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NOI SIAMO...

  · Gente particolarmente sensibile allo stato di bisogno di aiuto da parte di altri esseri viventi meno fortunati o più deboli;
  · Persone che hanno trovato piacevole incontrarsi e ritrovarsi nell’ambito di un’associazione che li accomuna nello stesso modo di pensare ed agire;
  · Siamo tutti volontari e operiamo col solo sostegno della passione affinché un numero sempre maggiore di persone sia portato a conoscenza delle problematiche animali, delle soluzioni esistenti e delle leggi vigenti al riguardo.

Nel 2000 i nostri volontari si costituiscono in gruppo di lavoro la cui denominazione è “FIDO CERCA CASA” , ogni competenza concorre a realizzare il progetto comune della tutela dei diritti degli animali e degli esseri viventi in genere. Importante però era riuscire negli obiettivi che avevamo intenzione di raggiungere ed abbiamo aderito ad un’associazione animalista che desse maggior garanzie di concretezza.
Noi siamo la Sezione L.I.D.A. Alba/Bra (lega Italiana dei diritti dell’animale) www.lida.it, la nostra sede è a Pollenzo via Langhe, 23 – rif tel. 0172/478058 – 335/6594325.
La L.I.D.A., Lega Italiana dei Diritti dell’Animale, è un’associazione riconosciuta ONLUS, che si occupa della tutela e della salvaguardia dei diritti di ogni creatura vivente. La sede nazionale si trova a Torino e con varie sezioni locali, riesce a coprire tutto il territorio nazionale.

L’Associazione svolge:

· Iniziative per la formazione del cittadino in materia di tutela degli animali e benessere degli animali urbanizzati (conferenze, giornate di lavoro, pubblicità, controllo e vigilanza sul rispetto delle Leggi e dibattiti pubblici);
· Gestione, cura, sterilizzazione delle colonie feline;
· Attività svolte a migliorare la qualità di vita dei soggetti ospiti dei canili rifugio, favorendone la deambulazione ed attivandosi al fine di trovare una sistemazione alternativa al canile.

Dal 2007 il gruppo dei volontari L.i.d.a. sez Alba-Bra si divide:

alcuni, operativi solo al rifugio gretel, conservano il nome "fido cerca casa", gli altri volontari aderiscono e promuovono l’attività presso la L.i.d.a.. sez Alba-Bra con sede in Pollenzo. Il loro compito continua ad essere quello di vigilare e controllare sulla corretta gestione del canile rifugio, affinché ai cani custoditi nella struttura, VENGANO GARANTITE QUELLE NORME RELATIVE ALL’IGIENE, ALLA SANITA’ ED AL BENESSERE DEGLI ANIMALI (ART. 4 D.P.G.R. 4359). La L.i.d.a. Sez. Alba-Bra è convenzionata con il Consorzio dei Comuni CA.IN, comuni di cui parte di cani sono custoditi presso il Rifugio Gretel

Tra i volontari che aderiscono alla sez lida alba-bra ci sono una guardia zoofila della lida che è presente al Rifugio Gretel i tre pomeriggi di apertura al pubblico che rimangono: lunedì, giovedì e sabato, un operatore zoofilo che è anche presente i tre pomeriggi e gli altri volontari e operatori zoof, che si alternano nei giorni di apertura al pubblico, operatività compatibile con esigenze lavorative, presenziano comunque un giorno alla settimana, come del resto tutti gli altri volontari preposti al volontariato nel rifugio gretel. Alcuni dei volontari della Sez. L.i.d.a. Alba-Bra sono operativi da circa dieci anni e portano in passeggiata i "loro" cani custoditi nella struttura, svolgono volontariato al Rifugio Gretel con la dedizione e soprattutto continuità di sempre.

L’attività di volontariato presso L’AREA PER L’AFFIDAMENTO DI POLLENZO coinvolge un numero sempre maggiore di volontari, le problematiche sono molte e giornalmente è richiesta la presenza di almeno tre volontari. Il numero telefonico fisso permette di ricevere telefonate di utenti che chiedono consigli e risoluzioni dei problemi relativi alla convivenza con gli animali. Da questo anno i volontari L.i.d.a. Sez. Alba-Bra, saranno impegnati anche presso il Rifugio dei Roeri di Ceresole d’Alba che custodisce alcuni dei cani appartenenti ai Comuni del Ca.in. Infatti sul nostro sito avrete l’occasione di visionare le foto dei cani ospiti nelle tre strutture due delle quali private e area affidamento di Pollenzo pubblica..

Col passare degli anni possiamo infatti vantare esperienze sempre diverse, il nostro "lavoro" non si limita ad attività in canili, ma è attivo x tutti quei casi di malgoverno di animali e maltrattamenti. Le nostre volontarie sono impegnate su tutti i fronti, e soprattutto, sono chiamate ad intervenire, gratuitamente, nelle situazioni più disparate: dal monitoraggio delle colonie feline che vivono in libertà, all’intervento concreto. Quando parliamo di "soccorso concreto" ci riferiamo alle segnalazioni di gattini trovati abbandonati per strada sempre più spesso, nei cassonetti dell’immondizia, animali appena nati, gettati via come se fossero inerti rifiuti. La nostra soluzione, considerato l’impegno che abbiamo assunto aderendo alla L.i.d.a., non può essere altra che occuparci di salvare in tutti i modi questi gattini appena nati. Infatti sul nostro sito troverete anche una pagina dedicata all’adozione dei gatti che abbiamo salvato e che cercano una famiglia che possa prendersi cura di loro. Le nostre linee guida sono quelle statutarie della L.i.d.a. Nazionale.

