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La
storia qui scritta è la parte più triste della mia vita, ma
ora a 4 anni e mezzo da quello che è successo, vivo una vita felice,
circondata dalle mie due splendide bambine, una di 3 anni e una piccolina
che ha quasi 1 anno, che riempiono la mia vita con chiacchiere e gorgheggi.
In quei momenti non pensavo che avrei avuto una famiglia così bella
in poco tempo, anzi pensavo che la mia famiglia fosse finita lì in
quel pezzettino di terra; io vorrei essere una speranza per coloro che come
me (in quei momenti) vedono lontano il futuro con un nuovo bambino in collo,
vorrei essere una speranza di felicità per le mamme che soffrono.
Il
libro da stampare o scaricare:
Al nostro piccolo
angelo volato sopra le nuvole
Questo diario nato come diario della Linda, alla fine è diventato la
mia valvola di sfogo in cui riverso le mie paure, i miei pensieri e tutti i
sentimenti, belli e brutti che mi ha regalato questa adorata bambina, che purtroppo
non sono riuscita a conoscere.
* * *
Sono rimasta incinta di mattina e più precisamente il sabato di ritorno da un bellissimo viaggio in Andalusia, Spagna, non pensavo di riuscirci così velocemente, ma era comunque nostra intenzione provare ad avere un figlio e possibilmente maschio.
11 settembre
‘01
Dopo circa una ventina di giorni il test di gravidanza:
“E il pomeriggio dell’11 settembre, il test è positivo …
sono incinta !!! è una sensazione strana, non so se gioire per noi oppure
soffrire per la tragedia … ma devo dire che il tuo arrivo mi manda al
settimo cielo !!!”
* * *
Non so
bene quando è successo ma credo sia tra la fine di ottobre e i primi
di novembre.
Questa cena meravigliosa che ha segnato l'inizio di questa "avventura in
compagnia". Io e l'Elisa ormai dichiaravamo apertamente la nostra volontà
di avere un bambino, ma la Valentina aveva intenzione di aspettare un'altro
anno. Dopo l'improvviso annuncio della prossima cicogna anche per la Natalia,
decidemmo di fare una sorpresa alla Cujeans dicendogli dei due "scoop"
in quella serata, invece la vera sorpresa la fece la Valentina che come un fulmine
a ciel sereno annunciò che sarebbe diventata mamma alla fine di luglio.
La mia espressione è rimasta impressa a tutti, io purtroppo non mi sono
vista, ma mi ricordo la gioia e la felicità di quella sera così
speciale per la nostra amicizia, eravamo unite anche da questo, quattro gravidanze
in simultanea.
5 novembre
’01
A fare l’ecografia per il duo-test è venuta la mia mamma che è
rimasta così sorpresa dall’immagine che le ha dedicato questa poesia:
“Vidi schiudersi un fiore, mi apparve un mondo nuovo, meraviglioso. Vi
era custodito un tesoro inestimabile: una bimba piccolissima dal profilo perfetto
che si agitava tutta, piena di vita, poi vidi quella manina, bella, aperta,
indimenticabile che mi è rimasta impressa nella mente e nel cuore. Mi
sentii felicemente sorpresa, immersa in un dolce stupore, in un infinita tenerezza.
La Nonna Anna”
12 novembre
’01
“La prima ecografia, quella ufficiale di 69.2 mm di Picci … è
una cosa veramente incredibile … vederti lì con quelle manine davanti
al visino e il tuo cuoricino battere.”
15 dicembre
‘01
“Era di sabato; davanti al supermercato, con le buste in mano mentre aspettavo
che il Babbo avesse finito di parlare con suo cugino, ti ho sentita, forte,
come avessi fatto una capriola, mi hai colto così alla sprovvista che
ho riso … una bella “risata grassa” … che sensazione
splendida.”
2 gennaio
‘02
Non eri un maschio come speravamo, ma l’idea di avere una femmina ci è
piaciuta subito a tutti e due ed anzi … ti dirò che quasi eravamo
più contenti.
“Ciao piccolina, abbiamo saputo oggi che sei la Picci, la nostra Picci
… siamo ancora emozionati, vedere la tua manina e il tuo visino ci ha
toccato il cuore, ti mando un bacione da quassù … anzi ti mandiamo
un bacione … piccola Picci !!!”
SMS di
annuncio:
“E per non rompere la tradizione un’altra Fiorellina in arrivo”
3
febbraio ‘02
Domenica
mattina, ore 9.40 circa, distesi sul letto a poltrire, finalmente la Picci si
fece sentire dal suo Babbo … un bel pugno.
11 febbraio ‘02
“Ciao Picci per il nome siamo ancora in alto mare dobbiamo trovarne uno
che piaccia a tutti e due … impresa quasi impossibile … ma oggi
per la prima volta ti ho comprato qualcosa … 2 tutine e un coprifasce
… mi sono emozionata tantissimo”
18 febbraio ‘02
“Ciao Picci oggi mi hai fatto prendere un bello spavento, non ti ho sentito
da ieri sera così ho chiamato la ginecologa e gli ho raccontato tutto
… per farla breve sono corsa all’ospedale e li ho sentito il tuo
cuoricino che batteva e giù lacrimoni … comunque dalla notte ti
sei mossa alle 13.30 … dormigliona !”
28 febbraio
‘02
“DENTRO DI ME
Dentro di me c’è un mare di amore,
gioia pura quando si muove,
la commovente sensazione di essere in due
e questa strepitosa sensazione di formare una famiglia.
E’ la cosa più bella che potesse succederci
ed anche se non sappiamo ancora come si chiama,
posso già chiamarla … amore, tesoro, dolcissimo pulcino
… tu sei la nostra Picci.
La Mamma”
10 marzo
‘02
Finalmente abbiamo trovato il nome, sotto suggerimento della Chiara; bello,
corto, non storpiabile ma soprattutto è piaciuto subito a tutti e due
… Linda … in spagnolo vuole dire bella e siccome era stata concepita
con la Spagna nel cuore, era proprio il suo … lo sentivo che gli stava
bene. E purtroppo con il senno di poi, era proprio il suo … un nome significativo
per un piccolo angelo.
29 marzo
‘02
“Ciao Linda mi accingevo a scrivere qualcosa, ma tu continui a passarmi
un piede, credo, sulla costola e poi sul fianco facendomi il solletico. Siamo
vicini a Pasqua e la tua Mamma sembra sempre di più un uovo !!! Tu sei
cresciuta tanto e ti è venuta una discreta energia sia nei movimenti
che nelle pedate !!! Sei la nostra gioia, soprattutto ora … sei il nostro
scacciapensieri !!!
maggio
‘02
E-mail che mandavo a Jacopo e varie:
Ciao fratellone,
ho provato a scriverti un e-mail ieri ma mi si è disconnesso tutto e
ho perso quello che avevo scritto, così nel pomeriggio è venuto
Fede ci ha resettato il vecchio computer e ci ha istallato tutti i nuovi programmi
sul portatile …. Quindi stamani rinnovo io per prima (peccato che è
un computer usato) con questa e-mail il nuovo oggettino !!!!
Provo a ridarti le notizie di ieri tra una pedata e l’altra della Linda
….
Il babbo di Romano sta meglio e sembra che tra una decina di giorni lo rimandino
a casa, salvo complicazioni, speriamo di essere arrivati alla fine, lui non
ne può più dell’ospedale e ci credo … Finalmente ieri
l’altro abbiamo fatto l’ecografia, la Linda è circa 36 cm.
e pesa 2 kg. la previsione alla nascita dovrebbe essere circa 3 kg. e 2, sta
bene e cresce regolare … dice che è minutina ma tutto questo dovrebbe
agevolare il parto … “ Signora ma lei questa bambina la fa con una
risata !!!” … ed io ho pensato … “ecco la fiatata”
hai presente le ultime parole famose …. Poi ci ha fatto vedere il suo
profilo … ha il nasino a punta !!!!!
Insomma non resta altro che vederla …
Sai ieri ti ho pensato, mi è venuta voglia di far merenda con la crema
… buona … e allora l’ho preparata, ti scrivo la ricetta così
anche se non sei “incinto” può sempre venirti la voglia anche
a te:
Separi il tuorlo dell’uovo e quindi metti in un pentolino solo il rosso,
due cucchiai di zucchero, due cucchiai un po’ più rasi di farina
e un bicchiere di latte e accendi il “fuoco” al minimo e la fai
bollire girandola in modo che non si appallottoli, quando e solida la levi dal
fuoco e BUON APPETITO … è buonissima … dopo questa ricetta
e mezzora che ti ho fatto perdere per leggere questa e-mail del venerdì
ti abbraccio fortissimo e ti mandiamo il solito megabacione …
Piccipò e Linda
Ciao Apo,
e-mail del giovedì … Romano è convalescente a casa perché
è due giorni che ha una “febbre da cavallo” (39 e 8 ieri
sera) ed oggi per fortuna è in calo … io e la Linda standogli a
debita distanza e aprendo le finestre ogni tanto per eliminare i bacilli nell’aria
ancora reggiamo speriamo bene … mi hanno messo a dieta in attesa di altre
analisi, mi hanno trovato troppi zuccheri … l'ho sempre saputo che sono
… “troppo dolce” … quindi poca pasta poco pane e niente
zucchero … con la fame che mi ritrovo non so davvero come fare !!!! nell’attesa
di una bella scorpacciata … (avevo fatto una bella crostata, mi ero mangiata
una tazza di crema ecc …. Forse ho esagerato !!!!!)
Ti mando un megabacione e un megabbraccione
Piccipò e Linda
Ciao Apo,
e-mail del martedì … Romano è guarito e non vede l’ora
che arrivi una bella giornata per poter finalmente tornare in moto (è
un mese che non la vede !!!!) il babbo di Romano è finalmente a casa
da sabato ed ha già acquistato un'altra aria … più serena
… come si dice “casa dolce casa” .
Io e la Linda siamo riuscite a non essere contagiate dalla febbre da cavallo
di Romano ed ormai pensiamo di essere fuori pericolo, la dieta prosegue …
mi sono messa a caccia di merendine e roba varia … tutto rigorosamente
senza zucchero … almeno mi deprimo un po’ meno, domani faccio un
ecografia di controllo per la crescita della Picci ma a questo punto spero di
dirti il risultato a voce tra poco, mi terrò informata dal babbo sulla
data del tuo arrivo … anche se si pensa di andare due giorni al mare …
questa volta la cena a casa nostra non te la leva nessuno !!!!
Ti mando un megabacione e un megabbraccione … e mi raccomando non ti ridurre
come sempre all’ultimo momento per comprare il biglietto …
Ciao a
tutte, sono l'Ilaria ... barricata in casa per via della crescita della piccola
che come vi ho raccontato, pur mangiando non ingrassa e si allunga ... mi hanno
detto che è tutta colpa di queste mamme iperattive !!!!
Quindi divano … letto e al massimo 5 minuti di passeggiata, al passo di
lumaca, al giorno !!!
Comunque ora mi sono messa di impegno e l'ho messa all'ingrasso, anche perché
manca veramente poco ... sempre meno !!!
Penso che a questo punto … visto le mie uscite limitatissime ci vedremo
quando la Linda è fuori … ci sentiamo per E-mail … vi mandiamo
un bacione ed a presto ...
Ilaria e Linda
P.S. se non vedo risposta vuol dire che il virus è sempre in atto !!!
9 maggio ‘02
“Ciao Linda, la situazione è sempre più tesa sto aspettando
di conoscerti, con un po’ di ansia, in realtà nel calendario ufficiale
sono di 38 settimane … oggi ho fatto l’ecografia per vedere se eri
cresciuta, così è stato ma sei sempre un po’ mingherlina,
dicono circa 2. 700 gr. e lunga circa 40 cm. … sei proprio una pulcina
!!! Ti voglio bene”
14 maggio
‘02
“Ciao Linda … qui è la mamma che ti parla, tu ancora non
ti sei fatta vedere, anche se la pancia è già da dieci giorni
che è scesa … ormai sono quasi in preda ai segni premonitori, la
notte puntualmente alle 6 mi sveglio e mi riaddormento quando suona la sveglia
… e ti diverti a passarmi un piede sulle costole oppure mi prendi a pedate
lo stomaco … ormai non vedo l’ora di conoscerti … manca pochissimo
8 giorni ti aspetto con tutto il cuore T.V.B. mia dolcissima bambina !!!”
15 maggio
‘02
Ciao pulcina … sei stata tanto brava all’inizio … ma ora fai
un po’ di capricci … sono in ospedale in attesa di vederti, te continui
a muoverti e per me questa è la cosa che conta di più di qualsiasi
parere a me serve sapere che stai bene. Quando tornerò a casa avrò
te fra le braccia e mi rende così contenta che “quasi” non
penso al parto … continua a starmi bene
… a tra poco la Mamma”
LIBRI LETTI IN NOVE MESI
Memorie
di una geisha
Harry potter e la pietra filosofale
Harry potter e la camera dei segreti
Harry potter e il prigioniero di Akzaban
Harry potter e il calice di fuoco
Amiche per la vita (finito di leggere in ospedale)
LIBRI LETTI DOPO IL PARTO
-
Molte vite un solo amore
- La nascita patologica – la perdita del bambino reale e/o desiderato
in gravidanza
- La perdita – La perdita di un bambino: il processo del lutto e il sostegno
- Aborto perdita e rinnovamento – Un paradosso nella ricerca dell’identità
femminile
CANZONE
Questa
è la canzone preferita mia e della Linda, l’ascoltavo spesso nel
periodo in cui ero incinta, nel video c’era un bambino molto piccolo,
credo che avesse dedicato la canzone a suo figlio (il padre per un bambino è
un po’ superman). Era così piena di dolcezza che tutte le volte
che la sentivo mi commuovevo.
Superman –
Five for fighting
Dopo essere rimasta incinta della Siria
Continuando l'esperienza nel Blog
17
maggio ‘02
“Ciao Linda … sono circa le 2.30, il Babbo è tornato a casa
ed io invece ho provato a dormire cosa che si è rilevata poco utile perché
pensi troppo che ti fa male e ti continui a rigirare nel letto … insomma,
tutti ti aspettiamo, ma soprattutto io … ora sono nel corridoio dell’ospedale,
immersa quasi nel buio, davanti a me c’è un uomo che dorme su una
lettiga ed io sono seduta su una seggiola a cercare di capire quando è
il momento di sentire le infermiere. Ti mando un bacione e mi concentro.”
Il parto:
La mattina alle 7.15 circa feci la sveglia a Romano per farlo venire il prima
possibile in ospedale, alle 9.00 dopo la terza visita ginecologica ed il toto
lotto sui miei cm. di dilatazione (infatti ogni Dottore diceva la sua), ritornai
in stanza con queste contrazioni che a me già parevano forti, la strada
era ancora lunga. All’ora di pranzo stavo malissimo, Romano con una mano
reggeva la mia e con l’altra tentava di leggere il giornale, poi ogni
tanto dovevo intrattenere le pubbliche relazioni per telefono e nel momento
della contrazione parlavo con una strana voce strozzata !!! All’ora del
passo vennero a trovarmi Jacopo, appena arrivato dalla Germania, Anita, Federico
e l’Elisa; spedii Romano a mangiare un panino e gli commissionai di dire
a tutti che stavo troppo male per vederli … poi ripensandoci mi feci coraggio
e scesi le scale arrivai fino a quella specie di giardino dove erano tutti lì
ad aspettarmi, compreso Romano con un bel panino al prosciutto, io digiuna da
ormai due giorni, per l’imminenza del parto, puntavo il panino con una
certa insistenza, ma subito una contrazione a farmi distrarre. Mi dispiaceva
soprattutto farmi vedere dall’Elisa, anche lei incinta.
Comunque tutto questo servì a farmi passare un ora e in quei momenti
tutto fa.
Dopo aver aspettato, alle 16.30 ottengo finalmente il beneficio di un'altra
visita, ci siamo ho 5 cm. di dilatazione, si parte alla volta della sala parto!!!
Dalle 17 alle 19, è stato un continuo, contrazioni lunghissime, ma per
fortuna distanziate da quei sei minuti che ti facevano riprendere le energie
per andare avanti, la cosa che più mi ha impressionato è che già
il giorno dopo non mi ricordavo il dolore delle contrazioni, ma solo quello
che pensavo.
Alle 19 con 10 cm. di dilatazione ho iniziato a spingere, quattro contrazione
e tre spinte per ognuna … ma queste almeno le scaricavi, quindi non era
poi così male … alle 19.30 eccola spuntare, il suo capino e subito
di fila tutto il corpicino, la vidi strizzare gli occhi come per piangere, ma
niente voce; prima di tagliare il cordone mi appoggiarono la piccola di schiena
e io tenendogli quel piccolo sederino non pensai proprio che sarebbe stata la
mia prima ed ultima coccola. C’era qualcosa che non andava e la portarono
subito via.
Dopo circa 15 minuti una signora chiamò Romano di là in un’altra
stanza, io ero invidiosa che lui si stesse coccolando la Linda mentre io ero
li ferma a farmi “ricucire”, ed ecco la doccia fredda, Romano rientra
ed io sorridente “Allora, come è ?” e lui “Ila non
ce l’ha fatta” non ci credevo, pensavo stesse scherzando, ma il
dolore mi attanagliò il cuore ed abbracciati cominciammo a piangere,
quasi increduli per quello che ci era successo. Mai in vita mia un dolore così
grande, quella frase mi rimbombava nella testa ed io ricominciavo a piangere.
Storditi, scioccati e distrutti da quella tragica giornata, firmai per tornare
il prima possibile a casa, per non vedere nessuno e rimanere sola con mio marito,
era l’unica cosa che desideravo, stare tranquilla quasi dimenticarmi di
tutto, dei nove mesi, del travaglio e del parto. Tornammo a casa stretti nel
nostro dolore, ci eravamo tenuti la mano dalla mattina ed ora eravamo in macchina
mano nella mano e uguale prima di andare a letto. Non lo volevo lasciare, avevamo
bisogno l’uno dell’altro per superare questa cosa. Quella notte
dormimmo poco, solo qualche ora.
20
maggio ‘02
Sono ritornata a Careggi, dovevamo parlare con i medici sull’accaduto,
ma soprattutto c’era il risultato dell’autopsia.
In pediatria c’era la dottoressa che per prima era intervenuta sulla Linda,
si trovava a passare lì per caso, appena fatte le prime cure si è
subito resa conto di qualcosa che ostruiva l’aria e non le permetteva
di arrivare ai polmoni; difatti dall’autopsia è risultato un tappo
di cartilagine di tre centimetri, in fondo alla trachea, che non si era finito
di aprire, impedendo così di far arrivare aria nei polmoni.
Non c’era niente da fare, la Linda era nata per il cielo.
Una piccola consolazione che scagionava me da qualsiasi errore e senso di colpa,
non era stato il poco liquido amniotico e la probabilità che l’avesse
bevuto; se nasceva prima, era la stessa cosa.
“Mio dolcissimo amore, hai lasciato un vuoto dentro i nostri cuori, quei
pochi attimi che Dio ci ha lasciato, non sono bastati nemmeno a dirti quanto
ti amavamo; sei stata una splendida stella cadente, non ti dimenticheremo mai
… ora sei tu che devi proteggere il tuo babbo e la tua mamma. Al nostro
angelo custode … con tantissimo amore … La Mamma.”
21 maggio
‘02
Ieri sera dopo averne parlato a lungo con Romano, abbiamo deciso che avremmo
visto il corpicino, ci rendiamo conto che non sarà Lei, io me la ricordavo
viva, con la smorfia negli occhi e la sua piccola schiena calda … però
ho pensato che l’ultimo saluto doveva essere fatto, un po’ per il
dovere di un babbo e una mamma, era l’ultima possibilità dopo non
potevano esserci ripensamenti, ed io ero sicura che me ne sarei pentita e poi
per curiosità (la volevo osservare per bene, volevo vedere quelle piccole
e delineate sopracciglia che la mia mamma mi aveva descritto).
Aveva un visino arrabbiato, imbronciato, diverso da quello che avevo visto io
in sala parto, non è così che la voglio ricordare … è
per questo che quando chiudo gli occhi la vedo viva con il cordone ancora attaccato
e poi sulla mia pancia, l’unico contatto che abbiamo avuto. Abbiamo seguito
la macchina funebre fino alla chiesa, eravamo solo io e Romano, in silenzio
quasi non stesse accadendo a noi; la bara era così piccola che nemmeno
si riusciva a vedere. Arrivati alla chiesa, nella cappellina sul retro, abbiamo
assistito alla funzione … il funerale della nostra amata piccola e poi
la tumulazione nel “quadrato dei bambini” sei angeli tutti nati
e morti, il dolore straziante ci attanagliava il cuore, l’unica cosa a
rincuorare era questo splendido sole di primavera. Sembra assurdo ma non avrei
resistito fosse stata una giornata di pioggia. Sopra la tomba una composizione
di fiori bianchi ed un biglietto “Linda – 17 maggio ’02 -
Ad un amore volato sopra le nuvole. Il Babbo e la Mamma”
Lettera
della nonna Elide:
“Carissimi Ilaria e Romano non ho il coraggio neanche di telefonarvi perché
non ho parole da dirvi a voce per consolare il vostro dolore, però voglio
farvi sapere che vi sono vicina. Prego il Signore che vi dia tanta forza e coraggio.
