|
|
|||||||||||||||||||||
|
|
NOI SIAMO...
Nel
2000 i nostri volontari si costituiscono in gruppo di lavoro la cui
denominazione è “FIDO CERCA CASA” , ogni competenza concorre a
realizzare il progetto comune della tutela dei diritti degli animali
e degli esseri viventi in genere. Importante però era riuscire negli
obiettivi che avevamo intenzione di raggiungere ed abbiamo aderito
ad un’associazione animalista che desse maggior garanzie di
concretezza.
Dal 2007 il gruppo dei volontari L.i.d.a. sez Alba-Bra si divide: alcuni, operativi solo al rifugio gretel, conservano il nome "fido cerca casa", gli altri volontari aderiscono e promuovono l’attività presso la L.i.d.a.. sez Alba-Bra con sede in Pollenzo. Il loro compito continua ad essere quello di vigilare e controllare sulla corretta gestione del canile rifugio, affinché ai cani custoditi nella struttura, VENGANO GARANTITE QUELLE NORME RELATIVE ALL’IGIENE, ALLA SANITA’ ED AL BENESSERE DEGLI ANIMALI (ART. 4 D.P.G.R. 4359). La L.i.d.a. Sez. Alba-Bra è convenzionata con il Consorzio dei Comuni CA.IN, comuni di cui parte di cani sono custoditi presso il Rifugio Gretel Tra i volontari che aderiscono alla sez lida alba-bra ci sono una guardia zoofila della lida che è presente al Rifugio Gretel i tre pomeriggi di apertura al pubblico che rimangono: lunedì, giovedì e sabato, un operatore zoofilo che è anche presente i tre pomeriggi e gli altri volontari e operatori zoof, che si alternano nei giorni di apertura al pubblico, operatività compatibile con esigenze lavorative, presenziano comunque un giorno alla settimana, come del resto tutti gli altri volontari preposti al volontariato nel rifugio gretel. Alcuni dei volontari della Sez. L.i.d.a. Alba-Bra sono operativi da circa dieci anni e portano in passeggiata i "loro" cani custoditi nella struttura, svolgono volontariato al Rifugio Gretel con la dedizione e soprattutto continuità di sempre. L’attività di volontariato presso L’AREA PER L’AFFIDAMENTO DI POLLENZO coinvolge un numero sempre maggiore di volontari, le problematiche sono molte e giornalmente è richiesta la presenza di almeno tre volontari. Il numero telefonico fisso permette di ricevere telefonate di utenti che chiedono consigli e risoluzioni dei problemi relativi alla convivenza con gli animali. Da questo anno i volontari L.i.d.a. Sez. Alba-Bra, saranno impegnati anche presso il Rifugio dei Roeri di Ceresole d’Alba che custodisce alcuni dei cani appartenenti ai Comuni del Ca.in. Infatti sul nostro sito avrete l’occasione di visionare le foto dei cani ospiti nelle tre strutture due delle quali private e area affidamento di Pollenzo pubblica.. Col passare degli anni possiamo infatti vantare esperienze sempre diverse, il nostro "lavoro" non si limita ad attività in canili, ma è attivo x tutti quei casi di malgoverno di animali e maltrattamenti. Le nostre volontarie sono impegnate su tutti i fronti, e soprattutto, sono chiamate ad intervenire, gratuitamente, nelle situazioni più disparate: dal monitoraggio delle colonie feline che vivono in libertà, all’intervento concreto. Quando parliamo di "soccorso concreto" ci riferiamo alle segnalazioni di gattini trovati abbandonati per strada sempre più spesso, nei cassonetti dell’immondizia, animali appena nati, gettati via come se fossero inerti rifiuti. La nostra soluzione, considerato l’impegno che abbiamo assunto aderendo alla L.i.d.a., non può essere altra che occuparci di salvare in tutti i modi questi gattini appena nati. Infatti sul nostro sito troverete anche una pagina dedicata all’adozione dei gatti che abbiamo salvato e che cercano una famiglia che possa prendersi cura di loro. Le nostre linee guida sono quelle statutarie della L.i.d.a. Nazionale.