Volontari L.I.D.A. sez. Alba-Bra

 

 

 

 

 

Comportamentalista.

Siamo lieti di annunciare che a partire da marzo 2008 l'Area Affidamento di Pollenzo potrà contare sulla preziosa collaborazione di un comportamentalista, il quale si occuperà principalmente del recupero psicologico e caratteriale dei cosiddetti "cani difficili", quelli cioè che a causa di un passato segnato da eventi particolarmente duri, si dimostrano aggressivi, eccessivamente timidi o impauriti.

Il nostro collaboratore sarà inoltre a disposizione di chiunque abbia adottato un cane in canile e necessiti dell'aiuto di un esperto per comprendere al meglio il comportamento del proprio amico a quattro zampe.

 

HUGGY PET ACSD (finalità)

STATUTO HUGGY PET ACSD

CURRICULUM GIUSY D ANGELO

 

 

HUGGY PET ACSD

Affiliato AICS

VIA ALMESE 34

10091 ALPIGNANO (TO)

C.F. 95599070018

 

Finalità dell’associazione:

1. ) L'Associazione ha carattere nazionale e persegue i seguenti scopi e svolge la propria attività nei seguenti settori:
a)  Istituire corsi di formazione CINOTECNICA per istruttori,conduttori ed educatori del cane,scuole di addestramento fondate sulle conoscenze di etologia canina e sui metodi di addestramento gentile del cane impiegato a svolgere servizi sociali e in particolare impiegato in protezione civile, nell’assistenza ai portatori di handicap e in pet therapy;
b) istituire servizi di protezione civile con binomi cani-conduttori addestrati allo scopo(ricerca su macerie,ricerca dispersi,salvataggio nautico )
c) promuovere la cultura cinofila attraverso la divulgazione delle conoscenze di etologia canina e delle moderne tecniche di addestramento gentile in collaborazione con forze sociali e nelle scuole con i Provveditorati e con le Amministrazioni in genere.
d) Organizzare manifestazioni cinotecniche e cinofile in genere di vario tipo volte a far conoscere le moderne tecniche di collaborazione e comunicazione fra l’uomo e il cane e l’utilizzo del cane in protezione civile e nella assistenza ai soggetti portatori di handicap,negli anziani e negli emarginati in genere.
e) Realizzazione di varie attività sociali con cani (introduzione di cani addestrati in comunità chiuse ospitanti carcerati, anziani , portatori di handicap ) e di attività ludico –riabilitative con cani e conduttori specializzati
f) Realizzazione di tutte quelle iniziative che il Consiglio Direttivo riterrà opportuno al fine di procacciarsi i mezzi per la sovvenzione degli scopi sociali.(manifestazioni di beneficenza, vendita di gadget , etc. )

g) Promuovere lo studio e la ricerca su comportamento animale con particolare riguardo agli animali di compagnia, anche in collaborazione con Enti Pubblici o privati;
h) riunire, in qualità di soci ordinari, tutti coloro che svolgono l’attività professionale di comportamentalista, siano essi medici veterinari che si occupano di medicina comportamentale o professionisti che si occupano di rieducazione comportamentale. I soci ordinari saranno ammessi sulla base di titoli di studio, pubblicazioni e comprovata attività professionale nel settore. A questo fine l’Associazione potrà aderire ad organismi di carattere internazionale.
i) approfondire e diffondere le attività terapeutiche e ludiche assistite da animali, in particolar modo dai cani.
l) promuovere e realizzare corsi, conferenze, convegni, tavole rotonde, seminari, congressi, ed altre attività di promozione nel campo di interesse dell'Associazione, sia di carattere scientifico sia divulgativo;
m) promuovere e realizzare attività divulgative utili per l'informazione sulle attività sociali e per la diffusione di lavori scientifici.

n). corsi, seminari, e incontri di vario genere aperte al pubblico al fine di promuovere e divulgare la cultura cinofila e anche civica e in particolare raduni ed eventi di sport cinofili in genere, favorendo la partecipazione attiva dei cittadini alla vita sportiva e ricreativa.

o)attività complementari, quali percorsi educativi naturalistici e urbani.

p). l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche, compresa l’attività didattica per l’avvio, l’aggiornamento e il perfezionamento nelle attività cinofile sportive, svolte con gioia, con creatività e in un ambiente sereno tese al miglioramento degli stili di vita, della condizione fisica e psichica nonché  delle relazioni sociali; in particolare che permettano di aumentare la relazione positiva tra cane e padrone e le loro famiglie.

q). qualsiasi altra attività idonea al conseguimento delle finalità istituzionali del sodalizio

L’organizzazione si costituisce centro permanente di vita associativa rivolto al mondo dei cinofili di ogni genere.
2. L’organizzazione ha durata illimitata e non ha fini di lucro; essa potrà istituire proprie succursali nell’ambito della Regione Piemonte e del territorio nazionale.

