
- elementi fondamentali -
Con il termine sopravvivenza si intende la capacità di un individuo di mantenersi in vita in condizioni particolarmente avverse. Si possono distinguere due scenari di sopravvivenza:
il primo può essere identificato con la fase acuta di un qualsiasi evento ostile che riguardi direttamente la persona (incidente, incendio, crollo, aggressione) e per essere superato richiede qualità più istintive e psicologiche (rapidità di reazione, sangue freddo...), anche se conoscenze specifiche e una buona dose di fortuna aiutano moltissimo. L'obiettivo è esclusivamente quello di limitare i danni. In queste situazioni il panico è mortale.
Prima direttiva: Salvarsi il culo
Il secondo scenario è quello del " day after " e, superata la fase acuta, consiste nella sopravvivenza a lungo termine. In questa fase si richiede la conoscenza di nozioni e tecniche specifiche, del spirito di adattamento e della capacità di organizzazione. Qui parleremo proprio di questo secondo scenario.
Anche in questo caso si possono distinguere due situazioni possibili:
1 - Per un qualsiasi motivo siamo in " survival condition " proprio in casa nostra. ( Inondazione, terremoto, guerra. E' stata sospesa l' erogazione dell' acqua, luce e gas, mancano generi alimentari e carburanti. ) Scenari di questo tipo sono più frequenti di quanto si pensa, basta guardare i telegiornali.
2 - Qualsiasi altro luogo o regione disabitata o meno. La calamità naturale o artificiale ci ha sorpresi distante da casa, in viaggio o in vacanza o siamo stati costretti ad abbandonare il nostro bunker. Stesso scenario di prima solo che in questo caso noi siamo estranei e gli indigeni pensano, giustamente, prima a se stessi e poi agli altri,.. dopo. Disponiamo solo di quello che ci siamo portati dietro e di quello che siamo in grado di procurarci sul luogo.
Se il luogo è quello della nostra casa saremo sicuramente avvantaggiati dal fatto di avere a disposizione materiali e attrezzi che normalmente deteniamo o, se siamo stati previdenti, abbiamo preparato e conservato proprio per questa evenienza, altrimenti, come disse Gunny, bisogna improvvisare ed adattarsi per raggiungere lo scopo.
In ogni caso l'obiettivo non cambia e le necessita di un uomo in situazione di emergenza, qualunque sia la causa (incidente, calamità naturale, guerra), e qualunque sia il luogo (La nostra casa o una regione inospitale) si possono riassumere in 5 bisogni fondamentali, indispensabili per la sopravvivenza a lungo termine in qualsiasi condizione.
ACQUA E CIBO - RIPARO E SICUREZZA - MEDICAZIONI - FUOCO - COMUNICAZIONI
L' ordine delle priorità può cambiare in funzione del luogo e della situazione.
Acqua e cibo
Fin qui ci arrivano tutti. Senza acqua un uomo può mantenere l' efficienza per massimo 3-4 giorni, dopo subentra la perdita della coscienza, il coma ed infine la morte verso il 7° o 8° giorno. Il cibo è un bisogno meno immediato in quanto ci da una decina di giorni di efficienza, poi si ha il declino e la morte sopraggiunge dopo il 30° giorno. Siccome il nostro credo non è quello di aspettare che ci vengono a salvare, possiamo concludere che bisogna trovare acqua entro 1 giorno ed il cibo entro una settimana per riuscire a mantenere in buono stato il nostro corpo ed alte le nostre possibilità di sopravvivere. E' meglio informarsi sulle tecniche di raccolta, purificazione e conservazione dell'acqua nonché di aspetti medici legati alla disidratazione e alla consumazione di liquidi ricchi di sali minerali. Per il cibo ritengo fondamentale un concetto alquanto singolare elaborato dal mio amico Vlado; secondo lui tutte le cose e gli esseri più o meno viventi si dividono in due grandi categorie: i commestibili ed i non commestibili. Bisogna accuratamente evitare di mangiare quest'ultimi.
