|
Community
|
|
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
|
|
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
|
Non ho cercato questa gravidanza, anche perchè avevo percorso molte strade per arrivare dove ero, avevo deciso, da giovane e incosciente di spengere volontariamente la prima vita che Dio mi aveva donato, passati dieci anni arrivò una nuova vita era la Linda che appena nata si ritrovò subito tra le Sue braccia dopo pochi anni sono arrivate le mie splendide bambine Siria e Livia e così quando pensavo che la mia famiglia fosse al completo è arrivata questa notizia a scombussolarmi la vita. Dopo quello che avevo passato nell'arco di questi anni, non avrei mai voluto che questo nuovo arrivato mi abbandonasse e così ho accolto questo germoglio con un sacco di amore e felicità, nonostante la fatica fisica e le tante difficoltà nel portare avanti una gravidanza con due bambine piccole. Era diventato parte di me e un mio desiderio. Questa è la sua storia, raccontata nel blog :
12 Novembre
2006 - 11:16
... la strada in salita ...
... ecco che mi trovo a percorre questa piccola salita, niente di così
preoccupante, solo un po' di fatica fisica e un po' di fatica psicologica. Credo
di essere una persona forte, solo mi serve una buona dose di serenità
per affrontare tutto, ci sono già passata e so che dovrò lottare
con le paure che ancora porto nel cuore e con i ricordi.
Ma tutto passerà e dopo sono certa che guardando indietro non potrò
vedere altro che una splendida famiglia ... magari un po' numerosa !
21 Novembre
2006 - 19:01
Storia delle due bambine sulla luna che mangiavano frittelle e poi ...
C'era una volta un babbo e una mamma che volevano tanto un bambino, lo desideravano
con tutto il cuore ed ogni giorno pregavano Gesù di fargli questo splendido
dono. Così Gesù, che dall'alto ascolta tutte le preghiere, decise
di andare sulla luna a scegliere un bambino tra tutti quelli che sono là
a mangiar frittelle in attesa di andare dai loro nuovi genitori.
Mentre stava camminando guardò una bambina dagli occhi bellissimi ed
accanto un'altra ed allora pensò che sarebbero state proprio quelle giuste.
E così rivolgendosi alle due bambine gli disse: "ho trovato un babbo
e una mamma per voi, prima però dovrai andare te" rivolgendosi alla
Siria " e dopo qualche tempo verrai anche te" guardando la Livia "
così sarete due sorelline e vi vorrete un mare di bene".
Ed ecco che con una magia, ma non le magie dei maghi, una magia un po' speciale
che solo Lui sa fare, mandò la Siria nella pancia della mamma in attesa
che crescesse e diventasse abbastanza grande per poter nascere, e dopo poco,
arrivò anche la Livia ad allietare quella famiglia...
... ma Gesù, nel suo disegno aveva pensato un po' di più ed aveva deciso che a quella bella famiglia ancora mancava qualcosa, la guardò per bene e vide due splendide bambine che si volevano bene e che amavano i loro genitori, ma non ancora soddisfatto tornò sulla luna e andò a scegliere un altro bambino, non ci ha detto se era un'altra bambina o un piccolo maschietto, voleva farci una sorpresa, e così sempre con la sua magia speciale fece nascere una nuova vita nella pancia della mamma e con un po' di pazienza ci darà modo di conoscere e vedere anche questo nuovo arrivato ...
Ed ecco che Gesù prese i fiori più belli del suo giardino e li donò a me e al babbo per farvi crescere e per amarvi, di quell'amore infinito che solo un babbo e una mamma provano.
24 Novembre
2006 - 10:31
Una piccola riflessione
Ormai la notizia che sono incinta è diffusa, a me non riesce nascondere
le cose e credo sempre che tutto mi si legga nel viso, così lo dico con
molta naturalezza e vedendomi con altre due bambine il più delle persone
si meraviglia e esordisce con le affernmazioni più disparate ... tipo:
"complimenti !!!" oppure "bravi !!!" e allora io rispondo:
"bravi se si fosse scelto, allora saremmo stati anche coraggiosi a volere
il terzo, ma visto che ci è venuto a cercare ... ", invece ieri
l'altro a questo piccolo dialogo si è aggiunta la frase ... "...
si ma bravi a tenerlo".
Ci sono rimasta male, come bravi a tenerlo? Certo io ho fatto un aborto (di
cui mi sono amaramente pentita) ma ero senza un marito ma solo un fidanzato,
una casa, un lavoro, ma soprattutto non avevo provato cosa era l'emozione di
una gravidanza, portare un figlio dentro di se, vederlo nascere e amarlo con
tutta me stessa.
Come può una mamma pensare ad un aborto ? Non voglio giudicare, perchè
nella vita succede di fare sbagli, soprattutto quando si è difronte a
situazioni difficili, ma IO tra una morte ed una vita ... scelgo la VITA !!!