 

Con l’Attività, la Terapia e l’Educazione Assistita dall’Animale si può:    

• Migliorare e/o incrementare l’interazione verbale e l’elaborazione del linguaggio
• Migliorare e/o incrementare l’attenzione e la concentrazione
• Aumentare l’autostima, la fiducia e la sicurezza in se stessi
• Ridurre l’ansia e solitudine
• Ridurre la solitudine aumentando la socializzazione
• Aiutare a sviluppare capacità ludico/ricreative
• Migliorare concetti cognitivi (ad es. forma e colore, abilità organizzativa, attenzione verso     un compito, capacità di risolvere problemi,
   riconoscere ed effettuare sequenze)
• Migliorare la memoria a breve e lungo termine
• Aiutare al movimento fisico a misura delle possibilità del disabile
• Aiutare a conoscere e a migliorare la propria immagine dinamica
• Aiutare ad individuare i segnali non verbali nella comunicazione
• Offrire un senso di protezione e quello di un legame di dipendenza e di cura
• Aiutare ad apprendere ed interiorizzare il senso di responsabilità
• Fungere da valvola di sfogo emotivo
• Migliorare nel ricordare e nel riconoscere
• Migliorare l’orientamento nello spazio e l’organizzazione dello stesso
• Aumentare le capacità fisiche e motorie

l’Attività, la Terapia e l’Educazione Assistita dall’Animale sono consigliabili:

·        Isolamento, solitudine e malinconia, situazione in cui gli affetti sono del tutto assenti o semplicemente carenti, depressione (casa di riposo,situazioni sociali di disagio, prigioni, riformatori ecc…)

·        Inibizioni, fobie sociali, difficoltà relazionali e di comunicazione e laddove serve un “lubrificante sociale” che faciliti la conversazione, il gioco l’allegria

·        Stress,conflittualità,comportamenti violenti, per il suo effetto di ammortizzatore sociale

·        Malattie neurologiche ( morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, scleroso multipla, demenza, paralisi cerebrale, ictus ecc….)

·        Disordini dello sviluppo (sindrome di Down,autismo,ecc..)

·        Patologie cardiovascolari

·        Disturbi psichiatrici 

 l’Attività, la Terapia e l’Educazione Assistita dall’Animale non sono consigliabili:

• nel caso di persone non in grado di prendersi cura di altri esseri viventi a causa delle loro condizioni psicofisiche
• quando la presenza di animali induce la competizione all’interno di un gruppo
• quando gli utenti tendono a comportarsi in modo molto possessivo nei confronti dell’animale
• per persone con ferite aperte o affette da deficit del sistema immunitario
• per persone con disturbi psichiatrici che li porta ad essere violenti
• nel caso di fobie specifiche nei confronti degli animali
• in caso di ipocondria
• in caso di allergie

OBIETTIVI della PET THERAPY

 finalizzata al miglioramento delle condizioni fisiche, sociali ed emotive delle persone a cui sono dirette. Non si propone come metodo unico, infallibile, né in sostituzione di altre forme di terapia, bensì in affiancamento ad esse.
La prescrizione, la progettazione e l’attuazione di un simile intervento richiede la presenza di una équipe multidisciplinare, a seconda del paziente e della patologia da trattare.
Tale intervento, infatti, non è adatto per ogni persona e per tutte le patologie.
In generale, si devono tenere presenti non solo le aspettative, la personalità e la patologia del paziente, ma anche le naturali propensioni dell’operatore e dell’animale.
A seconda degli ambienti con livelli, più o meno elevati, di attività, interazione e distrazione, si avrà a che fare con situazioni che potranno indurre maggiori o minori livelli di stress.

Gli obiettivi possono essere di vario tipo:
•  fisici: miglioramento di abilità motorie, su sedia a rotelle e delle condizioni di equilibrio;
di salute mentale: incremento delle interazioni verbali, delle capacità di attenzione, delle abilità ricreative, dell’autostima, riduzione   dell’ansia e del vissuto di solitudine;
educativi: ampliamento del vocabolario, potenziamento della memoria a breve e a lungo termine
motivazionali: stimolazione attività di gruppo

”Meccanismi d'Azione ”

I meccanismi fondamentali d’azione dell’intervento sono:

