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Fattori Chiave Dell' Osteointegrazione 

 

  • MATERIALE CHE COSTITUISCE L' IMPIANTO. Studi hanno dimostrato che il TITANIO, sopratutto se di grado 4, sia alla base di una buona biocompatibilità con l' organismo, e di conseguenza con l' integrazione ossea. Gli elementi implantari devono essere completamente sterili e conservati in appositi contenitori.
  • FORMA DEGLI  IMPIANTI. La forma più ideale è quella a vite, che trasmette e distribuisce attraverso la spirale i carichi masticatori e permette una migliore ritenzione dell' impianto. Inoltre tra l' impianto e l' osso non deve esserci alcuno spazio che possa favorire la formazione di tessuto connettivo tale da generare l'insorgere di complicazioni.
  • TEMPERATURA DI LAVORO. Le fasi di perforazione generano calore per attrito, una temperatura elevata danneggerebbe le cellule ossee compromettendo l'osteointegrazione. Tale temperatura non dovrebbe superare i 43°C, pertanto l'operazione è eseguita ad una velocità tale da non superare le 2000 rpm con l' ausilio di una soluzione fisiologica. 
  • MOMENTO E MODO DI CARICARE GLI IMPIANTI. Durante l' OSTEOINTEGRAZIONE gli impianti necessitano di un periodo durante il quale non devono essere in alcun modo sollecitati ( circa sei mesi per il mascellare e quattro per la mandibola), qualora questo avvenisse si formerebbe tessuto fibroso che comprometterebbe la stabilità dell' impianto.

 La guarigione inizia nella settimana successiva all' intervento e trascorso il tempo necessario all' osteointegrazione, si può iniziare il  carico protesico, prima con una protesi parziale sotto-occlusa, ed il paziente dovrebbe astenersi dal consumo di cibi solidi, poi portare per gradi il giusto contatto occlusale e contemporaneamente far assumere al paziente cibi sempre più duri, fino ad arrivare alla condizione ottimale per procedere alla protesizzazione definitiva.