Volontari L.I.D.A. sez. Alba-Bra
Comportamentalista. Siamo lieti di annunciare che a partire da marzo 2008 l'Area Affidamento di Pollenzo potrà contare sulla preziosa collaborazione di un comportamentalista, il quale si occuperà principalmente del recupero psicologico e caratteriale dei cosiddetti "cani difficili", quelli cioè che a causa di un passato segnato da eventi particolarmente duri, si dimostrano aggressivi, eccessivamente timidi o impauriti. Il nostro collaboratore sarà inoltre a disposizione di chiunque abbia adottato un cane in canile e necessiti dell'aiuto di un esperto per comprendere al meglio il comportamento del proprio amico a quattro zampe.
HUGGY PET ACSD
Affiliato
AICS VIA ALMESE 34
10091 ALPIGNANO (TO)
C.F. 95599070018
Finalità dell’associazione: 1. )
L'Associazione ha carattere nazionale e persegue i seguenti scopi e svolge
la propria attività nei seguenti settori: g) Promuovere lo
studio e la ricerca su comportamento animale con particolare
riguardo agli animali di compagnia, anche in collaborazione con Enti
Pubblici o privati; n).
corsi, seminari, e incontri di vario genere aperte al pubblico al
fine di promuovere e divulgare la cultura cinofila e anche civica e
in particolare raduni ed eventi di sport cinofili in genere,
favorendo la partecipazione attiva dei cittadini alla vita sportiva
e ricreativa. o)attività
complementari, quali percorsi educativi naturalistici e urbani. p).
l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche, compresa
l’attività didattica per l’avvio, l’aggiornamento e il
perfezionamento nelle attività cinofile sportive, svolte con gioia,
con creatività e in un ambiente sereno tese al miglioramento degli
stili di vita, della condizione fisica e psichica nonché
delle relazioni sociali; in particolare che permettano di
aumentare la relazione positiva tra cane e padrone e le loro
famiglie. q).
qualsiasi altra attività idonea al conseguimento delle finalità
istituzionali del sodalizio L’organizzazione
si costituisce centro permanente di vita associativa rivolto al
mondo dei cinofili di ogni genere. Con l’Attività, • Migliorare e/o incrementare l’interazione verbale e
l’elaborazione del linguaggio l’Attività, ·
Isolamento,
solitudine e malinconia, situazione in cui gli affetti sono del
tutto assenti o semplicemente carenti, depressione (casa di
riposo,situazioni sociali di disagio, prigioni, riformatori ecc…) ·
Inibizioni,
fobie sociali, difficoltà relazionali e di comunicazione e laddove
serve un “lubrificante sociale” che faciliti la conversazione,
il gioco l’allegria ·
Stress,conflittualità,comportamenti
violenti, per il suo effetto di ammortizzatore sociale ·
Malattie
neurologiche ( morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, scleroso
multipla, demenza, paralisi cerebrale, ictus ecc….) ·
Disordini
dello sviluppo (sindrome di Down,autismo,ecc..) ·
Patologie
cardiovascolari · Disturbi psichiatrici l’Attività,
• nel caso di
persone non in grado di prendersi cura di altri esseri viventi a
causa delle loro condizioni psicofisiche OBIETTIVI della
PET THERAPY finalizzata
al miglioramento delle condizioni fisiche, sociali ed emotive delle
persone a cui sono dirette. Non si propone come metodo unico,
infallibile, né in sostituzione di altre forme di terapia, bensì
in affiancamento ad esse. ”Meccanismi
d'Azione ”
I
meccanismi fondamentali d’azione dell’intervento sono:
L’animale viene scelto come
co-terapeuta in quanto stimola: fantasia, curiosità, capacità di