28
Novembre 2006 - 09:19
Che tristezza - 28
novembre 2006 - 6 settimane e 6 giorni
Carissimo fagottino, volevo iniziare il tuo diario raccontandoti del test di
gravidanza, della sorpresa, del babbo che si era un po’ incupito, raccontandoti
che dopo aver fatto l’ultimo test, la tua mamma già ti adorava
e non vedeva l’ora di poterti stringere. Ed invece inizio questo diario
con una pagina triste, sono a casa, ho avuto delle piccole minacce d’aborto,
ma la cosa che mi rende più triste non è dover stare a letto ferma,
ma mi sono rimaste le parole dell’ostetrica, che ha detto che la camera
gestazionale era più piccola di due settimane e che quindi, già
potresti non esserci più.
Io non so cosa pensare, non so cosa credere, l’idea di averti perso, mi
fa stare così male che preferisco non crederci. Ieri sono stata tutto
il pomeriggio da sola ed ho pianto e pensato. Non abbandonarmi, attaccati a
me con tutte le tue forze !!! Ti amo tanto anche se sei minuscolo.
La mamma
30
Novembre 2006 - 18:26
... i tre piccoli fagottini.
C'era una volta due mamme che si conoscevano appena, tutte e due avevano una
bella sorpresa nella pancia, anzi una delle due aveva due piccole meraviglie
che attendevano di crescere, la cosa che accomunava queste piccole tre meraviglie
era la loro vita appesa ad un filo, nessuno sapeva che destino gli era riservato.
Forse se si fossero aggrappati con tutte le loro forze alla pancia della loro
mamma, forse se avessero potuto gridare e dire noi ci siamo mamma, forse sarebbero
riusciti a crescere, a diventare grandi e a guardare negli occhi quella donna
che tanto li desiderava, ma aveva paura di sognare con loro.
Questi piccoli doni che sono venuti a cercare queste famiglie, che sono venuti
a scombussolare la nostra vita, ma che già fanno parte di noi, se riusciranno
a crescere, ci faranno vedere nei loro occhi la scelta più giusta, altrimenti
li ricorderemo con amore e rimpianto.
C'era una volta una mamma che doveva scegliere con il cuore, lei di cuore ne
aveva tanto e sono convinta che era anche una mamma coraggiosa e l'altra mamma
invece non poteva scegliere, doveva solo pregare con il cuore che tutto andesse
bene. Ancora non sappiamo come è andata a finire, ma credo che qualsiasi
sarà il loro destino, noi li ameremo per sempre, piccoli fratellini virtuali.
2
Dicembre 2006 - 11:30
Il miracolo - 2
dicembre 2006 - 7 settimane e 3 giorni
Ciao piccolo
fagottino, la mamma ha un blog … forse è troppo presto per capire
cosa sia, ma sai come si intitola? “IL SENSO DELLA VITA. Per chi crede
nella vita, anche quella più piccola nella pancia di una donna”
… sai la tua vita, ogni giorno che passa è sempre meno probabile,
anche l’ultimo esame del sangue ha dato un esito disastroso, ormai rimane
solo un miracolo. Ieri cercavo di essere forte, ma ho pianto tanto, non è
che non credo nei miracoli, ma ho tanta paura di sperare e poi di rimanerci
ancora più male. L’attesa è fino a mercoledì, se
non c’è niente di nuovo.
“Caro Dio, io non ti ho chiesto questo piccolo, ma tu hai voluto donarmelo, certo sono rimasta un po’ sconvolta ma mi è bastato un attimo per amarlo, per accettare questa nuova gravidanza con amore e serenità, benché fosse la quarta consecutiva, traspariva nei miei occhi una gioia immensa per questa nuova vita, ed ora? Cosa succede, quale lezione devo imparare, quale è il tuo disegno? Ti prego, con il cuore di una mamma, che sa il valore di una vita, una mamma che ha affrontato troppe cose che l’hanno fatta soffrire. Ti prego donami questo esserino, saprò amarlo e crescerlo nel tuo amore e nel tuo nome. Ti chiedo il miracolo”
5
Dicembre 2006 - 15:44
Il giorno prima - 5
dicembre 2006 -
7 settimane e 6 giorni
Ciao mio
adorato fagottino, ti mando un bacione ovunque tu sia, questi 9 giorni sono
stati particolarmente difficili, il non sapere cosa succedeva nella mia pancia,
mi ha dato sconforto e preoccupazione, finalmente ci siamo, domani sapremo qualcosa
in più e tante lacrime verranno versate, di dolore o come spero io in
fondo al mio cuore, lacrime di gioia. E’ difficile esprimere quello che
ho pensato in questi giorni, mi sono sentita esattamente divisa in due, una
parte obbiettiva, che continuava a ripetersi che ormai non eri più con
me e una parte sentimentale che non credeva al tuo abbandono. Tutti continuano
a dirmi di essere serena, di affrontare tutto, anche l’eventuale dispiacere,
trovando la forza nelle mie bambine e così farò, perché
vederle è la cosa più bella di questo mondo, ma sappi che sarò
rimasta un’altra volta a metà, così come mi sono sentita
la prima volta che ho abortito, così quando è morta tua sorella.