Sicuramente dal cielo la piccola Linda vi sta sempre vicino e prega per voi.
Vi abbraccio con tanto affetto. La Nonna Elide”
22 maggio
‘02
La mattina al cimitero ed il pomeriggio a trovare un po’ di pace al “giardino
delle rose” ai piedi delle rampe che portano al Piazzale Michelangiolo
c’è questo giardino splendido che rimane aperto solo nel mese di
maggio, periodo di fioritura delle rose.
A sedere su una panchina, a guardare Firenze, chissà se la Linda in quel
momento era lì con noi, sicuramente il nostro amore insieme a quella
bellezza era la cosa che di più ci poteva avvicinare a lei … il
nostro angelo custode.
Sono sicura che il prossimo anno torneremo in quel giardino e volgeremo gli
occhi al passato con tanta tenerezza e infinito amore per la nostra Linda.
Questo è il panorama di Firenze da questo giardino e credetemi con un
po' di silenzio e il sole di maggio è una meravigliosa poesia da vivere.
Biglietto
dei colleghi:
“Cara Ilaria con queste poche righe vogliamo esprimerti la nostra partecipazione
al tuo dolore per la perdita della piccola Linda, pur sapendo che in questo
momento nessuna parola è sufficiente per colmare un vuoto così
grande.
Vogliamo tuttavia farti sapere che ti siamo sinceramente vicini. Un abbraccio
dai colleghi di Sesto”
23 maggio
‘02
Biglietto della Patrizia (Segreteria):
“Cara Ila, scusa se ti disturbo con queste due righe, se non hai voglia
di leggere butta tutto.
Ti scrivo per dirti che avrei voluto stringerti forte forte e con il cuore l’ho
fatto.
So che non sei sola, hai una famiglia meravigliosa e te sei forte e come ti
ho detto qualche volta sei sprint, ma puoi contare anche su di me se ne hai
bisogno.
Ho detto a mio padre di cercare Linda e di darle un occhio. Sono sicura che
anche lui è in paradiso, perché con i bambini ci sapeva fare e
sicuramente sarà utile tra tutte quelle stelle per far giocare gli angioletti.
Spero di vederti presto, ti mando un abbraccione anche per il tuo Romano. Patrizia”
24 maggio
‘02
“Il dolore è ancora forte ed il vuoto che hai lasciato è
enorme, è un vuoto dei pensieri, tutti i progetti, anche le cose più
banali, tipo fare passeggiate io e te e poi andare a trovare il Babbo a lavorare
… si sono sciolte in una bolla di sapone; pare impossibile che ciò
sia accaduto ed ancora più incredibile che nove mesi di attesa si siano
concentrati in quei trenta secondi che ti ho visto e accarezzato la schiena.
Ti vedo così lontana ed irraggiungibile, mi sento impotente davanti a
questo e tutto quello che ti raccontavo mentre eri in pancia, mi sembra di non
averlo mai vissuto. Non riesco a vedermi con questa pancia vuota senza averti
tra le mie braccia, mi sento così sola … pensa avevo imparato a
parlare di noi al plurale … vorrei tanto passare un anno in un istante,
per sapere come sarà il futuro.
Credo che tu sappia quanto ti amo e quanto ti abbiamo desiderato, sarai insostituibile,
la nostra piccola bambina, il nostro piccolo angioletto che rimarrà tutta
la vita nel nostro cuore e ci proteggerà dalle cose cattive.
Ti abbraccio e ti dono tutto il mio dolore e la mia sofferenza come preghiera
per la nostra futura famiglia, di cui te sarai sempre parte. Con tutto il cuore
… La Mamma”
28 maggio
‘02
Lettera scritta all’Elisa e alla Valentina (mai consegnata alle destinatarie):
“Amiche mie, è quindici anni che ci conosciamo e che condividiamo
gioie e dolori della vita. Il destino ha voluto che ci unissero anche questi
splendidi nove mesi dove abbiamo parlato di ciò che ci stava accadendo.
In questo momento che mi sento così vulnerabile riesco a capire ancora
di più il bene che mi vogliono le persone e soprattutto voi.
Il dolore più grande di tutta la mia vita l’ho provato subito dopo
la gioia e l’immensità del parto; è un dolore che ha il
potere di frantumarti il cuore in non so quanti pezzi.
La voglia di tornare a questa strana normalità a cui ormai non pensavi
più e la voglia di allontanare questi nove mesi nel tempo, è un
modo per difendermi da quello che mi è capitato, ma purtroppo non basta.
Nonostante tutto il bene che vi voglio, per me è una sofferenza vedervi,
un invidia buona per le vostre pance e sarà ancora peggio per me quando
avrete i vostri bambini, non so in questo periodo come mi comporterò,
probabilmente a volte dovrò scappare da voi, dovrete capirmi e non portarmi
rancore perché quello che mi è capitato va al di là di
ogni immaginazione.
Vi ho scritto una lettera perché non sarei mai riuscita a dirlo a voce
e poi è un periodo che non faccio altro che scrivere.
Dal più profondo del cuore vi auguro un mare di felicità, un megabacione
e un megabbraccione, con affetto. Ilaria”
29 maggio
‘02
Lettera scritta ad una consulente trovata su internet:
“Salve, sono Ilaria e sono rimasta incinta del mio primo figlio (anzi
figlia) ad Agosto ’01, ho sempre preso le informazioni che mi servivano
da questo sito, soprattutto la curva di crescita i nomi e alla fine quando mi
sono letta tutto l'articolo sulle contrazioni !!! Finalmente questo mese è
arrivato il fatidico momento, quello del parto, solo non è andato tutto
come mi aspettavo. Il travaglio ed il parto sono state un’esperienza bellissima,
condivisa con mio marito che mi ha sorretto, confortato ma soprattutto si è
fatto “stritolare” la mano per tutto il tempo, è stato il
più bel momento della nostra vita, il giorno più bello ma anche
il più brutto …
Infatti, dopo aver partorito e dopo aver tenuto la mia bambina qualche secondo
sulla pancia, l’hanno portata via d’urgenza, non c’è
stato niente da fare, la trachea non si era finita di formare, non si era canalizzata
nei polmoni e quindi una volta tagliato il cordone non ha avuto modo di respirare.
Durante i nove mesi ti prepari a tutto, malattie o complicazioni varie, ma mai
pensi alla morte.
Il dolore devastante che abbiamo provato e che stiamo provando tuttora ci ha
spezzato il cuore, tornare a casa con la pancia vuota e nessuno da stringere
ed amare è veramente orribile, l’unica cosa positiva è che
tutto questo ha unito me e mio marito come non mai.
Mi rendo conto di non essere l’unica a cui è capitato una cosa
del genere, ma l’impossibilità di parlare con qualcuno che prova
o ha provato quello che sto passando, ti rende ancora più sola e vedere
queste bellissime pance o dei bambini piccoli ti fa stare ancora peggio.
Quando potremo riprovare? sono passati 15 giorni dal parto e credo di avere
già le mestruazioni, è possibile?
E poi qualche consiglio in più, perché in generale non so davvero
come comportarmi.
Un bacio al mio piccolo angioletto Linda e tanti saluti da parte mia a tutti
voi … Ilaria.
30 maggio
‘02
E’ qui che per caso ho trovato una persona che è stata fondamentale
per l’elaborazione del mio dolore, una persona che aveva vissuto la mia
stessa esperienza e che mi ha fatto sentire meno sola, Virginia.
Oggi ha
risposto alla mia e-mail:
Carissima Ilaria, ho letto con tanta commozione ed un pizzico di nostalgia,
la tua mail ieri sera e questa mattina eccomi qui, con la stessa emozione, camminando
sulle punte per non far vibrare ancora più forte il tuo dolore ed il
mio.
Mi chiamo Virginia sono una mamma felice di 2 figlie una di 20 anni e l'altra
di 8, ma anche io, 12 anni fa ho vissuto un' esperienza analoga alla tua.
Dopo tante difficoltà ero in attesa di 2 gemelline e quando sembrava
che il periodo critico fosse superato, ecco che al quinto mese e mezzo il mio
utero ha dato cenni di cedimento e si è verificato il parto.
Sono venute alla luce piccole, perfette, ma non in grado di farcela da sole.
Lo strazio, l'angoscia, la rabbia, la disperazione, è la stessa che stai
provando tu, anzi voi in questo momento.
Ti comprendo moltissimo e, credimi vorrei davvero abbracciarti e coccolarti
in questo momento, anche se non ti conosco personalmente.
Non ti dirò il tempo ti farà dimenticare, poiché non è
vero e non sarebbe neppure giusto, però ti darà la forza, insieme
a tuo marito, ad andare avanti e di ricordare con tanta tanta dolcezza.
Anche se in questo momento pensi che, il mondo gira come se nulla fosse mentre
tu ti senti
morta dentro, io ti dico non lasciare che ti travolga completamente, cerca di
reagire insieme al tuo compagno guardando al futuro.
La natura a volte è strana, crudele se vuoi, ma le gravidanze sono diverse
e la prossima volta andrà sicuramente bene.
Come ti dicevo prima, la mia seconda figlia è nata dopo questa ed altre
esperienze brutte.
Non è stato semplice superare certe ansie, ma ce l'ho fatta ed oggi posso
dirti che se sono quella che sono, forte ma sensibile, determinata, ma attenta,
(non voglio farti pensare con questo che mi senta chi sa chi) lo devo anche
a queste mie esperienze di vita.
Mi chiedi quando riprovare, non sono un medico, e sotto questo aspetto non posso
aiutarti.
Sicuramente ora dovrai sottoporti a delle indagini, per capirne la causa ed
affrontare nel migliore dei modi la prossima gravidanza, tieni duro e trova
dentro di te la forza.
Una cosa però vorrei suggerirtela, non affrontare questo momento da sola,
voglio dire, fatti dare un' aiuto da un esperto, uno psicologo.
Tu dirai, ma ho già mio marito, si è vero per carità il
suo aiuto è insostituibile, ma tutto questo può essere agevolato,
se accanto a voi ci sarà una figura di riferimento e sostegno.
Tu hai avuto tutto il trauma del parto della perdita, lui anche tutte le formalità
che sono seguite a questo, lasciate che qualcuno possa darvi una mano.
Il momento migliore per intraprendere una nuova gravidanza, sarà senza
dubbio quello che voi per primi riterrete il più giusto.
Vorrei che mi scrivessi ancora e, che facessi emergere ogni cosa che ti viene
in mente, da quella che ritieni più banale a quella più intima
se vuoi.
Puoi andare al sito ...... per conoscere più da vicino me e la mia esperienza
e capirai il perché del mio affetto e quanto ti sento vicina a me.
Aspetto tue notizie un abbraccio forte Virginia
3 giugno ‘02
La tua lettera, mi è stata di grande aiuto ma soprattutto mi ha fatto
sentire meno sola; questo per me è un periodo in cui vorrei parlare
della mia esperienza ma non tutti riescono a capire quello che provi, certe
persone non pensano nemmeno al lutto, credono che la Linda non sia mai “esistita”
e che quindi il nostro dolore è per il fatto di per se, l’accaduto
e non per la perdita della bambina, alcune persone si meravigliano pure quando
si parla del funerale, del cimitero etc.
Per lo più chi considera il lutto, sono i fratelli e genitori, le persone
che erano all’ospedale e che hanno voluto vedere la bambina nonostante
tutto.
Il mio dolore non è solo per la perdita della Linda, ma è per
tutti e tre, per la famiglia (io, mio marito e lei) e quello che mi sarebbe
piaciuto di più sarebbe stato parlarne con le mie due più care
amiche che però sono incinta anche loro, una partorisce a fine giugno
e l’altra a fine luglio.
Anche per questo è ancora più difficile affrontare la situazione,
eravamo in sette incinta e io sono stata la quarta a partorire … dove
vado ci sono bambini oppure pance e per me vedere le mie amiche così
mi fa stringere il cuore, a volte cerco di scansarle ma poi mi dico che devo
essere forte e prendere “il toro per le corna” … gli ho
scritto una lettera ma in questo momento non le voglio turbare con le mie
paure, non sarebbe giusto, già quello che mi è accaduto le ha
sconvolte abbastanza …la mia nei loro confronti è un invidia
buona …
Sai quante volte mi manca la pancia, sentire i calci della Linda (che per
altro fino ad un minuto prima del parto prendeva a pedate il sondino del monitoraggio
delle contrazioni), mi manca.
Otto anni fa ho fatto un interruzione di gravidanza volontaria, avevo 22 anni,
non lavoravo ma soprattutto mio marito (allora fidanzato) non si sentiva pronto
a diventare padre, io ho sempre odiato costringere le persone a fare le cose
a forza, tipo sposarsi o andare a convivere per il figlio, ed io non sono
stata abbastanza forte da impormi, così nell’incoscienza del
non sapere a cosa andavo incontro ho fatto il raschiamento (di nascosto da
tutti) e quindi sola nell’operazione e nel dolore. Ci ho messo un anno
per dimenticare le sofferenze e per colmare il vuoto, un anno per ritrovare
il giusto equilibrio sessuale … e credo otto anni per perdonare definitivamente
mio marito per quello che mi aveva chiesto.
E’ per questo che amavo così tanto questa bambina, era quello
che avevo sempre sognato tutto questo tempo, era una realtà meravigliosa,
ci parlavo mi coccolavo la pancia, gli facevo ascoltare il carillon, la musica,
tutto quello che facevo era nella speranza di trasmettergli qualcosa.
Ho vissuto questa perdita quasi come una punizione per quello che avevo fatto,
ed ora ho paura di non poter più avere questa famiglia che tanto ho
sognato.
E’ una perdita infinita ed insostituibile, vorrei arrivare il più
velocemente possibile ad un anno … ma purtroppo le giornate sono di
24 ore e quelle devono passare.
Scusami se ho riversato su di te tutto questo, ma ti ho sentito così
vicina … ti ringrazio infinitamente per quello che hai fatto …
non so se mi risponderai ancora, ma comunque grazie ed un abbraccio. Ilaria
7 giugno
‘02
Oggi è stato un pomeriggio difficile, ho chiamato l’Elisa per fissare
per la sera, avevo già l’intenzione di parlare con entrambe di
quanto sia difficile per me vederle, ma prima che le dicessi qualsiasi cosa,
mentre raccontavo la telefonata di un’altra nostra amica, Maura, lei mi
ha preceduto dicendomi che avevano parlato con la Valentina della situazione
che si era venuta a creare, c’era qualcosa che non andava nel mio comportamento
o quantomeno si avvertiva nell’aria una situazione diversa da quello che
c’era stata nei mesi precedenti.
Aver vissuto queste tre gravidanze insieme, era stata una gioia immensa ed ora
non poter dividere ciò che sarebbe accaduto dopo la nascita a loro e
non a me, ci disorientava a tutte, ed in particolare feriva profondamente me.
La cosa che più mi manca è proprio la loro amicizia, in questo
momento, in cui le tue amiche contano più dei parenti per confidenze
e sfoghi di ogni genere, mi sono ritrovata sola. E’ un altro dolore profondo,
sentire l’amicizia momentaneamente lontana.
13 giugno
‘02
Ho ritirato il foglio dell’autopsia: Atresia della trachea. Anectasia
polmonare. Era piccola 2.240 gr.
Che nome orribile, tutto questo per tre centimetri di cartilagine, mi sento
una statistica, un numerino, penso avevamo le stesse probabilità di un
terno secco su una ruota. Lì in maternità ho parlato con una Dottoressa,
anche lei con un altro genere di problema, un aborto alle spalle e l’impossibilità
ad avere bambini. Siamo finite a piangere tutte e due. Che beffa, poi è
passata la zingarina di 14 anni al secondo figlio …
20 giugno
‘02
Scritta al movimento del focolare:
Lettera a non so chi:
Questo è un periodo difficile per me, perché avrei bisogno di
risposte che non riesco a trovare e a vedere circa quanto mi è successo
un mese fa, la cosa di cui più avrei bisogno è un po’ di
conforto e un po’ di pace a questo grande dolore che provo.
Purtroppo per capire quello che provo devo iniziare il mio racconto da molto
più lontano, da circa otto anni fa, quando, fidanzata con il mio attuale
marito, Romano, scoprii di essere
incinta.
Avevo 21 anni, non lavoravo e vivevo ancora a casa con i miei genitori, questa
gravidanza mi spaventava sia per la situazione ed ancora di più perché
mio marito, allora, non si sentiva pronto a diventare padre. Mi chiese di fare
questa interruzione di gravidanza volontaria, ed io non sapendo a cosa andavo
incontro accettai, fino al giorno prima provai a convincerlo per tenere questo
bambino, ma niente.
Non avendo abbastanza coraggio da portare avanti la gravidanza senza il consenso
di Romano e approfittando di un viaggio dei miei genitori in Belgio (loro sono
molto religiosi, soprattutto la mia mamma) quindi di nascosto sia dalla mia
che dalla sua famiglia, ho abortito.
Il dolore, il rimorso e questo grande vuoto che ha lasciato, mi ha fatto soffrire
per più di un anno e a nulla servivano le confessioni, le comunioni e
le preghiere, ho scontato con il dolore quello che avevo fatto e ho promesso
che mai avrei rifatto una cosa del genere.
Poi a settembre sono rimasta incinta della mia adorata bambina, era quello che
avevo sempre sognato tutto questo tempo, era una realtà meravigliosa,
ci parlavo mi coccolavo la pancia, gli facevo ascoltare il carillon, la musica,
tutto quello che facevo era nella speranza di trasmettergli qualcosa, ma soprattutto
durante tutti i nove mesi ho pregato tanto, ringraziavo Dio di questo dono ogni
giorno, dicevo i rosari e pregavo la Madonna, perché come Madre poteva
capirmi e starmi vicino.
Finalmente arrivò il fatidico momento, quello del parto, avrei conosciuto
il mio tesoro, anche durante le contrazioni pregavo che tutto andasse per il
meglio non mi importava di soffrire l’importante era la bambina, che stesse
bene, solo non è andato tutto come mi aspettavo.
Il travaglio ed il parto sono state un’esperienza bellissima, condivisa
con Romano che mi ha sorretto, confortato ma soprattutto si è fatto “stritolare”
la mano per tutto il tempo, è stato il più bel momento della nostra
vita, il giorno più bello ma anche il più brutto … infatti,
dopo aver partorito, prima di tagliare il cordone mi appoggiarono la piccola
di schiena e io tenendogli quel piccolo sederino non pensai proprio che sarebbe
stata la mia prima ed ultima coccola. C’era qualcosa che non andava e
la portarono subito via d’urgenza, non c’è stato niente da
fare, la trachea non si era finita di formare, non si era canalizzata nei polmoni
e quindi una volta tagliato il cordone non ha avuto modo di respirare. Durante
i nove mesi ti prepari a tutto, malattie o complicazioni varie, ma mai pensi
alla morte.
Il dolore devastante che abbiamo provato e che stiamo provando tuttora ci ha
spezzato il cuore, tornare a casa con la pancia vuota e nessuno da stringere
ed amare è veramente orribile, l’unica cosa positiva è che
tutto questo ha unito me e mio marito come non mai.
Avrei bisogno di parlare con Dio, ma non mi riesce, non voglio fare monologhi,
devo solo capire perché ha voluto la Linda per sé quando il posto
di ogni bambino è accanto alla sua mamma.
Non mi ha permesso di stare con lei nemmeno quel poco che bastava per guardarla,
vederla negli occhi, fargli capire che era la cosa che più amavo al mondo,
sentire il suo profumo e gustarla, anche solo per un ora. Volevo vedere le sue
sopracciglia arcuate e le sue gotine, mentre era in pancia pensavo alle sue
coscine ed al fatto che essendo estate sarebbero sempre state fuori …
le coscine era la cosa di lei che più desideravo vedere, ed invece non
ho avuto nemmeno il tempo di toccarle.
Ho vissuto questa perdita quasi come una punizione a quello che avevo fatto
otto anni prima, anche se mi rendo conto che non è nei progetti di Dio
essere vendicativo, ciò nonostante ora ho paura di non poter più
avere i bambini che tanto ho sognato, ho il terrore che possa succedere qualcosa
che mi impedisca di formare questa famiglia.
Ho sempre creduto nel Sacramento del Matrimonio ed ancora di più oggi
che sono così legata a mio marito, ho sempre amato i bambini e mi sono
sempre persa per loro lavorando spesso come baby-sitter, mi sento portata per
la famiglia grazie anche al mio lavoro, sono una dipendente statale, che mi
permetterebbe di rientrare a casa ad un ora decente e prendermi cura di loro.