osservazione, interazione, contatto,ricerca di gioco e
divertimento., utilizza più linguaggi e canali di comunicazione,
ricerca e dà disinteressatamente affetto e senso di protezione,
accetta incondizionatamente tutti. L’animale funge quindi da
tramite per produrre ed incentivare modificazioni
cognitivo-comportamentali significative e durature. Le aree
maggiormente sensibili a queste modificazioni sono principalmente
l’area affettiva-relazionale (accrescere l’autostima, migliorare
la capacità di socializzazione, sviluppare l’affettività
prendendosi cura “dell’altro”); l ’area psicomotoria
(accrescere la motivazione al movimento, esercitare la motricità
fine, migliorare la coordinazione occhio-mano); l’area cognitiva e
linguistica (stimolare la capacità di comunicazione verbale,
gestuale e mimica, migliorare la capacità di attenzione e di
osservazione e acquisire nuove conoscenze) I nostri progetti vengono sviluppati in
base alle esigenze richieste. Sono molteplici i lavori che si possono
fare con l’aiuto dell’animale: rilassamento, autocontrolli
emotivi, superare paure, coordinazione etc. I
nostri obiettivi sono: Capire perché e come la vita animale
può permettere di comprendere meglio l’insieme dei fenomeni della
vita e di cogliere nel bambino delle capacità rimaste nascoste o più
probabili inibite. L’integrazione
delle materie di studio ( scienze storia lettere) oltre a dare un
aiuto agli insegnanti per capire meglio la personalità le difficoltà
di un gruppo o di un singolo. L’argomentazione della vita degli
animali è uno strumento sia per sviluppare conoscenze sia per
acquisire strategie da mettere in campo. Un bambino dai diversi incontri impara
caratteristiche fisiche e funzionali dell’uomo e delle altre
specie, imparando a confrontarle (ad esempio come alcune specie
percepiscono gli ultravioletti o infrarossi o ultrasuoni), portando
ad osservare, alla voglia di sapere e capire. Aiutare l’insegnante a sviluppare
argomenti affinché gli alunni affrontino le materie con maggior
interesse ed efficacia Altresì bisogna considerare i vantaggi
sociali: la creazione d’attività di gruppo porta ad uno sviluppo
d’interazioni, di cooperazione di scambio d’informazioni. Questa
è l’occasione per creare delle condizioni che stimolano lo
scambio di lessico, osservazione, domande, temi scritti, disegni,
idee e di progetti fra i bambini di diverse classi. Si cerca di lavorare sviluppando due
livelli di comunicazione. Il primo è uno scambio interattivo
neurosensoriale, vale a dire un livello elementare di trasmissione
di segni tra chi li produce e chi li riceve (significazione). La
semiologia dell’emissione può essere di natura verbale,
comportamentale o chimica e può coinvolgere udito vista olfatto
gusto la somestesia (sensibilità generale della pelle) e la
propocezione (sensibilità dei recettori intramuscolari). Il secondo livello vede intervenire la
relazione e fornisce un significato a questa semiologia oggettiva
neurosensoriale ( evitando interpretazioni suggestive ) cercando di
distinguere il contenuto e la relazione di un messaggio. In ogni tipo di comunicazione, il
contesto riveste un’importanza grande quasi quanto la scelta e
l’utilizzo dei canali di comunicazione. Dall’etologia dell’interazione
consideriamo uno scambio di segni tra un animale e un essere umano
attraverso canali di comunicazione di natura sensoriale e/o motoria
distinguendo: Canale acustico-verbale; (es.