Non voglio più sentirmi una mamma a metà, non voglio quella sensazione
di non aver portato a termine qualcosa … te.
6 Dicembre
2006 - 14:09
... eppure c'eri.
Non so quando hai lasciato la mia pancia, non so quando ti ho detto addio, ma
doveva andare così, mi hai lasciato una piccola cicatrice sul cuore,
un segno del tuo passaggio. Ho poca voglia di parlare, ho poca voglia di pensare,
c'è solo una cosa che desidero fare ... è prendere in collo le
mie babine, ma soprattutto la Livia, che in questi giorni mi guardava e non
potevo far altro che fargli un po' di coccole seduta. Amori, arrivo, spengo
il computer, mi asciugo le lacrime e sono di nuovo da voi, mamma sorridente,
velata di malinconia.
Grazie a tutti, a questa ondata di amore e affetto che sento su di me.
Un saluto speciale a Cristina, che dal cielo veglierà sulla sua famiglia che tanto l'ama e che tanto soffre.
8 Dicembre
2006 - 19:26
Undici giorni difficili
Ritrovarmi a letto ferma, con tanta speranza nel cuore e poca nella testa, aver
passato 9 giorni a guardare gli altri, a guardare le bambine e poi sentirsi
dire dalla Dottoressa "signora non c'è più niente, niente
più camera gestazionale, niente più embrione", avere una
notizia ancora più terribile, la morte di una mia amica, a cui ho voluto
bene e così affrontare il funerale e vedere le persone che amo soffrire,
stare male per loro ed avere in testa solo il loro pianto e la loro tragedia.
Allora penso che davanti a tutto questo io non ho da piangere per me. Undici
giorni difficili, undici giorni di sofferenze. Sono stanca. Ho voglia di stare
con la mia famiglia, guardare l'albero di natale, il presepe e stringermi a
loro.
14 Dicembre
2006 - 21:32
... un'altra prova
Purtroppo non è bastato, quello che speravo di non fare, ovvero il raschiamento,
dovrò farlo o domani o lunedì o martedì, ma che importa,
ormai ho fatto tanto e farò anche questa seconda esperienza. Un po' preoccupata,
un po' dispiaciuta, un po' triste ma forte nello spirito, affronterò
la giornata ed anche se non mi hanno assicurato che potranno intervenire domani,
a questo punto ci spero, così mi toglierò il pensiero e non vivrò
un fine settimana con l'angoscia. Stasera ho abbracciato tanto le mie bambine,
cercando di trovare in loro la forza, le abbracciavo per consolare il mio dispiacere.
Non so per quale motivo e che cosa io debba scontare, forse niente, ma il senso
a questa storia lo dovrò trovare, così come è successo
per la Linda, voglio trovare il motivo di questa esperienza.
Come ha detto Giovanna "Pensa che non c'è già più
il bimbo, è solo una pulizia che fanno per preparare per bene la sua
casetta quando tornerà" ...
Vi ringrazio ancora per il sostegno e l'affetto che ho sentito intorno a me in questo periodo. Grazie, ma non una parola banale, così tanto per dire, ma grazie con il cuore !!!
Di ritorno dall'ospedale ... intervento fissato per lunedì.
17 Dicembre
2006 - 14:45
Ho paura
Sono sempre stata terrorizzata dalle anestesie, non so perchè e anche
quando mi dissero che la Livia era podalica, feci il rivolgimento manuale per
non avere il cesareo e l'operazione. Quando ho saputo che l'anestesia era totale,
anche se durava solo 10 minuti, ho avuto paura. La paura di non svegliarmi.
E così penso e ripenso a tutta questa storia, a come è iniziata,
a come si è evoluta, ho pregato tanto perchè Dio mi regalasse
questa vita e quando ho saputo che l'aveva ripresa con Se, mi sono sentita tradita
e abbandonata da Lui e dalla mia fede. Oggi invece pensavo a quello che dicevo
prima di sapere che dentro di me nasceva una vita, continuavo a pregare e a
ripeterGli, fammi strumento, mi metto nelle tue mani e se hai bisogno di me
sarò felice di aiutare gli altri, con questa associazione "Genitori
di una stella", che è nei nostri pensieri, o di aiutare chi avrò
la fortuna di incontrare.
Allora è colpa mia, gli ho chiesto di farmi strumento e lui ha esaudito
il mio desiderioe così ho deciso ancora una volta di scrivere e raccontare
quello che provo e quello che proverò domani e nei giorni che seguiranno.
Ed un giorno, dopo tutto questo tornerà l'arcobaleno.
19 Dicembre
2006 - 11:33
La prova finale
E' andato tutto bene l'intervento, c'è stata un po' di attesa, snervante,
ma poi alla fine tutto si è risolto e mi sono svegliata anche dall'anestesia.
Non ho quei sensi di colpa che mi torturavano, quando feci l'aborto volontario
e sono consapevole che questo era un passaggio inevitabile, per la mia salute.
