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Insabbiati

occhi perlacei
 trasudano da superficie
 e nascosti  in presuntuose creste
calcaree

si  ravvivano per amore

e  labbra sottili
ritagliate per caso
accudiscono creduli segreti

 

 

 

L’annuale party

mi pretende adagiata
ubriaca di realtà
all’ultimo gradino

un’ insolita percezione
mi  attira
un “forse”
considerarmi un’appendice?
 Sorniona idiozia

 

 

 

 

Decisioni svagate
 passi poderali
Impulsi di avvenire

Spezzare frecce del destino
accalora e strappa il passo

 Introdurre il silenzio
 rivoltando il guanto
 per esserci… un po’

 

 

 

Attimi frammezzati

di magre sere
di amici dispersi
dondolanti verità
in un vorticoso cedimento
d’ideali
devastate le idee
d’evasione si sopravvive

 

 

 

 

 

Trafiggi i giorni di parole

Appunti sui muri il tuo rancore
subìto da un’antica ragione
è fin troppo evidente

Con l’orgoglio del vincitore
avvolgi l’aria inquieta dei pomeriggi
e mascheri silenzioso
la tua caccia di prede

Volute insistenze
come polvere di cornici appese

Non scaldarti al fuoco
colmo di ceneri
e di poco carbone

Ormeggia gli aculei
non servono per il calcolo delle probabilità

Odora te stesso
Inizia la stagione calda

 

 

 

 

 

 

 

Visi vacui
spassionati
riflessi in specchi bruniti

contano sentieri e pendii
intagliati dall’acqua

Illusioni di mondo
raccapriccianti vanità che solitudine conosce

Non è sciagura
nei malconci sorrisi
in disfatta

Non mi lamento

perché la bellezza è il tempo che si sofferma

 

 

 

 

 

 

 

Per i cortili
con i passi
sollevo odori
di terra
d’ inquietudini lontane

Posare amori e amori dentro le mani
spogliarli all’ombra degli alberi
e scivolare nei  pensieri leggeri

Fra pause e trepidazioni
scrivo nella mia vita
di te e di me

Aspetto l’alba al mercato degli uomini

e irritata con gesti indecisi
mentre la mattina avanza

Le concedo forse uno sguardo lieve
desiderando la visione tersa di un sole

 

 

 

 

 

 

 

 

Spalmate di fumo
cosparse di semi
colline irritate dall’acqua
svettano alte
offrendo selve di chiome
 
Rotolanti erbe tagliate
svogliate all’uman pressa
stampano greche sparse
ai confini
 
di me

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bisacce abbandonate
passi sudati al suolo
 
inesorabile mutuo ritorno
pezzame intralciante
 
asfissia temporale per
visitazioni perpetuali
 
pigmenti di memorie
custodite e duranti
sfrondate e graffiate
 
si disperdono ancora
 in frammenti rabescati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sospiri di brezze
cullano esose colline

aduste boscaglie
sfrattano il cielo in calore

 sentieri
trascorsi e dimenticati
 
inceneriscono le sagome
del tempo
 
pensieri
ingombranti
piagnucolano

perle bagnate


 carezze spezzate

le mie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pascolanti rotòri sbrigliati
scivolano da sonnacchiose discese

Nascenti fumi
ascosi al passo
colanti
sui muschi
sui pensieri
inondano festa

Sgombrando assaporo luci e colori
trastulli
cristalli sonori
Stempero tempi e tempo
da me a me
in sorpasso

 

 

 

 

 

 

 

 

Tripudi solari
Ombre scalcianti
Combattenti ammaliate di frenesia
fra rovinosi rugosi serbatoi di latta
abbandonate
mercanzie preziose

Distese di dimore immense
sagomate negli occhi

Scontati paesaggi
imprimono immagini polverose e
corrodo le mie appassionate giornate
lasciando esistere
il niente al niente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gridi di sgridi
Imbeccati non d’amore
ma d’impeto in volo

Richiami battenti
d’inchiostro acquietati

Cigolî persistenti

catturati dal cielo
apprendono l’ora

bramosi di via

 

 

 

 

 

 

 

Contratti e appassiti
Affliggono la superficie
non più levigata dal tempo

Attentano al coraggio nel continuum meravigliare

Dirsi per non dirsi

Appiccicate di luci coibenti
le fiere sono cangianti
d’inganni perenni

Solitaria e solenne
Foresta
primigenia
relitta
Rifugio e riposo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nuvole lattee
a sera
avanzano

Danzanti in mezzo al campo
già accarezzato
da mani operose
Ingombrano l’aria odorosa
figure felpate

Felini bellicosi
gioiosi – si tendono
gioco-si – si contendono
il mio stupore
E’

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

Astrali di confine
concedono fluidi
il passo

Orme ricalcate
s'increspano
rigando l'asfalto umido

Ansimanti ombre

Infrettolos' ingorghi
s'intrecciano
s'aggrovigliano
ricompongono l'insensato

e'esala l'umano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scandàglio immemori immagini
Collassate e raminghe
Vagolanti di idee seminterrate
Concordo un nuovo tracciato
Umida di antichi profumi
T’in-vento in burrasca
M’evapora un fremito denso
E m’incatena un triste rituale di fuochi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvolte in carbomeri
sacche prosciugate
mesticciano fra meristèmi ingombranti

Un improvviso rigurgito melenso
ingrassa le avide fessure
già in-sorte allineate

Allenata di ‘mpermeabile quiete
discerno su lastre
di pietre alesate

Posso ricambiare magie di suoni
In corte-si sembianze umane
un impensabile respiro

 

 

 

 

 


 

 

 

Friabili prospettive
per probabili scommesse in
rugginose sospensioni di idee parziali

Collaudate per caso
insinuano promesse
rifocillando l’avida marmaglia in
ridicole ricompense

Sfumano in sussulti
spogliate di speranze
languide cordate di sposi

 

 

 


 

 

 

 

 

Impercettibili sonori di farfalle
fendono fessure rocciose

Rose di ali s’insinuano in suadenti dimore
liquorose e dense di aromi

Abbracciata ad un intorno di salsedine
scambio biologiche carezze

Ritmi incessanti di oblio
corrispondono sospiri
sospesi
ricongiungono vita