Dono tutto il mio dolore e la mia sofferenza come preghiera per me mio marito
e spero per la nostra futura famiglia, di cui lei sarà sempre parte.
Ci hanno detto che questa bambina è nata per il cielo, ma non ci consola,
ed il nome che avevamo scelto, prima ancora di sapere come andava a finire era
significativo, LINDA, nata il 17 maggio ’02 e volata in cielo praticamente
subito.
25 giugno
’02
“Cara Linda, lo splendore delle cinque terre e la poesia dei panorami
mi hanno fatto pensare spesso a te, alla nostra famiglia ma soprattutto al fatto
di quanto fosse “strano” trovarsi là in quel momento dopo
tutto l’inverno passato con te in pancia. Sono stati tanti i momenti in
cui ho pensato a te con serenità e qualche volta il dolore mi ha sopraffatto,
è ancora troppo presto, sento ancora questo grosso macigno sul cuore,
soprattutto quando ripenso a tutti i progetti che facevo su il nostro futuro
quando mi carezzavo la pancia.
Ho deciso che non prenderò bambini piccoli in braccio fino a quando non
arriverà il tuo fratellino o sorellina, anche se vedo ancora molto lontano
il suo arrivo, sento che tu mi aiuterai a far passare questo tempo, fino a che
per te non ci sarà un nuovo bimbo da proteggere, anche nella pancia.
Senza lacrime ti dico quanto ti amo e quanto mi manchi … proteggici nostro
piccolo tesoro. La Mamma”
26 giugno
‘02
“Piccolo angelo, dolcissima bambina,
i tuoi occhi vedono il paradiso e il tuo spirito è nei nostri cuori.
Come una luminosa stella cadente sei entrata nella nostra vita
lasciando una scia di amore e di dolore che non dimenticheremo mai.
Ti doniamo la nostra sofferenza come una preghiera
per questa famiglia di cui tu sarai sempre parte.
Con tutto l’amore possibile.
la Mamma”
Nel frattempo
giungevano risposte alle e-mail che avevo mandato in giro per tutta internet.
Tra cui anche Annamaria del movimento dei Focolarini, altra persona importante
per il superamento di tutto questo dolore.
Questa
è una delle cose che mi ha spedito in una delle sue risposte:
Risposta di Chiara a Federico, il 10 febbraio 2002, a Castelgandolfo
"Carissima Chiara, sono Federico. Il mio fratellino Luca, che stava nascendo,
è andato in Paradiso. Mi puoi spiegare com'è il Paradiso? perché
vorrei sapere cosa fa il mio fratellino con Gesù."
Chiara: Si sa. Io l'ho saputo questo, che tu dovevi avere un fratellino e che
è andato in Paradiso subito, no? E si chiama Luca. Allora a te interessa
moltissimo sapere com'è questo Paradiso dov'è andato Luca, e anche
cosa avrà fatto Luca lì e cosa farà Luca.
Del Paradiso io posso dirti quello che la nostra fede ci dice, quello che è
vero. Quando Gesù parla del Paradiso, parla che si va come in una casa,
però non è una casa fatta così, con le mattonelle, con
i muri; deve essere una casa speciale, bellissima, e dice che lì ci sono
tanti posti, uno per ciascuno; perciò Luca, appena arrivato in Paradiso,
ha trovato il suo posto.
Come una stanza, ma non è una stanza, bisogna immaginarla stupenda! siamo
in Paradiso!
E lì in Paradiso cosa si fa? Si contempla Dio. Io non posso spiegartelo
perché Dio come si fa a spiegare? Si sa soltanto che ti porta una gioia
tale, delle visioni meravigliose, che continuano a crescere per tutta l'eternità,
non si andrà mai indietro, sempre avanti. Per cui Luca sarà sempre
più contento, sempre più contento, sempre più contento.
Poi si dice anche che lì in Paradiso, specie dopo che saremo risorti
anche col corpo, la
Chiesa ci insegna, ci saranno cieli come qua, il cielo, e terre come qua, la
terra, i prati, le stelle, i fiori, però più belli, perché
dice: cieli nuovi e terre nuove.
Poi ci sono stati anche dei santi, per esempio santa Maria Maddalena de' Pazzi
che ha avuto la grazia di vederlo un po' questo Paradiso, di vederlo. E lei
ha spiegato che ci sono visioni sempre nuove, ci sono armonie, ci sono musiche,
ci sono danze, tanto che lei ne partecipava, perché a un dato punto dal
Cielo il Signore gliel'ha fatto vedere. E dicono le sue sorelle, che erano le
altre suore, le sue sorelle, che lei era in mezzo ad una stanza, e loro erano
lì che guardavano, e lei danzava, perché danzava come gli angeli
in Cielo, ma dicono che non sembrava una creatura umana, sembrava un angelo.
E poi ogni tanto parlava con un modo soave e si rivolgeva a Maria; ogni tanto
parlava in modo più normale e si rivolgeva a Gesù; ogni tanto
parlava in modo grave, e si rivolgeva al Padre.
Una volta, questa danza, per farla ci ha impiegato due ore, ma le sue sorelle
mica si sono stancate sai? era troppo bella.
Allora: cos'è successo a Luca? E cosa pensi che succederà? Devi
sapere che tutti noi appena partiamo da questa terra incontriamo Gesù,
questo è di fede, cioè dobbiamo crederci perché ce lo insegna
la Chiesa, si incontra Gesù, il quale viene per giudicarci e dice: sei
stato bravo; sei stato cattivo. Ma Luca non è arrivato in tempo a fare
peccati, è fortunato, non ha fatto neanche uno sbaglio piccolino, perché
ancora, appena nato, si può dire, lui è partito. Per cui cos'ha
fatto Gesù di lui? L'ha abbracciato, cosa vuoi che faccia con lui! E
con lui ha abbracciato anche il suo angelo custode.
Perciò, Federico, sta' contento, e pregalo tu, pregalo, di': "Aiutami,
fammi essere come te." Eh, Federico! Facciamo così? Sì. Ciao.
(Applausi)
2 luglio ‘02
Ieri è stata una giornata così nera, con questo macigno sul cuore
per tutto il giorno, sono riuscita anche a piangere per la strada mentre andavo
a piedi a fare la spesa, mi è capitato qualche volta di avere un po’
gli occhi lucidi, ma così mai.
Poi stamani sono arrivate le mestruazioni, in silenzio, senza nessun dolore
né malditesta, pare quasi impossibile, ed è allora che ho capito
la giornata di ieri.
L’appuntamento per la consulenza genetica è per il 9 di Agosto,
spero tanto che questo mese passi alla svelta; mi sto preparando psicologicamente
per la nuova gravidanza, in un certo senso mi spaventa anzi prima mi spaventava,
ora invece ho iniziato a pensare in una nuova prospettiva e a quanto fosse bello
svegliarsi la mattina con le sue “pedate” e alla serenità
che mi infondeva quando era dentro di me, ed è allora che mi convinco
che sapere di una nuova vita mi darà la forza di donare anche al nuovo
arrivato quello che ho donato alla Linda, un mare di amore, fin dal primo istante
in cui l’ho saputo. Non sarebbe giusto trattarlo diversamente e trasmettergli
delle inutili paure, sarà Lei a proteggere questa nuova vita da lassù.
Ultimamente ho pensato spesso a questa gravidanza ed al fatto che parlavo in
continuazione con Lei, sentire il bisogno di raccontargli delle cose e degli
eventi che mi accadevano, raccontargli delle persone che vedevo e incontravo
o solo sentivo per telefono, tipo il suo zio Jacopo o la mia carissima e adorata
zietta Anna, Lei ha conosciuto tutte le persone più care attraverso di
me e mi piace pensare che in quei momenti lei stava veramente ad ascoltare quello
che diceva la sua mamma.
3 luglio
‘02
Navigando su internet ho trovato una parola di conforto:
Spiritualità - La Volontà di Dio:
Come rispondere con l'amore all'Amore di Dio?
Nella nostra mente si è inchiodata la frase:
"Non chi dice: Signore, Signore
entrerà nel Regno dei Cieli,
ma colui che fa la volontà del Padre mio..." (Mt 7,21)
Dunque fare la volontà di Dio: questo è amare Dio.
Questo non significa "rassegnazione",
come spesso si intende,
ma la più grande avventura divina
che può toccare ad una persona:
quella di seguire non la propria meschina volontà,
non i propri limitati progetti,
ma Dio.
Realizzare il disegno che lui ha per ogni suo figlio:
disegno divino, impensabile, ricchissimo.
La volontà di Dio è la perla preziosa.
È la scoperta di una via di santità fatta per tutti:
tutti la possono vivere, in qualsiasi luogo, situazione, vocazione.
È la carta d'accesso delle folle alla santità.
Queste parole di Chiara Lubich sono significative, non che io cerchi la santità,
anzi fossero
tutte così le prove “stiamo freschi !!!” … ma almeno
si può dire che questa esperienza ci ha
fatto guadagnare un pezzettino di paradiso; forse è vero che il disegno
di Dio è ancora più
grande e ricco del nostro.
6 luglio
'02
Oggi mi è arrivato l'SMS della Vale dove mi diceva che era diventata
di nuovo zia, la Natalia aveva partorito, appena ho visto il messaggio sapevo
già cosa c'era scritto, me lo sentivo, sapevo che prima o poi sarebbe
accaduto ma non pensavo di reagire così. Un' altra bastonata un altro
colpo al mio cuore dolorante, mi ha ritirato fuori tutta la mia sofferenza e
questa invidia che mi vergogno di provare, perché in questo momento la
Natalia ha tra le sue braccia una bellissima bimba da coccolare ed io no. Mi
arrabbio, piango mi dispero senza che questo serva a qualcosa se non ad aumentare
la mia disperazione. Come posso fare per far sì che tutto passi senza
farmi soffrire. Come posso lenire il dolore.
Poi nel pomeriggio ho incontrato la Livia con Marchino ... mi chiedo perché
devo assistere a tutto questo senza riuscire a vedere tutto con serenità,
perché tutto mi turba, anche i manifesti pubblicitari con il bimbo appena
nato sollevato dall'ostetrica, proprio ora li dovevano mettere !!!!
8 luglio
'02
I questi giorni, mentre andavo in moto oppure mentre ero sul mare o nei momenti
più disparati della giornata, ho elaborato queste tre sensazioni o meglio
questi tre pensieri: Il dolore, il giudizio e la notte.
Il dolore:
Lo sconcerto iniziale e il disorientamento che provi, non ti fanno rendere conto
del dolore reale, è talmente tanto lo stupore per quello che ti è
successo che quasi non ti rendi conto e tendi a rimuovere la gravidanza, il
parto e tutto quello che è accaduto nei primi giorni. Poi il tempo passa
e lascia questo dolore conscio e grave come un macigno sul cuore, a volte fai
di tutto per scacciare i cattivi pensieri cercando di goderti il presente ma
come un onda si carica e ti ritorna addosso; l'elaborazione del dolore ed il
fatto che passi il più velocemente possibile è un problema che
va affrontato a volte cercando di non pensare godendosi al massimo quello che
ti sta accadendo e quello che ti circonda, cercando di prendere il meglio di
tutta questa strana e assurda situazione e a volte facendosi travolgere e lasciandosi
andare, quindi si sente il bisogno di piangere e di sfogarsi e la cosa più
assurda è che se non lo fai stai ancora peggio.
Il giudizio:
Io sono stata sempre un tipo a cui non importava delle opinioni altrui e dei
giudizi della gente, ma ora forse, in una situazione di questo genere ti fai
un po' di problemi che per lo più sono assurdi. La cosa che ho cercato
di fare fin da subito è il tornare a una strana normalità (strana
perché in realtà in nove mesi pensi ad un'altro stile di vita
e quindi dopo il parto non ti aspetti di certo una vita come quella che stai
passando ora), cerchi di uscire, svagarsi e divertirsi insieme agli amici, possibilmente
quelli senza bambini e infatti la prima sensazione che provi è quella
di essere tornata indietro nel tempo esattamente di un anno.
Poi arrivi ad un certo punto che passi alcune sere senza nemmeno pensare a quello
che è successo e come di incanto ti senti più leggera, per un
carattere allegro e solare come il mio la conseguenza è quella di ridere
con gusto. Poi arrivano i pensieri assurdi, magari quelli del giorno dopo, la
gente cosa pensa di te: "Sì l'Ilaria l'ho vista proprio bene, siamo
andati a cena fuori era lì che rideva ... gli è già passata!"
ed io subito dopo penso che questa è una grandissima stronzata frutto
della mia immaginazione e anche se fosse vera ho tutto il diritto di passare
non una ma cercare di arrivare a tutte le serate e le cene tranquille, anzi
il mio obbiettivo è di sorridere anche parlando della Linda.
Essere giudicata poi da chi, da chi non ha mai provato il tuo dolore? Da chi
non si rende nemmeno conto dell'enorme perdita che hai subito? Quindi anche
se fosse, te, ne terresti conto della loro opinione?
Poi ci sono quelle persone che ti dicono sempre le solite frasi pensando di
consolarti, prima mi arrabbiavo, ora invece sorrido:
"Se doveva essere malata, è meglio così !" Peccato che
io ora come ora l'avrei accettata con qualsiasi malattia pur di poter stare
con lei e probabilmente una mamma che ha una bambina malata pensa il contrario,
preferiva che fosse morta subito e poi se esisteva un se è “SE
ERA SANA” non “se era malata”.
Ma una mamma può veramente, fino in fondo al suo cuore, desiderare la
morte del figlio ? Quello che penso è, ad ognuno la sua croce ed il suo
dolore entrambi per motivi diversi, ugualmente forti.
"Se doveva morire fra qualche mese era peggio" Perché si può
quantificare il dolore, io piango due settimane di meno rispetto alla mamma
a cui è morto il bambino ad un mese ... anche qui dolori diversi ma entrambi
talmente forti che non esiste un dolore peggio o meglio solo una situazione
o una storia più o meno triste.
Chi ti pone le domande è sempre la solita persona che non sa quello che
stai provando e quindi non può capire che non esiste una frase che ti
può consolare.
La notte:
... che non porta consiglio ma solo cattivi pensieri. Cerco di non dormire né
la mattina né il
pomeriggio cerco di arrivare il più stanca possibile in modo da crollare
sul cuscino. A volte quando mi capita di non dormire subito, senza nemmeno che
me ne renda conto mi ritrovo a pensare alla Linda ed allora apro subito gli
occhi e gli dico: "Bambina mia risparmiami dai cattivi pensieri e veglia
sui miei sogni" a volte ho chiesto ai miei parenti o allo zio Romano di
portarmi la Linda in sogno in modo che io possa vederla per bene e magari stringerla
fra le mie braccia, forse non è una cosa possibile, ma io continuo a
chiederlo, forse prima o poi si avvera, almeno questo me lo può concedere
visto che la morte porta via ogni speranza; nel senso che se la persona a cui
tieni è malata, puoi sempre sperare in una guarigione o in un miracolo
invece la morte di per sé non lascia speranze solo rassegnazione.
9 luglio
'02
E' nato Gabriele, olè un altra mazzata per me, la felicità del
lieto evento mi ritira fuori tutta la mia infinita tristezza per la Linda, è
stato come se qualcuno mi avesse portato indietro nel tempo a farmi rivivere
il mio dolore. E quello che mi fa star male ancora di più è non
poter gioire con le mie amiche, dover rinunciare anche ad abbracciarle, dover
rinunciare a parlargli anche per telefono. E' una cosa assurda, ma scelgo quello
che mi fa meno male, scelgo di non vederle.
Lettera
all'Elisa:
"Ciao Eli, ho pensato per quindici giorni a questo bellissimo momento ed
al desiderio di poterti fare gli auguri di persona con un grossissimo abbraccio
per dimostrarti quanto ti voglio bene. In qualche momento ho pensato pure che
potevo venirti a trovare, invece mi rendo conto che dentro di me c'è
ancora troppo dolore.
Quindi l'abbraccio sarà virtuale, ma sarà uno di quelli belli
strinti a dimostrare tutto il mio affetto.
Ti auguro tutte le gioie di questo mondo, augurissimi a questa nuova famiglia.
Sappi che mi manchi e che mi mancano le nostre solite frasi a "degenero".
Telefonami tu, un giorno quando sei in casa, in un momento che Gabriele dorme,
così mi puoi raccontare tutto con calma.
Un bacione a tutti e tre ... Ilaria"
Poi ieri sera l'Anna (sapendo della giornata no) mi ha dato un pacchetto dicendomi di aprirlo a casa, non tanto per il regalo, tra l'altro utilissimo, ma mi aveva scritto una bellissima lettera, sono andata a letto felice pensando a quanto amore aveva portato la morte della Linda, difatti non mi sarei mai legata così tanto né a lei né alla Lucia. Ma non solo loro, tante sono state le persone che ci hanno fatto sentire il loro affetto. Insomma diciamo che sto cercando disperatamente il lato buono della storia ... e forse è la cosa migliore che posso fare.
Lettera
dell'Anna:
"Non è il classico portafortuna, ma siccome noi siamo tutti particolari
mi sono inventata questo come portafortuna per due persone speciali.
Mi dispiace molto sapere che non stai bene, vorrei poterti aiutare ma so bene
che è una cosa personale. Devi avere fiducia nel futuro perché
vedrai che se la "Picci" era una stella questo/a sarà un gioiello
di creatura.
Capisco che saranno nove mesi di "passione" ma li supererete alla
grande come avete fatto fin'ora. Ricordati che sarò sempre presente quando
tu lo vorrai, perché credimi ti voglio tantissimo bene e credimi è
un bene speciale. Ti voglio bene ... Anna ... Buon Lavoro !!!"
il mio
SMS di risposta:
"Grazie per il regalo e ancora di più per la lettera ... sarai una
zia meravigliosa. tvtb ILA."
10 luglio
'02
Prima lezione dopo la morte della Linda:
Il rispetto dei bambini, della loro fragilità e del loro immenso bisogno
di amore, non dare mai per scontato che loro debbano nascere perché te
li vuoi e soprattutto devi credere che sono tutti piccoli ma enormi miracoli.
Essere genitori con la G maiuscola, perché loro non ti hanno chiesto
di venire al mondo, sei tu che devi proteggerli dalle cose cattive, stargli
vicino ed educarli nel miglior modo possibile.
Ho passato gli ultimi mesi della mia gravidanza a giro negli ospedali, c'era
il babbo di Romano che stava quasi per morire e la zia Amabile, era messa talmente
tanto male che non sapevano quale operazione fargli prima, soffriva di cuore
e avevano paura che rimanesse sotto i ferri e poi c'era la mia bellissima pancia
con la Linda dentro ... lei che era scontato che nascesse è morta. Ognuno
ha il suo momento, il momento per vivere e il momento per morire, quello che
umanamente pensiamo non sempre rispecchia i progetti di Dio, queste persone
dovranno ancora gioire forse per un nuovo nipote a cui vorranno ancora più
bene.
Quale meraviglioso dono è la vita.
E-mail
a Pietro:
Ciao Pietro, sono l'Ilaria, avevo scritto una lettera all'Elisa, la doveva portare
Romano in ospedale, poi ho deciso di spedirla a casa, però mentre ero
a comprare il francobollo è arrivata una donnina impicciona che voleva
sapere della Linda, io cercando di tagliare corto mi sono un po' "intortata"
ed ho imbucato la lettera senza controllare se c'era scritto il c.a.p e Prato
... così a scanso di equivoci l'ho trascritta dalla brutta copia che
ho conservato e te la mando via e-mail ... un bacione Ilaria
Allegata la lettera all'Elisa.
***
E’ più o meno in questo periodo che iniziò questo dialogo tra l’Annamaria e la Virginia ma per un disguido, le e-mail delle loro risposte erano finite in un indirizzo che ormai non guardavo da tempo, insospettita dall’e-mail dell’Annamaria che mi diceva di aver inviato la posta ad un altro indirizzo … ho controllato al vecchio indirizzo internet, ed ecco la sorpresa apparire l’e-mail della Virginia dell’Osservatore Romano e la sua:
E-mail
Virginia scritta il 1 giugno:
Carissima Ilaria, certo che ti rispondo ancora, anzi ho atteso con ansia la
tua risposta, come ti ho detto in precedenza e come se hai avuto modo di leggere
la mia storia, ti sento anch'io molto vicina.
So cosa vuol dire aver voglia di sfogarsi e sentire che intorno le persone vorrebbero
solo farti dimenticare, vorrebbero non pensarci e far finta che non sia mai
accaduto.
Elaborare un lutto non è semplice e, molte persone, non capiscono che
invece è la cosa più importante per poter superare lo stesso.
Devi scusare le tue amiche poiché non ce la fanno, è un peso troppo
grande anche per loro, e quelle che poi aspettano un bimbo, si sentono ancora
più in difficoltà, quasi in colpa.