Così un po' acciaccata, sono ripartita per chiudere definitivamente questo
capitolo, sarà inevitabile che ci pensi, però ormai è andata
in questo modo ed è inutile piangersi addosso.
Voglio essere serena e felice, voglio salutare il Natale con la gioia nel cuore,
voglio voltare questa pagina ed aprirne una nuova.
Ho chiuso così, sono andata dalla Linda e ti ho messo nel suo cuore.
E' tutto
diverso, pensavo di dover affrontare lo stesso dolore, gli stessi pianti inconsolabili,
il grandissimo vuoto che mi aveva lasciato e invece c'è una grossa delusione,
ma niente colpe; ci sono le mie bambine che mi hanno dato una grande forza e
da cui ho attinto tanta energia positiva.
Nell'altro aborto mi sentivo sola e vuota, ora non lo sono più ed è
questo che una donna deve capire, che con i figli non c'è questo vuoto,
che i bambini sono un impegno, ma sono anche una grazia.
Quando Dio ci regala
una vita, dobbiamo crede che sia per il nostro bene. Non posso dire alle persone
che non devono abortire volontariamente, è la loro vita, ma se potessi
parlare con tutta sincerità lo farei, perchè so per certo quello
che si prova e vorrei che una ragazza prima di compiere un gesto del genere,
si rendesse conto che la strada che ha deciso di percorrere, non è la
più semplice, ma forse è la più complicata.
Ognuno poi in fondo al cuore deve prendere la decisione più giusta, pensando
e riflettendo che con i figli la vita cambia ma non necessariamente in peggio,
un figlio rimane per tutta la vita.
16 febbraio
2007
Uno sfogo
Penso e ripenso a tutto quello che è accaduto, a come mai è successo,
se tutto questo dovevo viverlo solo perché una volta per tutte riuscissi
a risolvere l’interruzione volontaria di gravidanza fatta 13 anni fa.
Sono tante le domande che mi sono posta e sono tornata indietro nel tempo per
rivivere quei momenti, di solitudine, tutto quello che feci è andato
contro me stessa, contro i miei principi e il mio modo di pensare, ho vissuto
quel aborto volontario, forzatamente, mentendo a tutti, raccontando bugie perché
nessuno ne era a conoscenza, volevo quel bambino e nonostante tutto ho fatto
l’interruzione e questo per amore, ma per quanto ami mio marito ora non
lo rifarei più, non perché si meriti o meno un gesto del genere,
ma perché lui ha scelto ed io ho pagato le conseguenze della sua decisione.
Un gesto troppo grande da fare per amore.
Sono andata contro me stessa in tutto ed è proprio per questo che ne
ho sofferto così tanto. La mia colpa è stata quella di non avere
avuto abbastanza coraggio da tenerlo, ma soprattutto quella di non aver chiesto
aiuto ai miei genitori, avevano il diritto di saperlo e magari di aiutarmi a
scegliere.
La Linda era una cosa lampante, la gravidanza, una pancia, nove mesi e poi la
morte, tutti ti potevano chiedere, tutti sapevano. L’aborto è nascosto
(soprattutto quello volontario) succede quando ancora non hai segni evidenti,
succede e nessuno se ne accorge, nessuno ti dice niente, nessuno si preoccupa
che una vita se ne è andata, perché forse nemmeno la considerano
vita. Ed è questo quello che mi ha fatto più male, nascondermi,
nel primo aborto nascondermi perché nessuno sapeva niente ed ora con
questo aborto spontaneo, nascondermi dalle mie bambine, da mio marito, nascondere
il dolore e la delusione, non trovare i tempi per poter piangere e pensare,
non trovare il mio spazio per soffrire, troppo impegnata a fare la mamma, la
moglie, la figlia, forse perché mi vergognavo a soffrire per questa perdita
che gli altri consideravano meno grave, rispetto alla Linda.
Penso e ripenso che sia un dolore personale, anche se sarebbe giusto gridarlo
al mondo, ed è proprio quello che voglio fare oggi, riportando tutto
sul mio blog, sulla mia pagina web. Così come ho fatto per la Linda,
voglio gridare al mondo di questi due splendidi pensieri di bambini che sono
capitati nella mia pancia, sì sono esistiti ed io li ho amati, tanto.
3 Luglio
2007
... piccoli pensieri
La piccola Livia si è ammalata di bronchite ed è stata due settimane
male, finalmente domenica abbiamo finito l'antibiotico e per festeggiare siamo
andati tutti e quattro allo zoo di Pistoia, è stata una bellissima giornata,
le piccole erano felici e serene e nel viaggio di ritorno a casa la Siria non
ha fatto altro che raccontare tutto quello che aveva visto.
Lunedì la Siria ha iniziato a tossire e la sera aveva la febbre, oggi
siamo state dal pediatra, ed ecco, antibiotici anche a lei, ha preso la forma
di bronchite attaccata dalla sorella, ora ha la febbre alta ma è sotto
antibiotico, il mare ormai viene rimandato da settimana a settimana, ma pazienza.
