dello stesso anno, Leone Caetani muore a Vancouver. Non va dimenticato che Leone Caetani faceva parte dell'Ordine Osirideo Egizio presso il circolo di Roma.

Giuseppe Gabrieli ha ricostruito i viaggi compiuti da Leone Caetani in Africa e in Asia. Così egli ne scrive nel saggio La Fondazione Caetani per gli studi musulmani, R. Accademia Nazionale dei Lincei 1926: "Avendo appreso, con suo studio diretto e quasi senza maestro, varie lingue orientali (il persiano, l'arabo, il turco), don Leone ha voluto studiar l'Oriente da vicino oltre che sui libri, ed ha perciò compiuto di predilezione lunghi viaggi nei paesi musulmani, oltre che nel resto del mondo (Russia, Norvegia, Montagne Rocciose, Canadà, ecc.). Questi viaggi in paese musulmano menzioniamo qui brevemente, per il loro rapporto con la fondazione. Il primo fu a diciott'anni, nell'inverno del 1888-1889, spingendosi in Egitto sino alla seconda Cateratta; poi con una propria carovana allestita da lui, non ancora ventenne, attraversò i deserti del Sinai (per wadi Feiran e il convento di Santa Caterina) - visitando nell'andata o nel ritorno, in Asia e in Europa, Smirne, Costantinopoli e la Grecia. Il secondo viaggio fu compiuto nell'autunno del 1889, ad Algeri e Tunisi; Dove egli tornò l'anno appresso, percorrendo da solo con due musulmani berberi l'Algeria da Orano a Tlemsen, quindi il Sahara algerino fino a Biskra, Tuggurt, le Oasi dell'Erg sahariano, poi el-Suf e le Sebke algerine, toccando da ultimo Tunisi e anche Tripoli. Nel 1894, dopo breve sosta in Egitto e a Gerusalemme, D. Leone percorse con una sua carovana e senza dragomanno la Palestina sino a Damasco; poi con un gruppo di mulattieri persiani si spinse da Palmira, Der ez-Zor sull'Eufrate, in Mesopotamia; visitò i Yazidi tra i monti di Singiar, Mossul, le due città sante degli Sciiti (en-Nagiaf e Karbalà), Baghdad, Kirmanshah, Hamadan, Ispahan, dove strinse amicizia con il celebre principe persiano Zill el-sultan; quindi per Teheran, e attraversata tutta la Russia, rientrò in Italia. Un quindo viaggio il Caetani compì nell'inverno del 1899-1900, quando passò sei mesi in India, visitando i centri principali del paese musulmano, e alternando lo studio dei monumenti e dei luoghi con la caccia alle tigri nelle contrade più selvagge di quelle regioni. Finalmente nel febbraio-marzo del 1908 egli tornò per alcune settimane in Egitto e poi in Palestina ed in Siria, per visitare e studiare direttamente e da vicino i campi di battaglia (Misr, Agnadayn, Yarmuk, Damasco) delle prime conquiste arabe fuori d'Arabia.







Vernonmuseum
Le Foto dei Viaggi
Wikipedia






Michelangelo Caetani





 

Le Tavole di Michelangelo Caetani




 

 

 

 

 

Ersilia Caetani Lovatelli

 

 

 

Ersilia Caetani Lovatelli (Roma, 12 ottobre 1840 – Roma, 22 dicembre 1925) è stata un'accademica italiana, annoverata per essere stata la prima donna ad entrare nell' Accademia dei Lincei, nel maggio 1879.

Nata da una famiglia di nobili origini, sua madre, Callista Rzewuska, apparteneva ad una nobile famiglia polacca, mentre il padre, Michelangelo Caetani, godeva del titolo di principe di Teano e duca di Sermoneta, ed era stato ministro pontificio nel 1848 e nel 1870.