Io da parte mia ti ribadisco ancora una volta di farti dare un aiuto è
molto, molto importante.
Se hai voglia di leggere, posso suggerirti 2 libri sulla perdita che possono
darti una mano. Comprendo anche il tuo senso di colpa, nei confronti dell' interruzione
di gravidanza precedente, ma a volte si fanno e si prendono delle decisioni,
inconsapevolmente, spaventati terribilmente dalle conseguenze, senza pensare
ciò che ci porta comunque dentro per il resto della vita.
La giovane età, la mancanza di un lavoro stabile, le responsabilità,
la solitudine a cui potremo andare incontro, il giudizio degli altri a cui saremmo
sottoposti, ci pressano a tal punto che perdiamo i confini.
Ora, non dimenticando il passato c'è un futuro che ti aspetta.
Prenditi tutto il tempo di cui senti la necessità, per andare fuori,
per parlare con tuo marito, anche della precedente esperienza, per andare al
cimitero, io andavo anche 2, 3 volte a settimana, e mi è servito credimi.
Non mi hai scritto di dove sei, chissà magari potremo vederci, o sentirci
per telefono se vuoi.
Ora ti lascio, un grande abbraccio ed a presto, scrivimi pure quando vuoi, mi
fa molto piacere. Virginia
Risposta
mia alla Virginia:
Ciao Virginia, pensavo mi avessi dimenticato, le tue risposte sono arrivate
in una casella di posta elettronica che non guardavo ormai da tempo, l'altro
giorno per caso l'ho aperta e ho trovato le tue due e-mail. (mi ha fatto tantissimo
piacere).
Sto tenendo un diario dove scrivo tutto quello che mi viene in mente, cerco
di mettere su carta queste sensazioni e poi ho una cugina (di Romano) che è
dottoressa nonché amica su cui riverso le mie paure sia dal punto di
vista medico che psicologico. Insomma piano piano riesco a migliorare anche
se il dolore lo sento ancora forte e vivo. Poi vado a seconda dei giorni e a
seconda di quello che mi capita. Sabato e ieri hanno partorito due delle tre
amiche di cui ti parlavo e devo dire che mi ha suscitato un bel po' di quell'invidia
buona, sono state due giornate un po' critiche, non mi capacitavo perché
loro dovessero prendersi cura dei loro bambini e io invece prendermi cura della
tomba del mio angelo e la cosa più buffa è che mi fa sentire bene
levargli le erbacce, cambiargli i fiori o sostituire le piantine un po' appassite;
anche io vado tre volte a settimana.
Poi ieri sera la mia cognata (sapendo della giornata no) mi ha dato un pacchetto
dicendomi di aprirlo a casa, non tanto per il regalo, ma mi aveva scritto una
bellissima lettera, sono andata a letto felice pensando a quanto amore aveva
portato la morte della Linda, difatti non mi sarei mai legata così tanto
né a lei né alla cugina di cui ti parlavo prima. Ma non solo loro,
tante sono state le persone che ci hanno fatto sentire il loro affetto.
Per i titoli dei due libri non li hai scritti, sono interessata eccome, visto
che per natura sono una divoratrice di libri ... su internet ho trovato questo
(che ho ordinato e lo aspetto da un giorno all'altro):
La nascita patologica. La perdita del bambino reale e/o desiderato in gravidanza.
Ti mando un altro bacione e abbraccione da Firenze, magari se capiti qui ti
faccio da cicerone !!!
Ilaria
P.s. Sono andata spesso sul tuo sito a sbirciare e a leggere, ho letto la tua
storia non pensavo fosse stata così travagliata, ma sappi che è
bellissimo sapere che c'è un lieto fine a tutto e mi fà piacere
perché così anche io posso sperare di avere questa famiglia che
tanto desidero.
11 luglio
'02
Oggi è l'anniversario dell'aborto ... riporto quello che ho scritto il
29 settembre '94:
"La notte tra il 4 e il 5 giugno del 1994 io e Romano, in un albergo sul
lago di Garda, abbiamo realizzato il più grosso errore della nostra vita,
così circa un mese dopo, accompagnato da una settimana di pianti, ho
avuto i risultati ormai già previsti. Approfittando di una lunga vacanza
presa dai miei genitori in nemmeno una settimana ho dovuto prendere una decisione,
la più importante che abbia mai avuto, effettivamente per una decisione
del genere una settimana era troppo poco.
Sognavo di sentirmi dire da Romano, "teniamolo!" ed anche il giorno
prima dell'intervento gli ho chiesto: "se te mi dici di tenerlo, io non
abortisco" ma lui ha detto che non se la sentiva di fare una cosa del genere
e io sapendo lui contrario non volevo essere da sola e poi il babbo e la mamma
come potevo creargli un così grosso dispiacere anche se solo sapessero
quello che ho fatto lo avrebbero ancora più grosso.
Sia quel giorno della visita che quello dell'intervento ero sola, forse non
mi ero mai sentita così sola, cercavo di non lasciarmi andare e nel giorno
dell'intervento mi guardavo attorno e dicevo: "io sono più forte
di loro, che sono con le mamme o i babbi", dopo l'intervento mentre ero
nel letto pensavo a Romano, che gli volevo telefonare per dirgli che era andato
tutto bene, ma non mi riusciva svegliarmi e cercavo di aprire gli occhi e mi
riaddormentavo subito dopo, così alla fine mi sono fatta forza e manca
poco svenivo mentre stavo ritornando a letto.
Quello che ho provato mentre mi facevano il raschiamento non me lo scorderò
mai, ero rintontita e non capivo niente guardavo la lampada sopra di me e sentivo
un gran dolore all'addome, pensavo che avevo l'anestesia locale eppure mi faceva
male ugualmente, poi ricordo tutto a frammenti.
Se dovessi tornare indietro terrei il bambino, senza il minimo dubbio a costo
di andare contro tutti. Nei giorni che seguirono, a parte quel pomeriggio che
crollavo dal sonno anche quando tornavo in macchina a Firenze, mi sentivo bene
fisicamente a parte un dolore acuto all'addome, che per altro ho ancora, ma
moralmente ogni tanto scoppiavo in pianti che poi non mi riusciva più
controllare, a distanza di due mesi e mezzo dall'intervento quando ripenso a
ciò che ho passato mi viene da piangere e sto male, male dentro, ogni
tanto sogno di essere incinta e di dire dell'interruzione ai miei genitori o
fratelli, insomma il ricordo di questa esperienza è vivo in me e penso
che se anche un giorno dimenticherò le sensazioni, non potrò mai
dimenticare quello che mi è accaduto, però sono sicura che non
succederà più."
Nel frattempo continuavamo a mandarci e-mail tra la Virginia e me.
Risposta
Virginia:
Carissima, non ti ho dimenticato affatto, questa mattina quando ho acceso il
computer mi ha fatto molto piacere trovare la tua e mail.
Anzi, stavo pensando che non ti andasse molto di rispondere, così ero
in attesa.
Mi fa molto piacere che tu possa aver trovato delle persone con le quali poterti
confidare, aprire il tuo cuore, oltre che la tua psiche, per poter tirare fuori
tutto e cercare di far entrare nel ricordo la dolcezza al posto della disperazione.
Come ti già detto non potrai dimenticare e neppure lo vorrai, ma col
tempo trarrai da questa esperienza così dolorosa tanti lati positivi.
So cosa significa andare tre volte a settimana a trovare la tua creatura ed
è giusto, verrà il giorno in cui parlerai di lei con emozione
ma serenamente, con nostalgia ma con tanta tenerezza.
Si anche la mia esperienza è stata molto traumatica, ma con il tempo
e con tanto amore intorno l'ho superata e così accadrà anche a
te.
Quando poi sentirai di essere pronta con tuo marito, ad affrontare un'altra
esperienza sarò lì con te e non solo virtualmente.
Spero di poter venire presto a Firenze e nel caso te lo faccio sapere.
Se tu invece dovessi decidere di venire a Roma conta su di me.
Ora ti abbraccio e spero che questa volta leggerai più in fretta la mia
e mail.
Un abbraccio fortissimo e rispondimi presto.
Virgy
Risposta
di Pietro:
Ciao Ila, anche se rispondo io al messaggio cha hai inviato, stai tranquilla
che lo consegnerò direttamente all'Elisa oggi stesso ( lei non ha voluto
ancora imparare a navigare....) e con l'occasione ti ringrazio in prima persona
per il pensiero che hai avuto; sappiamo e capiamo benissimo che non è
facile superare questi momenti, per questo, eventualmente, non ti devi sentire
in " obbligo "di niente.
Come potrai ben capire anche nel nostro piccolo non è facile sapere come
comportarci, per questo è sempre bene che sia tu a dirci cosa ti fa piacere.
Anche se distanti è come se vi fossimo sempre accanto, non sai quanto
sia difficile non poter esservi vicini in questi momenti e anche se poco spero
questo possa esservi in qualche modo di aiuto.
Dato che non sono un grande "scrittore" spero però di non essere
stato troppo incasinato e augurandovi che questo periodo possa passare velocemente
e possiamo tornare tutti insieme a fare il solito "casino", vi mando
un grosso grosso abbraccione.
P.S. La prossima volta il francobollo attaccaglielo uno sulla bocca ed uno sul
c.... e spediscila per posta AEREA a quel paese !!!!
Salutoni Pietro
15 luglio
'02
Spesso mi sono chiesta perché ho dovuto spedire e-mail a tutta internet,
il primo bisogno è stato quello di trovare un consiglio perché
mi sono sentita troppo sola, ma non sola nel senso fisico ma sola come storia
senza che nessuno in realtà potesse capirmi, infatti aver trovato Virginia
per me è stato un grandissimo aiuto. Poi ero in cerca di un perché
spirituale soprattutto per potermi riconciliare con Dio e con la mia fede che
la tragedia ha fatto vacillare.
Ho cercato di trovare un mio equilibrio sentendo le risposte degli altri e utilizzando
i consigli come spunto a nuove riflessioni. Poi ho pensato che forse stavo cercando
un po’ di compassione, anche se non sono mai stata il tipo, credo che
invece per me è stato un modo per sfogarmi forse quello che non mi riesce
dire a parole e soprattutto non mi riesce confidarlo lo scrivo mettendomi completamente
a nudo. L’unica che è riuscita a sentire tutti i miei discorsi
e i miei pensieri è stata la mia adorata Mammuccia, mi dispiace perché
poi lei soffre nel vedermi piangere, ma ho un bisogno incredibile delle nostre
chiacchere, del resto l’abbiamo sempre fatto.
E-mail Virginia:
Ciao Virginia, il fine settimana è trascorso serenamente al mare, ma
tutte le volte che pensavo alla Linda, mi dovevo preoccupare di cambiare immediatamente
pensiero altrimenti mi prendeva subito il nodo alla gola e iniziavo a stare
male.
Ci sono delle giornate in cui ti senti bene e pensi di aver imboccato la strada
giusta ed altre invece che ti senti inconsolabile e ti sembra di essere tornata
indietro.
Il 9 di agosto dobbiamo fare la consulenza genetica e poi finalmente partiamo
per le ferie, spero che questo mese passi in fretta, poi sono convinta che a
settembre, rientrando a lavorare, sia meglio anche per me almeno mi distraggo
un pochino.
Dove lavoro, al mio posto avevano preso una ragazza (che ha già lavorato
con me un anno) con un contratto esterno fino a luglio, se io rientravo a lavorare
subito mandavano via lei, quindi ho preso tutti e tre i mesi del post-parto,
ma non sono più tanto sicura di aver fatto bene.
Non mi hai più scritto i titoli dei libri che mi volevi consigliare nell’e-mail
di giugno !
Ti ringrazio ancora per il tuo sostegno, mi hai aiutato veramente tanto.
Un bacione Ilaria
17 luglio
'02
Sono ormai due mesi, il dolore rimane, ma qualche volta riesco a pensare o parlare
di lei senza piangere, tipo stamani mattina dopo aver messo il latte sul fuoco
mi sono distesa sul letto e mentre Romano dormiva ancora, ho chiesto alla Linda
se si metteva in mezzo a noi, non so se è capace di farlo, ma comunque
mi fa piacere pensare che fosse lì con noi. Poi mi dicevo che lei ancora
non poteva camminare ed allora se non era tra le braccia di Dio qualcuno si
sarebbe preso cura di lei, magari la nonna Ada o la zia Luciana, chissà
…
Risposta
Virginia:
Cara Ilaria, come sempre ho letto con grande piacere la tua posta, sono contenta
che stai arrivando in quella fase in cui ci sono giornate buie, nere ad altre
in cui ti senti più serena, questo è un buon sintomo.
Certo non puoi parlare ancora di pieno superamento, ma posso dirti che è
già molto importante ciò che stai facendo il percorso è
lungo, ma vale la pena percorrerlo per te e per tuo marito, forza !!!
Per quanto riguarda i libri uno si intitola "Aborto Perdita e Rinnovamento"
di Eva Pattis, ed. Red , non so se fa per te, ma vale comunque leggerlo.
L'altro quello che vorrei raccomandarti è "La Perdita. La perdita
un bambino: il processo del lutto e il sostegno” del Centro Studi Nascita
attiva, ma non so se riuscirai a trovarlo, se così fosse me lo scrivi
e ti invio il mio, tanto a settembre tornerò a Brescia al MIPA e potrò
riprenderlo.
Non appena avrò altro materiale che mi hanno promesso te lo mando, purtroppo
non c'è molto di più.
A proposito di settembre, ti volevo proprio parlare di questo corso, che si
terrà appunto al centro MIPA e sarà tenuto dalla dott. Phyllis
Klaus ed ha come titolo: Dopo la nascita Depressione Post-Partum e Perdita -
Il vissuto del post partum - I baby blus, la sindrome da stress post traumatica,
la depressione postpartum, la psicosi - Strategie di sostegno e prevenzione
- Il senso di perdita (perdita del parto sperato, del bimbo immaginato. - Perdita
- aborti, morte del bimbo – Sostegno nell'imprevisto, colloqui individuali
e sostegno dopo).
La dottoressa in questione viene dall'America e doveva effettuare questo corso
lo scorso anno, poi dopo l'11 settembre è stato rimandato. Ha scritto
molti libri importanti ed è un'ottima persona, io seguirò quel
corso e anche quello successivo di 4 giorni poiché ritengo che sia molto
importante.
Penso che il primo di 2 giorni potrebbe aiutare molto anche te.
Se hai voglia puoi mandarmi il tuo numero di telefono e possiamo parlare un
poco, mi farebbe piacere.
Un grosso bacio e spero di poterti parlare al più presto.
Per le ferie mi dirai poi...
Virgy
22 luglio
’02
E-mail Virginia:
Ciao Virginia, in questi giorni sono stata a caccia dei libri, quello del Centro
nascita attiva l’ho trovato su “Internet book shop” e ci sono
20 giorni lavorativi per averlo, l’altro “Aborto perdita e rinnovamento”
mi arriva questa settimana. Invece il libro che aspettavo io è arrivato,
ma non è quello che pensavo parla soprattutto degli aborti terapeutici,
è comunque interessante e l’ho già “quasi” finito.
Per il corso, mi interesserebbe molto, ma ci penso un altro po’ e vedo
gli sviluppi.
In questo periodo abbiamo parlato con Romano su quando riprovare ad avere un
altro bambino e abbiamo pensato che ci proveremo ad agosto, credo che una nuova
gravidanza darà quella forza e quello sprint (come dice sempre una mia
collega) che non è che in questo periodo mi manca, ma si è semplicemente
affievolito!
Noi qui vicino abbiamo un parco bellissimo e da quando mi sono sposata e vivo
qui, tre volte la settimana, da maggio fino ad agosto, vado a correre; è
una cosa che mi è sempre piaciuto fare ed anche quest’anno ho aspettato
un mese dal parto per poi riniziare per così dire la mia pratica sportiva.
Quest’anno quasi l’ho fatto volutamente per rimettermi in forma
il prima possibile e per essere forte fisicamente, per riaffrontare altri nove
mesi, poi questo esercizio fisico mi fa sentire bene anche psicologicamente,
l’unica cosa è che mi mancano ancora tre chili per tornare a come
ero prima, ma quello è il meno.
Era così bello sentirsi una vita dentro, la gravidanza ti porta al di
la di te stessa e del tuo egoismo, vivi in funzione dell’esserino che
porti dentro e tutto quello che fai è per il suo bene, oltre al fatto
che almeno a me, un tipo agitato e iperattivo, mi ha regalato questa serenità
e questa tranquillità che normalmente presa dalla vita e dal lavoro,
ti dimentichi.
Sono convinta che da lassù la Linda proteggerà questa nuova vita
e magari mi piace pensare che sarà lei a scegliere il suo fratellino/sorellina.
E poi vorrei fare l’anniversario della sua morte con bimbo in collo …
non so se questo desiderio è giusto o sbagliato, ma è una cosa
che sento, questo bisogno di diventare mamma … mamma completa.
Prima o poi ti chiamerò anche per telefono, nel frattempo ti mando un
bacione ed un abbraccio.
Ilaria
24 luglio
’02
Romano, colonna portante e marito premuroso, senza di lui non ci sarei mai riuscita,
soprattutto a far passare i primi due mesi quelli che per tanti aspetti sono
stati i più duri.
Per via dello shock, per l’enorme dolore che ti senti dentro e per la
perdita fisica della bambina, credo che a volte abbia paura a parlare della
Linda, succede più spesso che sia io ad iniziare il discorso, cerca di
proteggermi, ha paura di turbare quel momento in cui io sono serena e forse
anche se ha voglia di parlare, si tiene dentro quello che pensa e aspetta.
Spero che questo amore profondo che sentiamo l’uno per l’altra non
finisca mai e che questa gravissima perdita sia riuscita ad unirci e a sigillare
i nostri cuori più di quanto lo erano prima, un amore così grande
per questa bellissima famiglia che abbiamo intenzione di formare … come
esempio per i nostri figli.
26 luglio
’02
Ieri ho fatto un test di gravidanza, forse troppo presto perché le mestruazioni
dovrebbero arrivare da domani (sabato) a mercoledì, ed infatti è
risultato negativo. Ho paura di diventare un caso “patologico” cerco
di essere normale ma mi sembra di sentire più stimolo a fare pipì
oppure un po’ di affanno quando faccio le scale con calma. So che ci sarebbe
la possibilità di essere rimasta incinta, ma non oso crederci e sperarci
ed anche se ci giochiamo le ferie in Spagna o i chili che ancora non ho buttato
giù, non mi importerebbe nulla. (Figurati … hanno appena messo
la canzone di Jovanotti … la ninna nanna che ha dedicato alla sua bambina
… poi ci credo che piango.) Tornando al discorso di prima, mi rendo conto
che non ne devo fare una malattia e aspettare serenamente l’arrivo delle
mestruazioni, senza fasciarmi la testa con inutili stronzate che mi fanno preoccupare
e basta, ma è comunque difficile per via del desiderio che è tantissimo.
Vorrei imparare a prendere tutto con più serenità ma anche se
mi sento più tranquilla per tanti aspetti, ancora per certe cose crollo,
mezza parte di me sarebbe pronta ad accogliere una nuova gravidanza con tanto
piacere, l’altra muore dalla paura di perdere anche questa nuova vita.
La volontà di Dio; se è successo è segno che è il
momento giusto, sennò aspetteremo la prossima volta.
29 luglio
’02
Ancora niente mestruazioni, sarei tentatissima di fare l’altro test di
gravidanza, quello avanzato dalla confezione, ma evito, lo faccio per me stessa
perché non mi diventi un’ossessione, già ci penso spesso.
Comunque ho intenzione di farlo mercoledì sera, sempre che non giungano
di nuove, così se giovedì andiamo a vedere gli amici giocare a
calcetto … non dico più niente e racconterò
tutto al momento.
La Virginia ancora non mi ha risposto credo sia in vacanza.
30 luglio
’02
E’ difficile, la testa viaggia su strani equilibri ed anche se continui
a ripeterti una cosa a livello conscio, il tuo inconscio pensa a tutt’altro;
ieri praticamente ho costretto Romano a dirmi di fare il test prima di mercoledì,
io non potevo prendere l’iniziativa doveva essere lui a darmi lo slancio
e vedendomi così in ansia mi ha assecondato. Stamani mattina appena sveglia
sono andata in bagno … morale della favola non sono incinta … una
parte di me si è sentita sollevata, più che altro dal fatto che
finalmente potevo aspettare queste mestruazioni con serenità, mentre
l’altra me ha provato una fortissima delusione, ne ero convinta.
Ho paura non voglio tormentarmi l’esistenza, non posso fare due test di
gravidanza ogni mese, è terribile ma al tempo stesso non riesco ad essere
tranquilla. Mi preoccupano i falsi sintomi che ho sentito in questi giorni,
le coincidenze che sono capitate per la moto il cimitero etc. che io pensavo
mi dicessero che dovevo stare attenta perché aspettavo un bambino, anche
il mio istinto mi guidava in quella direzione.