correlazione tra l’agitazione umana e quella del cane) canale visivo –
comportamentale;(osservazioni concernenti la prossemica,le posture,i
gesti (mani) e la mimica (sguardo) Canale tatto- cinetico; (come cambia la
situazione in base a com’è toccato e come ci si muove) Il tutto per cercare di leggere e far
leggere la relazione uomo-animale in rapporto ad un ambiente ad una
storia. La vita animale rappresenta un costante
incentivo ad esplorare scoprire analizzare discutere imparare. L’animale aiuta la persona a scoprire
le proprie capacità: fisiche fisiologiche nel realizzare progetti
di gruppi o individuali. L’animale ci aiuta a scoprire la
persona e le sue capacità stimolando le abilità fisiche, abilità
nascoste o poco manifestate, rilevando delle capacità di percezione
e di risposta di bambini con disturbi comportamentali, arricchendo
la conoscenza sullo sviluppo comprendere l’evoluzione dei bambini. Ad ogni incontro le persone trattate
fanno dei disegni riassuntivi che ci aiutano a leggere
l’interessato e soprattutto i cambiamenti delle informazioni
ricevute. Dai disegni si capiscono cosa e come si
vedono i soggetti trattati nella società chi vedono cosa sanno. Altra cosa molto utile per riuscire a
gestire una buona lezione e capire i soggetti trattati è far
esprimere, all’inizio e alla fine della lezione, con la metafora
del tempo, il loro stato d’animo. Con questa richiesta si conosce lo
stato d’animo che permette ai compagni e ai responsabili del
progetto di comunicare meglio col gruppo, di annotare differenze di
comportamento, soprattutto con bambini con problemi socio
relazionali, sviluppare la lezione. I progetti di pet sono comunicazione La comunicazione è composta di tre
significati: ciò che intende l’emittente, ciò che è capito dal
ricevente, e il significato convenzionalmente recepito. Le semplici e ripetitive azioni non
verbali degli animali sono di semplice codificazione per i bambini e
il loro modo simpatico e non intrusivo di invitarli a seguirli o ad
accarezzarli innesca in loro un desiderio d’interazione. Gli
autistici sono consci di deludere, a volte, le aspettative
altrui e anche questo è motivo d’ansia. Un animale, e in
particolare un pet, è una creatura che non si crea ideale riguardo
alla personalità dell’individuo che ha di fronte. Esso
istintivamente basa la relazione su accettazione e affetto e il
bambino autistico si sente accettato per quello che è e non per
quello che potrebbe o dovrebbe essere. Tutto ciò gli fornisce un
senso di calore e amabilità a lui necessario. La relazione non verbale con
l’animale, è specificatamente quella tattile, è un mezzo
naturale per esplorare una parte di quel mondo animato, da cui
istintivamente cercano di allontanarsi. L’interazione con l’animale riduce
il suo senso d’isolamento. I progetti verrano eseguiti da
educatori cinofili medici veterinari comportamentalisti psicologi
educatori di infanzia COSA
DICE Recepimento
dell'accordo recante disposizioni in materia di benessere degli
animali da compagnia e pet-therapy. IL
PRESIDENTE DEL
CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto
il testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27
luglio 1934, n.1265 Visto
l'art. 24 del regolamento di polizia veterinaria, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica
8 febbraio 1994, n. 320; Vista
la legge 14 agosto 1991, n. 281, recante: «Legge-quadro in materia
di animali di affezione e prevenzione
del randagismo»; Considerato
che l'Italia ha firmato la «Convenzione del Consiglio d'Europa per
la protezione degli animali
da compagnia», approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987; Visti
gli articoli 2, comma 2, lettera b),
e 4, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; Visto
l'accordo tra il Governo, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, relativo al benessere
degli animali da compagnia e la pet-therapy,
stipulato il 6 febbraio 2003; Visto
l'art. 2, comma 3, lettera q),
della legge 23 agosto 1988, n. 400; Sulla
proposta del Ministro della salute; Decreta: 1.
1. Il presente decreto recepisce l'accordo di cui all'allegato 1,
stipulato il 6 febbraio 2003 tra il Ministro
della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, che disciplina il particolare
rapporto di affezione tra l'uomo e l'animale, al fine di rendere più
omogeneo l'intervento pubblico
nel complesso scenario della protezione degli animali da compagnia. nell'àmbito
delle proprie competenze, l'adozione di disposizioni finalizzate ad: a)
assicurare il benessere degli animali; b)
evitarne utilizzi riprovevoli, sia diretti che indiretti; c)
consentirne l'identificazione, attraverso l'utilizzo di appositi
microchips, su tutto il territorio nazionale; d)
utilizzare la pet-therapy per
la cura di anziani e bambini. Acc.