L'unica cosa è che non mi riesce ricaricarmi, l'11 Luglio poi sarà
l'anniversario dell'aborto volontario, ormai sono passati 13 anni e il 18, mi
sarebbe scaduto il tempo della gravidanza (quello dell'aborto spontaneo di dicembre)
e tutto questo mi rende triste, perchè mi ricordo di aver pensato che
magari il mio bambino sarebbe nato proprio l'11 e così avrei chiuso un
cerchio, ed invece niente.
Questo figlio che desidero tanto, questo grande desiderio, l'ho messo come "fioretto"
nelle mani della Madonna, infatti ho deciso di non dire più niente a
Romano, di non chiedergli più questo bambino. E forse, questa decisione
forte e meditata è quella che mi fa più male. Ma tutto passerà.
11 Luglio
2007
Solo un ricordo
13 anni,
un figlio perso per un'interruzione volontaria di gravidanza, la strada più
difficile, non quella che ti fanno credere gli altri, non quella che sembra
la soluzione a tutti i problemi. Ma una strada in salita, ed anche quando sembra
che tu sia felice o che tu sia realizzato, ecco che la decisione presa 5, 10,
o 12 anni prima ti ritorna addosso come se fosse accaduto ieri.
Una lotta contro i mulini a vento.
Ma chi sbandiera l'aborto come libertà e scelta della donna?
Dove è la libertà, nel senso di colpa?
Chi dice questo, non ha provato niente di quello che una donna passa, la violazione
della sua intimità, la solitudine della scelta, il vuoto che ti attanaglia
il cuore.
Quale è la libertà?
Oggi c'è una famiglia, con la stessa persona, lo stesso uomo, lo stesso
padre dei miei 3 figli. Oggi c'è un uomo che amo accanto a me e che non
mi chiederebbe più una scelta così grande. Oggi ci sono le mie
figlie, immensi tesori, oggi c'è la felicità di aver vissuto e
aver lottato per diventare mamma.
Ma quale è stato il prezzo di questa libertà?
Con serenità, un ricordo e un pensiero.
Un consiglio per chi vive una scelta così, pensaci.
18 Luglio
2007
... tanto cuore nelle persone !
Oggi è il 18, data un po' particolare, segnata sul calendario da un asterisco
dimenticato, scritto nove mesi fa e non cancellato, la fine del tempo della
gravidanza, del pensiero di bambino che ho perso a dicembre. A questa malinconia
si era aggiunta la settimana senza Siria, rimasta al mare con i nonni e gli
zii e in più una piccola discussione avuta con una "collega di associazioni"
venerdì.
Sono stati giorni di riflessione, pensando a quello che avevo costruito partendo
dal "il diario della Linda"
per continuare con "Genitori
di una stella", che impegna tanto tempo e ne vorrebbe ancora di più.
Amo fare questo, ma a volte capita di avere dei dubbi e di non essere più
certe di combattre, soprattutto quando le cose non vanno come le hai pensate
(è un discorso complesso).
Ma ecco le mamme, i babbi, quelle meravigliose persone che fanno parte di Genitori
di una stella, sono venuti incontro a me dandomi forza e coraggio, facendomi
sentire tanto affetto. Ed ecco che mi sento felice e sicura del mio cammino.
Grazie a Fiammetta, Laura, Giovanna e Paolo
6 Settembre 2007
Intervista pubblicata su Libero:
Ilaria dal dolore,
speranza
Una IVG
che la segna nel profondo, poi la morte di una figlia neonata: Ilaria è
stata più forte delle tragedie che l'hanno colpita. Ora vuole aiutare
chi ha sofferto come lei.
di Alessandra Del Re
Ilaria ha dovuto affrontare la morte perinatale di una figlia, Linda. Ed è proprio ai nove mesi in cui si è portata la piccola dentro di sé che ha intitolato il suo blog, il diario della Linda. Alle spalle questa donna ha anche un'interruzione volontaria di gravidanza (IVG) fatta quando aveva poco più di 20 anni, decisione che l'ha segnata nel profondo. Attraverso il dolore Ilaria ha trovato e compreso il senso della vita. Ora ha due bellissime bambine, Siria e Livia, e sogna di riuscire a diventare mamma ancora una volta. Il suo diario le è stato di grande aiuto nel superare il lutto, ma non si è limitata a scrivere la sua storia: voleva essere d'aiuto a chi come lei si è trovato ad affrontare una tragedia simile. Per questo motivo insieme ad altre mamme e papà ha messo in piedi l'associazione Genitori di una stella. Ecco la storia di Ilaria.
Tutto comincia
dalla scomparsa di Linda...