Scrivo tutto questo per cercare di capirmi e di analizzare a fondo quello che
provo, per cercare di reagire positivamente, per cercare di non dimenticare
la Linda e quello che ho provato in questi mesi di tragedia. Tutti questi giorni
mi sono così preoccupata che quasi non ho pensato a lei, ora ho sentimenti
misti di dolore, confusione e spavento.
Scrivendo queste righe sono sempre più convinta che una bella vacanza
mi darà un po’ di svago, serenità e spensieratezza che manca,
presa da tutti questi falsi problemi.
1
agosto ’02
Ieri pomeriggio sono arrivate le mestruazioni e finalmente ho chiuso con questa
tragedia greca sul fatto di essere o non essere incinta. Libera di andare in
moto sabato e domenica, ma soprattutto libera di andare in Spagna tranquillamente
e serena fino in fondo. Devo cercare di prenderla con molta più filosofia
e mettermi in testa che posso anche non rimanere subito in attesa di un bambino
ma potrebbero anche passare dei mesi.
Penso che con lo spirito con cui ho preso questo mese, sono partita male, il
piede è veramente quello sbagliato !!! Ordinare le idee e cominciare
questa nuova avventura senza ossessioni assurde.
E-mail
Virginia:
Ciao Virginia, ho aspettato con ansia una tua risposta alla mia e-mail del 22
luglio, ma visto il mancato arrivo ho pensato che eri a goderti un po’
di sole in ferie da qualche parte; così ho deciso di scriverti ugualmente
anche per dirti che io Romano ed un’altra coppia (una delle poche ancora
senza bambini), partiamo per la Spagna il 10 di agosto con rientro il 25, destinazione
Saragozza, Madrid e Toledo e un po’ di mare a Cabo de Gata in (Andalusia).
Anche l’anno scorso siamo stati in Andalusia, sempre con questa coppia,
così già è forte la sensazione di essere tornati indietro
di un anno, fin dai primi tempi dopo la Linda, in questa maniera lo sarà
ancora di più.
Mi sono tornate un’altra volta le mestruazioni e visto qualche giorno
di ritardo sono caduta un po’ in crisi, quasi speravo di essere incinta,
invece ora che sono arrivate mi rendo conto che queste ferie sono un toccasana
per tutti e due ed il fatto che nell’eventualità ci avremmo rinunciato
per rimanere in giro da queste parti, da soli, sarebbe stato molto peggio.
Il libro che mi avevi consigliato su “La perdita e l’elaborazione
del lutto”, l’ho divorato in un pomeriggio, fatto di pagine e fazzoletti
di carta, non so nemmeno io quanto ho pianto, mentre leggevo mi rendevo conto
che nessuna situazione poteva essere uguale alla mia, cosa che forse speravo
di trovare, ma il dolore e le sensazioni provate erano le stesse, la rabbia
l’impotenza ed infine l’accettazione del fatto. Devo dire che è
stata dura arrivare alla fine del libro, ma nei giorni che sono seguiti ero
più tranquilla, quasi avessi “digerito” un’altra parte
di questo dolore.
Tante volte ho pensato di chiamarti per telefono, ma ho paura di non riuscire
nemmeno a parlarti, di crollare prima di chiederti qualunque cosa, tu sei stata
una persona molto importante in questa fase della mia vita, una persona che
mi ha dato la forza di reagire e affrontare il dolore perché il mondo
andava avanti ed il mio futuro poteva essere ugualmente bello.
Tutta questa tragedia mi ha fatto credere ancora di più nell’amore
delle persone.
Ti mando un bacione e buone ferie … Ilaria
2 agosto
’02
Tante volte ho pensato a Dio, all’inizio non volevo credere ad un Dio
che prendesse la cosa che avevo di più cara al mondo, la sentivo quasi
una cattiveria nei miei confronti, forse nei momenti subito dopo la morte della
Linda sarei potuta diventare atea e ci sono andata molto vicina.
Ma dopo, quando ho capito che doveva essere così, che la croce che ci
era toccata era per un disegno che noi non conoscevamo, per un perché
che in realtà non esisteva; allora, mi sono resa conto che senza credere
ad un Paradiso ed al fatto che prima o poi, anche fra cent’anni, l’avrei
riabbracciata, che lei da lassù poteva sentirmi e che potevo chiedergli
di lenire il mio dolore, se non avessi creduto in tutto questo, mi sarei spenta
piano piano, sarei morta anch’io e senza nessuna speranza.
Il parroco di San Francesco stamani mi ha detto: “Magari è la perla
più bella che Dio ha !” Caro Dio, tu che hai voluto la Linda con
te, ti prego abbracciala, coccolala e riempila di baci come avrei fatto io.
Risposta
Virginia:
Carissima Ilaria, ho letto con grande gioia la tua mail di ieri, poiché
mi sembra di averci letto dentro tanta speranza e tantissima voglia di andare
avanti.
Questo è molto importante per te e per tuo marito, ma sono sicura anche
per la tua Linda, poiché i nostri angeli ci guardano dal cielo e penso
che non vorrebbero che noi li ricordiamo sempre tra le lacrime e con tanto dolore,
sai sulla lapide del cimitero dove riposano le nostre Viviana e Vanessa abbiamo
fatto incidere la frase, "Per sempre con dolcezza nei nostri cuori"
ecco a distanza di anni, prossimamente ad agosto saranno 16 le ricordiamo così,
con malinconia, con dolcezza, per quello che è stato, per quello che
ci hanno insegnato, per tutto quello che ci hanno saputo dare e indubbiamente
anche per quello che sarebbe potuto essere e non lo è stato.
So che per te è ancora presto, ma davvero, pian piano che passerà
il tempo ringrazierai la tua bimba di esserci stata anche se per poco tempo
e indubbiamente il fratellino o sorellina che nascerà avrà senza
dubbio una mamma migliore anche grazie a lei.
Godetevi il periodo di vacanza che vi aspetta, noi non siamo mai stati in Spagna
ma dovrebbe essere davvero bella, inoltre un pittore che io amo molto, Joan
Mirò è andaluso e io da anni sto cercando la stampa di un quadro
da lui dipinto ma senza successo poiché non ricordo il nome.
Sarà senza dubbio l'ultima da coppia, dopo dovrai pensare ai biberon,
alle pappe, alle merendine, al pisolino, alla cacca fuoriuscita dal pannolino,
a come zittirlo perché sei dentro una chiesa e lui continua a gorgheggiare
perché il rimbombo della sua voce gli piace e così via, spero
di averti fatto sorridere, ma è proprio così.
Insomma divertitevi ancora per un po’ e fatelo anche per noi, visto che
non ci muoviamo quest'anno, poiché mio marito ha cambiato completamente
la sua attività di lavoro ed ha molti impegni molti progetti da portare
avanti.
Se riuscite a fare un viaggetto verso Roma, magari quando fa meno caldo, sarò
molto felice di incontrarti.
Ora devo proprio andare, mi aspetta la spesa a Roma settimanale, altre commissioni
da sbrigare e sarà tosta con la piccola che mi mette di tutto nel carrello
della spesa e la grande che decide che questo le occorre, quello è necessario,
quell'altro è indispensabile.
Ti sembrerà strano, le amo molto, ma se devo fare una passeggiata per
vedere delle vetrine o fare compere preferisco essere da sola.
Mi fa piacere sapere che il libro ti sia piaciuto e che ti abbia aiutato un
pochino.
Un abbraccio fortissimo.
Virgy
5 agosto
’02
Lettera alla Vale:
Ciao Vale, mi dispiace tantissimo non poterti abbracciare e starti vicina in
un momento così importante, quindi nonostante la lontananza auguro a
questa nuova famiglia un mare di gioie e amore, te lo dico con tutto il cuore
e con tutto l’affetto che lega questa amicizia speciale che è durata
attraverso gli anni ed i vari eventi. Spero che il tempo e queste ferie mi aiutino
a superare questo momento troppo difficile, ma soprattutto mi aiutino a sperare
in un futuro che ho ancora paura ad immaginare. Vi mando un bacione a tutti
e tre, spero passi tutto in fretta almeno vi posso rivedere e conoscere finalmente
queste new-entry, ci sentiamo a settembre. Ilaria
9 agosto
’02
Ciao Virginia, in questi giorni siamo stati ospiti da dei nostri amici “single”,
all’isola d’Elba, ci siamo divertiti tanto, sembrava di essere tornati
a dieci anni fa, a ballare in discoteca, era tutto così strano.
Ieri sera quando siamo tornati a casa, ho acceso il computer, ed ho visto l’e-mail,
effettivamente sono abbastanza in preda ai preparativi, tra ferro da stiro,
lavatrice, pulire casa e fare la valigia non so proprio da che parte rifarmi
infatti ti scrivo a quest’ora prima di andare a letto in fase di rilassamento.
Stamani mattina siamo stati all’appuntamento per la consulenza genetica,
mi ero preparata un sacco di domande riguardo all’atresia se aveva influito
sulla crescita oppure se a causarla era stato un agente esterno, ma loro mi
hanno risposto quello che ci hanno detto tutti, ovvero che non era possibile
sapere cosa è accaduto e che probabilmente era stato un caso, non dipendente
dalla genetica.
Forse speravo in qualcosa di più, speravo mi dicessero che non c’entravano
né febbre, né amianto e né intossicazioni da funghi o qualsiasi
cosa mi fosse venuta in mente, speravo quasi mi scagionassero da questi piccoli
sensi di colpa ma solo ora mi rendo conto che sono io che mi devo tranquillizzare,
soprattutto per non fare della prossima gravidanza una malattia.
… ora è meglio parlare di cose più allegre …
Ieri mi è venuto in mente di mandarti una cartolina dall’Andalusia,
ho provato a vedere sul sito, ma non c’era nessun indirizzo, se ti va
mandamelo, tanto prima di partire (alle 16.00) apro la posta … altrimenti
ci sentiamo a settembre per le buone nuove.
Ti mando un bacione ed un’abbraccio, poi nella prossima e-mail ti parlo
dei miei parenti romani, della mia adorata zietta che prima di trasferirsi in
un quartiere di cui non conosco il nome, stava vicino a Villa Cordiani …
o qualcosa del genere … sulla Prenestina, quindi può darsi che
il giretto a Roma ci scappi presto.
A presto. Ilaria
18 agosto
’02
Linda, dolcissimo amore, in questi giorni abbiamo visto cattedrali bellissime,
città grandiose e paesini minuscoli, tu eri lì con noi; la voglia
di stringerti e di coccolarti, cercare di pensare a te con dolcezza e non riuscirci.
Più ti penso e più credo tu sia stata la cosa più bella
che ho visto, il sentimento più forte che ho mai provato, mi manchi.
Ho messo candele in tutte le chiese dove sono stata e ieri nel tuo terzo mese
ho cercato di pensare a come potevi essere, ho paura ad immaginarti, c’è
ancora troppo dolore.
Con tutto il cuore.
La mamma
03
settembre ’02
E-mail Annamaria:
Ciao Annamaria, finalmente sono tornata dalla Spagna e da una settimana al mare
a San Vincenzo.
La Spagna era bellissima, siamo stati a Saragozza, Madrid, Toledo, Murcia e
al mare siamo stati in Andalusia, in un parco naturale chiamato Cabo de Gata,
eravamo in una casa di un paesino chiamato Sopalmo, che aveva si e no 20 case,
era stupenda la tranquillità di quel
posto.
Le cose non si sono risolte, speravo di tornare a settembre quasi come nuova
ed invece il dolore è ancora troppo forte, speravo di aver concepito
un piccolo/a spagnolo ed invece a San Vincenzo mi sono arrivate le mestruazioni
e sono caduta ancora più in crisi, non so più per cosa piango
se per la piccolina che mi manca tantissimo o per la paura di aspettare ancora
ad avere un bambino.
Mi sembra di vivere in un incubo, ho chiesto con tutto il cuore una nuova gravidanza
a Dio, perché ho paura di impazzire nell’aspettarla, invece è
ancora lontana ed ogni mese che passa è un agonia. Non avevo voglia di
fare l’anniversario della morte della Linda senza nessuno in collo, so
che questa angoscia non mi porta a nulla, ma tra il pensare una cosa e sentirla
dentro il cuore ci corre un abisso. Spero che ora il lavoro mi porti un po’
via dai miei pensieri e che mi renda più serena, di una preghierina anche
per me ti mando un bacione ed un abbraccio. Ilaria
E-mail
Virginia:
Ciao Virginia, rieccomi, tornata dalla Spagna e da una settimana al mare a San
Vincenzo.
La Spagna era bellissima, soprattutto Madrid, per le mostre d’arte mi
hanno concesso solo il Prado poi mi hanno portato via dai quadri anche a Cadaques,
patria di Dalì.
In Andalusia siamo stati soltanto al mare, in un parco naturale chiamato Cabo
de Gata.
In compenso in tutte le città in cui siamo stati non abbiamo fatto altro
che vedere un sacco di cattedrali e per ogni cattedrale c’era una candelina
per la Linda.
Speravo di tornare e che quasi tutto si fosse risolto, speravo che il dolore
passasse più in fretta ma non è così, anche in Spagna ho
avuto i miei momenti di crisi, nascosta dai nostri amici per non farmi veder
piangere.
Spero di poter venire presto a Roma a trovare la mia zia e con l’occasione
vederti.
Ti mando un bacione ed un abbraccio. Ilaria
15 settembre
'02
Risposta Virginia:
Cara Ilaria, non sono sparita, ma in questo periodo sono molto occupata ed a
volte quando rientro a casa guardo con senso di colpa il computer, a volte la
posta, ma poi non riesco a sedermi e a scrivere.
La stanchezza ed il senso di svogliatezza mi prende e non mi abbandona fino
al momento di cena.
Mi fa molto piacere che le tue vacanze siano andate bene, è naturale
che il tuo pensiero sia andato comunque anche a Linda, del resto è la
tua bimba e una parte del tuo cuore sarà sempre dedicata a lei.
La cosa che mi fa molto sperare è che davvero un giorno potremmo conoscerci,
in che zona di Roma abita la tua zia?
Potreste approfittarne in questo periodo, tempo permettendo, Roma è splendida
e ne vale la pena.
Io la prossima settimana vado a Brescia per il corso di cui ti parlavo, parto
venerdì e torno domenica sera.
Ad ottobre ne avrò un altro che mi prenderà dal 4 al 6 pensaci
e fammi sapere.
Ora ti lascio ti abbraccio forte e rispondimi presto, aspetto sempre con molto
affetto le tue mail.
E' una bellissima giornata oggi da noi spero che lo sia anche da te.
Virgy
18 settembre
’02
Ieri, appena aperti gli occhi, sei stata il mio primo pensiero, i tuoi quattro
mesi, mi piace pensare che lassù stai crescendo in compagnia dei nostri
nonni, degli zii e delle persone a cui io e tuo babbo siamo più legati.
A me non resta altro che preoccuparmi dei fiori e della tua piccola tombicina,
a come sistemarla, se metterci l’angioletto, la madonnina o la croce bianca.
Come si fa, lo riesco ad accettare ma tutto mi sembra ancora incredibile, cammino
per strada e piango, penso a te e mi rattristo. Forse ora non c’è
più quella tragica disperazione, ma c’è questo dolore grave,
profondo, radicato nel cuore. C’è questa voglia di stringerti,
baciarti e coccolarti. Perché non hai aperto gli occhi per vedere il
tuo babbo e la tua mamma?
24 settembre
’02
E-mail Virginia:
Ciao Virginia, ho chiesto al mio babbo dove abitava la zia, perché io
mi ricordavo solo il quartiere della vecchia casa, ora dovrebbe stare vicino
al complesso nuovo dell'università. In tre anni che si è trasferita
sono andata lì solo un paio di volte, già era difficile orientarsi
per Roma sulle poche strade che conoscevo, questa via non so nemmeno da che
parte è.
Oggi sono a casa malata con la febbre a 38 e 1/2, con le mestruazioni, il mal
di denti e il mal di testa, credo che fisicamente peggio di così non
possa andare, quindi ho approfittato di un momento in cui mi sentivo abbastanza
forte per stare su un panchetto davanti al computer per scriverti.
Come è andata a Brescia? Sicuramente avrebbe fatto bene anche a me venire
ad ascoltare qualcosa, venerdì avevo pensato quasi di fare un salto sabato
dalla mattina alla sera poi è arrivato il mio fratellone da Francoforte
e sono rimasta con lui. La settimana scorsa, non è andata un gran ché
ero un po’ giù di corda e questa con l’arrivo delle mestruazioni
è partita ancora peggio, mi sento così frustrata, mi sembra di
scalare una montagna e non vedere mai la vetta.
Ti mando un bacione. Ilaria
29 settembre
’02
Risposta Virginia:
Carissima Ilaria, eccomi di nuovo, questo fine settimana un po’ laborioso
sta passando, ieri ho lavorato di sera per fare un piacere ad una neo mamma
molto gentile e questa notte sono rientrata all' una e quaranta.
Tu comunque tienimi informata se e quando decidete di venire a Roma ne sarò
molto felice.
Sicuramente la tua influenza sarà passata, ed immagino anche che in questo
periodo tu sia molto impegnata con il lavoro.
Il mio corso a Brescia è stato molto interessante, la Phillis Klaus è
una donna molto dolce e una terapeuta molto in gamba, mi sono sentita davvero
molto toccata dalle sue lezioni.
Carissima ora ti lascio, aspetto sempre tue notizie e quando hai voglia di parlarmi
o di scrivermi sai come raggiungermi.
E' molto importante poter tirare fuori quello che hai dentro ed in me sai di
poter contare su di una buona ascoltatrice.
Un abbraccio grande anzi grandissimo.
Virgy
2
ottobre '02
E-mail Virginia:
Ciao Virginia, rieccomi, in qualità di ascoltatrice ufficiale ti tocca
sorbirti tutte le mie paure e paranoie … ho passato due settimane ad incassare
il dolore senza reagire, mi sentivo sconfitta dalla situazione e dalla stanchezza
di questi quattro mesi, mi sentivo come Don Chisciotte contro i mulini a vento.
Così l’altro giorno dopo un pomeriggio assurdo ho parlato a Romano
dicendogli che il prossimo mese, se non riuscivo a cambiare in qualche modo
la mia situazione sarei andata da uno psicologo perché non avevo più
la forza di reagire. Con questa affermazione, lui si è sentito forse
più frustrato di me, ma soprattutto sconfitto per tutto quello che ha
cercato di fare in questi mesi, cercando di nascondermi il suo dolore per fare
coraggio a me e cercando di trasmettermi questa positività nei confronti
della vita che io ho completamente dimenticato nell’arco di questi quindici
giorni.
Abbiamo parlato tanto e c’è stato un momento in cui ho avuto paura
di perdere il suo amore e forse la sua pazienza, questa storia che ci aveva
unito come non mai ora io la usavo per allontanarci. Oggi mi sento meglio, più
serena e con tantissima voglia di continuare, a maggio quando tutto è
successo dentro di me pensavo sempre “devo arrivare a settembre, devono
passare questi tre mesi e poi vedrai che tutto andrà meglio” arrivata
al dunque e ritrovandomi quasi al punto di partenza, ho avuto paura. Non so
se sono normali queste “ricadute”, ti sembra di fare due passi avanti
e uno indietro, ma forse questo fa parte dell’elaborazione del lutto?
Credo di viaggiare su strani equilibri, ad un passo dalla depressione. Comunque
starò più attenta ai miei stati d’animo, cercando di non
finire come due giorni fa. Mi dispiace usarti come valvola di sfogo, ma certe
cose le riesco a raccontare a te, forse perché scrivendo riesci a dire
tutto … a volte penso che raccontandoti i miei stati d’animo ti
faccio in parte rivivere il tuo dolore … e per questo, scusami.
Al proposito Madrid è stupenda, se hai bisogno di qualche indirizzo fammi
sapere … ti mando un bacione e buon divertimento. Ilaria
(due giorni dopo ho mandato una foto mia e di Romano)
9 ottobre
’02
Risposta Virginia:
Carissima, siete molto teneri tu e tuo marito spero di potervi conoscere un
giorno, presto se riesco ti mando anch'io una foto di me e la mia famiglia.
Non pensare affatto a scusarti se sono la tua valvola di sfogo, mi fa piacere,
io a suo tempo non ho avuto la stessa possibilità e ti assicuro che un
conforto da un'amica mi è davvero mancato.
A suo tempo però io sentii il bisogno di un aiuto psicologico e questo
mi aiutò moltissimo.
Mi hai scritto che parlare con tuo marito, forse per la prima volta del vostro
dolore, ha provocato in lui tanta sofferenza, ma la sofferenza fa parte di questa
esperienza e non serve negarla, far finta che non ci sia mai stata per star
meglio non è di aiuto.
Parlatene, parlatene ancora e questo vi farà sicuramente star meglio
credimi.
