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SOPRAVVIVENZA

PENSA IERI - PREPARATI OGGI - VIVI DOMANI

Pensi che a te non succederà mai niente? Pensi che dopo un terremoto sia necessario aspettare che la protezione civile venga ad allestire i rifugi e a rifornire di cibo ed acqua la popolazione? Pensi che sono gli altri a dover pensare a te e alla tua famiglia dopo un alluvione? Pensi che sia la colpa del C.A.I. se ti sei perso in montagna? Pensi che sia colpa di quelli delle Autostrade se sei rimasto bloccato dalla neve ed hai avuto freddo, fame e sete finche non sei stato raggiunto dai soccorsi? 

Se la risposta è SI, vai in pace, su queste pagine non c'è niente che ti potrebbe interessare. 

Se, invece, credi che molti problemi si potevano evitare se solo ci avevi pensato prima o se eri adeguatamente preparato ed attrezzato, prova a leggere queste note, forse ti saranno d' aiuto. Magari troverai alcuni spunti interessanti che stimoleranno la tua curiosità e ti porteranno verso  ulteriori approfondimenti. Se hai qualcosa da suggerire o chiedere vai alla sezione contatto e non esitare a farlo. Ed infine ricorda che, nonostante citiamo spesso Murphy, noi siamo degli inguaribili ottimisti, solo che non ci piace essere colti di sorpresa.

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La sopravvivenza, intesa come conoscenza degli argomenti e l'insieme delle attività che potrebbero rivelarsi utili o indispensabili in determinate situazioni ha argomentazioni, direzioni e applicazioni molto vaste. Esse iniziano  con il comportamento nella vita quotidiana, con una passeggiata nella natura o con qualche giorno in campeggio, continuano per molto tempo con la preparazione,  la raccolta, l'apprendimento e finiscono (...o iniziano realmente) con cercare una via d'uscita dalle situazioni talmente drammatiche che potrebbero superare la peggiore delle ipotesi del disfattista più incallito.  Si tratta, tuttavia, di eventi e situazioni che potrebbero anche non succedere mai. 

Preparasi e pianificare la condotta per le situazioni ostili e più o meno catastrofiche  non significa sperare che esse accadono, come non si può attribuire solo alla fortuna i casi di sopravvivenza  quando le su dette situazioni si verificano. Quello che vorrei trasmettere con queste note è che è importante pensarci prima. Quando giunge il momento del bisogno è troppo tardi per imparare, di conseguenza o siete preparati o siete spacciati.  Cominciate con pensare che la sopravvivenza incomincia molto prima dell'evento che ne determina la condizione di status-quo, e precisamente, con il prendere coscienza che qualcosa potrebbe succedere e che in quel momento potreste aver bisogno di un oggetto o di una nozione particolare che vi permetterebbe di risolvere la situazione. Provate ad immaginare cosa potrebbe servirvi e procuratevelo. Immaginate poi  la stessa situazione inserendo le nuove variabili e cercate di capire se quello che avete imparato e gli oggetti che vi siete procurati siano sufficienti ed adeguati, e se siete in grado di portare a termine i  vostri intenti. Eventualmente riconsiderate il vostro piano, integrate l'equipaggiamento e rivivete nuovamente con l'immaginazione la situazione originaria. Provate anche a mettere in pratica qualche fase del vostro piano. Io penso che Il segreto per il successo nella sopravvivenza sia proprio che la preparazione non finisce mai. La nostra vita, la società, il mondo sono in continua evoluzione e quindi le ipotesi ed i presupposti che stanno alla base della nostra preparazione cambiano di continuo. Questo significa che per mantenere attuali ed efficienti i nostri piani e le nostre attrezzature dobbiamo adeguarci alle nuove condizioni e questo ci deve risultare del tutto naturale ed automatico. Come ci dovrà risultare naturale ed automatico, in una reale situazione di sopravvivenza, un tempestivo cambiamento di piani ed obiettivi o l'introduzione di improvvisazioni e adeguamenti imposti da quella particolare situazione e che ci permetteranno il raggiungimento del nostro scopo primario: sopravvivere.   

Gli esperti hanno definito sette fasi fondamentali attraverso le quali si sviluppa la preparazione per la sopravvivenza, io dico che sono otto:

1- Identificare le situazioni e le cause più importanti che, in un determinato scenario,  potrebbero degenerare in una condizione di pericolo per voi,  per la vostra famiglia e per i vostri beni e pensare a un modo per fronteggiarle. Esempio

2- Censimento e adeguamento delle risorse (personali, dell' abitazione principale (..il nostro bunker..), della macchina. Alternative possibili e luogo sicuro di ricollocamento (come una casa per le vacanze, parenti fidati o buoni Amici....)  I criteri fondamentali sono la polivalenza e la sicurezza in tutti i sensi (Non andrete mica a comperare la nuova casa, che so, sulle pendici di un vulcano attivo?!!??!). Studio del territorio e della  viabilità in condizioni diverse.

3- Preparazione di un equipaggiamento di emergenza individuale (borsa,zaino) per ogni componente della vostra famiglia. Preparazione di un piano di raggruppamento ed evacuazione che tutti devono conoscere. Potrebbe risultare simpatico insegnare ai figli, nel caso si perdessero, di recarsi in un punto preciso come potrebbero essere le casse in un supermercato o la chiesa in un  paese.

4- Scelta dei mezzi di locomozione (macchina, moto, barca..) e preparazione dell' equipaggiamento atto a garantire la sopravvivenza durante gli spostamenti.

5- Preparazione di una riserva di soldi, acqua, cibo, carburanti (gas, gasolio, benzina, legna, carbone) e altri articoli fondamentali, sufficiente per un periodo prefissato (esempio 7 giorni).

6- Acquisizione di  materiali, pezzi di ricambio, generi di consumo ed attrezzature di tutti i tipi, utili per migliorare l'autosufficienza anche a lungo termine.

7- Acquisizione di conoscenze, raccolta di libri e informazioni preparazione fisica e mentale, esercitazioni pratiche.

8- Ripartire dalla 1, avete certamente dimenticato qualcosa e qualcos'altro si può migliorare  !!!!

Le fasi fin qui elencate riguardano in particolare la sopravvivenza in caso di catastrofi ma possono essere adattate a qualsiasi situazione ci troviamo a dover fronteggiare. Ricordatevi che la pianificazione è importante ed il semplice fatto di pensare cosa si potrebbe fare in questa o in quella situazione aiuta a prepararsi psicologicamente all'imprevisto, ma ricordatevi bisogna sempre verificare in pratica se il piano può funzionare. Se vi siete attrezzati con pile e candele per fronteggiare la mancanza di corrente elettrica provate a vivere per un giorno spegnendo il contattore di casa. Scoprirete che il frigo si scongela, che la caldaia non funziona, il cancello è bloccato, la candela dura un paio d'ore e la pila è presto scarica. Non avete ne la radio, ne la TV, ne l'internet; non vi resta che il sesso, forse.

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15/02/2001