Niente
natale per me
Forme gettate
nei luoghi di parole smunte dal desiderio di svanire nell’aria.
Per non
stare a ripensarci mi alzo
e in fretta raccolgo i passi della distanza compresa tra me e qualcosa
che mi è intorno
facendo marcire altrove il pudore dell’ inutile
Prima o
poi dovrò sgozzare il tempo per poter passeggiare nella viva
indifferenza
…io…
battito
incessante
acqua leggera che come mercurio si insinua senza imbibire
E a chi
non è disposto a crederci?
Gli farebbe bene provare ad esistere almeno una volta per sempre!
Eppoi ridursi
a strappare cigli dietro angoli di amarezze provate solo per il tempo
di qualche scongiuro
giurando e spergiurando di esserci già stato
di sapere già tutto pur senza sapere cosa
Per schiacciare
il mio tempo mi sono finto impavido possidente
spezzandolo e ricucendolo un minuto al giorno
scambiando un’ora con un attimo
ancora per poco con un anno
così
facendo
mi sono inferto languide ferite
fino a sgorgarne preziosi nascondigli
Brama
Ti ho imboccata
di sguardi
fino a imbrattare di desiderio
anche la più sfumata delle tue idèe
E intanto
vivo
col sorteggiare istanti
quelli più dolci
quelli più grandi
tra sgangherate frasi e stelle colorate
quanto più facil'é colmare il tempo
finché si bramano sospiri intensi
Ritornerò
cattivo
per cento volte ancora
se vorrò essere più buono a sputare in faccia
i volti santi degli onesti
schiacciandoli per bene sotto i piedi
i loro cuori infranti
Ed ora intreccio
i fili di un segreto
racchiudendo in un gomitolo
le orme dipinte del passato
Mio giovane
amore
riflesso rubato dall'eco
resteremo ancora lontani…
|
Uno dopo l’altro
a memoria
ripasso a gesti
concetti intrisi di smorfie
e parole irrinunciate
urlate indove…inquando…
Col carattere rinseccolito del tempo
condìto d’ irragionevoli volti
mi gradisco così
insieme a un pizzico di cattiveria
immaginandomi e non vedendomi
riapparendomi da lontano!
Lontano…
là dove giorni e giorni
lasciano cadere qualcosa
Lontano
dentro me
adorno di piccolo
per alleviare azioni
e far sbocciare rudimenti
E mentre il mondo si arricchisce invano
la luna sottende il buio per svanire con splendore
e ne approfitto per scrutarti
abbandonando nei miasmi della vita
l’altrùi ch’è in me…
Ma non
ricordo di averti vista più bella di così:
è chiaro segno che l’amore si burla anche di me
Cosa ne dici se ci fermiamo ancora
a immaginarci un sogno
tirando fuori il tratteggiato in te
e quello che non hai di me…
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| Anche
Dio
In una notte di neve acquosa
gli strinsero il grosso collare
quando poi si sentì
il rumore di chiave
E sua madre piangeva...
Tutto il tempo smorzato nelle cose da niente
barattando con chiocciole
noci e voci perdute
Ora
lei se ne andava
mentre lui implorava con grida:
" Anche Dio ha creato il mondo
perché il niente gli faceva paura! "
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Österreich
Erba
alberi e rocce
incontrate dal sole
raccontano al giorno
di una vecchia storia
A fiocchi
il tarassaco
punteggia l'aria
e tutto intorno
montuose praterie
fiorite di neve
Austria dei
luccicar di verdi
ti ho rivista
e sei più bella
Austria dai
sentieri avventurosi
dedico a te
una mia piccola storia
|
Tra due
dita
raccolgo
strisce sottili di sole
come petali lucenti dischiusi per amore
E stringendo
nella mano
due o tre pensieri colmi di piacere
li lancio per aria
tutti in una volta
come granelli di mondo
I tuoi
occhi vanno e vengono dentro i miei
nutrendomi soltanto di giochi
e non mi stanco di guardarti amore mio
ho sempre voglia di amarti
Con te
in punta di piedi
mi sono alzato a rovistare il cielo
collezionando i cerchi più belli
di acrobati mattinieri gabbiani
E in punta
di dita
tra dolci sfioramenti di voce
sfoglio il tuo corpo
tessuto di gesti e desideri preziosi
Per rimediare
un sorriso
mi lanciavo di corsa da alti pendìi
e per averti incrociata
in un soffio
mi sono ritrovato in volo
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Cert'ezze
mai
Stando in piedi - stando solo… stando altrove
a piccoli sorsi
scelgo te e quant’altro so di avere
E solo un
passo:
la voglia
di avvoltolarmi al tempo
ancora
tutt’ insieme in una volta
L’ardire o il sognare
e’ solo soffio tra le foglie…
l’informe anima
unica leggerezza di un tronco
Calorosamente
riattizzo gi occhi
svuotati dalle cose
cercando un modo per averti
per possederti
e tutt’ insieme
in una ressa di visi
libidina
la rimanente mente
D’ora
in poi
l’ironia
a ripassarmi ad uno ad uno
particolati gesti
annotando dal passato
quanto in quanto c’è già stato
quanto nuovo si è già avuto
quanto in là non si è temuto
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E così
non mi dimetto dal cercarti
negli anfratti di pensieri
spaccati in due
in fretta
e ammucchiati con fatica
Tra l’odore
della terra
sottomessa con le mani
ed il rancore di un uomo
naufragato dalle idee
ho corredato il giorno
di ricambiata stima
E solo
il tempo sa fare
dov’è duro finire!