La famiglia era di idee piuttosto progressiste se confrontate con lo standard di immobilismo che serpeggiava nell'aristocrazia romana, per cui la giovane Ersilia godette di un'ottima istruzione, nonostante per l'epoca fosse considerato estremamente sconventiente che una donna potesse conseguire una cultura superiore a quella necessaria per una convenzionale conversazione. Nonostante non fosse possibile per Ersilia accedere agli studi superiori e universitari per i costumi del tempo, tuttavia sua madre, morta quando ella aveva solo due anni, le trasmise la sua passione per le lettere classiche ed il mondo antico, mentre il padre, le infuse l'amore per i classici italiani, di cui era profondo conoscitore, avendo scritto anche una celebre serie di saggi danteschi, oltre che una certa propensione politica tendente al liberalismo, di cui fu un fervente esponente nel mondo romano post-unitario. Ersilia venne educata in casa ed ebbe come istitutore un amico paterno, Ignazio Guidi. Dietro la guida di quest'ultimo Ersilia Caetani alimentò la sua propensione per la storia antica, soprattutto del mondo romano, imparando la lingua latina, quella lingua greca ed addirittura il sanscrito.

Quando non aveva nemmeno vent'anni, Ersilia sposò nel 1859 Giacomo Lovatelli, discendente di una delle famiglie patrizie più importanti ed antiche del Ravennate. In quegli stessi anni iniziò attivamente ad interessarsi a studi di carattere archeologico, entrando in contatto con le figure più eminenti della ricerca archeologica romana e pubblicando a trentotto anni il suo primo saggio dal titolo La iscrizione di Crescente, auriga circense sul Bullettino Archeologico Comunale nel 1878, che riscosse gli apprezzamenti di studiosi come Rodolfo Lanciani e Giovanni Battista de Rossi.

Nel 1864 fu nominata membro onorario dell' Istituto di Corrispondenza Archeologica di Roma, e nel 1879 divenne membro dell'Accademia dei Lincei, diventando la prima donna a solcare le soglie di questa storica istituzione. Tra gli altri titoli accademici, c'è la nomina a membro onorario dell' Imperiale Istituto Archeologico Germanico e la laurea honoris causae dell'Università di Halle.

Dopo la morte del marito nel 1879, Ersilia Lovatelli fu spinta ad approfondire e intensificare ulteriormente le sue ricerche, aprendo il suo salotto a numerosi letterati e studiosi del tempo presso il Palazzo Lovatelli, tra i quali Gabriele D'Annunzio e Giosuè Carducci.

Dal 1876 la Lovatelli iniziò una lunga e intensa relazione epistolare con il filologo e papirologo Domenico Comparetti, e con lo studioso Franz Cumont, già stretto amico di suo marito.

 

 

Bibliografia

AA.VV., Archeologia al femminile. Il cammino delle donne nella disciplina archeologica attraverso le figure di otto archeologhe classiche vissute dalla metà dell’Ottocento ad oggi, Roma, L’Erma di Bretschneider, 2004.
P. Ghione, Il salotto di Ersilia Caetani Lovatelli a Roma, Venezia, 2004, pp.487-508.
G. Marchetti Ferrante , Ersilia Caetani Lovatelli e il suo tempo, in «Nuova antologia», CCCXXIII, 1926, pp. 220-231.
F. P. Giordani, Nel ricordo di E. Lovatelli, «Strenna dei romanisti», vol. XIII, 1952, pp. 167-170.
G. Pasquali , Storia dello spirito tedesco nella memoria d’un contemporaneo, Firenze, 1953, pp. 120-137.
D. Farini, Diario di fine secolo, Roma 1962, p. 937.
G. Levi Della Vida, Fantasmi ritrovati, Venezia 1966.
Allegra Alacevich, Ersilia Caetani Lovatelli, archeologa bonne vivante alla scoperta dei misteri di Roma, in “La Civetta”, anno X, n°4, agosto-settembre 2005, p. 2.
AA.VV., Salotti e ruolo femminile in Italia, Padova, 2004.

 

 

http://www.lincei-celebrazioni.it/iersilia_caetani.html

http://scienzaa2voci.unibo.it/scheda.asp?scheda_id=71

http://www.brown.edu/Research/Breaking_Ground/bios/Lovatelli_Ersilia.pdf

Archeologia al Femminile

 

 




Sveva Caetani





"RECAPITULATION"
A Journey by
Sveva Caetani
Edited and Published by
Heidi Thompson

 


www.heidithompson.ca/book.htm













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