In realtà, tutto è cominciato da molto più lontano, dall'interruzione
volontaria di gravidanza che feci circa 8 anni prima che nascesse la mia stella
Linda, un IVG, una decisione nata dalla difficoltà economica, visto il
mio quasi perenne stato di disoccupazione, dalla "giovane" età
(messo tra virgolette perchè penso che a 22 anni si può anche
diventare madri), dalla mancanza di una casa e da un compagno che non desiderava
un figlio. Chiaramente la mia opinione sull'aborto era ben diversa da quella
di oggi, prima la trovavo come la più semplice decisione al mio problema,
la decisione che avrebbe scombussolato di meno la mia vita, ho scelto senza
conoscere cosa comportava un raschiamento, senza sapere che avrebbe lasciato
in me un enorme vuoto per lungo tempo accompagnato da tanti sensi di colpa,
senza sapere che poi il mio desiderio più grande sarebbe stato quello
di riavere un figlio. Ho scelto, ma sono stata così stupida e immatura
da non chiedere aiuto ai miei genitori, cercando di fare tutto di nascosto e
questa è stata la cosa che mi ha fatto più male, perchè
quando soffrivo per la mia decisione, non avevo nessuno con cui parlarne. Gli
anni passarono, mi sposai con Romano, quell'uomo che aveva condiviso con me,
ma non del tutto, perchè credo che solo la donna si porti dentro di se
il peso della scelta. Ed ecco il mio più grande desiderio avverarsi,
rimasi incinta della Linda ed era tanta la gioia, era stata una gravidanza così
tanto attesa, che inizia a scrivere un diario con tutte quelle straordinarie
emozioni che regalava la mia Picci, dentro di me.
Come hai
trovato la forza di riaprire il diario della gravidanza e ripercorrere quei
mesi?
Il diario non è mai stato chiuso, perchè io tornai subito a casa
e dopo tre giorni scrissi la storia del parto e della nascita della Linda, per
me è stato un modo naturale di comunicare i miei sentimenti, uno sfogo
o forse un modo per continuare a comunicare con la mia piccola il dolore che
aveva lasciato nel mio cuore e di quanto l'amassi.
Come hai
vissuta la gravidanza della seconda e terza bambina?
Sicuramente la gravidanza più difficile è stata quella della seconda
figlia (Siria), perchè se da un lato uscivo piangendo a dirotto dalla
felicità ad ogni ecografia che facevo, dall'altro c'era l'ansia che potesse
succedere di nuovo, la difficoltà più grande è stato soprattutto
l'ultimo mese, quando vedevi vicino il momento dell'abbraccio e la riconquista
della felicità, ma ancora dovevi aspettare.
La mia terza gravidanza (Livia) è stata un po' più serena, passata
più alla svelta perchè avevo già la mia bambina da crescere
ed era ancora piccola (ci corrono due anni tra Siria e Livia) ma quando seppi
di essere incinta, pur felice, sentii tanto dolore, come se la ferita della
Linda si fosse riaperta, infatti credo che nei primi mesi di gravidanza ho rielaborato
un po' il lutto che con la nascita della Siria si era interrotto.
Vorresti
altri figli?
Sì, mi piacerebbe tanto avere, l'ultimo, il quarto o la quarta, non mi
importa, ho questo grande desiderio che non so se riuuscirò ad avverarlo,
visto che mio marito non ne sente assolutamente il bisogno. Forse questo desiderio
è stato accentuato dall'aborto spontaneo che mi è successo a dicembre
dell'anno scorso, ero rimasta incinta per puro caso, ma dopo un po' l'ho trovato
un dono straordinario. Premetto che noi in famiglia siamo quattro, tre maschi
e io la più piccola una femmina e Romano invece ha un fratello e una
sorella, anche loro più grandi.
Nel tuo
post "il perché di questo blog" citi la pillola del giorno
dopo: sei contraria?
Sono contraria, soprattutto per l'uso che ne vien fatto, a volte, forse, con
troppa semplicità.
Sei credente?
Lo eri anche prima della scomparsa di Linda? Come vivi la tua fede?
La mia fede è stato un bel percorso altalenante, nata da una famiglia
cattolica praticate, appena sono stata un po' più grande da uscire la
sera, la domenica mattina la passavo a rotolarmi nel letto. Quando rimasi incinta
della Linda iniziai a dire i Rosari, affinchè tutto andasse bene, poi
la Linda se ne andò, è stato difficile credere a un Dio che mi
portasse via la cosa più cara che avevo al mondo, ma saperla sepolta
semplicemente sotto un cumulo di terra era terribile, dovevo credere che un
giorno l'avrei riabbracciata, dovevo credere che un giorno saremmo di nuovo
state insieme.
Poi, non riuscivo a rimanere incinta e così feci un fioretto: se Dio
mi regalava questa nuova gravidanza, io avrei cresciuto mio figlio nell'amore
di Dio e l'avrei portato alla messa, avrei fatto così come mia mamma
aveva fatto con me, mi aveva dato le basi per essere un Suo strumento di amore.
Ed ecco che il sabato dopo feci il test di gravidanza, ed era positivo, domenica
andai alla messa, sembrava che il prete nella predica stesse parlando di me,
piansi tanto e da allora ho trovato nella chiesa rifugio e conforto, ho trovato
in Dio un posto sicuro.