Caro compagno
per sempre
e per sempre lontano
mia ombra bianca vagabonda
tu ora passi e ti spassi
finalmente
per la tua “cólta” campagna
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Il
gigante
Occhi tirati
a lucido
da poche nubi strette
raggomitolate insieme
Un pensiero
uno soltanto
ora mi piace
e mi galleggia in mente
Con le mani
aggrappate alle tue dita
quanto intensa é la forza di un bambino
so anch'io di esser stato tanto
provando odore a ogni respiro
Nell'ignaro
mondo delle cose distratte
sigillo ancora tra le righe
piccoli teneri spazi
inesplorati pezzettoni di cuore
per un'anima gigante
che mi sono ricamato da solo
solo per non sentirmi uomo ovunque
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Insieme
Quante volte
amore
dovrò guardare le rughe del mare
e sentir muovere il vento
prima di rivederti
E dovrò
assistere di nuovo ammutolito
al dannato venire del giorno
che si illumina e muore senza di te
Quest'aria
assorbe sempre più i miei pensieri
di inutile leggiadro sognatore
Voglio liberarmi
e librarmi
Voglio liberarmi
dal sogno
e librarmi nel tenero sorriso
dei tuoi occhi
Smaniarmi al dolce tormento
delle tue mani
Sarà
il giorno che chiederemo a una nube bianca
di portarci via
il giorno che affonderemo
gridandoli nel buio
i nostri ricordi
e baratteremo in note il mosaico del nostro tempo
sarà quel giorno
che io e te
amore
ci scioglieremo insieme
per sempre
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La
mia isola
Non sarò
mai in tempo
a dimenticare il sorriso
e di quando non serviva parlarti
per restarti negli occhi
Riempirò
le tasche
di piccoli ricordi distratti
solo per esser certo di essere al mondo
Stenderò
al sole i miei desideri
e getterò in mare gli sguardi
fino a costruirne un'isola
E starò
a guardarti
mentre dormi con me
in una stanza socchiusa
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Meriggiando
Di farina
e sale
la mia terra e il mare
Cento passi
di un bambino
che non vuole camminare
Risa e fame
in due o tre storie
danno il senso dell'amore
E scovati
tra le onde
brandelli laccati di luce
li aspetto mozzafiato
tra le mani spumeggiare
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Montecatini
E dall’alto
rimango a guardare
un oceano di terre
disperando il mare
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Così
è l’àere
calda e umettata…
Di acquerella
Luce opacizzata
da frusciate di gomme
Ed eccoli
i passeri
spericolare
saltelli e guizzi
“a chi si bagna di meno!”
Cantano i
giorni
dalle ore contate
tutt’intorno
ingarbugliandosi
appassiscono sul suolo
i variegati genitali
Dall’altra
parte di lagrimosi vetri
mentre sospiro
“di-tta-mo”
aggiungo
odore
alle parole
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Pensierino
Fai
a te stesso
quello
che gli altri
sognano
di farsi fare
da te
|
|
Occhieggiando
lungo luoghi sottili
esploro tra le maglie dei ritagli a mano
di oggetti contornati di bianco
Accolgo l’invito
e
l’una dopo l’altra
mi scorrono davanti sagome di forme
sempre più schiacciate
che sfumando verso il muro
si contendono tra loro sottilissime linee d’ombra
Tutto è
racchiuso dentro:
un piccolo e immensamente pieno universo piatto
Riunite in
cerchio
e tutte insieme
si esibiscono danzanti
le minuscole linee della vita
che abbellite di bianco
tramano
dalle griglie di clausura
i loro beati segreti
Una…due…
tre… quattro… e mille volte ancora
si replicano le geometrie di segni
simili a ognuno e diversi dagli altri
ed io
tra gli attimi incessanti che creano l’uguale
sento dentro di essi
scorrervi fluido il pensiero
(dedicato alla
mostra “Riscritture” di Delio Gennai Luglio/02)
|
Camminando
ho sorpreso una piuma
arrampicarsi nell’aria
Nel porgerle
la mano si é aggrappata
ed io
l’ho protetta
La lascerò
andare
solo quando
avrà imparato a
volare
|
S.D.L
.