  • il rapporto uomo-animale affettivo ed emozionale, in grado di arrecare non solo benefici emotivi e psicologici, ma anche fisici, quali l’abbassamento della pressione sanguigna, ed il rallentamento del battito cardiaco;
  • la comunicazione uomo-animale, che si basa su una forma di linguaggio molto semplice, cadenzata, con ripetizioni frequenti, tono crescente e interrogativo, simile  a quello che le madri utilizzano con i loro bambini e che produce un effetto rassicurante, in chi parla, e in chi ascolta. Inoltre, data l’incapacità dell’animale di valutare-correggere-contraddire le affermazioni dell’uomo, la comunicazione che deriva tende ad essere più spontanea e meno vincolata al timore di essere giudicati, quindi, meno stressante. Questo non escude, tuttavia, che la relazione uomo-animale non sia altrettanto ricca quanto quella tra esseri umani in quanto fa uso di un’ampia gamma di segnali non verbali;
  • la stimolazione mentale, che si verifica grazie alla comunicazione con l’altro, alla rievocazione di ricordi, all’intrattenimento, e al gioco, che riducono il senso di alienazione e isolamento;
  • il tatto, il contatto corporeo, ed il piacere tattile permettono la formazione di un confine psicologico, della propria identità, del proprio Sé e della propria esistenza;
  • l’elemento ludico, cioè il gioco e il divertimento, portano benefici psicosomatici. Questo comportamento è tipico dei cani, anche adulti, e dei gatti. Il gioco consente di rinforzare i legami, di stimolare i contatti fisici e le risate. Le persone, tramite esso, possono liberare le loro energie e ricavare sensazioni di benessere e di calma. Il dialogo uomo-animale che si viene a creare è basato principalmente sulla gestualità e il tatto;
  • la facilitazione sociale, la presenza di un animale, spesso, costituisce un’occasione di interazione con altre persone, in quanto può rappresentare l’oggetto di una conversazione;
  • la responsabilità: il legame uomo-animale si basa principalmente sulle emozioni che, a loro volta, favoriscono la crescita psicologica, la consapevolezza e l’assunzione delle proprie responsabilità; naturalmente, saranno proporzionali alla propria età e alle proprie possibilità, come nel caso dei bambini che dovranno necessariamente essere affiancati dai genitori nella cura di un eventuale animale di loro proprietà;
  • l’attaccamento, il legame che si viene a creare tra uomo e animale può, almeno in parte, compensare la mancanza eventuale di quello interumano e comunque, favorire lo sviluppo di legami di attaccamento basati sulla fiducia, che potranno essere trasferiti in seguito ad altri individui;
  • l’empatia, la capacità di identificarsi con l’animale, nel tempo viene trasferita anche alle relazioni con gli altri esseri umani;
  • l’antropomorfismo, ovvero l’attribuzione di alcune caratteristiche umane all’animale può rappresentare un valido meccanismo per superare un eventuale egocentrismo e focalizzare la propria attenzione sul mondo esterno. Inoltre, la proiezione e l’identificazione di alcune parti di sé sull’animale possono aiutare gli individui a ri-conoscere e accettare parti di sé che spesso vengono rifiutate; il senso comunione con la natura.

L’animale viene scelto come co-terapeuta in quanto stimola: fantasia, curiosità, capacità di osservazione, interazione, contatto,ricerca di gioco e divertimento., utilizza più linguaggi e canali di comunicazione, ricerca e dà disinteressatamente affetto e senso di protezione, accetta incondizionatamente tutti. L’animale funge quindi da tramite per produrre ed incentivare modificazioni cognitivo-comportamentali significative e durature. Le aree maggiormente sensibili a queste modificazioni sono principalmente l’area affettiva-relazionale (accrescere l’autostima, migliorare la capacità di socializzazione, sviluppare l’affettività prendendosi cura “dell’altro”); l ’area psicomotoria (accrescere la motivazione al movimento, esercitare la motricità fine, migliorare la coordinazione occhio-mano); l’area cognitiva e linguistica (stimolare la capacità di comunicazione verbale, gestuale e mimica, migliorare la capacità di attenzione e di osservazione e acquisire nuove conoscenze)

I nostri progetti vengono sviluppati in base alle esigenze richieste.

Sono molteplici i lavori che si possono fare con l’aiuto dell’animale: rilassamento, autocontrolli emotivi, superare paure, coordinazione etc.

 I nostri obiettivi sono:

Capire perché e come la vita animale può permettere di comprendere meglio l’insieme dei fenomeni della vita e di cogliere nel bambino delle capacità rimaste nascoste o più probabili inibite.

L’integrazione delle materie di studio ( scienze storia lettere) oltre a dare un aiuto agli insegnanti per capire meglio la personalità le difficoltà di un gruppo o di un singolo.

L’argomentazione della vita degli animali è uno strumento sia per sviluppare conoscenze sia per acquisire strategie da mettere in campo.

Un bambino dai diversi incontri impara caratteristiche fisiche e funzionali dell’uomo e delle altre specie, imparando a confrontarle (ad esempio come alcune specie percepiscono gli ultravioletti o infrarossi o ultrasuoni), portando ad osservare, alla voglia di sapere e capire.

Aiutare l’insegnante a sviluppare argomenti affinché gli alunni affrontino le materie con maggior interesse ed efficacia

Altresì bisogna considerare i vantaggi sociali: la creazione d’attività di gruppo porta ad uno sviluppo d’interazioni, di cooperazione di scambio d’informazioni. Questa è l’occasione per creare delle condizioni che stimolano lo scambio di lessico, osservazione, domande, temi scritti, disegni, idee e di progetti fra i bambini di diverse classi.

Si cerca di lavorare sviluppando due livelli di comunicazione.

Il primo è uno scambio interattivo neurosensoriale, vale a dire un livello elementare di trasmissione di segni tra chi li produce e chi li riceve (significazione). La semiologia dell’emissione può essere di natura verbale, comportamentale o chimica e può coinvolgere udito vista olfatto gusto la somestesia (sensibilità generale della pelle) e la propocezione (sensibilità dei recettori intramuscolari).

Il secondo livello vede intervenire la relazione e fornisce un significato a questa semiologia oggettiva neurosensoriale ( evitando interpretazioni suggestive ) cercando di distinguere il contenuto e la relazione di un messaggio.

In ogni tipo di comunicazione, il contesto riveste un’importanza grande quasi quanto la scelta e l’utilizzo dei canali di comunicazione.