Scrivi
"ho deciso di mettere on-line la mia esperienza per aiutare coloro che
dubitano del valore che porta una nuova vita dentro di loro, aiutarle a capire
sia la gioia enorme che porta, in qualsiasi momento, luogo o situazione avvenga".
Non pensi che molte delle donne che decidono di abortire non mettano in dubbio
la gioia che può portare un figlio, ma siano spinte da motivazioni differenti?
Certo che lo penso, perchè anche io ho fatto la scelta dell'IVG, per
tutta una serie di problemi, ma purtroppo quando scegli, o per lo meno a me
è andata così, nessuno ti mette al corrente di quello che succede
dopo, del trauma che ti porti dentro per tutta la vita, delle difficoltà
a riallacciare il rapporto con il partner. Proprio per questo ho deciso di mettere
in linea tutta la mia storia, non per dire a qualcuno non abortire, ma per dire
pensaci, nella vita non si sa mai, magari è l'unico figlio che ti vien
data la possibilità di crescere, pensa a come mi sono sentita io che
dopo un IVG, ho visto morire Linda, ho sentito tutto questo come "la punizione"
a quello che avevo fatto, ci ho messo tanto per capire che non era così,
finchè poi ho avuto di nuovo un bambino da amare.
In un post
fai riferimento a "l'inutilità della programmazione, di il fare
progetti". Ti riferisci anche al programmare i figli?
Soprattutto a quello, io certamente lo dico sulle basi della mia storia, perchè
penso che non dobbiamo avere il delirio di onnipotenza, che tutto vada come
vogliamo noi, credo che a volte le cose succedono, non per puro caso, ma perchè
a volte, anche i figli, è bello che ci vengono a cercare.
Sei un'ottimista?
Lo sono sempre stata, a parte il mio periodo buio dopo la Linda, credevo che
la mia famiglia fosse tutta li, in quel pezzettino di terra. Ma è stato
solo quel momento, ora poi, penso ... "Dio provvederà". L'ottimismo
me l'ha insegnato mio babbo e la provvidenza di Dio è un insegnamento
che devo a mia mamma.
Nel tuo
blog ho trovato anche un post-denuncia contro la struttura ospedaliera alla
quale ti sei affidata per il primo parto. Ci spiegheresti come sono andate le
cose?
Io sono stata fortunata a trovare delle belle persone, delle brave ostetriche
che mi hanno seguito anche nelle mie gravidanze successive a Linda, perchè
infatti ho continuato a farmi seguire dalle ostetriche nello stesso ospedale.
Più che altro ho trovato brutto che una struttura come un ospedale non
sapesse come affrontare il mio dolore, magari con uno psicologo, o incitandomi
a fare delle cose di cui poi mi sarei pentita, tipo prendere la mia bambina
in braccio e guardare la meraviglia che avevo fatto oppure che mi abbandonasse
alle domande e a i dubbi. Linda è morta per un atresia della trachea,
un piccola malformazione, aveva un tappo di cartilagine che ostruiva le vie
respiratorie, io sono stata convinta per un lunghissimo periodo di essere stata
io la causa, che fosse stato qualcosa che avevo fatto a causare quel mancato
sviluppo della trachea. Quando rimasi incinta della Siria, non feci i colpi
di sole, non mi davo lo smalto, non pulivo con sostanza particolarmente aggressive.
Quando invece rimasi incinta della Livia, dovetti andare a fare un consulto
a tossicologia perchè avevo preso delle pasticche, prima ancora di sapere
che ero in attesa, e così vennero fuori tutti questi dubbi e paure sulla
morte della Linda. Allora mi sono chiesta, ma quando io facevo domande sul perchè
di questa malformazione, potevano dirmi di parlare con qualcuno di quel reparto?
Senza sentirmi dire, è un caso!
Cito le
tue parole in riferimento all'interruzione volontaria di gravidanza: "Dove
è la libertà, nel senso di colpa? Chi dice questo, non ha provato
niente di quello che una donna passa, la violazione della sua intimità,
la solitudine della scelta, il vuoto che ti attanaglia il cuore. Quale è
la libertà?". Sei quindi contraria all'aborto?
Sono contraria all'aborto, se un giorno una delle mie figlie rimarrà
incinta e non vorrà tenere il bambino, certo, io non gli impedirò
di fare la sua scelta, la vita è sua ed è giusto che decida, ma
gli racconterò quello che ho sofferto, quello che ho passato io, gli
racconterò di non essere stata brava quanto lei, perchè ho pensato
che non mi servisse l'aiuto di nessuno e ho fatto tutto da sola. Gli dirò
che un figlio non ti rovina la vita, è una cosa meravigliosa da amare,
per sempre!
Parlaci
dell'associazione "Genitori di una stella": com'è nata, a che
scopo, chi ne fa parte insieme a te.