6 febbraio 2003. Accordo
tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano in materia
di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy. PER
I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E
LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO Visti
gli articoli 2, comma 2, lettera b)
e 4, comma 1 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, che
affidano a questa Conferenza il compito di promuovere e sancire
accordi tra Governo e Regioni, in
attuazione del principio di leale collaborazione, al fine di
coordinare l'esercizio delle rispettive competenze
e svolgere attività di interesse comune; Visto
lo schema di decreto in oggetto, trasmesso con nota del 30 dicembre
2002 dal Ministero della salute,
che definisce, nell'àmbito della disciplina degli animali da
compagnia, alcuni princìpi fondamentali
per una maggiore e sempre più corretta interrelazione tra l'uomo e
i predetti animali, per
assicurare in ogni circostanza il loro benessere, evitarne
riprovevoli utilizzi sia diretti che indiretti
e favorire lo sviluppo di una cultura di rispetto per la loro dignità
anche nell'àmbito delle realtà
terapeutiche innovative; Considerato
che, in sede tecnica, il 14 gennaio 2003, i rappresentanti delle
Regioni hanno chiesto che
i contenuti del decreto fossero recepiti in un accordo tra Governo e
Regioni, alla luce delle modifiche
apportate al Titolo V della Costituzione e che tale richiesta è
stata accolta dai rappresentanti
del Ministero della salute; Considerato
che, nel corso della seduta di questa Conferenza del 16 gennaio 2003
i presidenti hanno chiesto
il rinvio dell'esame del provvedimento e che a seguito del
successivo incontro tecnico, sono state
concordate tra le Regioni e il Ministero della salute alcune
modifiche; Rilevato
che, con nota 31 gennaio 2003, il Ministero della salute ha
trasmesso nuovamente il testo dell'accordo
nella stesura definitiva; Considerato
che nel corso dell'odierna seduta di questa Conferenza, i presidenti
delle Regioni hanno espresso
l'avviso favorevole sull'accordo in oggetto; Acquisito
l'assenso del Governo e dei presidenti delle Regioni e Province
autonome, espresso ai sensi
dell'art. 4, comma 2 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; Sancisce
il seguente accordo tra il Ministro della salute, le Regioni e le
Province autonome di Trento
e Bolzano nei termini sottoindicati; 1.
Finalità e definizioni. 1.
Con il presente accordo le Regioni e il Governo si impegnano,
ciascuno per le proprie competenze,
a promuovere iniziative rivolte a favorire una corretta convivenza
tra le persone e gli animali
da compagnia, nel rispetto delle esigenze sanitarie, ambientali e
del benessere degli animali. 2.
Ai fini del presente accordo, si intende per: a)
«animale da compagnia»: ogni animale tenuto, o destinato ad essere
tenuto, dall'uomo, per compagnia
o affezione senza fini produttivi od alimentari, compresi quelli che
svolgono attività utili all'uomo,
come il cane per disabili, gli animali da pet-therapy,
da riabilitazione, e impiegati nella pubblicità.
Gli animali selvatici non sono considerati animali da compagnia; b)
«allevamento di cani e gatti per attività commerciali»: la
detenzione di cani e di gatti, anche a fini commerciali,
in numero pari o superiore a 5 fattrici o 30 cuccioli per anno; c)
«commercio di animali da compagnia»: qualsiasi attività economica
quale, ad esempio, i negozi di
vendita di animali, le pensioni per animali, le attività di
toelettatura e di addestramento. 2.
Responsabilità e doveri del detentore. 1.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano si impegnano a
prevedere disposizioni specifiche
che individuino responsabilità e doveri del detentore dell'animale
da compagnia stabilendo
che chiunque conviva con un animale da compagnia o abbia accettato
di occuparsene è responsabile
della sua salute e del suo benessere e deve provvedere alla sua
sistemazione e fornirgli adeguate
cure ed attenzione, tenendo conto dei suoi bisogni fisiologici ed
etologici secondo l'età, il sesso,
la specie e la razza ed in particolare: a)
rifornirlo di cibo e di acqua in quantità sufficiente e con
tempistica adeguata; b)
assicurargli le necessarie cure sanitarie ed un adeguato livello di
benessere fisico e etologico; c)
consentirgli un'adeguata possibilità di esercizio fisico; d)
prendere ogni possibile precauzione per impedirne la fuga; e)
garantire la tutela di terzi da aggressioni; f)
assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora degli animali. 3.