Dall’etologia dell’interazione consideriamo uno scambio di segni tra un animale e un essere umano attraverso canali di comunicazione di natura sensoriale e/o motoria distinguendo:

Canale acustico-verbale; (es. correlazione tra l’agitazione umana e quella del cane)

canale visivo – comportamentale;(osservazioni concernenti la prossemica,le posture,i gesti (mani) e la mimica (sguardo)

Canale tatto- cinetico; (come cambia la situazione in base a com’è toccato e come ci si muove)

Il tutto per cercare di leggere e far leggere la relazione uomo-animale in rapporto ad un ambiente ad una storia.

La vita animale rappresenta un costante incentivo ad esplorare scoprire analizzare discutere imparare.

L’animale aiuta la persona a scoprire le proprie capacità: fisiche fisiologiche nel realizzare progetti di gruppi o individuali.

L’animale ci aiuta a scoprire la persona e le sue capacità stimolando le abilità fisiche, abilità nascoste o poco manifestate, rilevando delle capacità di percezione e di risposta di bambini con disturbi comportamentali, arricchendo la conoscenza sullo sviluppo comprendere l’evoluzione dei bambini.

Ad ogni incontro le persone trattate fanno dei disegni riassuntivi che ci aiutano a leggere l’interessato e soprattutto i cambiamenti delle informazioni ricevute.

Dai disegni si capiscono cosa e come si vedono i soggetti trattati nella società chi vedono cosa sanno.

Altra cosa molto utile per riuscire a gestire una buona lezione e capire i soggetti trattati è far esprimere, all’inizio e alla fine della lezione, con la metafora del tempo, il loro stato d’animo.

Con questa richiesta si conosce lo stato d’animo che permette ai compagni e ai responsabili del progetto di comunicare meglio col gruppo, di annotare differenze di comportamento, soprattutto con bambini con problemi socio relazionali, sviluppare la lezione.

I progetti di pet sono comunicazione

La comunicazione è composta di tre significati: ciò che intende l’emittente, ciò che è capito dal ricevente, e il significato convenzionalmente recepito.

Le semplici e ripetitive azioni non verbali degli animali sono di semplice codificazione per i bambini e il loro modo simpatico e non intrusivo di invitarli a seguirli o ad accarezzarli innesca in loro un desiderio d’interazione.

Gli  autistici sono consci di deludere, a volte, le aspettative altrui e anche questo è motivo d’ansia. Un animale, e in particolare un pet, è una creatura che non si crea ideale riguardo alla personalità dell’individuo che ha di fronte. Esso istintivamente basa la relazione su accettazione e affetto e il bambino autistico si sente accettato per quello che è e non per quello che potrebbe o dovrebbe essere. Tutto ciò gli fornisce un senso di calore e amabilità a lui necessario.

La relazione non verbale con l’animale, è specificatamente quella tattile, è un mezzo naturale per esplorare una parte di quel mondo animato, da cui istintivamente cercano di allontanarsi.

L’interazione con l’animale riduce il suo senso d’isolamento.

 

I progetti verrano eseguiti da educatori cinofili medici veterinari comportamentalisti psicologi educatori di infanzia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COSA DICE LA LEGGE :   D.P.C.M. 28 febbraio 2003.

Recepimento dell'accordo recante disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e

pet-therapy.

IL PRESIDENTE

DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto il testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n.1265

Visto l'art. 24 del regolamento di polizia veterinaria, approvato con decreto del Presidente della

Repubblica 8 febbraio 1994, n. 320;

Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, recante: «Legge-quadro in materia di animali di affezione e

prevenzione del randagismo»;

Considerato che l'Italia ha firmato la «Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione degli

animali da compagnia», approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987;

Visti gli articoli 2, comma 2, lettera b), e 4, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.

281;

Visto l'accordo tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, relativo al

benessere degli animali da compagnia e la pet-therapy, stipulato il 6 febbraio 2003;

Visto l'art. 2, comma 3, lettera q), della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Sulla proposta del Ministro della salute;

Decreta:

1. 1. Il presente decreto recepisce l'accordo di cui all'allegato 1, stipulato il 6 febbraio 2003 tra il

Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, che disciplina il

particolare rapporto di affezione tra l'uomo e l'animale, al fine di rendere più omogeneo l'intervento

pubblico nel complesso scenario della protezione degli animali da compagnia.

2. In particolare il testo dell'accordo prevede, da parte del Governo e delle regioni, ciascuno

nell'àmbito delle proprie competenze, l'adozione di disposizioni finalizzate ad:

a) assicurare il benessere degli animali;

b) evitarne utilizzi riprovevoli, sia diretti che indiretti;

c) consentirne l'identificazione, attraverso l'utilizzo di appositi microchips, su tutto il territorio

nazionale;

d) utilizzare la pet-therapy per la cura di anziani e bambini.

Acc. 6 febbraio 2003.

Accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in

materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy.

