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VALANGHE

Un aspetto della meteorologia che è sempre attuale per quelli che vanno in montagna è quello della nivologia e valanghe. Specialmente se si considerano le notizie, riportate dai vari giornali e telegiornali, riguardanti il numero di  "guide esperte" che ne rimangono vittime durante la stagione sciistica, e di "scalatori esperti e gran maestri" che rimangono vittime durante la stagione delle escursioni. Sono da vedere anche le faccine incazzate dei soccorritori costretti a rischiare il collo per salvare il culo ai su detti "maestri e guru" della montagna che (se gli è andata bene) li hanno avvertito con il telefonino di essere bloccati. Ebbene ecco alcune considerazioni sulle quali riflettere: 

Dati e fatti:

- Una valanga  può muovere una massa di neve di un milione di tonnellate (1 miliardo di Kg).

-La forza d'impatto raggiunge le 145 tonnellate al metro quadro (48 volte la forza necessaria per radere al suolo una costruzione in muratura).

- La velocità della neve farinosa può raggiungere 360 km/h ( il doppio del sciatore più veloce).

-La valanga più tremenda conosciuta si staccò in Perù nel 1970. Rase al suolo la città di Yungay provocando 18.000 vittime.

Quindi se vi dicono di non andare fuori pista o di non fare escursioni quel giorno, forse è il caso di non farlo. Non solo per voi, ma anche per quelli che stanno a valle.

La neve cade dalle nuvole a circa 30 cm/sec e pesa solo 30 kg /m^3 e comincia a trasformarsi in ghiaccio seguendo due tipi principali di metamorfosi (distruttiva e costruttiva).

La metamorfosi distruttiva inizia fin da subito sulla neve caduta di fresco e consiste della distruzione graduale dei cristalli di ghiaccio geometricamente complessi (a stella) e la loro trasformazione in strutture più semplici  rendendo la neve sempre più granulosa. Questa trasformazione e irreversibile e dura alcuni giorni. E' tanto più rapida quanto la temperatura è vicina ai 0°C, ed è un fenomeno piuttosto benefico perché provoca l'assestamento del manto nevoso.

La metamorfosi costruttiva è causata dalla differenza della temperatura in superficie (spesso -15°C) e lo strato profondo a contatto con il suolo (-1°C per esempio). Se lo strato di neve ha un spessore di 70cm avremmo un gradiente di temperatura di 0.2°C/cm. Più questo gradiente è elevato più questa metamorfosi è rapida. I cristalli vicino al suolo si trasformano in vapore (sublimazione) e salgono verso gli strati alti e freddi dove si legano ai cristalli dando loro una forma conica. In sostanza avviene un trasporto di ghiaccio verso l'alto con il conseguente indebolimento dei strati inferiori rendendo il tutto molto instabile. Il termine metamorfosi costruttiva si riferisce al fatto che si costruiscono i cristalli conici che rendono la neve sempre più fluida e pronta a rotolare a valle. Questo è un fenomeno pericoloso.

La metamorfosi costruttiva non avviene se c'è una nuova nevicata in quanto la nuova neve, che con il proprio peso comprime quella vecchia rendendola meno porosa ,  impedisce la circolazione verticale del vapore. Si può dire che ogni strato di neve è protetto dal strato successivo, se questo cade al momento opportuno. Se cade invece quando la metamorfosi costruttiva ha avuto il tempo di verificarsi, va a ricoprire un vero tappeto di biglie rendendo il tutto molto pericoloso. Questo succede per esempio quando una forte nevicata avviene in gennaio ricoprendo un primo strato di neve caduta all'inizio di dicembre e già  completamente trasformata  in una specie di nastro trasportatore.

Altre trasformazioni che hanno luogo nel manto nevoso sono:

La compressione: strati successivi di neve si consolidano comprimendosi e saldandosi tra di loro. Fenomeno benefico, a meno ché non avviene su due strati che hanno già subito la metamorfosi costruttiva ( in questo caso si aggiunge materiale da portare a valle con il "nastro trasportatore".

La fusione: Durante un insolazione prolungata con temperature superiori a 0°C la neve di superficie si scioglie penetrando nei strati più profondi formando il nevato che si mantiene da un inverno all'altro in alta montagna.

Tutti pensano che più la neve è fredda più è solida. Vero in linea di massima però:

-neve fresca farinosa o fluida non offre resistenza meccanica qualunque sia la temperatura, la temperatura bassa impedisce la metamorfosi distruttiva mantenendo cristalli instabili.

La neve di primavera molle a -2°C diventa come il cemento a -30°C ma quando la temperatura sale di nuovo si trasforma in una massa acquosa in movimento verso valle.

Questi sono in pratica le due tipologie fisiche delle valanghe.

La valanga di neve secca farinosa (nube)o fluida:  E' molto pericolosa per la sua rapidità e per la sua natura di aerosol che invade e congela i polmoni. Si sviluppa partendo da un punto e si propaga per vicinanza coinvolgendo un intera zona raggiungendo velocità inspiegabili e spostamento d'aria simile a un esplosione (bang supersonico sul fronte) trascinando e soffocando tutto quello che incontra.

La valanga umida:  Provocata dal sole in primavera, viaggia a velocità tra i 40 e i 100 Km/h non provoca nubi o spostamento di aria, scende a palla o a tavola oppure come un torrente in piena (neve marcia) travolgendo quello che incontra.

C'è anche la valanga di piattaforma ventosa, crosta di neve secca e dura battuta dal vento.

Ricordarsi sempre che la causa scatenate di una valanga potremmo essere noi ma anche una vibrazione fisica o acustica.

Come comportarsi prima,durante e dopo una valanga.

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