IL SITO DEL MISTERO



Brividi di Primavera

di Nicoletta Travaglini

L'Abruzzo è una terra pregna di leggende, di cupi misteri e di, miti che affondano le loro radici nella notte dei tempi, come la leggenda di Maja, la grande Madre.

Maja, da qui il nome Majella, era una guerriera che si arrampicò in montagna per salvare il figlio, ma questa era innevata e così ella non poté raccogliere le erbe necessarie a curare il figlio, che morì di lì a poco. Se si guarda bene il profilo della Majella, la grande madre come la si chiama in Abruzzo, si ha l'impressione di vedere una donna con un bambino grembo. Il mito della Majella è stato reso celebre anche da Gabriele D'Annunzio. Molte delle novelle del grande vate, infatti, furono ambientate in questi luoghi.

Un'altra leggenda narra che, al tempo dei tempi, in una grotta ai piedi della montagna, vivevano le fate, le quali dispensavano, a seconda dei casi, doni o punizioni. Queste donne, dotate di poteri sovrannaturali, come vuole la tradizione, volavano dalla loro grotta su tutti i paesini nei pressi della Majella, tra cui anche Roccascalegna. Un brutto giorno, però, esse fecero adirare gli dei e questi le punirono, facendo franare il ventre della montagna e le fate furono costrette a lasciare la loro grotta e vagare senza meta per il mondo fino alla notte dei tempi. L'Abruzzo è costituito da un crogiolo di tradizioni, miti, leggende e fatti inspiegabili e per ogni paese che compone questa regione, queste cambiano. Roccascalegna è, infatti, uno dei tanti minuscoli paesi che compongono l'Abruzzo.

Roccascalegna, è un ridente paese dell'entroterra del chietino, di probabili origini medioevali.

La leggenda che contraddistingue Roccascalegna, è quella del Barone Corvo de Corvis, che fu accoltellato da un uomo travestito da donna. La mano dell'omicida fu armata dalla disperazione dell'applicazione della legge dello Jus Primae Noctis.

Nelle vicinanze del castello vi è ubicata la chiesa di San Pietro, nei cui sotterranei, venivano gettati i corpi dei moribondi e dei morti in una sorta di fossa comune.

Si narra che ai primi di Novembre, in questa chiesa, si svolge una strana processione di incappucciati che recano una fiaccola votiva tra le mani. Forse la tradizione vuole che queste siano le anime dei defunti che sfilano in processione per cercare un po' di conforto.

Altro luogo oscuro e cupo è: "Il Cimitero degli Appestati" ove si possono incontrare strane entità e si possono udire urla strazianti, che lacerano il silenzio delle lunghe notti invernali.

Un altro posto maledetto è un bosco che si trova ai confini tra Roccascalegna e Bomba. Al limitare di questo bosco vi sorgono i ruderi di una casa che soggiace ad uno strano maleficio: essa rimane in piedi solo per pochi anni per poi ricadere all'improvviso. Si sussurra che le sue fondamenta siano state costruite con le pietre di un'antica abbazia.

Nelle vicinanze del bosco all'ombra di una frondosa quercia, pare vi sia sepolto un tesoro demoniaco, poiché, lo si può trovare solo se un fantasma ve ne indichi la precisa ubicazione, dopo avrevi accompagnato in questi luoghi. E' ovvio che, il tesoro, lo si può scavare solo a mezzanotte e bisogna che si sia da soli in compagnia del fantasma.

Molto diffuse sono, anche, le storie e le leggende relative alla stregoneria, anche se nell'archivi, da me consultati non esistono documenti concernenti i processi per stregoneria.

Non era raro, per esempio, che se un nostro avo, agli inizi del Novecento, vedeva una luce o qualcosa che luccicava si affrettasse a piantare un coltello o qualcosa di puntuto nel terreno, per neutralizzare il potere di ciò che pensava fosse uno stregone o entità simili, poiché, essi erano pervasi da una sorta di sacro terrore nei confronti di queste figure o entità sovrannaturali ed incontrollabili.

Si narra che nel secolo scorso, una bambina venne rapita dalle streghe, affinché diventasse una di loro. Ella venne portata in uno bosco al limitare del territorio di Roccascalegna dove si consumavano macabri rituali all'ombra di grandi querce. Fortunatamente, mentre queste trasportavano in volo la bimba impaurita, incontrarono suo padre che cominciò a inveire contro di loro. Le streghe, spaventate dall'inatteso incontro, lasciarono cadere la bimba, che portata in chiesa fu fatta benedire.

Alla fine dell'ottocento, un uomo stava lavorando nei campi all'imbrunire quando notò una luce che si avvicinava, allora il contadino spaventato ficco un coltello nel terreno e improvvisamente gli apparse un uomo vestito di nero che lo scongiurava di liberarlo. Il contadino acconsentì di togliere il coltello dal terreno a patto di lasciare in pace la sua famiglia fino alla settima generazione.

È errato, comunque, pensare che credere al potere degli stregoni sia cosa del passato poiché ancora oggi questa credenza è molto forte. Nell'alto vastese, per esempio, si ricorre ai malefici per distruggere la vita e il lavoro altrui.

Una signora vedeva i suoi affari retrocede dopo un periodo di relativo benessere e quando la donna si rivolse a uno di queste persone queste le dissero che era sotto effetto di un maleficio. La donna, allora, chiese di essere protetta ed improvvisamente l'attività ricominciò a rifiorire.

Agli inizi del Novecento una famiglia di origine di Roccascalegna viveva in America. Questa bella famigliola aveva un alto tenore di vita ma, all'improvviso, una parente, che probabilmente era invidiosa di loro, e che, presumibilmente faceva uso anche di pratiche magiche, gli scrisse di tornare in Italia. All'inizio queste lettere furono ignorate, ma con il passare dei mesi il capo famiglia cominciò a sentire una voglia irrefrenabile di tornare in Italia, e così, venduto tutto e licenziati i servi, questi partirono alla volta dell'Italia.

In questi casi si potrebbe parlare anche di suggestione, ma sta di fatto che, questi episodi inspiegabili, purtroppo, non sono obsoleti.



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