Controllo della riproduzione. 1.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano provvedono
affinché chiunque adibisca alla
riproduzione un animale da compagnia tenga conto delle
caratteristiche fisiologiche e comportamentali
del proprio animale, in modo da non mettere a repentaglio la salute
ed il benessere della
progenitura o dell'animale femmina gravida o allattante. Le Regioni
stabiliscono, inoltre, che il
proprietario o detentore di cani provveda alla iscrizione
all'anagrafe canina di norma entro trenta giorni
dalla nascita, o dall'inizio della detenzione. 4.
Sistema di identificazione dei cani. 1.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano e il Ministero
della salute si impegnano, ciascuno
per quanto di competenza, ad introdurre misure dirette a ridurre il
fenomeno del randagismo
mediante: a)
l'introduzione del microchips, come unico
sistema ufficiale di identificazione dei cani, a decorrere
dal 1° gennaio 2005; b)
la creazione di una banca dati informatizzata, su base regionale o
provinciale, che garantisca la connessione
con quella di cui alla lettera c)
del presente articolo; c)
l'attivazione di una banca dati nazionale istituita presso il
Ministero della salute, intesa come indice
dei microchips, inviati dalle
singole anagrafi territoriali. 2.
Ai fini della corretta ed uniforme applicazione del presente punto,
il Ministero della salute e le Regioni
si impegnano a concordare, entro centoventi giorni dalla stipula del
presente accordo, le modalità
tecniche e operative di interconnessione e di esecuzione del sistema
informatico. 5.
Commercio, allevamento, addestramento e
custodia a fini commerciali. 1.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano provvedono a
sottoporre all'autorizzazione
di cui all'art. 24 del decreto del Presidente della Repubblica 8
febbraio 1954, n. 320,
anche le attività di commercio, di cui all'art. 1, comma 2, lettera
c).
A tal fine, le Regioni richiedono,
almeno, i seguenti requisiti: a)
la conformità ai requisiti di cui all'allegato A
del presente accordo; b)
le generalità della persona responsabile dell'attività; c)
i requisiti dei locali e delle attrezzature utilizzati per l'attività; d)
la specie di animale da compagnia che si intende commerciare,
addestrare, allevare o custodire; e)
il possesso per la persona responsabile, delle cognizioni necessarie
all'esercizio di tale attività, di una
qualificata formazione professionale o di una comprovata esperienza
nel settore degli animali da
compagnia; f)
i locali e le attrezzature utilizzate per l'attività abbiano
requisiti che siano stati giudicati validi e sufficienti
dalle Autorità sanitarie dell'Azienda Sanitaria locale che ha
effettuato il sopralluogo; g)
l'aggiornamento da parte dell'azienda dei registri di carico e
scarico dei singoli animali da compagnia,
compresa l'annotazione della loro provenienza e destinazione. 2.
I requisiti dell'allegato A non
si applicano alle attività di toelettatura, ai canili sanitari e ai
rifugi, per
i quali si rinvia alle specifiche disposizioni vigenti in materia. 3.
Il Ministro della salute, d'intesa con modalità
di detenzione delle altre specie di animali da compagnia. 6.
Pubblicità, spettacoli, esposizioni,
competizioni e prelievo economico a favore del benessere animale. 1.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano vietano la
partecipazione a manifestazioni
espositive di cani e gatti di età inferiore a 4 mesi e consentono
agli animali di età superiore
la partecipazione a dette manifestazioni a condizione che abbiano
idonea copertura vaccinale
per le malattie individuate dalle Autorità sanitarie territoriali. analoghe
manifestazioni a scopo di lucro, che implichino l'utilizzazione di
animali da compagnia, le Regioni
possono prescrivere che l'organizzatore delle manifestazioni versi
una quota, fino al 5% dell'incasso.
L'entità ed il criterio di prelievo sono stabiliti dalla Regione
territorialmente competente
alla quale deve essere effettuato il versamento. fondi
per iniziative svolte a favore del benessere degli animali. 7.
Programmi di informazione e di educazione. 1.