Non conosco tuo marito, ma penso che ti ami molto, poiché lui pensava
che facendosi vedere forte tu avresti potuto superare più in fretta,
ma non è sempre così, e non perderai il suo amore se riuscirai
a guardare insieme al domani anche nei momenti tristi.
Mi farebbe molto piacere che potessimo parlare un poco, pensaci io sono qui.
Anche perché è un periodo di tempo in cui mi sta venendo un antipatia
per il computer, sarà che mi sento in colpa e se devo fare una telefonata
la faccio volentieri in un momento al volo, invece aprire una mail e scriverla
è molto più difficile.
Ora ti abbraccio il viaggio non è a Madrid ma a Barcellona e spero che
questo fine settimana sia migliore che qui dove si prevede brutto tempo.
Un abbraccio e se mi mandi l'indirizzo ti scrivo una cartolina anch'io.
a presto Virgy
10 ottobre
’02
E-mail Virginia:
Le tue parole mi sono sempre d’aiuto e riescono a farmi sentire meno sola,
credo che ti telefonerò, magari dopo che sei tornata da Barcellona così
mi racconti come è andata.
Ti auguro un buon viaggio e buon divertimento, un abbraccio. Ilaria
14 ottobre
’02
Mancano due giorni al mio 30° compleanno, avevo pensato a grandi festeggiamenti,
ad una festa a casa nostra che coinvolgesse gli amici con i rispettivi bambini,
ed ora, mi trovo a dover fare i conti anche con questo pensiero, dopo tutto
quello che è successo non ho voglia di festeggiare i miei trent’anni,
non ha senso, a Romano gli dicevo sempre: “Vuol dire che li festeggerò
con la Linda in collo”. So che dire così mi aiuta solo a stare
peggio.
Pensare che da quando il babbo mi aveva dato la foto della Linda risistemata,
mi ero sentita più serena, quasi avessi la prova che lei era esistita,
anche solo per un attimo, ma era entrata nella nostra vita. Avrei voluto farla
vedere al mondo intero e avrei voluto gridare: “Guardate, questa è
la mia bambina” tenera con gli occhini chiusi quasi dormisse.
Io lo so quale sarebbe il regalo più bello, ma dovrebbe venire da Dio,
dovrebbe essere Lui a donarmi questa nuova vita, per il mio compleanno e per
l’anniversario di matrimonio. Ho paura, ma ci spero con tutto il cuore.
19 ottobre
’02
“Dio, sono qui, abbandonata in una casa, senza la mia bambina, senza una
nuova vita ad attendermi, senza risposta alle mie domande.
Dimenticata, in compagnia del mio grande amore Romano, aspetto il tocco del
tuo sguardo, che mi liberi dal dolore e mi doni finalmente quell’anima
che attende questa bellissima famiglia. Ilaria”
18 novembre ’02
E-mail Virginia:
Ciao Virgy, scusami tantissimo se non mi sono più fatta viva, ma mi ero
riproposta di telefonarti ed invece tra quando mi dimenticavo, tra quando mi
ricordavo ed era un ora sbagliata, quando invece ero a lavorare … insomma
alla fine mi ritrovo a mandarti la solita e-mail e la telefonata ormai sarà
rimandata ad un’altra volta.
In questo ultimo periodo sono stata presa dal lavoro e spesso e volentieri ho
fatto tardi, poi io e il Romano ci siamo dedicati un po’ ai lavoretti
di casa, quelli che rimandi sempre perché ti fa fatica … tipo un
armadio da risistemare e riverniciare ed altre piccole cose.
Questo è stato un mese in cui ho trovato un po’ di serenità,
il primo mese in cui non ho pianto tutti i giorni (prima almeno cinque minuti
di sconforto al giorno, con una buona dose di lacrime, era assicurata) solo
un paio di giornate nere … però mi è sembrato un vero passo
da gigante. Sono passati sei mesi, terribili, ma sono passati e forse il tempo
sta già diluendo il dolore.
Poi c’e stato da pensare alla tomba … credevo peggio … devo
dire che sono rimasta abbastanza tranquilla, anche se mi domando ugualmente
perché le mie amiche scelgono che vestitino mettergli ed io invece sono
a decidere che marmo usare, ma credo sia inutile che te lo dica …
Spero di chiamarti davvero in questi giorni ma a scanso di equivoci ti spedisco
questa.
Un bacione e a risentirci … Ilaria
Le mestruazioni ancora non sono arrivate … ho paura a crederci, ho paura
anche a dirlo, ma questa volta ci siamo vicini … e come si dice con Romano
in questi giorni …
“schhhhhhhhh” …
21 novembre
’02
Sono distrutta, delusa e stupida per aver creduto, in Dio, in una nuova gravidanza,
nella fine del tunnel.
Ed eccomi, ripiombata ancora più in fondo, nel buio a cercare dentro
di me un po’ di forza per risalire; che non riesco a trovare. Non ho più
voglia di ricominciare un altro mese, con queste inutili speranze e buoni propositi.
Se non fosse per Romano e per tutti quelli che mi vogliono bene avrei scelto
la strada più veloce.
Ed ora a chi rivolgo la mia disperazione, a chi chiedo aiuto, visto che Dio
mi ha dimenticato nel pozzo, visto che continua a prendersi gioco di me, non
gli bastava la Linda, doveva prendermi in giro, doveva umiliarmi, doveva illudermi.
Non riesco a pensare ad un Dio buono, non credo più nei suoi propositi.
Non ho più voglia di pregare.
1
dicembre ’02
Finalmente questo anno sta per finire, amaro e da dimenticare.
E’ domenica, siamo stati a pranzo fuori ed ora Romano è andato
a trovare Cesare, c’è stato il battesimo di Marco.
Io naturalmente evito ancora tutti i bambini e le varie mamme, ormai da quasi
sette mesi; poi per oggi ho ricordato abbastanza, siamo tornati a Bruscoli con
Enzo e la Barbara.
Sono senza le mie amiche senza la mia bambina cercando di essere tranquilla
e non riuscendoci. La gente si prodiga in buoni consigli che ormai duri fatica
anche a sentire, sempre le solite frasi, sempre i soliti discorsi. Non ho più
voglia di cercare un bambino, ho talmente tanta paura di stare male come una
settimana fa. Ho fatto un salto indietro di sei mesi, il dolore e la disperazione
quasi uguali. Vado avanti e non dico più “non ce la faccio più”
tanto non è vero, continui a prendere usciate in faccia e nonostante
tutto continui il tuo cammino, sempre più stanca, ma cerchi di andare
avanti per le persone che ti stanno intorno e stanno male per causa tua, se
ti vedono soffrire, soffrono anche loro. Ma non hai più voglia, c’è
troppa amarezza nel cuore e poi ora che si avvicinano le feste sarà ancora
peggio.
15 dicembre
’02
Siamo mamme per la maternità e per il parto che comunque abbiamo vissuto,
per crescere i nostri bambini ancora ci vorrà un po’ di tempo,
ma proprio per quello che è successo saremo mamme migliori, perché
tutto questo lo porteremo nel cuore tutta la vita.
20 dicembre
’02
Stamani mattina ho fatto il test di gravidanza e senza guardarlo l’ho
appoggiato sul mio comodino, dopo una ventina di minuti sono andata a svegliare
Romano e gli ho chiesto di guardare il test al posto mio, dopo avergli spiegato
il giochino delle linee, che ormai conoscevo a memoria lui ha guardato ed è
stato in silenzio per qualche secondo, poi ha detto “Ila, qui sono due
!”.
Ci siamo abbracciati quasi fosse un sogno ed abbiamo gioito a pieno di questa
meravigliosissima notizia di Natale.
Ho telefonato alla mamma per dire anche a loro cosa era accaduto e poi via a
lavorare … abbiamo fatto piangere tutti piccolo fagiolino !!!
E-mail
Virginia:
Ciao Virgy, è tutta la settimana che volevo scriverti, ma sono stata
un po' indaffarata e depressa. Abbiamo sistemato la tomba della Linda ed è
stata un po' dura, poi aspettavo le mestruazioni che avevano fatto un piccolo
accenno il 18 e poi erano definitivamente sparite.
Stamani mattina ho fatto il test di gravidanza, io no ho avuto il coraggio di
guardarlo ... insomma Romano è stato il primo a saperlo ... Virginia,
sono incinta !!!
Questa splendida notizia ha reso questa giornata davvero speciale !!!
Insomma, dopo questo scoop, abbiamo deciso che passeremo l'ultimo dell'anno
a San Vincenzo !!!
... ci sentiamo in questi giorni ... un megabbraccione ... Ilaria
21 dicembre
’02
Biglietto scritto al Depe e alla Claudia:
Un biglietto per dirvi quanto ci siete stati vicini, per ricordare le estati
ed i momenti un po’ più duri in cui voi eravate lì con noi,
un biglietto per quello che ancora vi aspetta da questa amicizia, per tutti
i discorsi che dovrete ancora sentire su pance, nausee etc.
Ora che incominceremo a ritornare quelli di prima … un grazie particolare
a tutti e due e a questa amicizia che ci lega … con il cuore … Buon
Natale e felice anno nuovo.
Sera a casa di Pietro, Elisa e Gabriele … un successione, naturalmente
non potevano mancare anche le lacrime della dolcissima e stupenda amicona Elisa.
Qualche
giorno dopo
E-mail Annamaria:
Ciao Annamaria, rieccomi di nuovo qua, visto che tu hai vissuto con me una parte
di questo dolore … mi sembrava giusto dirti che sono incinta di appena
un mese e mezzo.
Questi mesi che non mi sono fatta sentire sono stati mesi di sconforto e di
ansia, tutti mi dicevano che non riuscivo a rimanere incinta perché lo
desideravo troppo, era una questione di testa ed ormai cominciavo a crederci
anche io, la mia fede ha vacillato, ma erano troppo le persone che pregavano
per me, forse abbiamo preso Dio per sfinimento, ed anche se tutto questo succede
ogni giorno migliaia di volte nel mondo per me è stato un piccolo miracolo,
un regalo di Dio in questo Natale che si prospettava tristissimo.
Ora sono felice e sento che senza l’ansia di rimanere incinta anche il
dolore e il lutto della Linda sta passando con più serenità. Ho
rivisto le mie amiche ed i loro bambini, con un po’ di malinconia perché
comunque questa piccina mi manca, ma con una nuova speranza nel cuore, con una
nuova vita nella pancia.
Mia nonna prima che sapesse la notizia mi ha sognato e nel sogno io gli ho detto
che aspettavo un bambino e lei mi ha detto: “Ilaria non ti preoccupare,
mettiti sotto il manto della Madonna e vedrai che vi proteggerà.”
Credo che seguirò il suo consiglio …. Ti ringrazio per le tue parole
poi ti farò sapere come procede questo piccolo fagiolino.
Buon Natale (in ritardo) e un felice anno nuovo, con tutto il cuore un abbraccio.
Ilaria
24 dicembre
‘02
So benissimo che in questi momenti ogni mese è un eternità, ma
bisogna andare avanti, per i figli che abbiamo avuto ma anche per quelli che
potremmo avere, perché se molliamo noi, loro non potranno mai nascere.
Queste due righe per concludere il diario che ormai non è più
giusto che continui, anche perché questo nuovo cirillo ha diritto a quello
che aveva avuto la Linda, quindi un bel diario tutto suo. Un in bocca al lupo
a noi quattro, famiglia alla riscossa !!!!
La mia vita dopo il test di gravidanza
22 marzo
‘03
All’ombra del Pino
All’ombra di un pino, non lontano da qui,
esiste un piccolo angolo di paradiso dove riposano piccoli angeli.
In mezzo a loro i pettirossi saltellano e giocano felici,
ed io che mi ritrovo a guardare queste piccole statue bianche piene di amore
e di tristezza,
penso che questo
luogo sia sacro e puro proprio come le anime di questi bambini.
All’ombra di un pino, l’ultimo lungo il viale, si trova il mio piccolo
angelo,
la metà del mio cuore, ed anche se lei può seguirmi ovunque,
è in quell’angolo che io mi sento più vulnerabile e su cui
riverso le mie attenzioni e cure;
l’unico pezzo terreno che mi è rimasto di lei, il mio metro quadrato
in diretto contatto con il paradiso.
* * *
Il tempo
è passato e nel frattempo tenevo un diario che raccoglieva queste nuove
sensazioni e le paure per questa nuova gravidanza, ma c’era anche tantissima
speranza.
Tutte le volte che facevo un ecografia uscivo piangendo a dirotto … ma
questa volta dalla FELICITA’ !!!
Vi riporto un pezzettino del diario della Siria, il giorno dell’ecografia
morfologica, dove abbiamo saputo che era un’altra bambina:
15 aprile
‘03
Ciao, mia dolcissima bambina, quello che la mamma ha provato mentre gli davano
la notizia, l’emozione che mi ha travolta e che tuttora provo all’idea
che sarai la mia piccola pulcina, mi fa piangere di gioia.
Non avrei mai osato chiedere tanto, mi bastava che tu esistessi … però
sei stata la mia ciliegina sulla torta !!!
Eccomi qua, consapevole che la Linda rimarrà sempre la tua sorella che
purtroppo è mancata, ma al tempo stesso mi sono ritornati i sogni sul
futuro che potevo avere con lei e che invece avrò con te … ti aspetto
con ansia … con tutto il cuore. La mamma
Agosto sembrava non arrivasse mai e la decisione di non andare in ferie per
la paura di un parto anticipato allungò ancora di più il tempo,
ma poi quando è nata la piccola la gioia era all’ennesima potenza,
la guardavamo in continuazione e la riempivamo di coccole, baci e carezze, ripagati
a pieno di tutte le sofferenze.
Riporto quello che ho scritto al proposito della nascita della Siria ...
IL NOSTRO
PRIMO INCONTRO
Erano le 12.15 del 23 agosto ed eccoti sulla pancia della mamma … tutta
bianca e sudicia … praticamente sei “nata con la camicia”
… giusto il tempo di guardarti piangere un pochino e la pediatra ti ha
preso per farti tutti i controlli.
La mamma era stremata dal parto e dalla fatica per tirarti fuori, era stata
un impresa da incredibile hulk !!! (invece di essere verde ero viola)
Dopo essermi sottoposta a svariate sbucacchiature con ago e filo, l’ostetrica
è venuta dicendomi che tu eri in sala travaglio pulita e profumata che
ci aspettavi.
Ed eccoti … il primo incontro ufficiale con il tuo babbo e la tua mamma
… tutta la fatica e il dolore provato erano scomparsi, il tuo visino e
il tuo pianto disorientato ci facevano commuovere. Increduli ti guardavamo ripagati
a pieno dei nove mesi di attesa, non sapevamo nemmeno noi quantificare la nostra
felicità !!!
Sei stata l’emozione più grande … poterti finalmente stringere
era come un sogno.
Il babbo che già ti riempiva di baci e ti stringeva con tutto l’amore
possibile, ormai tra le nostre braccia per proteggerti da qualunque cosa.
Dopo un paio d’ore ti hanno portato via e noi siamo andati a mangiare,
alle 15.30, stremata sono rientrata in camera e raccontato un po’ come
era andata mi sono distesa sul letto intenzionata a dormire per riprendermi
dal parto e dalla nottata, avevo appena chiuso gli occhi, ed eccoti arrivare
con la cullina perfettamente sveglia, il mio sonno, ormai era passato in secondo
piano.
Ti ho disteso accanto a me e tu mi guardavi con gli occhi spalancati quasi a
dirmi “allora sei proprio tu la mia mamma” ed io che non potevo
trattenere le lacrime dalla gioia ti parlavo teneramente.
L’incredulità era veramente forte ed il pensiero che poche ore
prima eri dentro la mia pancia ed ora ti potevo stringere, quello che avevo
desiderato per nove mesi e non avevo il coraggio di sognare finalmente si era
avverato !!!
Ogni giorno che passava la rendeva diversa, una continua scoperta e poi dopo 1 anno e ½ che era nata … un ritardo … ed ecco che inaspettatamente dopo 9 mesi è arrivata anche la Livia … anche lei bella come il sole.
Un pezzettino del diario della Livia:
16
Marzo 2005
8 settimane e 2 giorni
Ciao Ciri
… che sta per Cirillo o Cirilla o Cirilli, qui è la Mamma che ti/vi
parla (non potendo (almeno per ora tenere un diario come alla tua sorellona)
scrivo comunicando un po’ di sensazioni. Mi verrebbe da parlare al plurale
ma allora la cosa sarebbe un po’ più complicata del previsto. Comunque
anche se sei arrivato senza preavviso, sei un bel regalo … ti chiedo di
essere buono, bello , intelligente ma soprattutto DORMIGLIONE e non come la
Siria che ancora oggi mi fa confondere.
Anche
se non avevo fatto il test di gravidanza sapevo già di esserlo, la sensazione
era ormai comune e già sperimentata.
Qualche notte prima avevo sognato che eravamo incinta sia io che la Zia Anna,
eravamo andate a vedere uno spettacolo la sera dopo cena e tornando verso casa
in motorino gli avevo raccontato tutto anche del sospetto di essere incinta.
Il giorno dopo sono andata a comprare il test al supermercato e tornando, visto
che ero in ritardo mi sono messa ad andare con passo svelto … e mi è
venuto un fiatone sospetto.
Comunque la mattina del 19 febbraio (sabato), abbiamo avuto la conferma, ero
in bagno e il babbo era in camera con la Siria che dormiva e mi ha chiesto:
“Allora?” ed io: “sto aspettando per vedere se si cancella
la riga nel mezzo” e così con un misto di stupore e preoccupazione
abbiamo annunciato a tutti il tuo prossimo (mancano otto mesi) arrivo !!!!
Sto cercando di essere brava, anche se non poter mangiare il prosciutto o pensare
che tra poco non potrò nemmeno mangiare un gelato, mi dispiace; ma so
che ne vale la pena perché stringerti tra le mie braccia sarà
la cosa più bella del mondo e questa volta lo so per certo perché
l’ho già provato con tua sorella !!!
La sera del lunedì mi preparo la carne per poterla mangiare almeno per
i tre giorni della settimana che sono a lavorare. Aspetto con ansia l’ecografia
che ci sarà il 5 Aprile, almeno da allora in poi sarò sicura che
sei 1 … infatti devi sapere che la mamma fin dal giorno dopo che ha fatto
il test di gravidanza ha avuto paura dei gemelli e questa sensazione si è
andata rafforzando con l’andare in là del tempo e con il crescere
spropositato della pancia … infatti sembro già di quattro mesi.
Ora ti lascio, si fa per dire, perché per questi sette mesi saremo sempre
insieme e ti porterò ovunque andrò … ma mi raccomando maschio
o femmina o gemelli devi essere forte forte forte e resistere a qualsiasi cosa
ed inconveniente … ti voglio tra le mie braccia … te e nessun altro.
L’altra domenica siamo stati per la prima volta tutti e 4 al cimitero dalla Linda, ed è stato bellissimo vedere la Siria che lasciava il fiore, la Livia che guardava e si godeva la bella giornata ed io e mio marito incantati e contenti che nel giro di pochi anni abbiamo formato una bellissima famiglia … le nostre bellissime 3 bambine … è proprio vero … il mondo è delle donne ...
... e vissero per sempre felici e contenti !!!
questo finale è d'obbligo visto l'enorme scorpacciata di cartoni animati che mi tocca vedere, soprattutto Biancaneve Cenerentola e Shrek ...
Continuando l’esperienza, nel mio blog:
5
Aprile 2006
La vita è strana a volte ti toglie ... e sembra un dolore incolmabile
... poi ti restituisce tutto e quando uno guarda indietro rimane un po' di malinconia
ma c'è la gioia del presente.
Credo sia bello vivere proprio per poter cambiare le cose ed cercare la serenità
e la gioia che uno merita !
Non penso che le prove della vita finiscano ma credo che affrontarle renda più
forti !!!
18
Aprile 2006
La mia storia fatta da un aborto, da una morte perinatale e da due splendide
bambine ma che percorso ho fatto?
ho vissuto la mia storia e per soffrire di meno, anzi per esternare meglio il
dolore che provavo ho scritto il diario, per la precisione ho semplicemente
continuato a scrivere il diario della gravidanza della Linda anche dopo la sua
morte.
Riuscivo a scrivere a rileggere con tanto dolore ma soprattutto scrivendo elaboravo
il lutto e smussavo l'enorme macigno che avevo sul cuore.
Poi il diario con tutta me stessa è rimasto chiuso in un cassetto per
quasi 4 anni ed io nel frattempo ho continuato il mio percorso per diventare
mamma scrivendo altre cose sulle nuove gravidanze, con altre paure ma anche
con tanti pensieri felici.
E poi ecco sentendo telegiornali, polemiche sull'aborto e articoli su la pillola
del giorno dopo; ma soprattutto dopo un corso che per passione ho fatto per
creare pagine web, si è concretizzato un progetto, quello di pubblicare
tutto cercando di aiutare le persone che come me si erano sentite spaesate e
perse in un esperienza come la mia e perché no aiutare a capire l'inestimabile
valore della vita e il nostro potere che è nullo di fronte a un tale
miracolo.