LA CONFERENZA PERMANENTE

PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI

E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

Visti gli articoli 2, comma 2, lettera b) e 4, comma 1 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,

che affidano a questa Conferenza il compito di promuovere e sancire accordi tra Governo e Regioni,

in attuazione del principio di leale collaborazione, al fine di coordinare l'esercizio delle rispettive

competenze e svolgere attività di interesse comune;

Visto lo schema di decreto in oggetto, trasmesso con nota del 30 dicembre 2002 dal Ministero della

salute, che definisce, nell'àmbito della disciplina degli animali da compagnia, alcuni princìpi

fondamentali per una maggiore e sempre più corretta interrelazione tra l'uomo e i predetti animali,

per assicurare in ogni circostanza il loro benessere, evitarne riprovevoli utilizzi sia diretti che

indiretti e favorire lo sviluppo di una cultura di rispetto per la loro dignità anche nell'àmbito delle

realtà terapeutiche innovative;

Considerato che, in sede tecnica, il 14 gennaio 2003, i rappresentanti delle Regioni hanno chiesto

che i contenuti del decreto fossero recepiti in un accordo tra Governo e Regioni, alla luce delle

modifiche apportate al Titolo V della Costituzione e che tale richiesta è stata accolta dai

rappresentanti del Ministero della salute;

Considerato che, nel corso della seduta di questa Conferenza del 16 gennaio 2003 i presidenti hanno

chiesto il rinvio dell'esame del provvedimento e che a seguito del successivo incontro tecnico, sono

state concordate tra le Regioni e il Ministero della salute alcune modifiche;

Rilevato che, con nota 31 gennaio 2003, il Ministero della salute ha trasmesso nuovamente il testo

dell'accordo nella stesura definitiva;

Considerato che nel corso dell'odierna seduta di questa Conferenza, i presidenti delle Regioni hanno

espresso l'avviso favorevole sull'accordo in oggetto;

Acquisito l'assenso del Governo e dei presidenti delle Regioni e Province autonome, espresso ai

sensi dell'art. 4, comma 2 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Sancisce il seguente accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di

Trento e Bolzano nei termini sottoindicati;

1. Finalità e definizioni.

1. Con il presente accordo le Regioni e il Governo si impegnano, ciascuno per le proprie

competenze, a promuovere iniziative rivolte a favorire una corretta convivenza tra le persone e gli

animali da compagnia, nel rispetto delle esigenze sanitarie, ambientali e del benessere degli animali.

2. Ai fini del presente accordo, si intende per:

a) «animale da compagnia»: ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto, dall'uomo, per

compagnia o affezione senza fini produttivi od alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili

all'uomo, come il cane per disabili, gli animali da pet-therapy, da riabilitazione, e impiegati nella

pubblicità. Gli animali selvatici non sono considerati animali da compagnia;

b) «allevamento di cani e gatti per attività commerciali»: la detenzione di cani e di gatti, anche a fini

commerciali, in numero pari o superiore a 5 fattrici o 30 cuccioli per anno;

c) «commercio di animali da compagnia»: qualsiasi attività economica quale, ad esempio, i negozi

di vendita di animali, le pensioni per animali, le attività di toelettatura e di addestramento.

2. Responsabilità e doveri del detentore.

1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano si impegnano a prevedere disposizioni

specifiche che individuino responsabilità e doveri del detentore dell'animale da compagnia

stabilendo che chiunque conviva con un animale da compagnia o abbia accettato di occuparsene è

responsabile della sua salute e del suo benessere e deve provvedere alla sua sistemazione e fornirgli

adeguate cure ed attenzione, tenendo conto dei suoi bisogni fisiologici ed etologici secondo l'età, il

sesso, la specie e la razza ed in particolare:

a) rifornirlo di cibo e di acqua in quantità sufficiente e con tempistica adeguata;

b) assicurargli le necessarie cure sanitarie ed un adeguato livello di benessere fisico e etologico;

c) consentirgli un'adeguata possibilità di esercizio fisico;

d) prendere ogni possibile precauzione per impedirne la fuga;

e) garantire la tutela di terzi da aggressioni;

f) assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora degli animali.

3. Controllo della riproduzione.

1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano provvedono affinché chiunque adibisca

alla riproduzione un animale da compagnia tenga conto delle caratteristiche fisiologiche e

comportamentali del proprio animale, in modo da non mettere a repentaglio la salute ed il benessere

della progenitura o dell'animale femmina gravida o allattante. Le Regioni stabiliscono, inoltre, che

il proprietario o detentore di cani provveda alla iscrizione all'anagrafe canina di norma entro trenta

giorni dalla nascita, o dall'inizio della detenzione.

4. Sistema di identificazione dei cani.

1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano e il Ministero della salute si impegnano,

ciascuno per quanto di competenza, ad introdurre misure dirette a ridurre il fenomeno del

randagismo mediante:

a) l'introduzione del microchips, come unico sistema ufficiale di identificazione dei cani, a

decorrere dal 1° gennaio 2005;

b) la creazione di una banca dati informatizzata, su base regionale o provinciale, che garantisca la

connessione con quella di cui alla lettera c) del presente articolo;

c) l'attivazione di una banca dati nazionale istituita presso il Ministero della salute, intesa come

indice dei microchips, inviati dalle singole anagrafi territoriali.

2. Ai fini della corretta ed uniforme applicazione del presente punto, il Ministero della salute e le

Regioni si impegnano a concordare, entro centoventi giorni dalla stipula del presente accordo, le

modalità tecniche e operative di interconnessione e di esecuzione del sistema informatico.

5. Commercio, allevamento, addestramento e custodia a fini commerciali.

1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano provvedono a sottoporre

all'autorizzazione di cui all'art. 24 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n.