L'associazione "Genitori di una stella" è una evoluzione del
"Diario della Linda", io infatti avevo messo in linea tutto per aiutare
le mamme a cui era capitata una storia simile alla mia ed ecco che la prima
mamma che mi ha risposto è stata Giovanna, la mia "socia" l'idea
è nata dalla voglia che avevamo tutte e due di aiutare le mamme, come
mamme, aiutare i genitori come genitori, così senza nessuna pretesa,
abbiamo messo su il sito (io sono il tecnico web ... e si vede) e così
piano piano, giorno dopo giorno siamo cresciute, abbiamo aiutato altre mamme
ed ora siamo un po' ... Laura, Fiammetta, Olga, Mariangela, Ofelia, Federica,
Yvette, Elisa, Sara ... ma anche i papà che si tengono un po' più
nascosti... Paolo e Moreno. Chiunque voglia aiutarci, infatti se c'è
tanto auto-aiuto da parte nostra, ciò non toglie che possano farne pare
anche gli operatori del settore. Il nostro scopo è quello di aiutare,
e se anche avremo aiutato una sola mamma, siamo già contente ... sapete
la storia della goccia nel mare, poi quando la goccia diventa pioggia ...
Poi sul mio guestbook, ho trovato questo:
Lorena:
Buongiorno vorrei farLe i complimenti per il suo blog ma non riesco a capire
una cosa come si può pensare che l'aborto volontario non sia giusto che
non sia il diritto di una donna. I sensi di colpa ci sono e non se ne andranno
mai è vero, c'è un vuoto che non si colmerà mai...ma Lei
non pensa a come avrebbe vissuto la sua vita quel bambino, non pensa come sarebbe
cresciuto sapendo che era uno sbaglio qualcosa di capitato, e avendo vicino
a se dei genitori che non si amavano? dica queste cose nel suo blog, consigli
di parlare con uno psicologo prima di dire a delle ragazze che fare la mamma
è bello, è la cosa più grande del mondo...mettere al mondo
un figlio non vuol dire smussare i propri sensi di colpa vuol dire prendersi
una responsabilità verso un'altra persona, che avrà bisogno di
una mamma non di un eroe!!! Le dica queste cose
Volevo
risponderti quì, scusami se ti do del tu, mi ha molto colpita questa
tua affermazione, vorrei dirti che per me questa è stata semplicemente
una testimonianza di vita vissuta e che ognuno nel suo cuore saprà leggere
e trovare il senso di tutto questo. Io non mi permetterei mai di scegliere al
posto di altri o di giudicare situazioni e storie che non conosco, quello che
dico però è che abbiamo a che fare con una vita, quella di "tuo"
figlio e avendo già due bambine, posso affermare in assoluta certezza
che il bene che si vuole ai propri figli è a prescindere dalla situazione
che ti circonda. L'amore per loro è unico, anche se mi dovessi trovare
sola su questa terra.
Ognuno poi farà la propria scelta nel suo cuore, io ho fatto la mia e
mi sono pentita, questo lo potrò pur dire?
19 Dicembre
2007
Giornata difficile
Oggi 19
dicembre, sono partita un po' così, una giornata difficile, piena di
pensieri e paure. Poi guardo la data e penso che un anno fa proprio oggi facevo
il mio secondo raschiamento, quello dell'aborto naturale, penso che mio marito
mi diceva che si sarebbe cercato nuovamente, ma erano parole solo consolatorie,
forse convinto di quello che diceva, ma solo in quell'istante.
Rifletto come mai noi donne oppure in particolare io, non riesca a staccarmi
da tutto questo, che prima ricordi, a luglio, la data "presunta del parto"
ora il raschiamento, ma non voleva essere una commemorazione, ma una riflessione.
Non riuscire a capire perchè non si riesce a voltare pagina, perchè
si debba rimanere così legati a questi episodi, ma non perchè
la vita di oggi non mi soddisfi, sono felicissima delle mie splendide bambine
le amo con tutto il cuore e sono convinta che la mia famiglia è già
bellissima così ... ma ... c'è quel ma, c'è quel se, c'è
quel "piccolo pensiero" che si è affacciato nella mia vita
e non riesco a mandarlo via. Come devo fare? Vorrei il mio citofono con Dio,
vorrei capire se sbaglio a desiderare tutto questo.
Domani andrà meglio, basta levare i "ma" e i "se"!
Genitori
di una stella
Un aiuto, un sostegno, un'associazione per aiutare i genitori ai quali è
capitata la morte perinatale del proprio figlio.
Dall’unione
mia e di Giovanna è nata un’idea, chiamata “Genitori di una
stella”, un’associazione di mamme e papà a servizio di altre
mamme e papà, che si propone innanzitutto di offrire un aiuto immediato
per lenire, per quanto possibile, la solitudine e lo smarrimento iniziale.
Se vuoi, saremo dunque felici di regalarti la nostra esperienza, la nostra capacità
d’ascolto o anche solo un aiuto, un consiglio pratico per affrontare piccole
o grandi insidie burocratiche che si dovessero presentare nel cammino che ti
prepari a percorrere.
Un aiuto, un conforto, un supporto per chi ne ha bisogno:
Copyright © 2006 IlariaB- Tutti i diritti riservati - home - la mia storia - libri e articoli - due chiacchere
'); //-->