In questo progetto un po' ambizioso, mi piacerebbe aiutare a capire quale percorso
è l'aborto,
perché se io avessi saputo quanta depressione e tristezza mi avrebbe
portato ... ci avrei sicuramente ripensato.
La mia vita sarebbe stata completamente cambiata e visto che ormai la mia scelta
mi ha portato a questa storia ...
20
Aprile 2006
Ieri sera le mie bellissime bambine erano nell'ingresso, la piccola si sbellicava
dalle risate perché la grande si divertiva a giocare con la palla ...
ed allora dopo nottate terrificanti, febbri e malanni vari che abbiamo passato
quest'inverno, le guardo orgogliosa di essere andata avanti, orgogliosa di essere
la loro mamma !!!
11
Maggio 2006
A volte penso a come sarebbe ora, ma non riesco ad immaginarla, credo che ancora
non sia passato il giorno in cui non l'ho pensata almeno una volta ... per qualcosa
che ho fatto o detto o semplicemente per pregarla che ci custodisca e protegga.
La amo ancora tantissimo ed anche se ora pensare a lei non mi fa più
versare litri di lacrime, la ricordo con una dolcezza infinita, la dolcezza
di una mamma che ha vissuto con lei nove mesi in simbiosi dentro la pancia e
che poi al momento della gioia più grande non è riuscita nemmeno
a dirgli quanto l'amava, non è riuscita a carezzargli il viso, non è
riuscita a vederla con gli occhi aperti ... ma soprattutto la Linda non è
riuscita a vedere il volto della sua mamma.
Tra meno di una settimana sarà l'anniversario della Linda, ed io in quella
settimana sono sempre con l'umore a terra.
Ho i miei riti da rispettare, ormai da quattro anni:
- la messa che gli faccio dire la mattina (per ricordarla perché in realtà
non ne avrebbe bisogno, dicono che è santa perché morta senza
peccato originale e talmente piccola che non ne poteva proprio compiere altri,
se non quello di non piangere perché aveva l'atresia della trachea)
- il cimitero dove scelgo i fiori più belli e porto a lavare quelli "belli
finti" che sono stati tutto l'inverno alle intemperie
- e poi il giardino delle rose, dove trovammo rifugio io e mio marito il giorno
del funerale, si trova sotto il Piazzale Michelangelo, è un giardino
aperto solo nel mese di maggio ed è pieno di rose di tutti i tipi e colori.
Gli anni che sono seguiti ci sono andata una volta con la Siria in pancia, una
volta con la Siria di 9 mesi, una volta con la Siria grande e la Livia in pancia
... ora noi tre Io la Siria e la Livia.
15
Maggio 2006
Sapete, la Livia è nata ad ottobre e dopo 20 giorni abbiamo fatto una
corsa all'ospedale per una broncopolmonite, quando siamo andati aveva un inizio
di crisi respiratoria, siamo rimasti li quattro giorni. All'inizio avevo tanta
voglia di piangere e mi chiedevo perché dopo tutto quello che ci era
capitato dovevamo vedere la nostra piccola stare così male, poi mi guardai
intorno ... mio marito mi disse: "Ila non piangere, perché qui c'è
chi sta veramente male". Aveva ragione, non ho nemmeno il cuore di raccontarvi
le storie di quelle MAMME e di quei PICCOLI E MERAVIGLIOSI BAMBINI, ed allora
ti senti fortunata che ti sia capitata una cosa risolvibile in poco tempo e
da cui si guarisce.
Tutto questo per dirvi che usciti dall'ospedale abbiamo passato un mese in casa,
la Siria non poteva ritornare all'asilo, e il tempo, anche dopo questo mese
non ci ha di certo aiutati.
L'invernata è stata lunghissima, ed io che ero abituata ad uscire (anche
con Sirietta piccola) in qualsiasi condizione atmosferica, perché in
casa non mi tenevi nemmeno legata, mi sono ritrovata a fare la super casalinga.
Le piccole si sono ammalate continuamente in fasi alterne e così pazientemente
ho aspettato la bella stagione.
Come si cambia, non ero così, non mi piaceva stare in casa, ero molto
più impulsiva, non avevo molta pazienza e dormivo 12 ore consecutive
senza un filo di mal di testa ... ma è bello così e non cambierei
niente (forse qualcosina)comunque il computer, il mio sito web e il mio blog,
sono stati la mia evasione invernale !!!! W LA TECNOLOGIA E QUESTA NUOVA FORMA
DI COMUNICAZIONE !!!
16
Maggio 2006
Ed ecco che in punta dei piedi mi avvicino al giorno del suo compleanno.
Domani avrebbe compiuto 4 anni, vorrei ricordare solo la sua nascita e non quello
che è accaduto dopo, vorrei che le persone a noi vicine ricordassero
anche loro, vorrei ricordare al mondo intero che questa bambina è nata,
vorrei ricordare a tutti l'amore che ci ha donato ed anche se sarà un
compleanno un po' particolare ... vorrei festeggiarlo a modo mio ... IN PUNTA
DEI PIEDI ! IN ATTESA DEL DOMANI, TI SPEDISCO UN BACIO VIA CIELO, MIA DOLCE
PICCI, MIO SPLENDIDO ASTRO DI NOME LINDA !
17
Maggio 2006
BUON COMPLEANNO AMORE
Ed eccoci qua, con un po' di magone a pensare e a fare un bilancio di questi
4 anni passati a lottare per avere una famiglia (che sembrava impossibile da
formare), passati attraverso 3 gravidanze quasi consecutive ed eccoci, cresciuti
nello spirito, cresciuti come genitori e arricchiti dal tuo passaggio nella
nostra vita.
Se sono così è anche merito tuo, tante volte avrei voluto arrendermi
e abbandonarmi su una poltrona a piangere ma tu non lo hai permesso, il tuo
ricordo mi ha spronato a cercare una nuova vita, una nuova attesa, una nuova
bambina, ma non da sostituire a te, ma per crescerla meglio, ancora più
consapevoli di quello che ci era stato donato, più consapevoli del vero
valore della vita.
E poi di bambine ne sono arrivate due e così siete tre splendide sorelle,
4 anni, 2 anni e ½ e 7 mesi ... una, la più grande guarda e protegge
le sue sorelline piccole dall'alto e fa si che non gli accada niente.
BUON COMPLEANNO AMORE MIO, come lo festeggerai ? Mi piace pensare con tutte
le persone a cui il tuo babbo e la tua mamma sono legate e che ormai non ci
sono più. Io ti ho regalato un mazzo di fiori e una valanga di amore
che porto nel cuore dal giorno che sei nata.
TI AMO TANTO e questo amore lo conserverò per quando potremmo finalmente
abbracciarci, fosse anche tra 100 anni !
24
Maggio 2006
ci sono riuscita !
Ho letto il diario ... mi ero ripromessa di farlo e stamani, quasi senza accorgermi,
l'ho riletto tutto, ho rivissuto la frustrazione, la rabbia e il dolore che
provavo, ma ho pianto leggendo la speranza della nuova vita che mi attendeva,
ho pianto leggendo l'incontro con la mia piccola Siria HO PIANTO NELLA GIOIA,
non del dolore.
E così mi sono tolta un peso, l'ultimo sassolino dalla scarpa, finalmente
libera dal dolore del lutto e serena del mio angelo !
Mi è venuta in mente qualche riflessione e osservazione leggendo: un
appunto alle strutture sanitarie ... ve ne parlerò prossimamente ...
Come spiegare della sorella e di dove si trova ?
In questi giorni dovrò andare al cimitero e qualche volta mi capita di
portare anche la Siria e di conseguenza la Livia, non è sempre semplice
rispondere alle domande che mi pone la
Siria, anche perché ha iniziato presto a porsele, devo cercare di usare
parole che possa capire e raccontargli di un altro mondo, sopra le nuvole chiamato
Paradiso dove la Linda vive insieme alle persone che non ci sono più
...
Lei è una bambina curiosa e sempre pronta a dirti perché e così
la prima volta che mi fece la domanda "dove è la Linda?", io
gli dissi che era su alta alta nel cielo insieme a Gesù, alla Madonnina
e a Padre Pio (questa è un altra storia) e che lei da lassù sarebbe
stata attenta a proteggerci e così iniziò a piangere, in un pianto
dirotto e diceva che voleva la sua sorella, mi emozionò tanto che cercavo
a stento di trattenere le lacrime, così sono stata per un lungo periodo
senza portarla, ma ogni tanto capitava che guardasse in alto e mi dicesse: "ma
la Linda è su alta alta nel cielo?"
Ora è molto più serena ha "capito" (è difficile
per noi, figuriamoci per lei) ha dato un identità alla Linda e a volte
è lei a chiedermi di andare a portare un fiore alla sorella.
Ma come fare ? Cosa dire ? Nasce tutto con gradualità, ma con tanta difficoltà.
Trovavo ingiusta questa cosa, potevano essere davvero due sorelle unite, ma
comunque sono stata esaudita perché sono rimasta incinta della Livia
e almeno ho rimediato così.
25
Maggio 2006
Cercare di aiutare persone che si sono trovate nella mia stessa situazione,
piene di domande e di sensi di colpa.
Aiutare le donne che hanno vissuto le mie stesse sensazioni.
Ho iniziato così questa strada, alla loro ricerca, ed ancora non ho trovato
nessuno come me.
Avrò aiutato qualcuno con la mia storia? O tutto questo non è
servito a niente?
Supporto
ospedaliero, la mia riflessione:
Premetto che ho partorito le mie tre bambine sempre nel solito ospedale e che
le altre due gravidanze dopo la morte della Linda sono state seguite dai dottori
e dalle ostetriche che lavoravano lì. Ho trovato persone splendide, persone
che amano il loro lavoro e ci mettono così tanto amore nel farlo che
hanno reso le mie travagliate gravidanze più serene ed è con il
cuore che ringrazio Denise, Francesca e Laura per quello che hanno fatto per
me.
Detto questo, quando tornarono in sala parto e chiamarono mio marito per dargli
la notizia della morte della Linda, in modo che fosse lui a dirmelo, scoppiò
un po' di trambusto, stavo male io, mio marito ma anche loro erano sconvolti
e lavoravano tra pianti e disperazione (Denise, la ragazza che mi aveva fatto
partorire lavorava in sala parto da una settimana). Io firmai le dimissioni,
non avevo intenzione di tornare in reparto, magari tra pance e bambini, ed ecco
che fui abbandonata, ma non dalle persone, dalla struttura.
Andai tre giorni dopo a ritirare il foglio dell'autopsia e poi a togliermi i
punti, io tempestavo la gente di domande e nessuno sapeva rispondermi, ero così
frustrata che pensavo fosse stata colpa mia.
Ad agosto facemmo la consulenza genetica ed anche lì, niente risposte
... nessuno sapeva dirmi niente, un caso mi dicevano ... un caso tra milioni
...
Poi rimasi incinta della Siria e con tutti i sensi di colpa che mi portavo dietro,
non mi feci colpi di sole, non pulivo con detersivi che pensavo facessero male
... NON MI DAVO NEMMENO LO SMALTO ALLE UNGHIE !
Poi per sbaglio rimasi incinta della Livia e così mi trovai a fare una
consulenza a tossicologia perché avevo assunto farmaci in gravidanza
(prima di sapere che ero incinta) ed ecco che saltarono fuori tutti i dubbi
della morte della Linda, portai le cartelle, le ecografie e finalmente le domande
ebbero una risposta.
Uscii da quel consulto devastata ma libera dai sensi di colpa che mi avevano
attanagliato per così tanti anni, sensi di colpa che avevano rovinato
anche le gravidanze successive.
Allora io mi chiedo, perché quando succede una cosa del genere l'ospedale
non ti fornisce un supporto, qualcuno che guidi i tuoi dubbi verso risposte
più o meno certe, una persona che ti ascolti e ti sappia indirizzare
verso altre strutture, magari ti consigli uno psicologo, non poteva esserci
qualcuno che mi diceva, subito dopo la morte: "signora se ha dubbi di questo
genere perché non prova a chiamare tossicologia?" perché
UNA STRUTTURA COME UN OSPEDALE TI ABBANDONA A DUBBI E INCERTEZZE !
30
Maggio 2006
Le cinque margherite
Ieri sono stata al cimitero, era dall'anniversario della nascita che non andavo
più lì, ho rimesso fiori nuovi, pulito e colte le mie 5 margheritine
prese lì intorno.
E' iniziata così la storia delle margherite, era poco che la piccola
era stata tumulata e al posto del marmo e della madonnina c'era una semplice
croce bianca ed un pezzettino di legno fatto da me con scritto "ad un amore
volato sopra le nuvole" ... andammo al cimitero e trovammo tanti piccoli
fiorellini (colti li intorno) su i bracci della croce, era stata la bambina
di mia cugina, non so descrivere quello che provai, la tenerezza di quel gesto
era sconfinata per me e così tutte le volte che tornavo, coglievo io
le margherite e le appoggiavo li vicino alla croce.
All'inizio erano tre margherite e rappresentavano me, Romano e il nostro angelo
Linda ... poi sono diventate quattro, già da quando ero incinta della
Siria e poi la gravidanza della Livia ... ed ora sono le mie cinque margherite
e le appoggio sul marmo vicino a lei e alla madonnina, nel loro cuore per proteggerci
... le trovo anche di inverno e se non le trovo raccolgo sempre qualche fiorellino
!!!!
6
Giugno 2006
Se io penso a come mi sentivo 4 anni fa, non avrei mai creduto che la mia vita
sarebbe cambiata ... non in questo modo ... due bambine splendide, prosciugatrici
di energia, ma guardare i loro occhi e sentire le loro risate, mi riempie di
felicità e orgoglio.
Pensare che ci sono stati momenti in cui mi abbandonavo sul divano facendomi
travolgere dal dolore e da quel terribile macigno che mi gravava sul cuore,
momenti in cui non vedevo luce e non sentivo la serenità e l'appagamento
della vita, tutto era scivolato via ed io ero profondamente cambiata, pacata
nei gesti e non irruenta come ero sempre stata, il mio tono di voce basso e
non squillante, il mio pessimismo e non quella vena di allegria che mi aveva
sempre accompagnato.
Oggi, serena e matura di queste esperienze che ti cambiano dentro, ma ti rendono
più forti e più combattive di prima, oggi, mi abbandono sul divano
e mi faccio travolgere dall'energia di queste piccole, mi abbandono sul divano
ora che le ho appena messe a letto e apprezzo tutto quello che mi succede e
non smetto mai di ringraziare Dio per le due meraviglie che mi ha donato e mi
ha dato l'opportunità di crescere e ringrazio Dio di avermi aiutata in
un momento in cui pensavo di sprofondare. Ringrazio di poter vivere !
7
Giugno 2006
La gioia del parto !?
Volevo raccontare dei sei minuti che hanno seguito il parto, i sei minuti in
cui ho creduto di avere una bambina, racconto di un pensiero e una sensazione
che mi sono portata dentro tanti mesi, dopo la morte della Linda, senza confessarla
a nessuno nemmeno a mio marito, mi vergognavo di quello che avevo provato, solo
dopo mi sono resa conto e allora ne ho parlato.
Ho partorito senza provare gioia, avevo dato alla luce la mia prima bambina
e non avevo provato quella felicità che sempre avevo immaginato, anzi
ne ero rimasta quasi indifferente
... tutto questo prima che mi dicessero che era morta. Era nata, l'avevo vista
viva, appoggiata sulla mia pancia e poi era stata portata via, ma io non provavo
niente in quei momenti, infatti guardai mio marito e gli dissi "sei felice?".
Mi sono sentita così in colpa per questo che non sono riuscita ad ammetterlo
per un lunghissimo periodo.
Poi ho pensato che io in fondo al mio cuore sapevo già, sapevo della
sua malattia, ne ero a conoscenza ed era un distacco inconsciamente consapevole.
Chissà ...
In compenso la gioia che ho provato quando ho partorito la Siria era all'ennesima
potenza, credo di aver pianto per due ore consecutive, tutte le volte che provavo
a parlare piangevo dall'emozione !
15
Giugno 2006
Centri di medicina non tradizionale
E storia di un rivolgimento manuale (bambina podalica)
Ieri sul blog di honeymamy, si parlava di questi centri ed in particolare è
stato nominato il "Fior di Prugna" un centro alle porte di Firenze,
convenzionato con la A.S.L. che praticano medicina cinese.
Io sono arrivata a loro perché avevo la mia ultima piccola podalica,
inizialmente la notizia mi aveva stramazzato (io ho sempre avuto il terrore
delle anestesie) e mi aveva messo in subbuglio, poi in un secondo momento quando
vedevo che non c'erano possibilità che si girasse ho deciso di provarle
tutte.
Così le ostetriche dell'ospedale mi hanno consigliato questo centro,
assicurandomi che l'agopuntura non era assolutamente invasiva, perché
fatta nelle dita dei piedi. Così mi sono sottoposta prima all'agopuntura
e poi siccome non risolvevamo il problema ho provato con la moxobustione, persone
splendide e competenti e per di più il tutto convenzionato, quindi con
il solo pagamento del ticket.
Purtroppo non avevamo calcolato la lunghezza della Livia che pur provandoci
non riusciva a girarsi.
Cosa fare, lasciare perdere, dopo quello che mi era accaduto con la Linda avevo
paura ad affrontare il rivolgimento manuale, non volevo assolutamente mettere
in pericolo la sua vita. Poi quando si dice il destino, andai ad una visita
di controllo con Romano, stranissimo perché lui non è mai venuto
con me e la mia ostetrica ci disse che secondo lei c'erano buone probabilità
che la manovra riuscisse perché avevo tantissime acque. E mi disse: "Così
senza impegno, stamani mattina c'è il Dottore che li effettua, perché
non provi a parlarci, decidi dopo con calma, non è necessario tu decida
subito" e così più Romano che io, decidemmo di fare questa
ulteriore visita e di parlare con il Dottore. Cambiammo stanza, una breve ecografia,
una toccatina alla pancia e poi mi disse che per lui c'erano tutte le possibilità
che la manovra riuscisse, non c'erano pericoli per la piccola, mi fece il foglio
di ricovero per l'indomani mattina, poi mi disse di pensarci, se volevo mi presentavo
l'indomani, altrimenti buttavo via tutto. Sembrava che tutto ci avesse guidato
per quella strada, Romano era molto fiducioso, il Dottore gli era sembrato molto
tranquillo ... così l'ultima parola spettava a me. La Siria, io pensavo
anche a lei, il cesareo mi avrebbe tenuto cinque giorni lontano da lei e poi
i postumi, l'anestesia ... va bhe ... mi dissero di andare digiuna in modo che
alla peggio avrebbero anticipato il cesareo di una settimana così decisi,
e accompagnata da Romano la mattina alle otto mi presentai all'accettazione.
Entrai in sala travaglio (la stessa dove mi avevano indotto il parto della Linda)
e dopo una flebo arrivò il Dottore, la mia ostetrica, due ragazzi in
erasmus dalla Spagna, le ostetriche di turno e poi aiuto ... un Dottore che
era intervenuto all'ultimo per tagliarmi nel parto della Linda ... mi venne
da piangere, volevo andare via, mi sembrava di rivivere tutto ... poi dissi
che non era possibile, di stare tranquilla e cercai di rilassarmi più
che potevo. Ed ecco che il Dottore trovò i piedi della Livia (tutto esterno)
e l'altro (quello del parto della Linda) aveva il compito di controllare il
battito cardiaco e la posizione della testa con l'apparecchio dell'ecografia.
Iniziò la manovra, spingeva i piedi della Livia verso il mio viso ...
che dolore ... e con l'altra mano accompagnava la testa sotto le costole, per
fargli fare la capriola ... arrivati a mezza pancia io pensai che ancora c'era
un po' da soffrire, ed in quel momento lui mi disse: "La bambina è
troppo lunga se non mi aiuta questa piccola, non so se ce la facciamo"
ed ecco che la Livia stufa di tutte quelle tocchicciate decise di stendere le
gambe e il dottore con le mani ben salde sulla metà della mia pancia
riuscì a fargli fare la capriola. Che emozione ... era a testa in giù
... non ci potevo credere, mi misi a piangere e tutti (ormai una decina di persone)
felici ed emozionati nel vedere questo intervento inusuale, non capita spesso
di fare queste manovre di rivolgimento !!!
Che dire, tutto il giorno ricoverata in day-ospital, la sera a casa e poi il
parto avvenuto naturalmente quasi tre settimane dopo, nessun punto e io il giorno
dopo l'uscita dall'ospedale ero con la Livia a scuola ad accompagnare la Siria.
Credo che a volte bisogna lasciarsi travolgere dagli eventi ed anche se abbiamo
un po' di paura ... resistere !!!!