Il Ministero della salute promuove programmi di informazione e di
educazione per favorire la diffusione
e l'applicazione dei princìpi contenuti nel presente decreto e per
affermare il rispetto degli
animali e la tutela del loro benessere sia fisico che etologico, ivi
compresa la preparazione di cani
per i disabili e l'utilizzazione degli animali da compagnia ai fini
della pet-therapy.
Detti programmi,
rivolti, in particolare, a coloro che sono interessati alla
custodia, all'allevamento, all'addestramento,
al commercio e al trasporto di animali da compagnia, richiamano
l'attenzione sui seguenti
aspetti: a)
l'addestramento di animali da compagnia per i disabili o per la pet-therapy
o a fini commerciali o da
competizione deve essere effettuato soltanto da parte di persone con
cognizioni e competenze specifiche; b)
le eventuali conseguenze negative per la salute ed il benessere
degli animali selvatici, del loro acquisto
o inserimento come animali da compagnia; c)
i rischi di aumento del numero degli animali non voluti ed
abbandonati, derivanti dall'acquisto irresponsabile
di animali da compagnia; d)
la necessità di scoraggiare: 1)
il dono di animali da compagnia ai minori di 16 anni senza
l'espresso consenso del loro genitore o
di altre persone che esercitano la responsabilità parentale; 2)
il dono di animali da compagnia come premio, ricompensa o omaggio; 3)
la riproduzione non pianificata di animali da compagnia. e)
la promozione della rilevanza dell'iscrizione dei cani all'anagrafe
territoriali. 2.
È rimessa alla valutazione discrezionale delle Regioni e delle
Province autonome di Trento e Bolzano,
avvalendosi dei servizi veterinari delle Aziende sanitarie locali,
la promozione di programmi
di informazione e di educazione analoghi a quelli di cui al comma 1. 3.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, avvalendosi
dei servizi veterinari delle Aziende
sanitarie locali, promuovono ed attuano corsi di formazione o di
aggiornamento sul benessere
animale rivolti ai medici veterinari, al personale di vigilanza e
alle associazioni di volontariato. 8.
Manifestazioni popolari. 1.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano si impegnano
ad autorizzare lo svolgimento
di gare di equidi o altri ungulati nel corso di manifestazioni
popolari solo nel caso in cui: a)
la pista delle corse sia ricoperta da materiale idoneo ad attutire i
colpi degli zoccoli degli animali sul
terreno asfaltato o cementato; b)
il percorso della gara, nel caso di cui alla lettera a),
sia circoscritto con adeguate sponde capaci di ridurre
il danno agli animali, in caso di caduta, nonché per garantire la
sicurezza e l'incolumità delle persone
che assistono alle manifestazioni. 9.
Tecniche di pet-therapy accoglienza degli
animali e cimiteri. 1.
Ai fini di agevolare una più ampia diffusione dei nuovi
orientamenti clinico-terapeutici
con i cani per
disabili e con le tecniche della «pet-therapy»,
le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano
valutano l'adozione di iniziative intese a: a)
agevolare il mantenimento del contatto delle persone, anziani e
bambini in particolare, siano esse residenti
presso strutture residenziali, quali case di riposo e strutture
protette o ricoverate presso istituti
di cura, con animale da compagnia di loro proprietà o con animali
comunque utilizzabili per la
«pet therapy»; b)
rendere tutti i luoghi pubblici, ivi compresi i mezzi di trasporto,
accessibili anche per i cani di accompagnamento
dei disabili. 2.
Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano possono
promuovere, a livello alberghiero
e dei maggiori centri turistici, ivi comprese le spiagge e gli
stabilimenti balneari, l'accoglienza
temporanea dei cani e dei gatti e degli altri animali da compagnia. 3.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono
disciplinare la realizzazione di cimiteri
per animali da compagnia, destinati a mantenerne viva la memoria. Allegato
A Dimensioni
dei box per cani e degli annessi recinti all'aperto Superficie
minima Peso
del cane del pavimento del Superficie minima adiacente al box in
kg box coperto/cane per il movimento del cane in
mq Fino
a 3 cani m2 Oltre 3 cani m2 per
ciascun cane per ciascun cane meno
di 10 1,0 1,5 1,0 da
più di 30 2,0 2,5 2,0
|
LIDA CONSIGLIA:
|
|||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||
|
L'area affidamento di Pollenzo (Bra):
L’Area Affidamento è una struttura annessa al canile sanitario di Pollenzo e rispecchia l’idea innovativa del canile. Il termine Area Affidamento è la vetrina per le adozioni ed indica una scelta precisa riguardo le caratteristiche della struttura e la gestione della stessa.. E’ un luogo piacevole da visitare, poiché anche gli aspetti della cura dell’ambiente circostante, dell’accoglienza dei visitatori e della divulgazione di materiale informativo, vengono considerati nei dettagli. La gestione di tale Area è considerata prima caratteristica per individuare la vita stessa del canile. Il cane non è abbandonato all’interno della struttura stessa, poiché la logica per cui è stata realizzata, non è quella detentiva, ma è al centro di un vasto programma condotto dai comuni ed associazioni animaliste presenti sul territorio, al fine di creare campagne per le adozioni, corsi di educazione al rapporto con l’animale, informazioni contro il fenomeno dell’abbandono. I compiti principali dell’Area Affidamento sono riassunti in 3 punti: - Assicurare il benessere degli animali ospitati - Incentivare, grazie all’opera di reinserimento, le adozioni - Ottimizzare l’interazione tra istituzioni e volontariato Al fine di rendere l’area adozioni una struttura di accoglienza temporanea dei cani ospitati, è fondamentale curare l’aspetto riabilitativo, poiché maggiormente un soggetto sarà educato e socializzato, maggiore sarà la possibilità di trovare per lui una famiglia adatta. L’Area Affidamento è una struttura pubblica e come obiettivo primario ha l’adozione del cane randagio e la ricerca di un eventuale proprietario, inoltre l’Area è dotata di un telefono fisso a cui l’utenza può rivolgersi per qualsiasi necessità inerente l’attività della stessa. L’ apertura al pubblico è garantita 6 ore giornaliere così ripartite:
tutte le mattine dalle ore 9,00 alle ore 12,00 tutti i pomeriggi dalle ore 15,00 alle ore 18,00 nei festivi è aperta solo al mattino. Il compito della pulizia e distribuzione cibo è affidato ad una cooperativa sociale ed il personale è stato formato per svolgere tutte quelle operazioni nel rispetto primario del benessere animale. I soci lavoratori della cooperativa sono supportati dai volontari dell’associazione L.i.d.a. sez. Alba/Bra, i quali hanno la qualifica di operatori zoofili e sono stati adeguatamente formati a cura di un ufficiale di polizia ambientale, hanno una tessera identificativa con tanto di foto e sono iscritti nel registro volontariato della regione Piemonte. Due operatori hanno poi la qualifica di guardia zoofila, e sono provvisti di decreto rilasciato dalla prefettura di Cuneo. Come già anticipato largamente, l’Area dispone del valido contributo professionale di una comportamentalista. Il personale della cooperativa sociale e i volontari dell’associazione L.i.d.a. sez. Alba-Bra collaborano attivamente con diverse comunità e consorzi assistenziali presenti sul ns territorio e ministero di grazia e giustizia di Cuneo. La collaborazione con le predette realtà territoriali permette di considerare l’Area un luogo di aggregazione e socializzazione dei soggetti più deboli: gli animali in aiuto dell’uomo.
QUESTA E' L'AUTO UTILIZZATA DAI VOLONTARI DELL'AREA AFFIDAMENTO DI POLLENZO, PER CONSEGNARE A DOMICILIO I CANI CHE VENGONO ADOTTATI OPPURE PORTARE I CANI DAL VETERINARIO QUANDO NECESSITANO DI CURE. ALLA GUIDA VI PRESENTIAMO LA MITICA MARIUCCIA, AIUTO MOLTO VALIDO PER LA GESTIONE DELL'AREA AFFIDAMENTO DI POLLENZO
|
|||||||||||||||||||||