Spett. Redazioni,
abbiamo letto con meraviglia le dichiarazioni dell’Assessore alle Manutenzioni,
Mauro Campidonico, apparse sui giornali informatici della ns. città il 4 Aprile
2011, riguardo un impianto a LED installato in Via di Torrevaldaliga a
Civitavecchia.
In questa nota confutiamo tali dichiarazioni rimandando al sito Internet
http://digilander.libero.it/illuminazioneesterna
per approfondimenti sulla ns. posizione.
Prima di passare ad argomenti prettamente tecnici, ci permettiamo di segnalare
all’Assessore Campidonico che:
- il regolamento n.8/2005 alla legge Regione Lazio 23/2000, prescrive, fra
l’altro che l’emissione luminosa degli apparecchi e delle lampade rientri nei
limiti previsti e si consiglia fortemente l’uso di lampade a scarica al sodio
alta pressione
- il regolamento prescrive che gli impianti di illuminazione stradale della ns.
città siano dotati di apparecchiature atte a ridurre il flusso luminoso e come
dovrebbe sapere l’Assessore quasi tutti gli impianti cittadini non rispettano
tale Norma di legge, con un onere economico notevole per le casse Comunali,
visto che si potrebbe risparmiare il 30 – 50% della luce emessa (centinaia di
migliaia di euro/anno); a quando la messa a Norma di legge?
- l’Agenzia francese per l’ambiente ha recentemente pubblicato un avviso
sull’uso degli impianti di illuminazione a LED e sui rischi connessi (Sito
dell’agenzia:
http://www.anses.fr/index.htm).
Riportiamo le seguenti note tecnico/economiche sull’uso di apparecchi con
lampade a LED:
-
Lo spettro di emissione si pone sulle lunghezze d’onda di una luce bianchissima
(temperatura di colore anche superiore a 5.000 °K contro i circa 3.000 °K di un
lampada al sodio alta pressione) che può provocare abbagliamento e
memorizzazione della luce nella retina
-
lo spettro di emissione dei LED è
“letale” per le osservazioni e riprese astronomiche, a parità di potenza provoca
un inquinamento luminoso notevole visibile a chilometri di distanza
-
le lampade a LED attirano la microfauna molto di più delle comuni lampade al
sodio alta pressione provocandone la moria
-
su un certo uso dei LED e sulla loro commercializzazione sono stati emessi forti
dubbi dalla stessa AIDI ( Associazione italiana di Illuminotecnica) sulla
rivista LUCE n.4/2009
-
la commissione internazionale IAU (Associazione astronomica internazionale) si è
dichiarata contraria alla revisione CIE TCF – 421
della Norma CIE 126 ed in sede internazionale c’è un’opposizione
durissima della commissione astronomica sull’uso della luce a LED
Concludiamo confutando quanto affermato su
“più luce
e meno spese” e “sicurezza”:
-
chiediamo all’Assessore di fornire pubblicamente i prezzi relativi agli
apparecchi a LED installati così che si possa fare una comparazione con gli
apparecchi al sodio alta pressione che costano all’incirca 100 euro/cadauno
-
non ci risulta che gli apparecchi a LED abbiano una efficienza luminosa (lm/W)
superiore a quella degli apparecchi con lampade al sodio alta pressione
-
sulla sicurezza stradale l'equazione vale l’equazione: "
+ (più) luce = - (meno) sicurezza"
ed è per questo motivo che l'illuminazione esterna è normata in tutto il mondo
da leggi e norme UNI, CIE, ecc, perché troppa luce per le strade porta a
maggiori incidenti e maggior numero di vittime
-
- sulla sicurezza sociale, ricordiamo che agli albori dell'illuminazione
esterna, quando erano accese poche lampade, cioè fine del secolo XIX e inizio
del secolo XX, la delinquenza era poco diffusa e enormemente minore della
attuale; la delinquenza è aumentata nonostante l’aumento dell’illuminazione
esterna, raddoppiando ogni dieci anni ed ultimamente raddoppiando anche in pochi
mesi; i fatti dimostrano che la delinquenza aumenta anche se l'illuminazione
stessa aumenta o la delinquenza opera in piena luce anche e soprattutto solare.
Civitavecchia 6 4 2011
Ing. Carlo Rossi
Illuminotecnico