23
Giugno 2006
La perdita della Linda, ha arricchito immensamente il rapporto con le mie bambine,
perché sono riuscita ad apprezzare ancora di più la loro vita
e ciò che mi è stato donato, il vuoto che mi aveva lasciato era
enorme e loro l'hanno riempito a pieno.
L'amore che provo per loro è infinito e la mia non è una vita
di rimpianti ma una vita fatta dal presente, proiettata nel futuro e costruita
sul passato. Il passato sono le mie fondamenta, quelle fondamenta solide e stabili
che mi hanno permesso di essere quella che sono.
Quello che vivo qui su questo blog sono pensieri che mi porto dentro, riflessioni
che non manifesto e non esprimo nella mia quotidianità, qui dentro è
un'altra cosa.
5
Luglio 2006
Storia delle due bambine sulla luna che mangiavano frittelle.
C'era una volta un babbo e una mamma che volevano tanto un bambino, lo desideravano
con tutto il cuore ed ogni giorno pregavano Gesù di fargli questo splendido
dono. Così Gesù, che dall'alto ascolta tutte le preghiere, decise
di andare sulla luna a scegliere un bambino tra tutti quelli che sono là
a mangiar frittelle in attesa di andare dai loro nuovi genitori.
Mentre stava camminando guardò una bambina dagli occhi bellissimi ed
accanto un'altra ed allora pensò che sarebbero state proprio quelle giuste.
E così rivolgendosi alle due bambine gli disse: "ho trovato un babbo
e una mamma per voi, prima però dovrai andare te" rivolgendosi alla
Siria " e dopo qualche tempo verrai anche te" guardando la Livia "
così sarete due sorelline e vi vorrete un mare di bene".
Ed ecco che con una magia, ma non le magie dei maghi, una magia un po' speciale
che solo Lui sa fare, mandò la Siria nella pancia della mamma in attesa
che crescesse e diventasse abbastanza grande per poter nascere, e dopo poco,
arrivò anche la Livia ad allietare quella famiglia.
Ed ecco che Gesù prese i fiori più belli del suo giardino e li
donò a me e al babbo per farvi crescere e per amarvi, di quell'amore
infinito che solo un babbo e una mamma provano.
La Siria vuole sentire da me tutte queste storie, di come sono nate tutte e
due, dove era prima di essere con noi ed io così mi ingegno a raccontare
verità con un pizzico di fantasia !!!
6
Luglio 2006
In fondo al pozzo
La storia che spesso racconto alla Siria (vedi post. precedente) mi ricorda
la sua ricerca e la sofferenza di quei momenti.
So bene cosa significa stare in fondo al pozzo, non vedere luce, dopo la morte
della Linda cercavamo in tutte le maniere un bambino, questo amore sospeso che
ci aveva unito rischiava di dividerci.
Trovarsi la sotto, all'inizio convinti che saremo risaliti da quel profondo
buio, ma il tempo ci diceva che invece stavamo scavando, la ricerca ci stava
portando all'esaurimento, ed io mi stavo consumando piano piano, mi inaridivo.
Nel momento che mi sono accorta che stavo buttando via tutto quello che c'era
di buono nella mia vita, per non riuscire a capire che non era così che
dovevo risalire, nel momento in cui mi sono resa conto che per questa assidua
ricerca stavo perdendo la cosa più preziosa, la mia ancora, il mio amore,
Romano, solo allora ho realizzato che dovevo focalizzare la mia attenzione altrove,
dovevo cercare qualcosa che distogliesse il mio pensiero. Sono contenta di averlo
capito in tempo, prima che rovinassi tutto, ma non è semplice, il buio
ti terrorizza e non riuscire a vedere una fine all'incubo è terribile,
ma è proprio in quei momenti che uno si deve fermare un attimo, prendere
fiato e decidere la strada conviti che ci saranno giorni migliori, convinti
che la propria vita possa diventare splendida, convinti di poter cambiare. Questo
post. lo dedico a tutte le persone che vogliono risalire, bisogna non perdere
mai la speranza.
7
Luglio 2006
Mamme a metà
Mamme che hanno appena provato le gioie della maternità, perché
come me hanno abortito volontariamente o spontaneamente e che dopo hanno vissuto
con i sensi di colpa per quello che avevano fatto, mamme che hanno partorito
e si sono viste portar via la cosa più preziosa che avevano mai visto,
il loro bambino, mamme che lo vorrebbero diventare con tutto il cuore, ma per
problemi non ci sono ancora riuscite. Mamme nell'anima.
Siamo mamme per la maternità o per il parto che comunque abbiamo vissuto,
per crescere i nostri bambini ancora ci vorrà un po’ di tempo,
ma proprio per quello che è successo saremo mamme migliori, perché
tutto questo lo porteremo nel cuore tutta la vita.
27
Agosto 2006
Un mese
E' un mese che non vado dalla Linda e allora scalpito e penso a lei ancora più
spesso.
Ricordo bene, quattro anni fa, dopo poco che se ne era volata in cielo, andavo
al cimitero tre volte a settimana e la cosa assurda è che stavo malissimo
se non andavo, avevo questo immane desiderio di prendermi cura della sua piccola
tomba, mettere i fiori nuovi, qualche piantina che nella settimana aveva catturato
la mia attenzione o semplicemente pulire dalle erbacce; un giorno, proprio quando
dovevo andare al cimitero, mi capitò di rimanere imbottigliata nel traffico
e ero molto precisa con i tempi, sfioravo la chiusura, insomma iniziai a piangere
a dirotto e a guidare come una pazza per poter essere lì in tempo, sconvolta
arrivai due minuti prima che chiudesse, feci velocemente le cose e rimontai
in macchina. Quando mi sedetti, mi misi a pensare ... perché una reazione
così, perché una pena così grande, sarei potuta andare
il giorno dopo, non capivo e dicevo che doveva arrivare il giorno in cui non
sarei potuta andare ed allora ... che avrei fatto ? Poi si sistemò tutto
con il tempo e le visite si diradarono ad una volta a settimana ... ora, una
ogni due, al massimo.
Ma questo senso di colpa e questa voglia di andare dalla mia piccola, dal mio
angolo in stretto contatto con il Paradiso, mi è rimasta.
29
Agosto 2006
... dopo un temporale c'è l'arcobaleno !
La Livia ha la febbre oltre i 39', siamo state dal pediatra e apparentemente
non ha niente, quindi può essere una febbre passeggera e niente più,
insomma niente di preoccupante.
Però volevo ricordare e abbracciare tutte le mamme che combattono ogni
giorno con le malattie o i disagi dei loro piccoli, vorrei tanto regalare un
pensiero felice a tutte quelle mamme che combattono ogni giorno e che immerse
nei pensieri, riescono a trasmettere gioia e serenità ai loro bambini.
Ho visto questa realtà per 4 giorni, nell'ospedale dove era stata ricoverata
la Livia per broncopolmonite, e ne sono rimasta sconvolta e profondamente colpita
da queste mamme meravigliose.
Un bacio grande a tutte loro !!!!!
31
Agosto 2006
La mia fede
Sono cresciuta andando alla messa, dicendo le preghiere con mia mamma la sera
e rivolgendomi a Dio nei momenti di gioia e nei momenti di sconforto. Poi crescendo
ho smesso di andare a casa Sua, soprattutto per fatica, il sabato sera uscivo
con gli amici e la domenica mattina la passavo a grogiolarmi nel letto. Quando
rimasi incinta della Linda, pregavo che tutto andasse bene e chiedevo una bambina
sana, bella e buona, dicevo i rosari e mi sentivo particolarmente grata del
dono che mi era stato fatto, sul finire della gravidanza avevo paura che Dio
mi desse una prova, pensavo più ad una malattia della piccola, ed ecco
che la piccola se la prese con sé. Non capivo il perché di una
prova così grossa, non capivo proprio il disegno e il progetto che aveva
in serbo per me, in realtà la vivevo più come una sorta di punizione
per l'aborto volontario che avevo affrontato 10 anni
prima. Ma perché credere in un Dio vendicativo, era assurdo e poi come
sarei vissuta sapendo la mia bambina semplicemente sotto un cumulo di terra.
Proprio quando iniziai a scavare in fondo al pozzo e le mie preghiere e le mie
suppliche di rimanere di nuovo incinta sembravano vane, proprio nel mentre che
mi sentivo abbandonata da Dio, feci un fioretto e promisi che se mi avesse regalato
una nuova vita, avrei cresciuto il mio bambino nell'amore di Cristo, l'avrei
portato a messa e avrei detto le preghiere con lui. Il sabato dopo feci il test
di gravidanza ed era positivo, la domenica ero alla messa e piangevo, sembrava
la predica fosse fatta apposta per me,e così è continuato il mio
cammino, andando alla messa tutte le domeniche ascoltando la predica e trovando
in essa una parola di conforto, un consiglio da seguire un modo di pensare nuovo.
Ringrazio Dio ogni giorno per i preziosi doni che mi ha dato, ringrazio Dio
perché mi ha regalato la Linda, anche solo per pochi istanti.
1 Settembre 2006
Siria & Livia
Fiori meravigliosi in mezzo ad un giardino,
diamanti incastonati nella mia vita,
stelle splendenti del mio universo.
Due bambine, rose e spine
pensieri e poesie
sorrisi e pianti.
Voi siete il sole ed io la terra,
riempite le mie giornate di luce
vi amo oltre me stessa.
La mamma
7
Settembre 2006
Tra poco ricorrerà l'anniversario dell'11 settembre, giornata storica
per la tragedia e storica per il dolore che ha portato, da quel giorno il mondo
intero è cambiato, il modo di pensare delle persone, il rapporto con
l'islam, la diffidenza, la paura, la paura di trovare persone così a
cui non importa morire, che non danno valore alla vita degli altri.
In questo giorno di tristezza, inizia la mia storia, forse un presagio ma il
legame con quella data è forte e rimarrà tale per un milione di
motivi. Questo è quello che scrivevo:
11 settembre ‘01
“E' il pomeriggio dell’11 settembre, il test è positivo …
sono incinta !!! è una sensazione strana, non so se gioire per noi oppure
soffrire per la tragedia … ma devo dire che il tuo arrivo mi manda al
settimo cielo !!!”
11
Settembre 2006
Chi si ferma è perduto
Oggi ho fatto il colloquio con le maestre dell'asilo della Livia ed è
venuto fuori della broncopolmonite, della grossa paura nel vederla all'ospedale,
soprattutto dopo aver visto sparire la Linda e così con un po' di voce
rotta e un po' di occhi lucidi, sono rimontata sul motorino con tanta malinconia.
Quando ero incinta della Linda, eravamo sette amiche ad avere la pancia, in
questo fine settimana sono uscita con due di loro, succede spesso, però
a guardare i loro bambini inevitabilmente mi ricordo di lei, chissà ...
Oggi sono passati 5 anni da quel test di gravidanza positivo, dall'inizio dell'avventura
fatta di emozioni grandi e ricordi splendidi ed anche se sappiamo come è
andata a finire, pazienza, forse è per questo che oggi ho questa grande
malinconia ...
13
Settembre 2006
La vita vola
Il tempo passa e nemmeno ce ne accorgiamo, i nostri figli ci crescono tra le
mani, li tieni in braccio piccoli e poi li guardi e sono là che ti salutano
per andare a scuola; quando si è tristi ci fa comodo che questo tempo
passi in fretta, ma quando siamo felici vorremmo che non passasse mai.
Questa vita frenetica che il mondo di oggi ci riserva forse non ci piace molto,
o almeno a me piacerebbe avere giornate un po' più lunghe e trovare il
tempo per tutto, le faccende, i giochi con i bimbi, il lavoro e perché
no anche un po' di divano, ma questo sembra che non ci sia concesso e così
ci sfrecciano le giornate e non sappiamo come fermarle, siamo al lunedì
e poi dici ma che giorno è oggi ? .. venerdì !!!???!!! ... la
vita forse è bella così o forse, bisognerebbe essere come dico
io "un po' spagnoli" ... più rilassati, ma comunque la metti
vale la pena vivere e affrontare tutto perché se oggi una cosa è
andata storta, domani potrebbe essere il giorno più bello della tua vita
... che sia un augurio a chi ne ha bisogno ! ... un bacione a tutte le mie amiche
di blog, che ci sono sempre.
21
Settembre 2006
Ricordando le emozioni
Ci sono stati una serie di eventi che mi hanno portato a ricordare per bene,
forse era tanto che non rivivevo e ricordavo quel momento.
La settimana scorsa mi sono imbattuta nella sua foto, la fece mio babbo, mentre
giravo le spalle vidi il flash mi sarei voltata e avrei sbattuto per terra la
macchina fotografica, ricordo ancora il senso di rabbia per quella foto. Poi
fu la mia salvezza, la prova che c'era stata, perché a volte ti sembrava
di vivere in un film, a volte ti chiedevi se tutto fosse davvero realtà;
così mi ricordo mio babbo che si avvicinò a me e mi disse: "la
vuoi vedere, ho sviluppato il rullino" presi la busta e andai di là
in salotto, quella che prima era la mia camerina, e l'aprii, credo che sia il
più bel ricordo e il più bel regalo che ho avuto, la foto della
mia piccola stella cadente.
Lunedì, invece mentre servivo una ragazza allo sportello mi soffermai
sul nome Linda, allora iniziai a pensare: "che bel nome, avevamo scelto
un nome meraviglioso", volevo quasi dirgli che aveva un nome bellissimo,
poi ebbi paura delle mie emozioni e allora guardai la ragazza negli occhi e
lei si mise a parlare con me, quasi avesse capito i miei pensieri.
Ieri e oggi invece mi sono messa a sistemare il blog, ma soprattutto il mio
sito, ho fatto delle modifiche, delle idee che avevo in mente e lavorando avevo
poco tempo di metterle in pratica, ma soprattutto ho messo alla mia pagina il
nome che ha in origine non "il diario" ma "il diario della Linda"
con il suo nome, quando creai tutto avevo paura che con il nome non fosse trovato,
ora invece con qualsiasi motore di ricerca usi (morte perinatale) appare per
primo.
E poi, ora, la telefonata di mia mamma, fa parte di un gruppo di mamme che pregano
per le ragazze che vogliono abortire e le consigliano oppure aiutano le mamme
che hanno deciso di tenere i loro bambini ma non riescono a mantenerli, insomma
parlando con lei, del sito della foto e della voglia che avrei di estendere
tutto questo alle ostetriche (post. Supporto ospedaliero), mentre gli dicevo
che le ostetriche dovevano assecondarmi nel vedere la piccola e non dirmi che
l'avrei ricordata da viva, lei mi ha chiesto se avevo visto la Linda con gli
occhi aperti. E così ho raccontato, ho chiuso gli occhi e ho ricordato
le emozioni ...
22
Settembre 2006
Scrivo per capire.
Rammento spesso la Linda, questo è il mio modo di ricordarla e il modo
per capire e riflettere, se non avessi scritto così tanto su di lei non
avrei mai elaborato il lutto. La rammento spesso perché mi ha profondamente
cambiato la vita e poi questo blog è l'unico luogo in cui ne posso parlare
in piena libertà senza che qualcuno si senta in imbarazzo per quello
che dico, sì perché a volte capita, con qualcuno, raramente, di
parlare di questa bambina e la gente improvvisamente si trova impacciata, non
sa che dire, quindi tutto questo scrivere nel mio diario, nel mio blog, lo faccio
per me.
Credo che quello che prima davo per scontato, come la nascita di un bambino,
ora lo trovo un dono, un meraviglioso dono che Dio ha deciso di darmi, io come
strumento per crescere i suoi figli, io mamma consapevole del valore immenso
della vita delle mie bambine.
25
Settembre 2006
Non ci avrei mai creduto
Oggi ho aperto il Diario della Linda, la mia pagina web ed ecco il contatore
accessi, segnava 1000, non avrei mai creduto, per me è un piccolo successo
perché non avrei mai detto che alle persone, magari a volte anche le
solite che tornano a guardare, interessi la mia storia. Ho iniziato proprio
con la pagina web e lo scopo era quello di trovare donne che condividessero
un'esperienza simile alla mia e che trovassero nel diario una storia che le
facesse sentire meno sole, un modo di dire che anche a me era capitato, forse
ho messo tutto on-line principalmente perché il senso di solitudine era
il mio.
Ricordo la tristezza di quando, morì la Linda ed io non capivo nemmeno
quello che mi dicevano i medici sulla morte perinatale, così disperata
e in cerca di informazioni andai su internet e scrissi quella parola, ma non
comparse niente, sentii una gran solitudine, ed in parte passò quando
per caso incontrai Virginia che mi parlò della sua esperienza e che mi
testimoniava ogni volta che lei aveva una vita felice, che tutto poteva cambiare
dando un senso alla nostra vita e lasciando che questa esperienza non ci schiacciasse,
ma ci arricchisse.
Forse è proprio per l'importanza che ha avuto Virginia, che io ho cercato
di fare tutto questo. Comunque ringrazio davvero tutte le persone che ho incontrato
in questi mesi, che si sono imbattute nella mia storia e che mi hanno arricchito
con le loro esperienze e con il loro supporto.
26
Settembre 2006
Le manine della Siria
Scritta il 14 febbraio 2004
Quelle tue splendide manine
alla scoperta del mondo,
alla scoperta dei volti familiari,
alla scoperta di oggetti che suonano
scricchiolano e scintillano vicino a te.
Quelle tue splendide manine
che nel sonno cercano le mie;
piccole manine perfette
che mi carezzano il cuore emozionandomi,
perduta in quella infinita dolcezza.
Ti amo di un'amore puro come un raggio di sole
quest'anno il San Valentino è dedicato a te
frutto splendido del nostro amore.
La Mamma
19
gennaio 2007
C’era una volta la Linda
C’era una volta una bellissima bambina che viveva sulla luna e mangiava
le frittelle, in attesa che un babbo e una mamma esprimessero il desiderio di
avere una piccola stella da crescere nel loro mondo.
Così un giorno una donna che abitava sulla terra disse le preghiere e
in questo modo la chiamò, ma questa bambina sapeva di essere speciale,
era speciale perché era destinata al Paradiso, infatti Gesù gli
aveva dato una missione, doveva andare nella pancia della sua mamma e trasmetterle
quell’amore infinito che soltanto una gravidanza poteva regalarle, doveva
comunicare con lei in quei nove mesi, perché sapeva che dopo non avrebbe
potuto ricevere i baci che le venivano promessi.
Così con quella magia che solo Gesù sa fare, fece volare questa
piccola creatura nella pancia della sua mamma, quando ella seppe del suo arrivo
era felicissima e ringraziava ogni giorno Dio dello splendido dono, non sapendo
che il Suo progetto era ancora più grande di quello che era chiamata
a compiere una mamma. Così la piccola cresceva felice nel pancione, con
le coccole e i racconti che ella gli diceva sulle persone che incontrava e sulla
vita che conduceva, i vestitini che comprava per la sua stella e che poi si
appoggiava sulla pancia inmaginandoglieli addosso. Era un'amore puro che traspariva
dagli occhi e la bellezza di quella gravidanza si rifletteva nel viso della
donna.
La piccola sentiva l’emozione di entrambe, nell’avvicinarsi al giorno
in cui si sarebbero viste, ed ecco che arrivò e dopo uno splendido parto
la stellina di nome Linda, dovette salutare la sua mamma, forse un po’
troppo presto, ma non sarebbe andata via del tutto, anzi gli sarebbe rimasta
vicina in modo da poterla consolare, perché sapeva del grande dolore
che gli procurava andandosene così. Arrivò in Paradiso e raccontò
tutto a Dio e Dio raccontò tutto a lei, aveva fatto questo per rendere
quella mamma speciale, per renderla messaggera di amore e messaggera di vita,
perché sapeva che quella donna, dopo aver sofferto tanto, avrebbe sentito
il desiderio di aiutare gli altri.
Un
diario in evoluzione, la parte più vulnerabile e sensibile di me, quello
che non dico, quello che mi capita, quello che penso ed anche se a volte cerco
di coprire questa cicatrice, soprattutto con gli altri, ecco che in queste pagine
la rivelo al mondo … è un modo per ricordare la mia bambina, un
modo per occuparmi di lei, perché il mondo sappia che la Linda è
esistita.
Questa
pagina web, questo mio angolino pubblico, mi ha portato ad incontrare una persona
speciale, un'altra mamma come me che ad un certo punto ha sentito il bisogno
anche lei di fare qualcosa per gli altri, così dall'unione mia e di Giovanna
il 26 febbraio 2007, è nata l'associazione Genitori
di una stella, che si prefigge di offrire un aiuto morale e materiale
ad altri genitori a cui è capitata una così grande sofferenza.
Il
libro da stampare o scaricare:
Genitori
di una stella
Un aiuto, un sostegno, un'associazione voluta e fondata da me e Giovanna per
aiutare i genitori ai quali è capitata una così triste avventura.
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