Cosa puoi dirmi
che io non possa aver già sentito
Eppure il silenzio che cova
il morso del dolore è asfissia per la mente
e anneghi squallidamente nei ricordi
E' tratto dai testi
che un'ape immòla sè stessa
nell'attimo di un'orgiastica puntura
Se potesse pungere il mio cuore
saprei finalmente se vale di più
morire di inedia
o vivere di dolore rimarginante
O.K. Jonatan sono pronto!
Disse spavaldo quel tale che era
non ricordo più
se un piedipiatti oppure un burlo
poco prima che il bolide
gli forasse l'ultimo sguardo
Voglio sapere cosa mi serba la fortuna
non ciò che mi rimarrà alla fine
Se
io ora ti pregassi tu torneresti
e invece non avrò paura
di ricordarmi un nome o di precipitare
quando disteso nelle notti slunate
resterò a fissare un punto buio di cielo
Mi basterà conoscere il tuo peso
per riuscire a sostenerlo
Io sono già allenato
ora dipende da te
|
|
Quasi al tramonto
batuffoli di nubi bianche
sono zucchero filato
per i miei pensieri
Sdraiato
attendo il buio
per sfidare il cielo
nel suo profondo
e trattenendo il fiato
mi aggrappo all’erba
per non cadere
Finalmente
una stella
impoverita di nero
beata
sola
dov’è mai come sempre
|
Senza
titolo (2)
Ihm gehort
was sein Pfeil erreicht
das ist seine Beute!
|
|
Quando il
cielo si impasta di luce
spìo
le subdole ombre
dei tuoi più piccoli rilievi
fuggersi
qua e là
sulla lucida pelle
Incontrarsi
tra due righe
ostentarsi
tra tenui dolci ricordi
portarsi con la mira dello sguardo
sempre oltre
dove gli occhi scorgono appena
e strepitosi si avviano altri mondi
Voglio amarti
anche lì
sempre più lontano
stringendomi vicino
|
Senza
titolo (4)
...e solo
quando insistéi con gli occhi
mi si aprì dinanzi
un dolce abisso
dove il giorno si infinitesimava
e l’intenso desiderio
un sussurro…
|
| Il
soldato sono io
Ogni istante di luna
é una goccia di miele
e io mi fermo a guardare
chi va via lentamente
nella notte di settembre
Addio giovinezza
gelsomino del tempo
tra disprezzo e profumo
io mi fermo a guardare
Ed ecco il momento della magia!
Dove sei amica mia
amore mio
oggi non ne parlo ma ci penso
e desidero solo
prenderti la mano
|
|
Attraverso
moltitudini
posso immaginare il mare...
Gli occhi per ricordarmi un suono
e mi giro intorno a pensierare
Occorre contare
per sentirsi oltre
per cercare quel qualcuno
per qualcosa che non so ancora
Passo a srotolarmi
parole in bocca
come farebbe un monaco coi suoi fedeli:
mostrando coi sogni
cosa vuol dire il tempo
e accennando al mondo
torno a esplorarmi dentro
Quante volte
nel guardare
ho immaginato tutto
impressionandomi
nel respirare
e non provare altro
|
|
Triangolazioni
a margine di uno sguardo
Tentennamenti
dell’acqua
Affioramenti
in gingilli accecanti
Furiosamente
esploro dove tutto scompare
e dappertutto
Ancora una
volta
il belvedere del giorno
mescola alba a tramonto
Onde insabbiate
Acqua schiacciata dall’acqua
Innumerevoli volte
mi riverberano a mente
Così
tornando a vogare contro
son stato via restando
e tutto
per solo un po’ di più
|
|
Voglio stare qui tra voi
o mie piccole
gallinelle bianche
Per guardarci tutt’intorno
e cercarci tutt’insieme
Voglio stare
insieme a voi
e tra voi poter restare
o mie care gallinelle
tanto belle e spennacchiate
eppur sempre tanto amate
Tre beccate
due sbirciate
e una corsa malandata
Voglio esser
tra di voi
mie galline appassionate
dalla sera alla mattina
con il caldo o con la brina
rinunciare non si può
alla buona covatina
Voglio stare
in mezzo a voi
o mie care gallinelle
per sembrare il vostro gallo
fiero alto e crestoluto
pur sapendo che tra voi
tanto prima o quanto poi
quel che resta
è solo un pollo!
|