Nota: Se non abbiamo l'acqua faremo a meno di mangiare perché il processo della digestione richiede molta acqua e quindi favorisce la disidratazione. La consumazione dell'acqua di mare o delle urine è controversa ma possibile, tuttavia, questa pratica è indubbiamente distruttiva per i reni e comunque porta alla morte verso il 7° giorno per blocco renale, ma... se iniziata subito, evita la perdita di coscienza dopo il 3° giorno, dandoci un paio di giorni di respiro (non è poco...metti caso che il 5°giorno piove e noi siamo in coma......).
Riparo e sicurezza
Freddo, neve, pioggia, vento, sole, insetti, animali, ramaglie, spini: questi sono i nemici del vostro corpo. Il vostro primo riparo sono i vestiti, sceglieteli e trattateli bene (..le mode non sono un buon criterio di scelta....). Il vostro secondo riparo è un luogo che vi permette di proteggere voi e i vostri vestiti. Sia esso artificiale o naturale vi fornirà calore e protezione sia fisica che psicologica e vi consentirà di sopravvivere a lungo. Il vostro riparo ed il vostro equipaggiamento potrebbero far gola a qualcuno, e per altri anche voi siete cibo. Pensateci!
Medicazioni
Dovete mantenervi in buono stato. Le non ottimali condizioni igieniche in una situazione di sopravvivenza, aggravano qualsiasi problema, e chiaro che non si può essere schizzinosi ma questo non vuol dire che bisogna vivere come dei caproni. Le ferite, anche le più banali, si infettano facilmente, un semplice callo può metterci in una situazione a rischio e un problema intestinale causato dall' acqua o dal cibo potrebbe risultare definitivo. Ogni ferita va curata, nessun sintomo va trascurato, informate gli altri dei vostri problemi, siate calmi, razionali e pianificate tutto. Tenete a portata di mano un kit medico e pensate due volte prima di fare una cazzata perché il dottore non è disponibile.
Fuoco
Il fuoco è il simbolo della vita. Il fuoco ci da la luce e ci riscalda, cucina il nostro cibo, purifica l'acqua, tiene distanti gli animali e gli insetti, segnala la nostra presenza ai soccorritori (...ma anche ai nemici...) e rende più confortevole il nostro riparo. Conviene avere sempre almeno due sistemi per accendere un fuoco. Una volta acceso il fuoco esso va mantenuto e neanche questo è facile. Tutti sanno che un fuoco si può accendere con una lente o per sfregamento ma pochi hanno provato a farlo realmente, e di questi pochi... molti sono rimasti delusi.
Comunicazioni
Le comunicazioni sono importanti sia per mantenere il contatto con la base o con altri gruppi sia per chiedere aiuto o segnalare la nostra presenza ai soccorritori. E' meglio disporre di un paio di modi per comunicare (cellulare, radio), avere fumogeni o razzi per segnalare la nostra presenza, conoscere qualche metodo improvvisato per farlo (specchietti etc.). Da considerare il fatto che in occasione dei disastri di vaste proporzioni le prime a saltare sono le reti di telecomunicazioni pubbliche (telefoni e cellulari), e se non saltano vengono comunque messe in "emergenza" e quindi le perlopiù inutili comunicazioni tra privati vengono bloccate.
********************
Bene, adesso che sapete di cosa avrete bisogno, è meglio che cominciate ad istruirvi sulle tecniche necessarie per assicurarvi la sopravvivenza dopo il prossimo disastro generale. Qualcosa lo potrete trovare su queste pagine, qualcos'altro in altri siti di questo genere e per finire sui vari manuali e libri. La cosa importante è che poi provate a farlo. Non importa imparare tutto, basta conoscere bene e provare le poche cose fondamentali. Magari le conoscenze di questo tipo ci aiuteranno a prevenire di mettersi da soli in condizione di pericolo. Oppure la prossima volta che rimanete bloccati sull'autostrada, nella neve, avrete con se il necessario per scaldarvi un thè e non dovrete aspettare che gli altri si ricordino di voi.
[RITORNA]
[Top][Survival][Navigation][Mission][Meteo][Waterworld][Off Road][Bibliografia][News][Sponsor][Military]

01-03-2001
'); //-->