320, anche le attività di commercio, di cui all'art. 1, comma 2, lettera c). A tal fine, le Regioni

richiedono, almeno, i seguenti requisiti:

a) la conformità ai requisiti di cui all'allegato A del presente accordo;

b) le generalità della persona responsabile dell'attività;

c) i requisiti dei locali e delle attrezzature utilizzati per l'attività;

d) la specie di animale da compagnia che si intende commerciare, addestrare, allevare o custodire;

e) il possesso per la persona responsabile, delle cognizioni necessarie all'esercizio di tale attività, di

una qualificata formazione professionale o di una comprovata esperienza nel settore degli animali

da compagnia;

f) i locali e le attrezzature utilizzate per l'attività abbiano requisiti che siano stati giudicati validi e

sufficienti dalle Autorità sanitarie dell'Azienda Sanitaria locale che ha effettuato il sopralluogo;

g) l'aggiornamento da parte dell'azienda dei registri di carico e scarico dei singoli animali da

compagnia, compresa l'annotazione della loro provenienza e destinazione.

2. I requisiti dell'allegato A non si applicano alle attività di toelettatura, ai canili sanitari e ai rifugi,

per i quali si rinvia alle specifiche disposizioni vigenti in materia.

3. Il Ministro della salute, d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni , provvede ad indicare le

modalità di detenzione delle altre specie di animali da compagnia.

6. Pubblicità, spettacoli, esposizioni, competizioni e prelievo economico a favore del benessere

animale.

1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano vietano la partecipazione a

manifestazioni espositive di cani e gatti di età inferiore a 4 mesi e consentono agli animali di età

superiore la partecipazione a dette manifestazioni a condizione che abbiano idonea copertura

vaccinale per le malattie individuate dalle Autorità sanitarie territoriali.

2. In occasione di attività di commercio, di pubblicità, di spettacolo, di sport, di esposizione o di

analoghe manifestazioni a scopo di lucro, che implichino l'utilizzazione di animali da compagnia, le

Regioni possono prescrivere che l'organizzatore delle manifestazioni versi una quota, fino al 5%

dell'incasso. L'entità ed il criterio di prelievo sono stabiliti dalla Regione territorialmente

competente alla quale deve essere effettuato il versamento. La Regione è vincolata all'utilizzo di tali

fondi per iniziative svolte a favore del benessere degli animali.

7. Programmi di informazione e di educazione.

1. Il Ministero della salute promuove programmi di informazione e di educazione per favorire la

diffusione e l'applicazione dei princìpi contenuti nel presente decreto e per affermare il rispetto

degli animali e la tutela del loro benessere sia fisico che etologico, ivi compresa la preparazione di

cani per i disabili e l'utilizzazione degli animali da compagnia ai fini della pet-therapy. Detti

programmi, rivolti, in particolare, a coloro che sono interessati alla custodia, all'allevamento,

all'addestramento, al commercio e al trasporto di animali da compagnia, richiamano l'attenzione sui

seguenti aspetti:

a) l'addestramento di animali da compagnia per i disabili o per la pet-therapy o a fini commerciali o

da competizione deve essere effettuato soltanto da parte di persone con cognizioni e competenze

specifiche;

b) le eventuali conseguenze negative per la salute ed il benessere degli animali selvatici, del loro

acquisto o inserimento come animali da compagnia;

c) i rischi di aumento del numero degli animali non voluti ed abbandonati, derivanti dall'acquisto

irresponsabile di animali da compagnia;

d) la necessità di scoraggiare:

1) il dono di animali da compagnia ai minori di 16 anni senza l'espresso consenso del loro genitore

o di altre persone che esercitano la responsabilità parentale;

2) il dono di animali da compagnia come premio, ricompensa o omaggio;

3) la riproduzione non pianificata di animali da compagnia.

e) la promozione della rilevanza dell'iscrizione dei cani all'anagrafe territoriali.

2. È rimessa alla valutazione discrezionale delle Regioni e delle Province autonome di Trento e

Bolzano, avvalendosi dei servizi veterinari delle Aziende sanitarie locali, la promozione di

programmi di informazione e di educazione analoghi a quelli di cui al comma 1.

3. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, avvalendosi dei servizi veterinari delle

Aziende sanitarie locali, promuovono ed attuano corsi di formazione o di aggiornamento sul

benessere animale rivolti ai medici veterinari, al personale di vigilanza e alle associazioni di

volontariato.

8. Manifestazioni popolari.

1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano si impegnano ad autorizzare lo

svolgimento di gare di equidi o altri ungulati nel corso di manifestazioni popolari solo nel caso in

cui:

a) la pista delle corse sia ricoperta da materiale idoneo ad attutire i colpi degli zoccoli degli animali

sul terreno asfaltato o cementato;

b) il percorso della gara, nel caso di cui alla lettera a), sia circoscritto con adeguate sponde capaci di

ridurre il danno agli animali, in caso di caduta, nonché per garantire la sicurezza e l'incolumità delle

persone che assistono alle manifestazioni.

9. Tecniche di pet-therapy accoglienza degli animali e cimiteri.

1. Ai fini di agevolare una più ampia diffusione dei nuovi orientamenti clinico-terapeutici con i cani

per disabili e con le tecniche della «pet-therapy», le Regioni e le Province Autonome di Trento e

Bolzano valutano l'adozione di iniziative intese a:

a) agevolare il mantenimento del contatto delle persone, anziani e bambini in particolare, siano esse

residenti presso strutture residenziali, quali case di riposo e strutture protette o ricoverate presso

istituti di cura, con animale da compagnia di loro proprietà o con animali comunque utilizzabili per

la «pet therapy»;

b) rendere tutti i luoghi pubblici, ivi compresi i mezzi di trasporto, accessibili anche per i cani di

accompagnamento dei disabili.

2. Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano possono promuovere, a livello

alberghiero e dei maggiori centri turistici, ivi comprese le spiagge e gli stabilimenti balneari,

l'accoglienza temporanea dei cani e dei gatti e degli altri animali da compagnia.

3. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono disciplinare la realizzazione di

cimiteri per animali da compagnia, destinati a mantenerne viva la memoria.

Allegato A

Dimensioni dei box per cani e degli annessi recinti all'aperto

Superficie minima

Peso del cane del pavimento del Superficie minima adiacente al box

in kg box coperto/cane per il movimento del cane

in mq

Fino a 3 cani m2 Oltre 3 cani m2

per ciascun cane per ciascun cane

meno di 10 1,0 1,5 1,0

da 11 a 30 1,5 2,0 1,5

più di 30 2,0 2,5 2,0

 


 

LIDA CONSIGLIA:
- COME COMORTARSI...

   L'UOMO E L'ANIMALE    VIVERE CON FIDO O MICIO    PRONTO SOCCORSO    STERILIZZAZIONE
- NOTIZIE UTILI &  DOWNLOAD
   CONDOMINIO    LEGGI REGIONALI    MALTRATTAMENTI    CACCIA, CIRCO E ZOO    PELLICCE

 

 

 

L'area affidamento di Pollenzo (Bra):

 

L’Area Affidamento è una struttura annessa al canile sanitario di Pollenzo e rispecchia l’idea innovativa del canile.                                                          

Il termine Area Affidamento è la vetrina per le adozioni ed indica una scelta precisa riguardo le caratteristiche della struttura e la gestione della stessa..

E’ un luogo piacevole da visitare, poiché anche gli aspetti della cura dell’ambiente circostante, dell’accoglienza dei visitatori e della divulgazione di materiale informativo, vengono considerati nei dettagli.

La gestione di tale Area è considerata prima caratteristica per individuare la vita stessa del canile.                         

 

Il cane non è abbandonato all’interno della struttura stessa, poiché la logica per cui è stata realizzata, non è quella detentiva, ma è al centro di un vasto programma condotto dai comuni ed associazioni animaliste presenti sul territorio, al fine di creare campagne per le adozioni, corsi di educazione al rapporto con l’animale, informazioni contro il fenomeno dell’abbandono.                                                       

 

I compiti principali dell’Area Affidamento sono riassunti in 3 punti:                                          

 

-         Assicurare il benessere degli animali ospitati                     

-         Incentivare, grazie all’opera di reinserimento, le adozioni

-         Ottimizzare l’interazione tra istituzioni e volontariato

 

 

Al fine di rendere l’area adozioni una struttura di accoglienza temporanea dei cani ospitati, è fondamentale curare l’aspetto riabilitativo, poiché maggiormente un soggetto sarà educato e socializzato, maggiore sarà la possibilità di trovare per lui una famiglia adatta.                                                                    

 

L’Area Affidamento è una struttura pubblica e come obiettivo primario ha l’adozione del cane randagio e la ricerca di un eventuale proprietario, inoltre l’Area è dotata di un telefono fisso a cui l’utenza può rivolgersi per qualsiasi necessità inerente l’attività della stessa.

L’ apertura al pubblico è garantita 6 ore giornaliere così ripartite:

 

                                   tutte le mattine  dalle ore 9,00  alle ore 12,00

                                   tutti i pomeriggi dalle ore 15,00 alle ore 18,00  

 

                                   nei festivi è aperta solo al mattino.

 

 

Il compito della pulizia e distribuzione cibo è affidato ad una cooperativa sociale ed il personale è stato formato per svolgere tutte quelle operazioni nel rispetto primario del benessere animale.

I soci lavoratori della cooperativa sono supportati dai volontari dell’associazione L.i.d.a. sez. Alba/Bra, i quali hanno la qualifica di operatori zoofili e sono stati adeguatamente formati a cura di un ufficiale di polizia ambientale, hanno una tessera identificativa con tanto di foto e sono iscritti nel registro volontariato della regione Piemonte.

Due operatori hanno poi la qualifica di guardia zoofila, e sono provvisti di decreto rilasciato dalla prefettura di Cuneo.

Come già anticipato largamente, l’Area dispone del valido contributo professionale di una comportamentalista.

 

Il personale della cooperativa sociale e i volontari dell’associazione L.i.d.a. sez. Alba-Bra collaborano attivamente con diverse comunità e consorzi assistenziali presenti sul ns territorio e ministero di grazia e giustizia di Cuneo.

La collaborazione con le predette realtà territoriali permette di considerare l’Area un luogo di aggregazione e socializzazione dei soggetti più deboli: gli animali in aiuto dell’uomo.

 

 

 

La nostra auto

QUESTA E' L'AUTO UTILIZZATA DAI VOLONTARI DELL'AREA AFFIDAMENTO DI POLLENZO, 

PER CONSEGNARE A DOMICILIO I CANI CHE VENGONO ADOTTATI OPPURE PORTARE I CANI DAL 

VETERINARIO QUANDO NECESSITANO DI CURE.

ALLA GUIDA VI PRESENTIAMO LA MITICA MARIUCCIA, AIUTO MOLTO VALIDO PER LA 

GESTIONE DELL'AREA AFFIDAMENTO DI POLLENZO